Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-32

Indice del libro

Carri USA

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Lo sviluppo dei carri americani dalla fine della Seconda guerra mondiale ha avuto varie fasi, spesso di sviluppo innovatore (anche troppo, come nel caso dell' MBT-70), ma più frequentemente con uno sviluppo graduale dei progetti per rimediare a difetti e limiti via via rivelatisi. L'unica eccezione, con un vero salto generazionale, è stata quella dell'M1 Abrams, che pure inizialmente riteneva il cannone M68 da 105 mm del precedente M60, ma era diverso e quasi sempre migliore per tutto il resto, sia pure con un costo non indifferente in prezzo d'acquisto e di mantenimento. I carri americani vennero utilizzati in battaglia in numerosi fronti, dal Vietnam al Golfo, e attualmente sono impegnati prevalenemtemente con una funzione di mezzi di controllo del territorio, essendo i movimenti di guerriglia privi di grandi componenti motorizzate e corazzate come quelle per cui i carri americani sono stati costruiti. La futura generazione di carri armati USA non è ancora definita: non si sa bene se e come verrà rimpiazzato l'M1, a parte i programmi d'aggiornamento che lo hanno reso un mezzo 'network-centrico' capace di comunicare e condividere dati e informazioni con altri utenti. D'altro canto, questo è il senso dell'evoluzione dei mezzi militari di ogni sorta che attualmente vengono schierati o sperimentati, dal fante 'digitalizzato' al bombardiere stealth da un miliardo di dollari.


Carri leggeri

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M24 Chaffee è un carro estremamente compatto, molto più piccolo di quanto non sembri dalle sue apparenze

L'M24 è risultato un ottimo carro leggero, entrando in servizio alla fine della guerra mondiale, aveva un cannone da 75mm su di uno scafo molto più leggero e mobile di quello dell' M4 Sherman. Esso ha avuto una carriera postbellica di tutto rispetto e in qualche nazione è sopravvissuto, riarmato e riequipaggiato, fino quasi ai giorni nostri. Il Cile per esempio, lo ha dotato di cannone ad alta velocità da 60 mm lungo 70 calibri, con sistemi di controllo del tiro pure migliorati. Ma già durante la guerra di Corea dimostrò di avere una protezione limitata e vulnerabile anche ai cannoni da 45 mm controcarro, oltre che di non possedere un cannone adeguato per combattere i carri armati medi nemici.


 
L'M41 Walker Bulldog

L'M41 Walker Bulldog è stato il carro successivo, dei primi anni '50. Ha avuto un cannone da 76mm e in generale sembrava la versione miniaturizzata dell' M47. Era troppo pesante e grosso come carro armato leggero, e poco armato contro i carri medi e pesanti, ma superava i 70km/h ed era molto popolare. Rimane in servizio in qualche Paese asiatico e americano, o quantomeno lo è stato fino a non molti anni fa. Anche per questo i progetti di aggiornamento non sono mancati, ma al solito con il dubbio sulla loro reale validità applicati ad un carro armato tanto vecchio. Esso ha un equipaggio di 4 uomini, cannon da 76 mm con freno di bocca a T, dimensioni di 5,81/8,21 m x 3,2 x 2,72 m, e peso di 23,5 t. Ha, nella sua forma originale, un motore Lycoming da 500 hp a benzina, che assicura un raggio di soli 160 km su strada, limite non indifferente per un carro leggero da ricognizione. Anche per questo la Danimarca ne modificò 52 con un motore diesel da 465 hp, mentre Taiwan ne ha realizzato una sorta di clone chiamato Tipo 64, prodotto dal 1975 e con sistemi di tiro migliorati, incluso un telemetro laser.


 
Un M551 Sheridan, con il cannone-lanciamissili a canna corta calibro 155mm.

L'M551 Sheridan era un carro leggero avveniristico, dotato di un cannone lanciamissili da 155mm a bassa pressione, elevata mobilità e corazza in alluminio e acciaio. Nondimeno, ha avuto moltissimi problemi come affidabilità e armamento che non ha avuto minimamente il successo dei precedenti carri armati leggeri americani. Impiegato in Vietnam, in seguito non ha avuto molto altro da fare che simulare i veicoli sovietici nei centri addestrativi dell'US Army. Prodotto dal 1996 al 1979 in 1700 mezzi circa, gli ultimi dei quali dotati di sistemi ad immagine termica (almeno come retrofit), il suo cannone lanciamissili ha dimostrato di essere un'arma altamente questionabile: mai utilizzato in pratica come lanciamissili, la sua gittata nel tiro diretto arriva a circa 700 m, meno di quella minima del missile supersonico Shillelagh che doveva aggiungersi alla panoplia. Molti mezzi sono riusciti a trovare impiego valido come veicoli aggressors simulanti per esempio carri T-80, con i reparti d'addestramento dell'US Army. Dimensioni 6,29 x2,81 x 2,26 m peso di 15.830 kg, aviotrasportabile da C-130 e anfibio.


 
L'M8 in una prova di mobilità

Il successore designato dello Sheridan è stato un mezzo molto tribolato, anche concettualmente. Sono stati prodotti prototipi di veicoli con cannone ad altissima velocità iniziale da 75mm come l'ARES, ma alla fine è arrivato il carro leggero M8 con arma da 105 mm, corazzato in titanio e Kevlar con vari livelli di protezione possibili. Tuttavia non è stato adottato(il costo di una serie di 300 veicoli, 8 milioni di dollari l'uno, proposto 10 anni fà a Taiwan mentre il Leclerc da 55 t era offerto a 6,4, appare un motivo molto convincente per capire tale situazione). Lo Stingray (altro carro leggero con il 105mm) è andato alla Thailandia, dimostrando, a quanto ha riportato la stampa, una notevole fragilità strutturale, per via della leggera costituzione abbinata ad un armamento potente e un'elevata mobilità. Dimensioni e prestazioni dello Stingray: 6.44/9,3 x2,71 x2,4 m, peso 20,3 t, 67 km/h e 480 km di autonomia con un motore diesel da 535 hp.


Carri medi

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Un Pershing in azione

Il carro M26 Pershing ha avuto il tempo di sparare qualche colpo durante la seconda guerra mondiale, ma esso è meglio ricordato per il servizio reso nel dopoguerra, come durante la Guerra di Corea dove riuscì a fermare i T-34/85. Aveva un potente cannone da 90 mm e una corazza da 100 assai inclinata, e per la prima volta poteva competere ad armi pari con i Panzer tedeschi. Il peso era di 40 tonnellate circa, e la potenza del motore di 500hp. La versione con il 105mm si chiamava M45, ma esso aveva un obice di supporto, non un cannone ad alta velocità. Gli M26 entrarono in servizio anche nell'Esercito Italiano del dopoguerra. Il mezzo, che all'inizio era considerato un carro pesante, venne nel periodo postbellico riclassificato carro medio.


 
M46 dei marines in Corea

Il Pershing aveva potenza di fuoco e protezione adeguata, ma non aveva un motore all'altezza della situazione. Per questo venne approntato l'M46, di qualche anno successivo, per avere un mezzo più mobile grazie alla presenza di un potente motore a benzina di 800hp circa. Combatté anch'esso in Corea, dove si comportò assai bene, ma l'US Army era già alla ricerca di qualcosa di meglio, soprattutto l'armamento in torretta lasciava molto a desiderare.


 
M47 Patton

Anche l'M46 era un mezzo di transizione. Per ottenere lo sfruttamento pieno del cannone venne ideato un nuovo carro, il T42, con la torretta munita di telemetro ottico. L'approntamento del nuovo mezzo e l'emergenza della Corea costrinsero a stringere i tempi e allora la torretta venne abbinata allo scafo dell'M 46. Questo originò l'M 47 Patton, mezzo prodotto in grande quantità ed esportato in numerose nazioni, mano a mano che l'US Amry, non convinto nemmeno di questo nuovo mezzo, aveva la disponibilità degli M 48. L'Italia ne ebbe centinaia, che ricostituirono la forza corazzata dell'esercito rimanendo fino alla fine anni '80. Peso 46,7 t, dimensioni 6,3/8,51 x 3,38 x 3,02 m, motore diesel da 810 hp, 48 km/h e 120 km di autonomia su strada (consumo: 8 l/km), armamento di 1 cannone da 90 mm con 71 colpi e 3 mitragliatrici. Corazza: anteriore scafo 102 mm a 60 gradi, torretta anteriore da 102 mm a 40 gradi, lato scafo 76 mm, lato torretta 63 mm leggermente inclinata.


 
L'M48 è stato l'unico dei carri di questa serie ad essere comunemente chiamato 'Patton'

L'M 48 era riprogettato rispetto all'M 47. Questa ennesima macchina dal nome Patton era munita di una torretta diversa, dal profilo più basso e più voluminosa. Non aveva, a dire il vero, una grande superiorità rispetto all'M47, ma venne giudicato migliore e sottoposto ad aggiornamenti vari, con i quali ha avuto motori diesel da 750 hp (M48A3) e poi cannoni da 105mm (M48A5), tanto da risultare preferibile al successivo M60 per molti clienti. Il veicolo entrò in servizio a metà anni '50. Fu forse il primo carro americano ad essere munito di sensori IR notturni, che apparvero già nell'impiego in Libano nel 1958. La versione con motore diesel, dopo il tipo intermedio A2 con benzina a iniezione diretta (circa 290 km di raggio) consentiva di percorrere 450 km, cosa più importante della leggera diminuzione di prestazioni. I carri israeliani vennero armati col 105 mm prima ancora di quelli americani, mentre altre nazioni si ingegnavano a trasformare in tal modo i propri mezzi, come la Germania Occidentale e Taiwan. Anche l'M48 ha partecipato a numerosi conflitti, come le guerre arabo-israeliane del 1967, 73 e 82. Dati: 49t, 6,41/9,47 x 3,63 x 3,29 m, cannone M68 con 55 colpi da 105 mm, diesel da 750 hp con trasmissione automatica e 48 km/h su strada.


Carri pesanti

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L'M103 è stato l'unico carro armato pesante dell'esercito USA entrato in servizio e rimastovi fino all'ultimo con questo ruolo, quello di sostegno ai carri medi e contrasto ai mezzi pesanti come quelli della serie Stalin. Essenzialmente si trattava di un carro M48 ingrandito a sufficienza per portare un cannone da 120 mm. Non ebbe mai successo, per via delle mediocri doti di mobilità possedute, ed ebbe lo strano destino di essere nonostante questo, assegnato ai Marines americani, che certo non erano molto interessati ad un tale mostro meccanico per le missioni di sbarco. Prodotto in poche centinaia di esemplari, a tutti gli effetti era l'equivalente del Conqueror britannico. Ebbe come miglioramento importante, ma non su tutti i veicoli, un nuovo motore Diesel che ne migliorò l'autonomia e diminuì il rischio di incendio in caso di colpi a segno. Dati: 56,7 t, 6,89/11.32 x 3,76 x 2,88 m, velocità 34 km/h con un motore Continental da 810 hp.


 
M60

L'M 60 era l'ultimo 'Patton', equipaggiato fin da subito con un diesel, e dotato di una torre specificatamente progettata per ospitare un cannone da 105mm. Questo lo rese il primo 'MBT' (Main Battle Tank, carro da battaglia principale) americano, ovvero un mezzo unificato che potesse svolgere i ruoli prima assegnati a carri leggeri, medi e pesanti. Soprattutto tra queste 2 categorie avvenne la fusione di ruoli, mentre i mezzi leggeri ebbero una maggiore indipendenza da questa rivoluzione.

Esso ebbe un successo relativo, malgrado la produzione in circa 13.000 esemplari, perché costava il triplo di un M48 ed era molto (troppo) alto. Mano a mano, entrando in servizio attorno agli inizi anni '60, lo ha sostituito nell' US Army ed è stato esportato in numerosi Paesi, ma non è mai stato considerato un pieno successo, soprattutto nella fallimentare versione M60A2 con cannone lanciamissili da 155mm. Gli M48 ammodernati hanno tenuto la concorrenza a lungo prima di cedere alla massa di carri ex-statunitensi, praticamente regalati a numerose nazioni dopo la fine della Guerra Fredda, ed equipaggiati con un sistema di immagine termica generalmente non presente sugli M48, aggiornati negli anni '60-70. Dati: 6,94/9,44 x 3,63 x 3,27 m, peso 48-52 t, cannone da 105 mm M68 (versione USA dell'L7 inglese) con 63 colpi e 2 mitragliatrici.


 
MBT-70

L'MBT-70 ha tentato di costituire l'elemento di rottura rispetto alla tradizione, con un cannone lanciamissili da 152 mm e il pilota in torretta. Programma tedesco-americano, non ha avuto nessun successo e non è entrato in produzione fallendo là dove il sovietico T-64, sia pure con difficoltà, è riuscito, il balzo generazionale rispetto ai mezzi precedenti. In seguito alcune idee saranno riprese per i carri successivi.


 
M1 Abrams

L'M1 Abrams è stato il successore designato degli M60, gli ultimi della serie Patton. Esso si è dimostrato un carro di notevole successo, soprattutto contro i malcapitati reparti iracheni. Inizialmente ferocemente criticato per l'affidabilità e sempre anche per i costi, risultati più che doppi rispetto all'M60, l'M1 era armato inizialmente con lo stesso cannone dei carri precedenti. Riarmato poi con il pezzo da 120 mm è risultato molto più efficace. La corazza, composita, è stata migliorata, mentre il motore a turbina, potente e compatto, è risultato molto dispendioso in termini di consumo, e i successi export sono stati, forse in conseguenza di questo, relativamente ridotti, malgrado la carriera bellica. Un carro M1 di ultima produzione, con il cannone M256 da 120 mm al posto del vecchio M68, corazze DU per la parte anteriore della torretta e in generale migliorate rispetto ai modelli iniziali, sistemi di controllo del tiro ammodernati, è un mezzo formidabile, anche se ha ridotta autonomia: 450 km su strada con ben 1900 l di pieno, ma in pratica, durante la guerra del 1991 ne sono stati consumati anche 16 l per km come media. Questo risulta dal confronto con l'M60, superato del 250% in termini di consumi, con l'originale M1 di qualcosa peggio nonostante il peso minore, forse per la turbina leggermente meno efficiente, anche se il motore a tutti gli effetti è sempre lo stesso, di origine aviatoria (elicotteri), adattato all'uso con i carri armati. L'M1, dotato di vano in torretta antiesplosione per i proiettili, ha capacità di sopravvivenza fuori dal comune anche se viene perforato da armi nemiche o anche amiche in caso di fuoco fratricida, e questo, assieme alla corazza, all'ottima mobilità (posto che la logistica sia all'altezza), alla capacità di sparare con precisione persino singoli colpi di mitragliatrice e in movimento, rende gli equipaggi orgogliosi del loro carro armato, e relativamente tranquilli in combattimento. L'era dei carri che esplodevano in fiamme appena colpiti è stata superata decisamente da questo mezzo, che resta l'unico con le munizioni quasi esclusivamente in torretta. Da notare che in genere, come nel caso del Merkava, si dice il contrario: è sconsigliato tenere le munizioni sopra l'anello di torretta. Ma nel caso dell'M1 questo si spiega grazie al deposito corazzato ricavato nella controcarena. È una soluzione che ha incontrato successo, ma bisogna dire che aumenta molto la sagoma longitudinale e la massa della torre. In ogni caso, ha risolto con successo il dilemma di dove sistemare nell'angusto scafo di un carro armato 1 tonnellata di munizioni. Anche l'Egitto ha comprato gli M1A1 Abrams, che sono apparsi nel 1985 col cannone da 120 mm tedesco, molto più potente di quello da 105 mm precedente, mentre nel 1988 sono apparsi gli M1A1HA con corazze all'uranio, ancora non molto diffuse all'epoca della guerra contro l'Irak del 1991. In tutto sono stati prodotti oltre 8000 carri, tra questi 315 per l'Arabia Saudita all'ultima versione M1A2, dotata tra l'altro di una camera termica per il capocarro su apposito periscopio. Prima l'M1 non aveva nemmeno un vero periscopio di mira per il comandante, e anche se gli equipaggi non trovavano molti problemi in merito, è chiaro che i sistemi montati su mezzi come il Leopard 2 o il Leclerc erano ben altra cosa. In pratica i carri moderni di ultima generazione sono tutti dotati di camera termica per il capocarro, malgrado il costo. Dati: 57-60 t, 7,91/9,76 m x 3,65 x 2,37 m, cannone M68 da 105 con 55 colpi o M256 con 40, oltre 10000 proiettili per le tre mitragliatrici tra leggere e pesanti di bordo.

In sostanza, l'M1 è un mezzo di successo, ma non è mai stato chiarito se vi fosse realmente una superiorità sui mezzi come il Leopard 2, forse meno corazzato e con solo la metà delle munizioni in torretta (con relativo comparto corazzato e pannello di sfogo sopra il tetto, come nell'Abrams), con un motore di pari potenza ma molto ingombrante, ma anche con periscopio panoramico per il capocarro, cannone da 120 -sia pure senza munizioni DU- e un turbodiesel che seppure meno compatto con minor consumo, tanto da rendere possibile con 1400 l percorrere 550 km. Di fatto, i motori a turbina sono più compatti ma richiedono più carburante rimangiandosi così il vantaggio nominale, per poter ottenere sufficiente autonomia, e sono meno efficienti a bassa velocità per cui oltre a non consentire una sufficiente reale 'compattazione' del carro portano anche a consumi maggiori e manutenzione specializzata di tipo aeronautico. Di fatto, non hanno ottenuto emuli in Occidente.

Mezzi per la fanteria

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M5 Halftrack

Il primo veicolo postbellico per la fanteria di ampia diffusione era nell'insieme il veicolo semicingolato M2/M5, che era stato prodotto in quantità enorme durante il conflitto, oltre 40.000 esemplari. La sua propulsione era a benzina, ma alcuni sono stati muniti con apparati diesel. Gli Israeliani ne ottennero addirittura esemplari cacciacarri con cannone da 90 mm a media pressione o con missili SS-11. La velocità di 72-88 km/h e una buona autonomia e affidabilità sono state a lungo sfruttate, nonostante che negli anni sia stato sostituito dagli M59 e M75 cingolati, ma soprattutto dai successivi M113 con scafo leggero in alluminio. [1]

 
LAV

Il LAV ,Light Anfibious Veicle non è altro che il Piranha svizzero in versione 8x8 adottato come mezzo da combattimento per i Marines. Si tratta di un mezzo da 13 t, con cannoni da 25 mm automatici sistemati nelle torrette Delco da 2 posti,munite di camera termica anche se non di telemetro laser. SAi tratta di un mezzo con valide capacità anfibie ed è stato ordinato in centinaia di esemplari, anche con sistemi particolari come missili controcarro, mortai, sistemi ECM. Molti sono stati anche esportati, mentre il primo lotto entrò in servizio nel 1983. [2]

 

Lo Stryker è un mezzo adottato per le brigate leggere dell'US Army, che hanno ottenuto una macchina ancora una volta derivata dal Piranha svizzero, il veicolo 8x8 da fanteria occidentale di maggior successo. Esso arriva, per la corazza protettiva, a circa 20t. di peso, quasi il doppio del LAV di cui pure è parente. Esso ha solo una mitragliatrice da 12,7 mm, in quanto per il momento non è stato considerato di armarlo in maniera pesante, curando invece la protezione. Di fatto, attualmente esso è uno dei mezzi più importanti dell'US Army in Irak,dove le sue doti di mobilità su strada sono ampiamente apprezzate.

[3]

 
M113

Il veicolo da trasporto truppe più diffuso della storia, il versatile M113, è stato prodotto in oltre 70.000 mezzi. Esso ha avuto una serie incredibile di versioni, con armi tra il 7,62 e il 120 mm, mortai, sistemi missilistici, radar, versioni ambulanza. Costruito dalla FMC in lega d'alluminio, anfibio e leggero, tutt'altro che possente, ha costituito un veicolo tuttofare affidabile che a tutt'oggi non è stato possibile sostituire totalmente. Le versioni migliorate sono state trasformate in mini-IFV, come l'AIFV con cannone da 25mm e corazze migliorate.In Italia venne realizzato il modello migliorato VCC, che era simile ad una versione economica dell'AIFV, ma in sostanza, poco migliore del tipo base, a parte che in questo caso in tutti i mezzi sono da subito presenti i motori diesel.

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M2 Bradley

L'M2 Bradley e la sua versione da cavalleria, molto meno nota, l'M3, con equipaggio ridotto e maggiore munizionamento, era stato pensato come evoluzione progressiva degli M113 dei tipi più avanzati, ma lo sviluppo diede luogo ad una macchina costosissima e pesante, che lasciava poco spazio alla fanteria. La nuova macchina arrivò in servizio, tra mille polemiche per i costi e la complessità, nonché per l'alta sagoma, nel 1982 e la produzione arrivò rapidamente, nonostante tutto, a 600 mezzi annui assieme a quella dell'M1 Abrams, che raggiunse i 720, il che aiutò in pochi anni a riequipaggiare il grosso delle unità meccanizzate e corazzate americane. L'armamento comprende sia il canone da 25 mm che un lanciatore binato retrattile per i TOW.[5]

Artiglierie USA

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Artiglierie semoventi campali

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Le artiglierie semoventi sviluppate per l'US Army dagli anni '40 in poi sono state influenzate dalle capacità della forte industria meccanica e motoristica americana, nonché da una mentalità militare aperta alla guerra mobile, certamente molto aiutata dalla robusta base industriale. Lo studio delle operazioni belliche reali e i progressi tecnologici hanno contribuito a tenere sempre alto il livello di efficienza dell'artiglieria semovente americana, largamente prodotta sia nella categoria campale, che contraerea e controcarro. Qui viene analizzata l'evoluzione della prima di queste tipologie.

L'evoluzione tecnica e dottrinale

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Inizialmente si trattava soprattutto di rendere i cannoni altamente mobili su terreno vario, perché nonostante gli affusti moderni, con ruote pneumatiche, e veicoli di traino come autocarri ad alta mobilità e trattori cingolati, il modo migliore per permettere all'artiglieria di seguire fanti e carristi era sistemarla direttamente su di un veicolo, meglio se cingolato. Inoltre in tal modo era possibile entrare e uscire dall'azione in pochissimo tempo, l'efficienza era meno determinata dalla stanchezza degli uomini, vi era una certa protezione di armatura. Ma i primi mezzi non avevano protezione superiore per un fatto di peso.

Con l'avvento dell'era nucleare si avvertì la necessità di mezzi protetti integralmente, ma questo portò a veicoli spesso troppo goffi e pesanti. Così si giunse alla terza fase, quella di sfruttare le tecnologie correnti, come quella delle leghe d'alluminio, per dare ai mezzi un'elevata mobilità, oppure artiglierie di grande potenza e gittata. In seguito si è curata la precisione, la gittata e la cadenza di tiro, grazie anche alla diffusione di computer tattici e sistemi di navigazione terrestre.

Lo sviluppo più recente, il programma Crusader, cercava di mettere in un solo scafo tutte le esigenze, inclusa quella di una elevata protezione, ma ha raggiunto le 55 tonnellate e ad un certo punto, dopo aver cercato di riprogettarlo per 'appena' 40t. di peso complessivo, è stato abbandonato, anche a causa dei soldi necessari per le guerre regionali in cui l'US Army è impegnato dall'inizio del millennio.

In genere, la presenza dei semoventi si rinviene nell'organico delle unità statunitensi meccanizzate e corazzate (e non, per esempio, le unità aviotrasportate), con gruppi di 3 batterie su 6 pezzi l'una assegnati alle brigate. I semoventi in parola sono da 105 o più generalmente, da 155mm. (almeno dai tempi dell'introduzione dell'M109). Anche gli M110 da 203mm sono stati assegnati alle unità divisionale, mentre l'M107 era dato in carico ai corpi d'armata, pur non avendo proiettili nucleari.


 
Notare l'obice al centro dello scafo

Il primo semovente di successo, dopo esperimenti vari con i semicingolati e cannoni da 75mm, si ebbe con l'M7 Priest, basato sull'obice divisionale da 105mm M2 e sullo scafo dell'M 4. Esso partecipò a tutte le campagne dalla metà della Seconda guerra mondiale, ampiamente apprezzato per le sue caratteristiche complessive, malgrado fosse scoperto sul tetto. Un altro progetto, realizzato in pochi esemplari, era l'M37, con lo stesso obice ma scafo del carro leggero M24 Chaffee, per contenere i pesi, che tendevano ad essere eccessivi nel caso del Priest.


 
Francia, 1944:M12 spara a basso angolo sull'orizzonte

Grossomodo in contemporanea, venne progettato un altro semovente, l'M12 da 155mm., ma stavolta con meno successo, anche perché basato sul più vecchio scafo del carro medio M3. In effetti soltanto 100 esemplari vennero realizzati, ed impiegati solo dal 1944, ovvero 2 anni dopo la produzione del primo esemplare. Caratteristica la presenza delle centine per sostenere un telo protettivo, perché anche questo mezzo non aveva il tetto, a causa della necessità di contenere i pesi.


 

Il successivo passo fu l'uso dello scafo M4 Sheman anche per le artiglierie pesanti, e l'M40 che ne derivò si dimostrò molto più riuscito, rendendo pratica la realizzazione di un semovente d'artiglieria pesante. Questo mezzo è stato utilizzato a lungo nel dopoguerra, ma ha ceduto il posto ai semoventi di generazione successiva, quando questi si sono concretizzati.


 
M41 in azione in Corea

Un altro semovente di prima generazione è stato l'M41, chiamato anche -assai insolitamente- con un nome proprio, 'Gorilla'. Esso era uno scafo del veloce carro leggero M 24 Chaffee, ma armato con un obice da 155mm in postazione scoperta. Venne usato in Corea. Rimpiazzato dall'M44, che era basato sulla meccanica del carro leggero M41 Walker Bulldog. Se si considera che anche gli altri semoventi basati sullo scafo Chaffee vennero contemporaneamente sostituiti da quelli estrapolati dall'M41 (M52 al posto dell'M37 per i semoventi da 105mm, M42 al posto dell'M18 per i semoventi AA da 40 mm.) si ha meglio l'immagine del ricambio che i semoventi americani ebbero all'inizio degli anni '50 grazie al nuovo carro leggero.


 
M52 del museo di Latrun

I cambiamenti dottrinali postbellici originarono l'M52: le artiglierie M7 e M37 erano entrambi sistemi a cielo scoperto, e per dare agli equipaggi una protezione adeguata all'era nucleare venne realizzato questo curioso veicolo, con il guidatore in torretta e la meccanica del carro leggero M41, a sua volta il successore dell'M24. Realizzato negli anni '50, era un mezzo che si poteva considerare di seconda generazione.


 
M107 israeliano

Il più notevole dei cannoni semoventi americani era l'M107:negli anni '60 entrarono in servizio nuovi veicoli, caratterizzati da maggiore velocità, motori diesel e altre migliorie dei predecessori che, come nel caso dei semoventi M53 (155mm) e M55 (203mm), stavano diventando degli autentici mostri meccanici, lenti e goffi, oltreché costosi. La soluzione drastica di 'dimagrimento' vide l'artiglieria a lunga gittata lasciata senza protezione, e così accadde che l'M107 fosse solo poco di più che un cannone motorizzato piuttosto che un vero e proprio mezzo da combattimento. Esso poteva sparare con relativa sicurezza solo per via della lunghissima gittata posseduta dalla bocca da 175/60 mm. Entrò in servizio con molti eserciti negli anni '60, poi via via convertito allo standard M110.


 
M108 in Vietnam, notare lo scafo e la torretta, praticamente uguali a quelli dell'M109

Un alto veicolo appartenente alla 'century series' delle artiglierie americane era l'M108, l'ultimo americano da 105mm. La genia dei sistemi USA d'artiglieria 'leggera' è grossomodo questa: M7-M37-M52-M108. Con struttura in alluminio e torre brandeggiabile, l'M108 era un veicolo molto mobile, ma il 'fratello' M109 aveva lo stesso scafo e una ben maggiore potenza di fuoco. Così l'M108 venne presto rimpiazzato e dimenticato, sparendo dall'inventario dopo gli anni '60.


 
M109 israeliano ammodernato

Il Semovente M109 è stato il veicolo americano che meglio si è avvicinato alla configurazione 'definitiva' per un semovente campale. Scafo e torretta in alluminio, motore diesel, obice da 155mm. Il mezzo ha eclissato il coevo e analogo M108 e si è dimostrato in grado di subire aggiornamenti importanti, specie per quello che riguarda il pezzo d'artiglieria, che ha aumentato molto la gittata. Questa era in origine poco importante rispetto alla mobilità elevata, considerando anche le lezioni che erano state tratte dai colossali mezzi come l'M53 e 55. È il semovente occidentale di maggior successo, non soltanto tra quelli d'artiglieria campale. La genia dei semoventi americani da 155mm. è la seguente: M12-M40-M41-M44-M55-M109-Crusader (quest'ultimo, dopo accaniti dibattiti, è stato recentemente cancellato dai programmi dell'US Army)


 
M110 base, a Yuma, 1975

Il cingolato M110 è stato un altro sistema nato agli inizi degli anni '60. I semoventi d'artiglieria pesante precedenti, come l'M53 e M55, erano troppo grossi, lenti e pesanti, così venne progettato uno scafo per portare artiglierie a lungo raggio e elevata potenza. Un prototipo con il 155mm venne giudicato troppo leggermente armato, ma quello con il cannone da 175mm (M107) e quello con il 203mm (M110) vennero omologati per la produzione. L'M110, con un obice da 203/25, poi da 203/39mm. è stato un sistema di notevole successo e diffusione, anche se la vulnerabilità dei serventi e la gittata ridotta lo hanno reso di utilità dubbia. Esso non aveva infatti la gittata dell'M107, ma con la nuova bocca da fuoco si è dimostrato un compromesso buono a sufficienza per far modificare a questo standard gli M107 stessi. In seguito è andato fuori servizio, soprattutto per la concorrenza degli M109 con cannone a gittata prolungata.


 

Ma l'artiglieria di maggiore calibro in servizio con l'US Army è l'MLRS, abbinato anche all'ATACMS, il missile tattico degno sostituto del Lance. Molto si è discusso, come per un po' tutti i mezzi di tecnologia avanzata dell'US Army, nei primi anni di vita del mezzo. Effettivamente, i suoi punti deboli li ha: piuttosto pesante, non aviotrasportabile eccetto che con aerei molto pesenti, i suoi razzi sacrificavano la gittata alla potenza, eppure mancavano sia di una testata unitaria, che di capacità d'intervento di precisione: con una salva di razzi potevano saturare interi ettari, troppi per non mettere in pericolo le truppe amiche. Ma col tempo molti di questi inconvenienti sono stati superati, non prima però che la Guerra fredda fosse finita, proprio il conflitto per combattere il quale erano nati. Ecco in dettaglio quello che è successo con questo sistema d'artiglieria. Lo studio iniziò come programma GSRS, nel '76, per un sistema lanciarazzi di supporto, con progetti Boeing e Vought scelti per la fase prototipica. Nel contempo, per una volta, si volle che il sistema diventasse uno standard per la NATO. Vi furono prove nel '79 e nel 1980 vinse la Vought; nello stesso anno il nuovo sistema d'arma divenne MLRS, che significa semplicemente sistema lanciarazzi multiplo (Multiple Launcher Rockert System). La prima unità in servizio, equipaggiata con i suoi SPLL (Self-propelled Launcher-Loaders) M270 fu consegnata già nel 1982, facendo quindi uno sviluppo piuttosto rapido. Si prevedevano allora 333 mezzi da costruire entro i primi anni '90, ma tale previsione sarebbe presto stata superata dai fatti. Tecnicamente si tratta di un mezzo cingolato, proprio mentre i sovietici avevano abbandonato i loro progetti analoghi per farsi a veicoli ruotati a trazione integrale, ad alta mobilità su strada e largamente diffusi. Questo non poteva dirsi del semovente americano. Stranamente, non si era sfruttato il pur capace scafo dell'M109, ma si ricorse a quello dell'M2 Bradley, con i conseguenti problemi logistici,dato che questo mezzo è del tutto diverso dall'M109 e dall'M113-579. Il sistema è protetto da agenti NBC e da blindature in alluminio, per cui è capace di operazioni altamente autonome, ma è anche pesante e piuttosto dipendente per i trasferimenti, in ogni caso, da mezzi ruotati o dalle ferrovie. Esso trasporta in un cassone ripiegabile 2 gruppi di 6 razzi l'uno, sostituibili il blocco (NON si ricaricano i singoli tubi, ma tutto il 'clip') entro 10 minuti con la gru di bordo. I razzi erano monostadio e a propellente solido, nel curioso calibro 227 mm (quando casomai avrebbero dovuto essere calibro 229 mm, ovvero 9 pollici precisi), simile al 220 mm del BM-22. Del resto, quest'ultimo lanciarazzi entrò in servizio nel '76, ed era il più potente del mondo per l'epoca. Forse fu tutt'altro che causale che proprio quell'anno gli americani si decisero a riprendere in mano il settore dei sistemi lanciarazzi, anche se il risultato è stato forse il più potente, ma certo il più costoso veicolo della classe. I razzi sono di tre tipi: il modello base ha ben 644 bomblets M77 DPCIM, che sono armi estremamente insidiose. Diametro 4 cm, altezza 8, praticamente un pacchetti di sigarette o una piccola bomba a mano, contengono sia una carica cava capace di perforare 100 mm, che schegge sufficienti, dopo la frammentazione dell'involucro, a garantire un raggio letale di oltre 4-5 m. Così una singola salva, sparabile in 55 secondi (un razzo ogni 5 secondi) è capace di tirare qualcosa come 7.700 bomblets, che saturano un territorio di quasi 1 km2. Inoltre, almeno il 4, ma spesso anche oltre il 10% di queste munizioni ad impatto (solo molti anni dopo sono giunte quelle con funzione anche a tempo) restano inesplose, diffondendo ogni volta un mortale campo minato. Forse la cosa non era nemmeno spiacevole per gli americani; evitavano di costruire spolette sofisticate e costose, e al contempo creavano non solo zone d'annientamento, ma anche un vero campo minato. Ma quando si passa all'offensiva non è ovviamente produttivo usare tali munizioni. Se però con l'artiglieria i comandanti, in Desert Storm, erano esitanti a usare testate ICM perché potevano scegliere quelle classiche HE, qui non c'era possibilità di scelta. Inoltre le testate a grappolo valgono poco o niente contro un nemico in aree urbane, grotte, vegetazione alta. Fortunatamente per gli americani, qui non c'era niente di ciò e la potenza degli MLRS è stata ampiamente sfruttata, con conseguenze micidiali, grazie anche ai sistemi di direzione del tiro delle artiglierie. Il sistema, ampiamente usato anche in seguito, divenne noto come 'steel rain': con la sua carica a grappolo in numero senza precedenti per un razzo, divenne davvero un sistema a bombardamento a tappeto.

La sua gittata, tuttavia, è di appena 31,9 km, il ritmo di fuoco piuttosto lento (lo Smerch russo, di pochi anni successivo, lancia i suoi 12 razzi da 300 mm in appena 38 secondi, per esempio), le testate sono rimaste essenzialmente cluster, molto pericolose (anche per la popolazione civile, con punte di inefficienza anche del 15%). C'erano in programma anche testate del tipo II con 28 mine tedesche AT-2 controcarro, e gittata aumentata a 40 km, il Phase III con munizioni guidate e gittata di 42 km, e la testata chimica con 41,7 kg di aggressivi nervini (del tipo binario, per una maggiore sicurezza di maneggio). Ma per fare un esempio, il BM-22 sovietico aveva potenti testate HE, molto utili per il tiro contro bersagli 'coperti', che semplicemente non hanno effetti dalle bomblets; maggiore gittata (35-40 km), cadenza di tiro (per 16 razzi) di circa 9-20 secondi. Di buono c'è che l'MLRS è stato dato in carico a livello divisionale, ma che vi fosse la necessità di un sistema più mobile ed economico è chiaro e certo, magari un sistema trasportabile da un M113 oppure da un autocarro ad alta mobilità, una sorta di BM-21 insomma. In Italia si voleva infatti un reggimento di MLRS, ma anche 3 di Firos 30, che nonostante il calibro di 122 mm, avevano la gittata di 34 km e uno scafo ruotato, seppure leggermente blindato (il programma poi è andato in fumo dopo la consegna di una btr sperimentale).

Ma l'MLRS aveva certo la capacità di aumentare e di molto le sue prestazioni, con razzi pesanti 308 kg (di cui la maggior parte era destinata alla testata). Così più di recente si sono verificati importanti miglioramenti, tra cui l'implementazione dell'ATACMS, già sperimentato durante Desert Storm, e poi l'avvento di razzi a gittata maggiorata (fino a 90 km), testata HE unitaria, e, per rendere utilizzabile tale arma (per gittata e testata chiaramente diversa come impiego dall'altra), un sistema GPS di guida che si è dimostrato estremamente preciso. Il nuovo sistema è stato collaudato in Afghanistan con grande successo, quando un singolo razzo può colpire un bersaglio che intere salve di MLRS, ammesso che siano disponibili entro il raggio utile, mancano. La precisione contro la forza bruta dei precedenti razzi, insomma, risulta pagante. Al punto che, data anche la carenza e la vulnerabilità degli elicotteri, questi razzi (e gli UCAV) sono diventati una fonte primaria di fuoco d'appoggio, più economici degli ATACMS e con una gittata sufficiente per controllare intere regioni, in condizioni di sicurezza, ognitempo, rapidità di reazione superiore a quella di qualunque aereo ed elicottero. Insomma, da un sistema dal funzionameno di principio 'rozzo' si è passati se non altro ad un sistema che non ha più la necessità di bombardare a tappeto un km2 per colpire un singolo obiettivo.

Tuttavia i vecchi razzi sono ancora disponibili in quantità enormi, per quanto smaltiti via via con le varie esercitazioni (e purtroppo, anche con i conflitti armati veri e propri). Solo nei programmi della metà anni '80 l'US Army prevedeva di avere 362.832 razzi tattici, 27.648 di addestramento e 480 mezzi di rifornimento, ma in seguito i numeri sono aumentati.

Le caratteristiche tecniche:

  • Peso in combattimento: 25.191 kg
  • Equipaggio: 3
  • Calibro 227 mm, 12 tubi di lancio
  • Razzo: 308 kg, lunghezza 3,94 m, gittata con la testata standard 31,9 km[1].

Il programma MLRS, come si è visto, era diventato presto internazionale, per rendere gestibile la logistica di questo sistema. Data la volontà di ottenere il massimo livello tecnologico in poche piattaforme, però, la diffusione dei sistemi non è stata minimamente rapida né consistente per le esigenze della Guerra fredda. Si prevedeva che il Regno Unito ne avesse 67 per il suo piccolo ma ben equipaggiato esercito; la Francia 56, la Germania ben 202, l'Italia 20 e l'Olanda 30. I razzi sarebbero stati costruiti in Europa da un consorzio di ditte.

 
Il 'pacco' dei razzi e il missile ATACMS

Al 1992 la situazione era diventata diversa e più complessa, dato anche il successo del sistema durante la 'vetrina' (Desert Storm). L'Arabia Saudita ne ha ordinati inizialmente 9, ma si attendevano altri ordini. Il Barhein ne ha ordinati 7, poi altri 2, il tutto da consegnare entro il 1992. La Francia aveva in corso la consegna per due reggimenti su 24 mezzi l'uno, completati entro il 1995 (forse c'erano anche altri sistemi in riserva e addestramento); la Germania intendeva sostituire i suoi piccoli LARS, con ben 8 btg dotati di MLRS, ciascuno con batterie su 9 lanciatori suddivisi in plotoni di 4 e 5 mezzi. Quindi avrebbero dovuto essere, a due batterie per battaglione, almeno 144 sistemi. L'Italia ne aveva in ordinazione 22, di cui forse un paio già consegnati, in ordinazione circa 6.000 razzi. Il Giappone stava negoziando fino a 150 sistemi entro il 2005. Ma il primo Paese europeo ad avere l'MLRS è stata l'Olanda, che nel suo piccolo ha ottenuto non solo prima, ma anche lo stesso numero di razzi dell'Italia, ovvero in 22 esemplari, già in servizio. UK: una prima unità con 12 lanciatori è stata costituita appena prima di DS (con un anticipo di 6 mesi) nel 39th Heavy Artillery Regiment e usati nel Golfo. In tutto si attendevano 3 rgt con 18 lanciatori l'uno, di cui 2 da mandare in Germania. Turchia: vi è stata una fornitura di 6 esemplari nel 1989, altri sei nel 1992, ma c'erano contratti con la LTV per altri 120 complessi di lancio (!) da realizzare in loco, assieme a 36.000 razzi entro la fine del XX secolo. Gli USA, infine, erano arrivati a ben 800 lanciarazzi in ordine, di cui 520 già consegnati. Erano inoltre previsti altri successi, visto che almeno 9 nazioni erano interessate all'MLRS[2].

Semoventi antiaerei

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Tra i primissimi esempi di semovente d’artiglieria antiaereo americano venne prodotto il semicingolato M15, armato con un cannone da 37mm e 2 da 12,7mm. Altre versioni avevano 4 mtg da 12,7mm. M2 HB, ma tutti avevano l'origine dai semicingolati della serie M2/M5, standard nelle forze armate americane.


M42 Duster

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L'M42 Duster

Dopo l'M19 basato sullo scafo del carro leggero M24 Chafee, e che aveva un impianto binato da 40 mm nella parte posteriore del veicolo, arrivò l'M42 Duster, agli inizi degli anni '50, che aveva uno scafo derivato da quello dell'M41 Walker Bulldog. Questo scafo era un poco più grande e poteva consentire l'installazione sulla parte anteriore del veicolo. Esso ebbe molto successo e venne adottato in 500 esemplari dall'Esercito tedesco, tuttavia aveva anche numerosi punti deboli, come la mancanza di protezione e di radar di tiro.


 
L'M163 VADS

Il cingolato M163 VADS della fanteria venne utilizzato, negli anni '60, anche come semovente antiaereo di generazione successiva all'M42, armato coun un cannone a 6 canne Vulcan M61, installato su di una semplice torretta e con un telemetro radar. Pur avendo vantaggi nell'ingaggio di bersagli a bassa quota e in termini di cadenza di tiro, oltre a offrire protezione per l'equipaggio e capacità anfibie, il mezzo era assai discutibile, la cadenza di tiro era pagata con una minore gittata e la mancanza di apparati di tiro ognitempo continuava ad essere un problema. Esso era generalmente considerato inferiore allo ZSU-23-4 Shilka sovietico.


Chaparral

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Il sistema di lancio del Chaparral, con le rampe di lancio vuote

Il semovente Chaparral era basato sull'abbinamento del cingolato M548 e dei missili Sidewinder. Sia pure nei suoi limiti, esso era un sistema ragionevolmente efficiente, anche se ebbe bisogno di diversi ammodernamenti per migliorare l'efficacia complessiva. Fino alla fine degli anni '80 erano presenti, per ciascuna divisione americana, 24 Chaparral e 24 M163


 
L'M247 'Stg. York', dal nome di un eroe della Prima guerra mondiale

La soluzione ai limiti dell'M163 venne concretizzata nel semovente M247, ma questa si rivelò un rimedio peggiore del male. Esso venne provato alla metà anni '80, e nella sua forma definitiva aveva un sistema di tiro con 2 radar diversi, un paio di cannoni da 40 mm L70 e uno scafo di M48.

Esso era una sorta di ritorno al concetto dell'M19/42, ma gli apparati di fuoco si dimostrarono affetti da una serie di problemi insormontabili, nonostante fossero basati sul radar dell'F-16.

Alla fine, vennero prodotti solo una cinquantina di esemplari e il costoso programma ebbe termine. Nel frattempo, mentre gli americani fallivano nello schierare un veicolo paragonabile al Gepard, l'URSS riuscì a fare un passo in avanti ulteriore con il Tunguska.

Semoventi Stinger

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Gli ultimi ritrovati in questa categoria sono i veicoli armati con lo Stinger: il Bradley con cannone da 25 mm può agire contro elicotteri, mentre al posto dei TOW è stata installata una rampa con 4 Stinger. Una soluzione simile si è verificata anche col semovente Avenger, basato sull'Hummer e munito di rampa ottupla per Stinger. I veicoli sono in servizio in quantità e sono stati anche esportati, data la loro relativa efficacia e semplicità d'uso: hanno una torretta con i missili in gruppi di 4, inizialmente almeno anche due mitragliatrici da 12,7 mm o una da 12,7 a 3 canne rotanti, camera termica e data-link per ottenere allarme precoce su eventuali nemici in arrivo.

  1. Armi da guerra 107
  2. RID feb 1992