Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Singapore-3

Indice del libro

Il SA-21

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Il fucile SAR-21 è un'arma di particolare prestigio per le SAF, è un fucile d'assalto moderno e di concezione originale, in servizio dal 1999, dopo che era stato disegnato nel 1996 e prodotto fino al 2000 dalla CIS e poi dalla ST Kinetics. Con quest'arma si completa la linea di armamenti da fanteria (lanciagranate, fucili, mitragliatrici) di produzione indigena, un risultato rimarchevole. I pesi sono di 3 kg per la carabina leggera, 3,82 kg per il tipo normale, 5,3 kg per il tipo con il lanciagranate M203 e anche le dimensioni sono varie, per esempio 805 mm per il SAR 21 e solo 640 mm di lunghezza per la versione carabina. La cadenza di tiro è di 450-650 c/min, la velocità iniziale di 970 m/s e il raggio utile di 460 m con la palla M193, 800 m con la più prestante SS109 NATO, sempre in calibro 5,56 x 45 mm.

L'alimentazione è a caricatori di 30 colpi e vi è un mirino da 1,5 o 3x. Esso è un fucile mirato a essere del 21° secolo, un'arma d'assalto rivelata e adottata in servizio nel 1999 per rimpiazzare l'M16S1 costruito localmente ma con licenza americana. Esso è anche venduto all'export, anche per impieghi 'civili'. Le sue caratteristiche sono anche il risultato di qualche problema avuto con l'M16 dai fanti.

La scelta era in effetti tra un'arma nuova, indigena, e l'M16A2 e venne scelta la prima opzione. È un'arma fatta, come tante altre di tipo moderno, in polimeri ad alta resistenza con un minimo di acciaio e ad alta resistenza, saldato con sistemi ultrasonici e con canna forgiata con martellatura a freddo. Il sistema operativo per così dire, è basato sui tipi Kalashnikov e Stoner per ridurre il rinculo e aumentare l'affidabilità. Il magazzino colpi è trasparente, così da dare subito l'idea di quante munizioni siano ancora presenti. Oltre a questo sistema semplice ma utile, vi è anche un tipo ben più sofisticato: si tratta del primo fucile con un laser di puntamento incorporato come sistema standard, capace di emettere laser sia nello spettro visibile sia invisibile (IR), inoltre vi sono anche sistemi di sicurezza come una paratia in kevlar per proteggere il tiratore da una eventuale esplosione accidentale del colpo in canna. Vi è un selettore tipo la FN MAG e la pulizia è semplice, mentre è utile il sistema 1,5x anche per la mira in condizioni di luminosità ridotte (da qui il ridotto livello di ingrandimenti, a cui è preferita la maggiore chiarezza e luminosità della visione).

Tra le sue versioni, la mitragliatrice leggera con canna da 513 mm di tipo pesante e bipiede; il tipo per tiratori scelti, con ottica 3x, il lanciagranate con il CIS da 40 mm o l'equivalente M203 americano sotto la canna. Vi è anche la versione leggera tipo carabina, mostrata ad Asian Aerospace 2006 con canna corta. È anche presente il tipo con il 'cornershot', per tiri 'di lato', un'idea tedesca della II GM e usata anche oggi per azioni di mira contro bersagli 'defilati'.

Inizialmente vi sono stati diversi problemi con il SAR-21, specie per la difficoltà di cambiare il caricatore, la posizione del selettore di tiro, il grilletto piuttosto pesante da azionare e l'aumento della potenza dello scoppio rispetto al tiratore, dato che si tratta di un'arma bullpup e quindi, più corta, risultante in una maggiore vicinanza della testa (e delle orecchie) alla canna; frequenti inceppamenti e mancanza di illuminazione per il mirino, che diventa invisibile (il reticolo) nel buio. Molte delle critiche sono rivolte comparandolo con l'M16S che era un tipo già meglio conosciuto. Alla fine molti dei problemi in parola sono stati risolti con opportuni interventi. Tra le tante risultanze, la raccomandazione di tirare con la mano destra anche ai mancini: anche se la piastra protegge dallo scoppio in camera delle munizioni, questa copre infatti solo la parte destra dell'arma e non la sinistra.

Il SAR-21, in ogni caso, è diventato parte delle F.A. di Singapore, Bangladesh, Malaysia, Sri Lanka, Marocco e vari corpi minori, paramilitari o privati. Nell'insieme un'affermazione di un certo valore, anche se forse inferiore rispetto alle attese.


Razzi Matador

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In servizio dal 2000, quest'arma è stata disegnata dalle SAF in collaborazione con Israele e poi prodotta dalla Dynamit Nobel Defence. Pesa 8,9 kg ed è lunga 1 m, calibro 90 mm. MATADOR significa Man-portable Anti-Tank Anti-DOoR. Esso tira razzi a 250 m/s con un raggio effettivo di circa 500 m. È a sua volta un'evoluzione del tedesco Armbrust, un lanciarazzi caratterizzato dalla capacità di operare anche da ambienti chiusi per via della ridotta vampa e così particolarmente adatto per i combattimenti urbani (se ne sentì molto parlare in occasione delle guerre della ex-Jugoslavia). Esso è quindi una sorta di arma multinazionale, la più leggera dell'ultima generazione di armi c.c. e ha una testata a doppio scopo, sia c.c. sia contro bersagli in cemento, tipo edifici. Nel primo caso ha efficacia essenzialmente contro APC e carri leggeri, mentre contro muri di mattoni apre squarci larghi oltre 45 cm conservando la capacità di mettere 'fuori combattimento' chi vi sia dietro. È un'arma molto accurata e poco sensibile al vento al traverso. La testata è una sorta di combinazione tra una HEAT e una HESH e per i lancio vi è una specie di contromassa che spinta all'indietro dalla vampata del razzo, riduce anche il rinculo al momento del lancio. Si tratta di una massa in plastica, che come tale si rallenta rapidamente senza rischiare di colpire qualcuno nelle vicinanze.


Rafael e Dynamit Nobel hanno sviluppato altre versioni di quest'arma, come il MATADOR-MP, che ha una testata multiruolo, capace di 'distinguere' automaticamente tra bersagli 'duri' e 'soffici', attivandosi di conseguenza senza che l'operatore la 'selezioni' prima. Vi è anche un telemetro laser per calcolare la distanza con precisione. Il MATADOR WB è specializzato nell'aprire buchi nei muri, larghi fino a un metro, grazie a una nuova testata (WB significa Wall Breacher) che è costituita da una sorta di 'anello esplosivo (EFR) e che serve per aprire varchi della taglia giusta per farvi passare un uomo. Il MATADOR-AS è 'antistruttura', con testata in tandem che è utilizzabile per compiti controcarri e antibunker. È stata ordinata dal British Army per entrare in servizio nel 2009.

Spesso usate contro porte piuttosto che contro muri, queste armi sono in ogni caso state già usate, quantomeno dagli Israeliani nella battaglia del gennaio 2009 (Op Cast Lead). Altri utenti, oltre ovviamente all'esercito di Singapore, che ne è il principale cliente, sono anche gl Sloveni.


Un IFV indigeno[1]

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L'Esercito del mini-stato singaporiano è uno dei più grandi dell'estremo oriente asiatico, almeno con la mobilitazione dei riservisti. Come si è visto, i singaporiani sono molto esigenti. Per le loro forze armate non lesinano denaro e non si accontentano di materiale 'd'occasione'. Ora, per quanto riguarda l'esercito, composto da non meno di 5 divisioni di prima 'scelta', tutte con una robusta unità contraerea, esistono per il resto anche reparti corazzati. Questi hanno tra l'altro i carri leggeri AMX-13, logica scelta per le esigenze di Singapore, e aggiornati con vari sistemi più moderni. Ve ne sono disponibili almeno 150, forse 300 esemplari.

Per i mezzi da trasporto truppe, l'immancabile M113 americano era disponibile, alla fine degli anni '90, in oltre 1.000 esemplari. Questo veicolo non era però considerato l'optimum per le esigenze singaporiane, e con un programma da 300 milioni di dollari singaporiani (presumibilmente) 175 di questi sono stati aggiornati con una torretta da 25 mm con mitragliera Bushmaster, la stessa del Bradley, anche se presumibilmente senza proiettili DU. In ogni caso, questo nuovo standard a cui sono stati aggiornati gli M-113 è stato chiamato M113-25 e la differenza rispetto agli AIFV è che la torretta è biposto, con il capocarro quindi non più nello scafo dietro il pilota, ma in torretta, con un miglior campo visivo. La trasformazione è stata fatta dalla Singapore Automative Industries e riguarda un contratto emesso nel '93 e per equipaggiare le brigate corazzate della Combined Arms Division e della 4th Singapre Armoured Brigade. Altri M113 sono stati equipaggiati, in diverse centinaia di esemplari, con un lanciagranate automatico da 40 mm. Ma questo stato di cose non era ancora ottimale: Singapore era interessata a un nuovo e vero IFV.

La ricerca dei mezzi sul mercato internazionale, inclusi gli M2 e i Warrior, e persino il tedesco Marder, produsse varie valutazioni, ma non c'erano mezzi adeguati alle esigenze della SAF, così, con assoluta disinvoltura, si decise di costruire in loco un mezzo che anche nazioni ben più grandi e dalla lunga tradizione stavano faticando a realizzare. A quanto pare, nemmeno l'AMX-10P è stato reputato adatto, forse perché era -all'opposto dei mezzi anglosassoni- troppo leggero e poco protetto. Già nei primi mesi del '91 incominciarono a collaborare i militari singaporiani e la SAI già menzionata sopra, per la realizzazione di un mezzo da combattimento da produrre in diverse centinaia di esemplari a 2,5 milioni di dollari (singaporiani?) per veicolo. Curiosamente, questi nuovi possenti mezzi non sarebbero costati molto di più dell'aggiornamento dei vecchi M113.

Così venne realizzato il Bionix, progettato da STA, DOM e G5 unite in una joint-venture. Doveva essere mobile, agile, leggero e anfibio, ma anche abbastanza armato e protetto. Lo sviluppo richiese diversi anni, incominciando nel 1988 per arrivare al prototipo solo nel 1995 e all'entrata in servizio il 26 marzo 1997; venne emesso un contratto nel marzo di quell'anno per diverse centinaia di esemplari. Il primo reparto che li ebbe fu il 42° battaglione di un reggimento corazzato nel luglio del 1999.

Il Bionix è entrato in servizio nel 1997, dopo essere stato progettato dalla ST Kinetics nel 1988 e essere stato passato in produzione nel 1996. La corazzatura, la sua esatta costruzione, è argomento riservato. L'armamento è invece ben noto. Il Bionix 25 ha la M242 da 25 mm Bushmaster, con una 7,62 mm coassiale e un'altra per la cupola del comandante. Vi sono lanciagranate SDS-93 da 76 mm. Il motore è un Detroit Diesel 6V 92TA da 475 hp, oppure, con il turbocompressore, 550 hp. Questo dà una velocità di 70 km/h e un'autonomia di 400 km.

In sostanza si tratta di una intera famiglia di mezzi cingolati sviluppati dalla Singapore Technologies Kinetics, per rimpiazzare gli M113A2 in servizio, con un mezzo che peraltro, come tutti gli IFV è risultato ben più pesante e costoso. Il successivo Bionix II è entrato in servizio nell'ottobre 2006. Il mezzo è stato sviluppato su indicazione del MINDEF (ministero della Difesa) per un nuovo mezzo che potesse cooperare con gli AMX-13SM1, i carri leggeri aggiornati e sempre apprezzati dai singaporiani, tanto che dopo decenni essi sono ancora i mezzi più diffusi della città Stato.

Questo mezzo è dotato di corazze in acciaio per la torre e lo scafo e altre corazze aggiuntive esterne, di tipo modulare, più se necessario altre corazze aggiuntive spaziate.

Il motore è compatto, nato per accondiscendere alle esigenze delle nazioni del Pacifico che necessitano di veicoli usualmente piccoli, eppure è abbastanza potente per consentire al mezzo di muoversi agevolmente anche su terreni difficili. Il motore è sistemato a destra e può essere smontato in 15 minuti. Esso è integrato da una trasmissione GD Systems HMPT-500EC idromeccanica. Internamente il guidatore è ovviamente a sinistra del motore, mentre la truppa è sistemata dietro, con una rampa motorizzata e un accesso sul tetto. Il guidatore, invece, ha un accesso che si apre sul tetto e tre periscopi per la guida a portelli chiusi, di cui uno, il centrale, con la possibilità di essere rimpiazzato da un sistema IL notturno. La guida è con un piccolo volante e la trasmissione con due pedali, acceleratore e freno (ma non frizione).

Nella torretta il cannoniere è a destra e il comandante a sinistra, con accessi singoli, e vi è motore elettrico, con controllo digitale, per azionarla; entrambi gli uomini d'equipaggio possono mirare e sparare con l'arma; non manca il sistema di protezione NBC e di condizionamento d'aria, ma non in maniera standard, essi vengono installati se e quando necessario.

La mira è con un periscopio di puntamento di 8x e sistema di mira stadiometrico (non c'è un telemetro laser), più il sistema di osservazione termico. Cinque periscopi sono a disposizione del comandante, più i tre del cannoniere.

La costruzione del prototipo XV1 venne stabilita nei dettagli nell'agosto 1989 ed eseguita nel gennaio 1990, mentre i prototipi XV2 e XV3 ebbero un diverso progetto, evolutosi dal precedente, e vennero realizzati nel dicembre 1990 e nel marzo del 1991. L'ultimo e definitivo prototipo venne costruito attorno al luglio 1995, per un totale di 9 mezzi tra prototipi e mezzi di prova costruiti fino al 1997. Visto che poi i vecchi AMX-13 sono oramai mezzi obsoleti, si è pensato anche di costruire con i Bionix un nuovo carro armato, prima con la torretta Oto Melara da 120 mm Hitfact, ma senza successo; poi è stata la volta della United Defense Thunderbolt armata con un 105 o un 120 mm. Proprio per il primo dei due fallimenti è stata comprata una flotta di Leopard 2 aggiornati.

I tipi di produzione sono per ora il Bionix 25 con la Bushmaster da 25 mm e due armi da 7,62 mm, completati nel settembre del 1997, per un totale di 300 costruiti nella cosiddetta Phase I del programma. Il Bionix 40/50 ha una soluzione meno complessa, con una mini-torretta con lanciagranate da 40 mm automatico, un'arma da 12,7 mm e una da 7,62 mm, per una forza di 11 soldati trasportabili internamente; 300 circa i mezzi prodotti anche qui. Chiaramente la versione meno armata è più indicata come trasporto truppe avendeo maggiore capacità di portare una intera squadra di fanti, e costa anche meno del mezzo da combattimento 'full options', che tra l'altro ha anche una mitragliatrice posteriore, sita sopra il comparto equipaggio.

Il Bionix ARV è dotato di gru da 30 t e un verricello da 25 t. Il modello AVLB ha un sistema MLC30 dispiegabile in 7 minuti e un equipaggio di appena 2 elementi, che non devono esporsi nell'azionamento, tutto automatizzato. È possibile coprire una distanza di 22 metri. Il Bionix II è stato l'aggiornamento del progetto base con la torretta armata del cannone Bushmaster II da 30 mm, e corazzatura migliorata.

Singapore non è particolarmente minacciata da invasioni di mezzi corazzati, ma questo nuovo mezzo ha un cannone più potente, con una capacità di penetrazione superiore del 50%, seguendo prontamente l'andazzo tecnologico che vede il 25 mm come un calibro 'superato', almeno nei progetti di punta. Ovviamente il nuovo cannone e relative munizioni hanno un costo maggiore rispetto al precedente. La corazzatura è migliorata in resistenza del 50%, sia contro cariche HEAT sia KE. Inoltre vi è un'integrazione del BMS, il sistema per la gestione del campo di battaglia, che ha permesso di portare il mezzo in una nuova era, essendo collegato ad altri veicoli e centri decisionali con un datalink per la presentazione dei dati. È addirittura possibile condividere i dati con quelli delle unità dell'aviazione e della Marina. Inoltre vi è un sistema termico con stabilizzazione su due assi e di tipo migliorato, finalmente con un telemetro laser (di tipo 'eyesafe', cosa importante per l'addestramento in tempo di pace), con una portata pratica di 3 km ('rilassata' rispetto agli 8-10 dei carri). Poi vi sono sistemi migliorati per il condizionamento dell'aria e la protezione antimina. Infine vi è il mezzo ICV, ovvero da trasporto truppe, un ritorno al concetto dell'M113, che ha solo una postazione (di costruzione americana) a controllo remoto armabile con lanciagranate o con mitragliatrici da 7,62 o 12,7 mm. Il peso cala così ad appena 17 t, abbastanza da essere aviotrasportabile da un C-130. Esso era stato pensato però non per l'esercito di casa, ma per la competizione dell'US Army come Interim Armoured Vehicle, da assegnare alle Interim Brigade Combat Team (IBCT). Era un'occasione storica: un mezzo singaporiano che eventualmente si affermava negli USA. Ma in suo luogo venne prescelto il derivato del Piranha ruotato (lo 'Striker') e così questo veicolo, chiaramente anche più economico del tipo normale, non è andato mai in produzione.

Esiste per il solo IFV 25 una camera termica, forse l'ACTIS della CIS locale, e la corazzatura è composita-stratificata, con una buona protezione se il peso complessivo è di oltre 21 t. Inoltre, sono presenti attacchi per imbullonare piastrelle di corazze ceramiche aggiuntive. Differentemente da mezzi come il VCC-80 Dardo, quindi, il nuovo veicolo singaporiano nasce subito con una grande cura per la protezione.

I dati sono i seguenti:

  • Peso: IFV 25 22,9 t/IFV 40/0,50 21,5 t
  • Equipaggio: 3+7/2+9
  • Dimensioni: lunghezza 5,9 m, larghezza 2,7 m, altezza 2,6 m
  • Potenza motore: 475 hp (Detroit Diesel 6V92TA con trasmissione automatica della G.E.)
  • Prestazioni: vmax. 70 km/h, pendenza longitudinale 60%, laterale 30%, accelerazione 0-32 km/h in 10 s.

Altri corazzati

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L'M113A2 Ultra è invece un M1132A1 aggiornato allo standard A2 e con una cupola dotata di un lanciagranate automatico da 40 mm e una M2 da 12,7 mm, oppure una torretta Rafael OWS (Overhead Weapon Station) telecomandata con il cannone M242 Bushmaster, più corazze migliorate per ottenerne un IFV economico. L'altro 'Ultra' è per il lancio missili SA-18, con 4 armi pronte al lancio per il compito di veicolo da difesa aerea a corto raggio; vi è un'unità di fuoco integrata (IFU) con un radar di controllo del tiro, nonché la Weapon Fire Unit (WFU) che ha solo le armi e i sistemi ottici di tiro base, e che può essere asservita a alla IFU. Questi mezzi da difesa aerea sono usati dalla RSAF.

L'AV-81 Terrex è un progetto congiunto singaporiano-irlandese, disegnato dalla Timoney e dalla ST Engineering attorno al 2004 e prodotto dal 2006. Si tratta di un grosso veicolo di 7 x 2,7 x 2,1 m, capace di 2+12 truppe di equipaggio e armato con lanciagranate automatico CIS 40 con 60 colpi (altra arma nazionale) e un'arma da 7,62 mm, mentre il motore è un Caterpillar da 400 hp. L'autonomia è di 800 km e la velocità è di 110 km/h. Dato il peso (che arriva secondo le stime fino a 30 t) la locomozione è 8x8. Il veicolo non è inteso per le FA locali, ma per l'export come private Venture, una cosa piuttosto rischiosa per un programma tanto importante, influenzato dal programma IBCT americano. La scommessa, differentemente da tante altre del settore, ha funzionato: nel 2006 le SAF hanno comprato 300 mezzi per rimpiazzare i vecchi V-200 mentre l'esercito indonesiano ne vorrebbe 420 e anche la licenza di produzione. Per giunta la turca Otokar ha formato un'alleanza con ST Kinetics per produrlo come Yavuz per soddisfare le esigenze locali. Così che tra qualche anno, se le cose continueranno di questo passo, a combattere contro i Kurdi saranno anche questi grossi mezzi concepiti da due nazioni agli antipodi, Irlanda e Singapore. Il mezzo è di tipo del tutto convenzionale e il guidatore è a sinistra del motore, sistemato nel muso. La dotazione d'armamento è modulare così che esso possa essere facilmente adattato a un po' tutte le sistemazioni, dalle mitragliatrici a torrette da 105 mm e lanciarazzi. Ha mobilità agevolata dal controllo della trazione automatico e grossi pneumatici per poter viaggiare veloce anche su terreni sabbiosi o comunque soffici. Lo scafo ha capacità di resistere alle mine grazie a una struttura doppia e un fondo a V che migliora la resistenza alle esplosioni; le ruote sono sterzanti riguardo alle prime 4, vi sono anche due idrogetti per viaggiare in acqua a 10 km/h: il Terrex è uno dei mezzi più pesanti che abbiano anche la qualifica anfibia, in precedenza questa era difficilmente ottenibile da veicoli di oltre 15 t. Il mezzo è anche aviotrasportabile da un C-130, ma questo presupporrebbe, data la massa, una configurazione di carico leggera, con corazzatura minima e così per l'armamento. Vi sono varianti APC, IFV, ARV, ambulanza e portamortaio.

Più piccolo è il Bronco, un mezzo cingolato ad alta mobilità, da 15 t e dimensioni di 8,6 x 2,2 x 2,3 m, 16 persone ospitate a bordo (6 davanti e 10 dietro), al solito prodotto dalla ST Kinetics. Esso ha corazzature in acciaio e sistemi di protezione attiva, una mitragliatrice MAG e motore Caterpillar da 350 hp per 60 km/h su strada, 25 fuori e 4,5 km/h in acqua. Esso è un mezzo multiruolo con bassa pressione sul terreno e la capacità di viaggiare in acqua con minime preparazioni. È anche ampiamente mobile e carica fino a 5 t di materiali. Oltre seicento sono in produzione. Nel 2008 è stato oggetto anche di un ordine 'prestigioso', quello del MoD Britannico che ha stanziato 150 mln di dollari per oltre 100 mezzi (noti come 'Warthogh') da usarsi in Afghanistan, dove la 'fame' di mezzi blindati sembra davvero non finire mai, specie se sono veicoli di peso ridotto e di mobilità elevata, ma ancora ragionevolmente protetti. Essi rimpiazzeranno i Vikings, e la consegna è prevista tra la fine del 2009 e il 2010. Le versioni sono APC, ambulanza, comando e officina. Ne esistono anche varianti, come il portamortaio, ARV, carico, APC e anche mezzi civili, per esempio per i vigili del fuoco.

Tra i tipi più importanti vi è il portamortaio da 120 mm, con equipaggio di 4 elementi. Il mortaio è un altro prodotto locale di ultima generazione; come il noto pezzo da 76 navale, è considerato 'super-rapido', anzi Super Rapid Advanced Mortar System o SRAMS, con tanto di sistema di smorzamento dello sparo, che riduce la sovrapressione e quindi i danni alla salute dei tiratori, che specie con i mortai pesanti, sono sottoposti a danni potenzialmente pericolosi per l'udito.


Artiglierie

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Il cannone-obice FH-2000 è un altro risultato dell'industria locale. Esso è in servizio dal 1993, dopo che esso venne disegnato dalla ST Kinetics nel 1990 e costruito dalla stessa. Non in gran numero, solo 18 esemplari, i derivati degli FH-88. Esso è un grosso cannone-obice da 13.200 kg, lungo 8,06 m come canna e 9,73 m in tutto, servito da 6 uomini. Il calibro NATO di 155 mm, l'alzo è di -3/+70°, il brandeggio di 20 gradi per lato. Il rateo di fuoco arriva a 6 colpi al minuto e l'affusto, supportato da 3 paia di ruote, è così pesante perché -paradossalmente- possa essere più mobile. Infatti esso incorpora una APU turbodiesel da 75 hp, che permette 10 km/h di velocità per un'ora. La caratteristica più importante è la canna da 52 calibri. Essa è capace di tirare il munizionamento standard M107 a 19 km, ma con le munizioni ER/BB arriva a 40 km. Per la carica vi è un sistema di caricamento assistito idraulicamente. La cadenza di tiro è di 6 c/min solo per i 3 minuti, poi scende a 2 c/min per i successivi 30 minuti. In tutto, si tratta di un'arma potente che tra l'altro, eccede alla massima gittata i confini nazionali, tanto che arriva fino a 42 km di raggio. Anche per questo venne sperimentato in Nuova Zelanda con i proiettili speciali.

Esso sfrutta molte delle componenti dell'FH-88 del 1983, ma lo sviluppo incominciò solo nel 1990 e il prototipo approntato nel 1991, per poi essere ulteriormente sviluppato con prove che durarono fino al dicembre 1993. Alla fine esso si differenziava soprattutto per la canna più lunga di un terzo rispetto ai 39 calibri del tipo precedente, saltando così la fase del 155/45 mm.

La struttura di sparo ha una piattaforma con un sistema di stabilizzazione a tripode, e fatto importante, vi sono anche ammortizzatori idraulici per assorbire lo shock degli spari. Caricamento semi-automatico (apertura della culatta al momento del rinculo), ha un sistema idraulico per la carica delle munizioni. Entro il 1995 quest'arma era stata fornita in 18 esemplari al 23rd Artillery Btg per le sue 3 batterie di fuoco. Questo è il risultato di un programma che ha permesso a una nazione del tutto secondaria e quasi misconosciuta nel settore delle artiglierie, di realizzare un cannone del tutto paragonabile ai migliori tipi sul mercato, anzi all'epoca largamente superiore ai tipi standard NATO da 155/39. Gli indonesiani hanno anch'essi piazzato un ordine per l'esercito. Infine vi è l'assistenza alla Turchia per il sistema trainto PANTER, con un motore APU da ben 160 hp, che dà 18 km/h anziché 10, ma per il resto è sempre lo stesso tipo d'artiglieria. Questa ebbe un incidente spiacevole il 9 marzo 1997, quando un proiettile esplose dentro un cannone, in sperimentazione a Waiouru (NZ), uccidendo due soldati e ferendone altri 12 (uno dei quali era un sergente neozelandese). Venne subito organizzata una commissione congiunta singaporiana-neozelandese che non scoprì errori umani nell'azionamento del sistema, ma che vide come causa 'più probabile' una spoletta difettosa. In effetti con i raggi X la CIS singaporiana scoprì l'1,3% delle munizioni aventi spolette difettose. Questo era un problema non indifferente: un colpo ogni 80 avrebbe potuto 'malfuzionare', il che era drammatico per un'unità d'artiglieria che poteva anche ritrovarsi a spararne centinaia al giorno quando necessario. Il problema era che le spolette fornite dalla Chartered Ammunition Industries (CAI) al MINDEF erano state subappaltate a una ditta americana (IOS) che senza informare la CAI aveva comprato le stesse alla Xian Dong Fang Machinery Factory di Shaanxi, in Cina. Queste spolette avevano controlli di qualità più bassi rispetto a quello che dovevano essere; la CAI tuttavia non aveva informato il MINDEF della scoperta. Seguì una polemica perché la IOS affermava di avere raggiunto comunque i requisiti prescritti. In questa vicenda vi erano parecchi colpevoli dunque, e il risultato finale fu l'esplosione che uccise o ferì 14 militari, oltre a distruggere la canna del cannone sparante. I tiri ricominciarono a maggio dopo che erano state approvate nuove regole per i controlli di qualità.

Quanto al precedente FH-88, esso è in servizio dal 1988, cinque anni dopo il disegno e uno dopo l'inizio della produzione. È servito da 8 artiglieri ed è simile al successivo tipo FH-2000 come brandeggio e alzo, ma la canna è da 39 calibri come per esempio nell'FH-70 europeo. Lo sviluppo venne affidato alla Ordnance Development and Engineering of Singapore (ODE, che attualmente è nota come Singapore Technologies Kinetics). Ne vennero prodotti 5 prototipi, poi 6 di preserie e infine i tipi di serie, che rimpiazzarono i Soltam M-71 israeliani. Anche l'esercito indonesiano ne ebbe alcuni. La gittata dovrebbe essere di circa 24 km e 30 con proiettili RAP, se è comparabile con i pezzi FH-70.

Il semovente SSPH 1 Primus è in servizio dal 2002; progettato nel 1996 dalla ST Kinetics (all'epoca CIS), prodotto dal 2000, pesa 28,3 t, dimensioni 10,21 x 2,8 x 3,28 m, con 4 elementi dell'equipaggio che sono guidatore, comandante, caricatore munizioni e caricatore cariche. Spara munizioni NATO calibro 155 mm, la canna è lunga 39 calibri, l'alzo è -5/+75°, la rotazione di 360 gradi. Il ritmo di fuoco è di 3 colpi in 20 secondi e 2 c/min. Il raggio arriva a 30 km con munizioni ER. Lo chassis he dotato di 25 mm di corazza in alluminio, un'arma da 7,62 mm secondaria, 6 lanciagranate da 76 mm e un motore Detroit Diesel 6V da 550 hp. La velocità è di 50 km/h e l'autonomia di 350 km. Il nome SSPH 1 Primus è stato sviluppato dalle stesse SAF in unione con l'agenzia scienza e tecnologia della Difesa (DSTA) e la STK. È in servizio dal 2004 e il suo nome deriva dal motto dell'artiglieria. Il suo sviluppo ebbe luogo dalla metà degli anni '90, dopo un esame del mercato e delle sue alternative, che all'epoca erano tra l'altro l'M109A6, il 2S3M1, l'AS90 Braveheart e il Type 75 giapponese. Era necessario un sistema mobile, ma anche piuttosto stretto e pesante meno di 30 t. Lo scafo è stato realizzato grazie allo chassis della United Defence, con il tipo UCVP 'universale', a sua volta basato su elementi dell'M109, M2 e M8. Nel 2000 venne per l'appunto già costruito il prototipo e nel 2002 venne certificata la sua idoneità all'uso da parte dell'esercito.

Di fatto è una sorta di M109 aggiornato con molte delle soluzioni avanzate trovate per il Bionix già in servizio nelle SAF. Tra le altre soluzioni, il sistema di carica semi-automatico per aumentare il rateo di tiro e ridurre la fatica dell'equipaggio, con il caricamento delle munizioni spolettate dall'equipaggio, mentre le cariche di lancio, essendo modulari, sono più facili da maneggiare a mano. Il raggio di tiro è tra 19 e 30 km a seconda delle munizioni usate, non molto, ma non si richiedeva di più. Vi sono sistemi di gestione della situazione tattica e di comunicazione avanzati, e il mezzo ci mette meno di 60 secondi per entrare in azione e 40 per uscire dalla posizione di tiro.

L'ultimo nato è l'SLWH Pegasus, un'artiglieria in servizio dal 2005. Essa è concepita come leggera e aviotrasportabile pur con calibro di 155 mm; il peso è di 5,5 t, il rateo di fuoco di 4 c/min per 3 minuti e poi 2 colpi al minuto per i successivi 30. Il raggio con le munizioni M107 è di 19 km e con le ERFB BB arriva a 30 km. L'equipaggio è di 6-8 elementi. Vi è, fatto piuttosto insolito per un'arma tanto leggera, anche una APU che permette 30 km/h di velocità massima. Per il resto, la maggiore importanza è l'utilizzabilità da parte degli elicotteri CH-47. Al solito è stato provato a Waiouru Camp, in Nuova Zelanda, in questo caso nel gennaio 2006. Esso è previsto come sostituto del GIAT LG1 da 105 mm per ottenere un'artiglieria interamente dotata di armi da 155 mm, forse per la prima volta nella storia omettendo ogni calibro inferiore. L'India è interessata a comprarne 145, le trattative sono probabilmente ancora in atto.

Mitraglietrici[2]

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La CIS Ultimax 100 è stata una delle primissime mitragliatrici leggere da 5,56 mm. Per capire la differenza con le precedenti si può citare le caratteristiche dell'arma:

  • Dimensioni: lunghezza 1,03 m, canna 50,8 cm
  • Peso: scarico 4,7 kg, carica con tamburo da 100 colpi 6,5 kg, alimentazione possibile anche con astuccio da 20-30 colpi
  • cadenza di tiro 400-600 c/min, velocità iniziale 990 m/s.

Questo va comparato con il vecchio, eccellente Bren Gun, che pesa 9,53 kg nella versione L4A4 con caricatore da 30 colpi.

La Ultimax è quindi un'arma particolarmente leggera, definibile come fucile mitragliatore, usa la pallottola americana M193 che è quella tipica dell'M16, ma è possibile usare anche con un'apposita trasformazione, la nuova SS109 NATO dello stesso calibro e più potente. Con quest'arma è possibile dare alla fanteria tipica dell'estremo oriente, ovvero persone di statura piuttosto bassa e leggere, un'arma che sia pensata per le loro caratteristiche fisiche e sia congeniale anche al clima caldo e umido, che affatica presto i soldati affardellati. Utilizzabile in sostanza come un fucile d'assalto, pesa appena di più dei vecchi fucili automatici in calibro 7,62 mm come l'M14 e questo quando caricata di un tamburo con ben 100 colpi, per nulla ingombrante e capace di garantire parecchi secondi di autonomia di fuoco. La forza di rinculo è stata ridotta con un sistema a 'rinculo costante' grazie a molle speciali, utilizzabile anche con fuoco da spalla, come se fosse un fucile d'assalto. Inoltre è dotato di una cadenza di tiro piuttosto bassa, quindi ragionevole per il tiro controllato e per risparmiare munizioni. Esiste anche un bipiede per il tiro da posizione supina, e si può rimuovere il calcio per agevolare il trasporto. Come se non bastasse, è stata prevista anche la possibilità di rimuovere la canna in maniera semplice e agevole, cosa ben differente dai fucili d'assalto, che in genere hanno una canna ben più leggera e fissa. Come se queste caratteristiche non fossero sufficienti, è stato anche previsto un silenziatore come accessorio opzionale con una speciale canna associata. È disponibile persino una baionetta, cosa davvero inusuale a sua volta, per un'arma di squadra, ma esistono anche accorgimenti per aumentare la potenza di fuoco dell'arma: un affusto gemello per montarci due armi di questo tipo, e il fatto di poter sparare granate da fucile dalla volata della canna.

Insomma, i singaporiani della CIS si sono impegnati con grande ingegno a costruire un'arma sostanzialmente innovativa e flessibile nell'impiego, utilizzabile come mitragliatrice leggera, come arma per cecchinaggio, come lanciagranate controcarri, ecc. A dire il vero la canna smontabile è in ogni caso arrivata solo con la CIS Ultimax Mk 3, la precedente Mk 2 era dotata di una canna fissa. In seguito (queste versioni erano già disponibili a metà anni '80) ne sono arrivati altri modelli, ma non sono riusciti a conquistare il grosso del mercato, che l'ottima Minimi belga ha sostanzialmente dominato a partire dagli stessi anni '80, anche se apparve addirittura nel 1974, come degno erede della precedente FN MAG.


Tra i tentativi di sostituire l'onnipresente e longeva mitragliatrice 'calibro 50' per eccellenza, la M2HB Browning, va segnalata anche la CIS 50MG. Cosicché la CIS (Chartered Industries of Singapore), dopo avere dato vita a una delle prime mitragliatrici leggere del mondo (in calibro 5,56 mm), è passata all'estremo. Questa nuova mitragliatrice è stata disegnata a metà degli anni '80 e attualmente è prodotta dalla ST Kinetics, che ne incominciò la produzione fin dall'88. Il peso è 30 kg senza tripode e alimentazione, lunga 1,67 m di cui 1,141 di canna, larghezza 190 mm, calibro 12,7 x 99 mm. Il rateo di fuoco è di 400-600 c/min, la v. iniziale è di 884 m/s. È un'arma a funzionamento a gas, raffreddata ad aria e alimentata a nastro per rimpiazzare la vecchia arma americana. Incorpora le lezioni del mancato successo della M85 americana; ha un doppio pistone di rinculo in altrettanti lati della barra, e usa un sistema a 'rinculo costante' che è ereditato dalla piccola Ultimax 100; la canna è rapidamente cambiabile se necessario e al proposito vi è una maniglia di sostegno e impugnatura. Cosa davvero insolita per un calibro come questo, vi è anche un doppio sistema d'alimentazione, che rende possibile usare alternativamente proiettili di tipo normale ('ball') oppure di tipo SLAP (Saboted Light Armur Penetrator), che sono i Raufoss Mk211 i quali hanno un nucleo sottocalibrato in tungsteno che li rende capaci di perforare a un km circa 25 mm di acciaio. A parità di penetrazione, è un aumento del 1000% rispetto ai tipi 'normali', a parità di distanza è di circa il doppio (i proiettili 'normali' sono nel caso della M2, capaci di perforare circa 25 mm a 100 m, 20 mm a 500, 12 mm a 1 km) e addirittura di qualcosa superiore rispetto alle KPV con munizioni basiche (25-32 mm a 500 m, circa 20 mm a 1 km). La cosa ovviamente non ha a che fare con l'energia cinetica di per sé, perché la KPV è circa due volte più energica (30 kJ rispetto a 16), ma alla qualità dei proiettili (peraltro più costosi). Sarebbe interessante sapere la perforazione a distanze più brevi (forse dell'ordine dei 40-50 mm), ma grazie a questo tipo di munizioni, già usate per esempio anche da molte armi americane, è possibile perforare facilmente blindati altrimenti a prova anche di M2, almeno oltre una certa distanza.

Quanto al dispiegamento operativo, la CIS 50MG è usata nei reggimenti di fanteria e come arma dei mezzi corazzati e veicoli vari, e anche di navi della RSN. Ne fanno uso in piccola quantità anche le S.F.


Le 'Formidable'[3]

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Con appena 697 km² la città-stato di Singapore ha ben 4 mln di abitanti e controlla lo Stretto di Malacca; è una potenza economica con il 5% del PIL dedicato alla Difesa e una posizione di rilievo nei mercati internazionali e dell'ASEAN. La Marina ha un compito fondamentale e 4.500 effettivi per controllare lo stretto di Malacca e il Mar Cinese Meridionale; così controlla gli accessi marittimi per il suo traffico di circa 14.000 navi al mese (ma attualmente sono in forte calo data la stagnazione del mercato internazionale). La sua storia di potenza marittima, dopo il ritiro britannico, incominciò con 6 TCN-45 'Sea Dragon', navi tedesche che dalla metà degli anni '70 divennero le principali unità della Marina; nel 1990-91 vennero le sei 'Valour', delle grosse motocannoniere da 62 m da 600 t, una specie di equivalente di corvette come le 'Esmeraldas'; nel 1995-999 seguiranno ben 12 cannoniere del tipo 'Fearless' da 500 t, quindi anche queste erano navi grandi, grossomodo un 10% in più delle navi 'Combattante III'; nel 1994-96 vennero anche comprate moderne unità MCM: 4 'Landsort' svedesi, per la classe localmente nota come 'Bedok'. Ma non era finita qui, perché oltre alla guerra in superficie e di mine, nel 1997-2000 era stata anche la volta di altre 4 navi importanti, stavolta sottomarini del tipo svedese 'Sjoormen', qui noti come 'Centurion', Nel 2000-01 venne anche pensato a colmare l'esigenza della guerra anfibia, con la classe 'Endurance', sempre 4 navi. Ma per ottenere navi di grandi capacità marittime era necessario un salto in avanti, che con la logica delle cose divenne il New Generation Patrol Vessel, già pensato negli anni '90, e in predicato di essere realizzato nel 1997-98, quando si pensava a mettere in servizio 8 corvette da 1.000 t circa, unità in GRP trimarane e con protezione in piastre in kevlar, navi quindi inusuali e molto avanzate. Ma il peso delle armi e delle necessità avanzate è stato tale che poi si è arrivati a pensare a circa 75-110 m e oltre 3.000 t e questo finì per arrivare ad abbandonare lo scafo trimarano per uno di tipo convenzionale, ma con una capacità oramai ampiamente richiesta: quella della stealthness. Vinse la DCN francese con il progetto 'Delta', basato sulle La Fayette. Il contratto venne firmato nel marzo del 2000 per sei esemplari e un trasferimento di tecnologie. Seguiranno le unità FORMIDABLE (68), impostata a Lorient il 14/11/02, varata il 7/1/04 e in servizio dal 5 maggio del 2007; le altre unità sono state realizzate però tutte a Singapore, alla STM di Benoi, seppure con assistenza della DCN con una sua succursale locale per tutti i problemi tecnici e addestrativi. Così sono seguiti la Intrepid (69) dell'8/3/03, varato il luglio del 2004 e consegnata già nel 2006. Tra il 2003, 2004, 2005 e 2006 sono stati impostati anche Steadfast (70), Tenacious (71), Stalwart (72) e Supreme (73). Le consegne sono state nel 2006, 2007, 2008 e infine nel 2009. Il coinvolgimento delle industrie locali è stato massiccio con la DSTA (l'agenzia difesa) e numerosi altri, oltre ai fornitori esteri. Per l'Italia vi è stato il cannone da 76 mm ultima versione con scudo stealth, i lanciasiluri della WASS e i generatori elettrici con motori I.F. Tutte le navi sono attualmente in servizio con il 165th Sqn, che è inquadrato nella First Flotilla. Oramai sono ben conosciute per via delle numerose esercitazioni in cui sono state coinvolte.

Le loro dimensioni sono parecchio inferiori rispetto a quelle delle precedenti 'Al Ryad', essendo di dimensioni di 114,6 x 16,3 m anziché 133 x 17 m, ma anche più piccole delle 'Kang Ding' taiwanesi, che hanno fatto un po' da precursori nell'area nell'altro Stato-fortezza della regione, Taiwan, anch'esse più grandi (come le La Fayette, 124 x 15,4 m). Il dislocamento è di 3.800 t a pieno carico, notevole se si considerano le dimensioni che superano di poco quelle di una 'Lupo' da 2.500 t. Differentemente da queste, sono navi relativamente lente, ma con caratteristiche 'stealth'. Non meno importante è il fatto che l'automazione è stata tale da 71 persone, più circa 15 del reparto di volo (elicottero). Le Al Ryad, per esempio, arrivavano a 180 persone, le vecchie 'Lupo' a 187. Queste navi sono quindi l'ultima evoluzione della tecnologia della famiglia di queste fregate leggere, disegnate con il computer (CAD) con modelli digitali tridimensionali. Lo scafo ha una V pronunciata tipica della famiglia sistemata assieme a un sistema di automazione STAF della DCNS con due pinne antirollio computerizzate e due timoni semicompensate. Questo aiuta anche a mantenere la nave verticale sul mare, rendendo più efficace la stabilizzazione e il disegno stealth che deve essere valorizzato da una giusta angolazione. L'elicottero è anche meglio supportato, capace di operare fino a forza 6. È possibile usare elicotteri fino a 10 t. Quanto allo scafo in acciaio, esso ha spessore di 10 mm; le sovrastrutture sono anch'esse in acciaio, ricoperte di RAM, inclinate di circa 10 gradi in più o in meno sulla verticale. Dato il peso delle sovrastrutture realizzate in materiale pesante rispetto alle leghe di alluminio, l'altezza delle sovrastrutture è piuttosto bassa. Ogni apertura è omessa, al solito per la classe, a parte la plancia, ora molto bassa; la segnatura radar è stata ridotta al massimo e il cannone di prua non solo è di tipo stealth (con vari ordini di grandezza inferiori rispetto a una normale torretta), ma l'anello di rotolamento è pure schermato da un'insellatura; lo scafo si raccorda rispetto alle sovrastrutture senza nessuna linea di continuità. Dietro il torrione vi sono le armi: una lunga sezione della sovrastruttura, invero difficile da distinguere dallo scafo, accoglie i missili SAM e SSM; dietro ancora vi è l'albero con i sistemi da guerra elettronica, praticamente in mezzo ai due fumaioli inclinati all'indietro. L'hangar ospita un solo elicottero, ma è spazioso data la larghezza che arriva fino alla murata dello scafo. Al solito presente il SAMAHE per il recupero degli elicotteri atterrati anche con cattive condizioni meteo (forza 6), grazie a una griglia da 1,8 m di diametro e una rotaia di trasporto dentro l'hangar.

I motori sono Diesel, certo rumorosi e piuttosto pesanti, ma con una ridotta emissione IR, dissimulata meglio dal grosso fumaiolo; il sistema CODAD ha 4 MTU 20V 8000 da 11.150 hp l'uno, superando largamente le 'La Fayette'. I motori MTU serie 8000 hanno un sistema common rail per la massima efficienza in ogni regime e un consumo di 190 g/kWh; vi è un sistema di sovralimentazione sequenziale STC con due turbocompressori che entrano in funzione a seconda delle necessità, con gestione elettronica. Questi motori MTU sono stati prodotti in oltre 100 esemplari, anche per le Littoral Combat Ship americane. La velocità è di 27 nodi e l'autonomia di 5.000 nm a 15 nodi, che nonostante tutto, non è eccezionale. Però vi è anche la stima di 8.000 nm alla stessa velocità. La fornitura di energia elettrica, nelle navi moderne sempre più importante -tanto che vi sono anche navi Diesel-elettriche-, è data da 5 Diesel IF associati a generatori AvK da 800 kW l'uno. Anche questi motori sono di ultima generazione e Diesel, a 4 tempi e 8 cilindri. La sigla è V 1780 T2. L'impianto elettrico è a 60 Hz e 450 V e ovviamente è anch'esso sofisticato e moderno, controllato dai computer di bordo. La gestione della piattaforma è anch'essa computerizzata, basasta sui componenti COTS (di derivazione commerciale), dato che l'elettronica di consumo e la relativa informatica è stata sviluppata su scala e velocità ben maggiore rispetto ai tipi militari, irrimediabilmente superati e usati sempre di più solo in quei contesti (aerei, essenzialmente) in cui sono necessarie componenti specializzate). Il sistema di gestione è lo Shipmaster della DCNS, che è costituito da 5 componenti tra cui l'IBS per la sicurezza della navigazione (da cui deriva il sistema delle FREMM francesi), e che con le varie consolle controlla 2 radar di navigazione e due sistemi optronici; l'IPMS, per il controllo a distanza dell'apparato motore, sistemi di controllo TV a circuito chiuso, uno di controllo e anche uno di addestramento. Notare che il primo di questi tipi è dotato della possibilità di controllare la nave sia dalla plancia (come nelle vecchie navi) sia dalla centrale operativa (come nelle unità successive) e di altre postazioni locali.

Ma è il sistema di combattimento che presenta il maggiore interesse. Anzitutto il sistema di difesa aerea con il radar HERAKLES, da implementare anche sulle FREMM versione da difesa aerea, ovvero le FREDA. Il sensore è parte anche del sistema d'arma, consentendo la guida dei missili ASTER 15 e 30. Questo radar è montato in una sovrastruttura tronco-piramidale sistemata direttamente sopra la larga e bassa plancia, 'schiacciata' verso il basso dalla necessità di dare spazio a questo sistema. Esso è una derivazione del moderno ARABEL, funziona in banda S ovvero la E/F in ambito NATO, ergo 2-4 GHz e 7,5-15 cm di lunghezza d'onda. Esso aggiorna gli ASTER durante il volo. Soprattutto ha una portata massima di 250 km contro aerei e una contro bersagli di superficie di 80 km; segue 500 tracce di cui 300 aeree e 200 di superficie, in simultanea, incominciando meno di un secondo dopo (una rotazione dell'antenna), massimo due. Il sistema è stato usato proprio con Singapore come cliente di lancio, con un primo sistema installato nel 2004 e provato nell'ottobre di quell'anno.

Il secondo tipo di radar è il tipo di navigazione-superficie Terma Scanter 20001 in banda X, sistema danese molto valido per scoprire piccoli bersagli verso le coste e per controllare l'elicottero all'appontaggio. L'altro sistema importante è il NAJIR 2000, un sistema optronico avanzato della Sagem, uno sopra l'hangar e uno sopra la plancia, ha la classica 'palla' con 4 distinte finestre che corrispondono ad altrettanti 'occhi elettronici', camera TV CCD, due termiche per il controllo delle bande bassa e alta (3-5 e 8-12 micron) e un telemetro Raman da 1,54 micron di lunghezza d'onda (di tipo 'eye safe', che riduce i possibili danni a un osservatore umano). È pesante 250 kg, altri 295 sottocoperta per il processore; la copertura in elevazione è tra -30 e +85 gradi, la velocità di brandeggio di 120 gradi al secondo per coprire praticamente ogni esigenza; il controllo avviene con una consolle Callisto. Il sonar di ricerca è l'EDO 980 ALOFTS, ovvero un sonar di ultima generazione, trainato attivo e a bassa frequenza, preferito al CAPTAS della Thales. Ha un cavo di 200 m che porta dietro il sonar da 1 kHz dell'AN/SQS-35 americano e un sensore lineare passivo, che ha anche una capacità di scoperta siluri. Questo concetto del sonar trainato a bassa frequenza e attivo ha visto uno sviluppo dal 1980 negli USA ed è stato sperimentato con due fregate classe 'Knox' alla metà anni '90, poi però ritirate dal servizio (non ci sono altre unità con l'SQS-35); il 'pesce' contenente il sonar è stato aggiornato e integrato nell'EDO 980 che viene azionato grazie a programmi come Windows e Unix. Tutto questo consente prestazioni ottimali per la ricerca anche di sottomarini Diesel-elettrici in acque profonde. Notare che non vi è invece il classico sonar di chiglia, in genere sempre presente sulle navi ASW.

Il sistema d'arma è soprattutto basato sullo FSAF Herakles, che ha missili ASTER 15 da mach 3,3 e 1,7-35 km, e gli ASTER 30 da mach 4,6 e 3-120 km. I lanciatori sono i DCNS Sylver A-50, ve ne sono 4 moduli da oltre 8 t e sei metri cubi l'uno. Ogni modulo ha 2 file da 4 tubi di lancio e ciascuna coppia ha un condotto di scarico combinato per lo scarico verso l'alto dei gas di lancio. In tutto vi è un totale di 32 missili che assieme all'HERAKLES offre una notevole capacità di fuoco. L'unico limite è quello che non esiste un radar di scoperta aerea a lungo raggio bidimensionale, per assicurare maggiori distanze di scoperta e per una capacità di back-up in caso di danni o avarie per l'unico radar principale sopra l'hangar.

Per il resto vi è il cannone da 76 Super Rapido con velocità e accelerazioni orizzontali di 60 e 35 gradi al secondo, e 72 e 72 gradi al secondo per il movimento orizzontale. Benché utile per il tiro antimissile, essendo dotato solo del sistema optronico, è usato soprattutto per tiri di superficie o contro bersagli aerei piuttosto facili. Per il resto vi sono due torrette Typhoon G, prodotte dalla Rafael israeliana e dotate di una mitragliera a doppia alimentazione del tipo ATK M-242 Bushmaster 25, che ha una cadenza di tiro ridotta, tra il colpo singolo e i 180 c/min con 5 posizioni. Essa è caratterizzata dall'assenza di personale. La sua concezione è particolare; la torretta ha duecento colpi e pesa 1.042 kg, alta 1,6 m; sopra il cannone (americano, ma prodotto dalla BAe Systems su licenza, in Gran Bretagna), che è elevabile solo fino a 45 gradi e 20 in depressione (è un'arma essenzialmente usata contro bersagli in superficie), è presente un sistema optronico. L'arma è stabilizzata per operare anche con mare forza 3 con notevole precisione (meno di 0,3 mrad). L'optronica è costituita da una piccola 'palla' optronica simile a quella dei Najir, ma più piccola e con solo tre sensori: camera tv, t.l., camera termica da 3-5 micron con matrice di 320x240 px. Tutto questo serve per controllarla a distanza con una modalità simile a quella dei sistemi CIWS veri e propri. È stata fatta parecchia strada da quando è stata riaperta la strada dei cannoni da difesa ravvicinata negli anni '90, con sistemi spesso a semplice azionamento manuale. Poi vi sono i missili MDD (ora Boeing) RGM-84 Harpoon, armi standard per le navi di Singapore, che non hanno avuto il missile Exocet. Vi sono due lanciamissili Mk-141 a 4 lanciatori. L'RGM-84 C è lungo 4,55 m, diametro 34,3 cm, apertura alare 91,4 cm, peso di 682 kg di cui 222 di testata, velocità mach 0,84 e gittata max di 150 km. Infine l'armamento ASW è basato su due tls tripli B-515 da 324 mm, armati con siluri A-244 S Mod.3, di cui Singapore è stato il cliente di lancio, seguendo una linea che aveva già permesso di ottenere 200 siluri della versione precedente. Pesa 221 kg, è lungo 2,75 m, ha una testata di 42 kg, lancio possibile con fondali minimi di 30 m, quota operativa tra 10 e 600 m. In tutto l'A-244 è stato venduto in 2.500 esemplari e passa, e attualmente è ancora in produzione come equivalente economico dell'MU-90 di cui ha parte dei sistemi, con un seeker a 36 trasduttori con 12 amplificatori e sofisticati sistemi software capaci di generare 10 fasci in emsissione; il motore ha due velocità e grazie alle batterie di nuovo tipo è possibile raddoppiare l'autonomia originaria da 6,5 a 13 km a 30 nodi, oppure 10 km a 38 nodi, selezionabile dal computer di bordo. L'acquisizione è attiva (2.150 m) o passiva (un po' meno).

Per la difesa della nave vi sono due lanciarazzi Sagem NGDS a 12 canne, per razzi Lacroix Sagaie o di tipo nuovo, aumentando la portata fino a 3 km; il REM NG da 130 mm, lungo 1,5 m e pesante 30 kg (il tipo lancia-chaff precedente invece raggiungeva solo 250-750 m) con capacità di 'confusione' e 'distrazione'; esso arriva a 2 km e 150 m di quota dopo 12 secondi dal lancio e i chaff restano in aria per 2 minuti. Vi è anche il LEA da 140 mm e 1,835 m, sempre da 30 kg, e i tipi IR da 130 mm e 30 kg, lunghi 1,8 m. Il LEA è un costoso sistema di disturbo radar attivo, il RIR e il Sealir sono falsi bersagli IR. Il SEALAT acustico serve per compiti antisiluri. Insomma una protezione per tutte le minacce. L'ECM attiva è presente con un tipo migliorato del C-Pearl della Rafael, già usato per le 'Fearless' e 'Valour'. Infine vi è l'elicottero S-70 Seahawk, ordinati nel gennaio 2005 ma sono in fornitura entro il 2010. Tutto il sistema è di derivazione COTS 'militarizzato' con una rete Ethernet in fibra ottica a doppia ridondanza. È designato ST 3110 di progettazione locale (DSTA), ha 21 stazioni di lavoro con consolle multifunzione, hanno ciascuna 2 LCD da 1280 x 1024px e sono sistemate nella centrale operativa. Anche questo è stato preceduto da altri sistemi locali, l'ST3100 sulle navi 'Endurance'.

Con la consegna delle navi 70, 71 e 72 il febbraio 2008 e con le ultime due navi nel 2009 Singapore si è quindi dotata di una forza da combattimento in alto mare di tutto rispetto, che porta in teoria 30 navi missilistiche di prima linea, anche se le vecchie TCN-45 probabilmente non saranno tenute ancora a lungo in servizio. La piccola Singapore ha quindi ottenuto una capacità formidabile per la difesa. Le 'Formidable' sono il tipico concetto di nave moderna, un contenitore, fabbricato al solito con il criterio modulare DCN, che ha al suo interno decine di componenti minori che da soli sono altamente interessanti e sofisticati. Dall'esterno di questi sistemi si vede molto poco. L'unica limitazione è semmai il cannone da 76 mm, un po' piccolo di quanto sarebbe stato auspicabile per una nave da 3.800 t a pieno carico, mentre il cannone della 'giusta taglia', il 100 mm, non sviluppato a sufficienza (a suo tempo era previsto anche munizionamento teleguidato antimissile) non ha trovato più consenso dopo le 'La Fayette' e le Ryadh (che lo cambiarono con il 76 mm di lì a poco) e nemmeno sulle Fremm.

Con queste nuove navi da combattimento la Marina di Singapore è diventata una potenza marittima d'alto mare. È realmente incredibile una tale forza navale: anche Taiwan, già una nazione super-armata per le sue dimensioni, ha ricevuto altrettante fregate della stessa famiglia, e per giunta meno armate. Per esempio, come quelle saudite anche queste navi singaporiane hanno l'ASTER-15 mentre i taiwanesi si sono dovuti accontentare dei Sea Chaparral.


Il Protector è stato pensato dalla Rafael come risposta agli attacchi terroristici, per esempio a quello contro l'USS Cole. È attualmente l'unico USV operativo esistente, basato su di uno scafo di 9 metri, cun una piccola sovrastruttura, è un mezzo piuttosto stealth e dal profilo basso, ed essendo di tipo modulare permette di essere configurabile a seconda dei requisiti, dalla ricognizione alla lotta antiterrorismo alla guerra elettronica. Ha un motore Diesel che aziona in idrogetto per un totale di 40 nodi di velocità massima. Vi è una torretta stabilizzata mini-Typhoon con il sistema Toplite diurno-notturno. Per il resto vi sono radar e GPS. È un mezzo senza equipaggio, ma ha un sistema di teleguida da parte di una nave dotata di equipaggio, con due persone ai controlli. Singapore, sempre attento alle ultime novità, lo ha prontamente comprato e portato in azione con l'ENDURANCE nel Golfo Persico per le missioni di peacekeeping nel 2005, dove è stato usato con missioni di 8 ore e passa. Nel 2006 è stato presentato da BAe, LM e Rafael alla Marina americana e all'US Coast Guard, nonché ad altre agenzie interessate degli USA. Per ora resta in servizio a Singapore (2) e Israele.



  1. Un nuovo IFV da Singapore, RID Luglio 1998, pagg. 78-80
  2. Armi da guerra n. 83 pag. 1652, wiki.en per la 12,7 mm
  3. Po, Enrico: Le Fregate Classe Formidable, Aprile 2009 p. 66-74