Chitarra/Bending e Release

Indice del libro

Che cos'è il bending

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Il bending fa parte degli abbellimenti ed è una tecnica che permette al chitarrista di aumentare in modo progressivo e controllato la tensione di una corda, conferendo al suono una impronta caratteristica, con il conseguente aumento dell'altezza della nota.

Il bending può essere di diverse altezze: di un semitono, di un tono, di un tono e mezzo, di due toni. Possiamo innalzare la nota di una quantità di semitoni arbitraria, vincolata dalla fragilità delle corde e dalla forza dell'esecutore. Il bending è così composto:

  • nota di partenza;
  • bending vero e proprio ovvero salita del suono;
  • nota di arrivo;
  • release, ovvero discesa della nota stessa;



 


   

suono bending


Icon toolsTecnica: come effettuare il bending

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Il bending consiste nello spingere o tirare una corda, facendola scorrere verticalmente sulla tastiera in corrispondenza della barretta (fret), con le dita della mano sinistra. La scelta di spingere o tirare la corda è del tutto personale, vincolata dai limiti fisici. Infatti, non potremmo pretendere di tirare verso il basso la prima corda, poiché andremmo a lavorare in un punto fuori dalla tastiera. Con il pollice e l' indice della mano sinistra cingere il manico, quasi come se dovessimo prendere la nostra chitarra per sollevarla. Posizionare le altre dita in prossimità del tasto in questione.

Spingendo le corde con più di un dito, divideremo su ciascuno di essi lo sforzo del bending. Si consiglia, quindi, di utilizzare almeno due dita (o anche tre, ancora più consigliabile)specialmente nel caso in cui si vada ad agire su corde spesse o tasti in prossimità del capotasto. Tuttavia, alcune dita libere possono rivelarsi utili per la pulizia del suono. La parte delle dita da utilizzare per realizzare il bending è quella più vicina alle unghie e bisogna tenere queste 3 dita insieme come se fossero incollate e la punta delle dita deve restare arcuata, è un po' come aprire una maniglia, come movimento.

   

Prima di cominciare è importante fare una precisazione: la forza necessaria per compiere il bending non è esercitata dalle dita; bensì dal movimento dell'avambraccio che imprime forza sulle corde attraverso le dita (che rimarranno semi-rigide). Questo errore ricorre frequentemente tra i principianti, compiendo sforzi inutili e spesso senza raggiungere l'esito desiderato.

Dopo aver impostato la mano sinistra come spiegato nel paragrafo precedente, effettuare un piccolo movimento rotatorio dell'avambraccio. Il pollice e indice devono rimanere ben saldi sulla tastiera, fungendo come fulcro di questa leva. Durante questa operazione può venire spontanea la necessità di abbassare leggermente il polso, specialmente quando si effettuano bending ampi.
Potremmo dire che durante la posizione base, l'avambraccio è disposto di taglio rispetto al chitarrista; con questa rotazione dobbiamo poter vedere (seppure con una piccola angolazione) la parte interna dell'avambraccio.

 
 
 

Prestando attenzione a eseguire correttamente la tecnica (non permettendo alle corde di scivolare sopra le unghie, movimenti errati delle dita...) stoppare le corde appoggiando le dita non utilizzate sulle corde non d'interesse.

Nei bending ampi, si incontra l'ostacolo delle altre corde. In questi casi si rende necessario dover spostare più di una corda. Le corde che si aggiungeranno al vostro bending, dovranno essere trascinate accanto alla corda d'interesse, nonostante ne renda più faticosa l'esecuzione. Deviarle facendole scorrere sopra le unghie o altri sistemi spesso risultano inadatti, perché, al rilascio del bending, potrebbero entrare in vibrazione arrecando suoni di disturbo. Prestare attenzione ad apportare una giusta intonazione.
Fare più tentativi, prima ascoltando il suono della nota di destinazione e poi effettuando il bending, cercando di produrre lo stesso suono. Nel caso non si riesca a sentire bene le differenze tra i due suoni, aiutarsi con un accordatore.

Quanto spostare la corda dipende dal suo spessore e dalla nota suonata. Quindi non basatevi su quantità numeriche, bensì sull'esercizio e prestando attenzione al suono prodotto.


Questa tecnica non è semplice, soprattutto inizialmente: non preoccupatevi se non riuscite a ricreare al primo tentativo il suono desiderato. Importante è correggersi sempre, non scoraggiarsi e soprattutto niente fretta.

Dato che la forza necessaria per effettuare il bending varierà a seconda della corda e del tasto, si consiglia di esercitarsi su tutti i tasti e su tutte le corde, magari per iniziare,è consigliabile iniziare a lavorare intorno al 12° tasto, dove le corde sono più morbide, quindi più facili da spostare.

Esercitarsi con il bending

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Per imparare a riconoscere i release in un tabulato, leggere la relativa spiegazione

 Esercizio 1: bending di un semitono

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In questo esercizio impareremo ad utilizzare la tecnica bending. Inizialmente consiglio di non concentrarsi sull'intonazione perfetta, bensì sull'accuratezza del movimento e accortezze per la pulizia del suono.

Eseguiremo prima la nota di destinazione (memorizzandone l'altezza) e poi realizzeremo il bending corrispondente.

                      1/2
e|-------------------------------------------||
B|----10--------------9b---------------------||
G|-------------------------------------------||
D|-------------------------------------------||
A|-------------------------------------------||
E|-------------------------------------------||


  Esercizio 2: bending di un tono

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e|-------------------------------------------
B|----10--------------8b---------------------
G|-------------------------------------------
D|-------------------------------------------
A|-------------------------------------------
E|-------------------------------------------

  Esercizio 3: un semitono e poi un tono

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  Esercizio 4: spingiamo un po'

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  Esercizio 5

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  Esercizio 6

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  Esercizio 7: bending di semitono

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Esercizio 8: le scale

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Esercitiamoci con le scale blues ed applichiamo il bending un po' dove vogliamo. Suonerà fantastico ed anche molto divertente.


Esercizio 9: Wonderful tonight

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Okay, adesso che abbiamo preso un po' di familiarità col bending attraverso gli esercizi, che ne dite di suonare il lick della famosa Wonderful tonight di Eric Clapton? In questo modo andremo ad applicare la tecnica appena appresa.

E ------------|-------------|------------|--------------------10--||
A --10b--8-10-|--10b--8-----|--10b--8-10-|--12--13---10s12--------||
D ------------|-----------9-|------------|------------------------||
G ------------|-------------|------------|------------------------||
B ------------|-------------|------------|------------------------||
E ------------|-------------|------------|------------------------||



Il pre-bending

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Il pre-bending, chiamato anche silent bending o reverse è un'altra tipologia di bending che si realizza nel seguente modo: si realizza il bending prima di pizzicare la corda stessa. Quando lo si rilascia esso darà la sensazione che stiamo andando verso una nota più bassa. E' una tecnica non semplicissima.

Che cosè il release

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Il release è la tecnica inversa del bending: mentre il secondo consiste nell'aumentare la tensione sulla corda, il release serve per rilasciare gradualmente la corda su cui era stato precedentemente effettuato il bending. Infatti release viene dall'inglese e significa appunto rilasciare.


 Tecnica: come effettuare il release

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Si tratta degli stessi movimenti del bending, semplicemente al contrario. Inizialmente tenere la corda in tensione (tramite un bending), successivamente rilasciarla gradualmente fino a ricondurre la corda nella sua posizione di quiete.

 Esercizi

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Per imparare a riconoscere i release in un tabulato, leggere la relativa spiegazione

  Esercizio 1

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  Esercizio 2

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  Esercizio 3: concateniamo

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  Esercizio 4

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  Bending + vibrato

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Questa tecnica è più intermedio - avanzata, quindi principianti, leggerete più avanti.
Naturalmente sarà bene iniziare a far vibrare i bending di mezzo tono, sarà un pochino più facile. Allora in primo luogo dobbiamo realizzare bene il bending usando le due o tre dita consigliate, arrivando alla nota desiderata e quando arriviamo all'altezza di tono desiderata iniziamo a far vibrare la nota a quell'altezza lì mantenendo la posizione delle due/tre dita. In questo caso il tipo di vibrato da applicare sarà di quelli che fanno muovere la chitarra stessa, ovvero, muoveremo il polso e il manico stesso della chitarra, non le sole dita.