Piemontese/Aggettivi/Aggettivi possessivi

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Aggettivi possessiviModifica

Così come nelle altre lingue neolatine, l'aggettivo possessivo piemontese concorda in genere e numero con la cosa posseduta e non con il possessore come invece avviene, per esempio, in inglese.

Gli aggettivi possessivi, in piemontese, rifiutano sempre l'articolo (cosa che di solito non succede in italiano), ad eccezione del maschile plurale che, di solito lo richiede. Questo segue dal fatto che il plurale maschile piemontese (anche per il sostantivo a cui l'aggettivo si riferisce) è di norma uguale al singolare, e questo potrebbe generare confusione. Questa è una differenza, rispetto all'italiano, a cui è necessario porre attenzione.

La seguente tabella riporta gli aggettivi possessivi piemontesi per le tre persone singolari e plurali, maschili e femminili:

persona masch. sing. femm. sing. masch. plur. femm. plur.
1 s. \mæ\ mia \mi\ (ij) mè \mæ\ oppure (ij) mèi \mæi\ mie \mie\
2 s. \to\ toa \tu\ (ij) \mæ\ oppure (ij mèi) \mæi\ toe \tue\
3 s. \so\ soa \su\ (ij) sò \so\ oppure (ij) sòi \soi\ soe \sue\
1 pl. nòstr \nostr\ nòstra \nostr\ (ij) nòstr(i) \nostri\ nòstre \nostre\
2 pl. vòstr \vostr\ vòstra \vostr\ (ij) vòstr(i) \vostri\ vòstre \vostre
3 pl. \so\ soa \su\ (ij) sò \so\ oppure (ij) sòi \soi\ soe \sue\

Le terze persone maschili, singolare e plurale, si distinguono dal contesto della frase, in quanto le forme riferite a singolare e plurale sono le stesse. :

Lor e ij sò can ch'a vado a fesse frise = loro ed i loro cani vadano a farsi friggere.

San Roch e sò can = San Rocco ed il suo cane. Detto per indicare due persone inseparabili (San Rocco è sempre dipinto con un cane).

Mie ciav a deurbo nen toa pòrta = le mie chiavi non aprono la tua porta

Mé ideal: na casòta tranquila = Il mio ideale: una casetta tranquilla. (verso di una celebre canzone).

I vado a serché ij mé amis - vado a serché mèj amis = vado a cercare i miei amici.

I vado a serché mé amis = vado a cercare il mio amico.

Per il plurale maschile esiste anche la forma mèi (i miei), tòi (i tuoi), sòi (i suoi, i loro), come evidenziato in tabella. Le due forme sono equivalenti, ma nel caso di uso di queste, non è necessario l'articolo.

Vi sono poi costruzioni nelle quali l'articolo non si usa in quanto non sono equìvoche "a son tò ij dent ch'it l'as an boca? - sicura ch'a son mé! con lòn ch'i l'hai pagaje!" = "sono tuoi i denti che hai in bocca ? - certo che sono miei! con quello che li ho pagati!", ma non sarebbe sbagliato dire "a son ij tò ij dent ch'it l'has an boca? - sicura ch'a so ij me...." oppure "...sicura ch'a son mèj....".

. Infine notiamo che anche in piemontese esiste la forma rafforzata pròpi mè, pròpi tò, ... etc. ... equivalente a: proprio mio, proprio tuo, ... ecc. ...

Notiamo esplicitamente che gli aggettivi nòstr e vòstr possono fare il plurale maschile tanto rimanendo invariati quanto aggiungendo una "i".