Carmina (Catullo)/88

Indice del libro


TestoModifica

(LA)
« 

Quid facit is, Gelli, qui cum matre atque sorore
prurit et abiectis pervigilat tunicis?
quid facit is, patruum qui non sinit esse maritum?
ecquid scis quantum suscipiat sceleris?
suscipit, o Gelli, quantum non ultima Tethys
nec genitor Nympharum abluit Oceanus;
nam nihil est quicquam sceleris, quo prodeat ultra,
non si demisso se ipse voret capite.

 »
(IT)
« 

Che fa, o Gellio, un tale che con sua madre si eccita
e con la sorella, passa le notti senza niente addosso?
Che fa un tale che non consente a uno zio di fare il marito?
Lo sai di quale grave colpa si macchia?
Si macchia di una colpa che nè la più lontana Teti
nè l'Oceano, padre delle Ninfe, possono lavare,
perchè non c'è altra colpa che sorpassi questa,
neppure se, abbassato il capo, te lo succhiassi da solo

 »
(Fonte: → Wikisource )

Note al testo

Analisi stilisticaModifica

Sintesi della poesiaModifica

Il temaModifica

Il messaggioModifica