Indice del libro


(LA)
« 

Passer, deliciae[1] meae puellae,
Quicum[2] ludere, quem in sinu tenere,
Cui primum digitum dare adpetenti
Et acris[3] solet incitare morsus,
Cum desiderio meo nitenti
Carum nescio quid libet iocari
(Et solaciolum[4] sui doloris,
Credo, ut tum gravis adquiescat ardor),
Tecum ludere sicut ipsa[5] possem[6]
Et tristis[7] animi levare curas!
• • • • • • • •
Tam gratum est mihi quam ferunt puellae[8]
Pernici aureolum fuisse malum,
Quod zonam soluit diu ligatam.

 »
(IT)
« 

Passero, delizia della mia ragazza,
col quale lei è solita giocare, che suole tenere in grembo,
al quale suole dare la punta del dito mentre lui le vola incontro
e provocarne le pungenti beccate,
quando al mio splendente oggetto del desiderio
piace fare non so quale gioco a lei gradito
(e trovare un piccolo conforto al suo dolore,
credo, perché si plachi allora l'insopportabile passione),
potessi giocare con te così come fa lei
e alleviare i tristi affanni dell'animo!
• • • • • • • •
Ciò mi sarebbe tanto gradito quanto dicono che alla fanciulla
veloce fosse gradita la mela d'oro,
che sciolse la cintura verginale a lungo legata.

 »
(Fonte: → Wikisource )

Note al testo

  1. Pluralia tantum.
  2. Forma arcaica per quocum.
  3. Forma arcaica per l'accusativo plurale acres.
  4. Diminutivo di solacium, hapax legomenon.
  5. Secondo alcuni studiosi nella poesia erotica il pronome determinativo ipsa assume il senso di "amante", così come nella commedia ipse e ipsa assumono il senso di "padrone" e "padrona".
  6. congiuntivo ottativo dell'irrealtà.
  7. Forma arcaica per l'accusativo plurale tristes.
  8. Riferimento al mito di Atalanta, la veloce fanciulla protagonista di una leggenda etolica, che fu battuta con l'inganno dal giovane Ippomene.

Analisi stilistica

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  • Il genere della poesia: lirico.
  • La metrica della poesia: endecasillabi faleci.
  • Le figure retoriche della poesia: apostrofe in apertura di componimento, Passer; omoteleuto ai vv. 1, deliciae meae puellae, e 3, primum digitum; iperbato al v. 3, cui... adpetenti; allitterazione al v. 4 dei suoni r ed s; metafora al v. 5, desiderio meo nitenti, per intendere la donna amata.
  • Il lessico: Il lessico è quotidiano. Il tono del componimento è privato-meditativo. L’amore appare contrassegnato dal dolore e dalla malinconia (tristis curas), il poeta oscilla tra distacco e partecipazione, con qualche nota di sfumata ironia e con il tratto dominante di una disincantata riflessione.
  • I vv. 11-13 nei codici figurano come versi finali del carme 2, ma con esso sembrano non aver alcun rapporto. È probabile che il frammento sia stato lì inserito per l'identità di metro. Per questa ragione diversi studiosi moderni ritengono che esso facesse originariamente parte di un altro componimento catulliano.
  • Riferimenti letterari della poesia: il tema del passero è ricorrente nella poesia alessandrina. In senso metaforico, il gioco di Lesbia con il passero va inteso come il gioco tra i due amanti. Questo tema verrà ripreso anche dalla successiva cultura umanistica (Poliziano) e da Leopardi.

Sintesi della poesia

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Il tema

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Il poeta affronta i temi dell'amore intenso e gioioso e del distacco.

Il messaggio

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Il componimento trasmette l'amore sereno e gioioso di Catullo nei confronti di Lesbia, ma nel contempo ne rivela anche la malinconia per il temporaneo distacco dall'amata.