Carmina (Catullo)/01

Indice del libro


TestoModifica

(LA)
« 

Cui dono lepidum novum libellum
Arida modo pumice[1] expolitum?
Corneli, tibi; namque tu solebas
Meas esse aliquid putare nugas,
Iam tum cum ausus es unus Italorum
Omne aevum tribus explicare chartis,
Doctis, Iuppiter, et laboriosis!
Quare habe tibi quidquid hoc libelli
Qualecumque, quod, o patrona virgo,
Plus uno maneat perenne saeclo.

 »
(IT)
« 

A chi posso regalare il libretto nuovo e raffinato
levigato or ora dall'arida pomice?
A te, o Cornelio, e infatti tu eri solito
ritenere che i miei componimenti avessero
un qualche valore, già allora, quando osasti, unico tra gli Italici,
descrivere la storia universale in tre libri
eruditi, per Giove, e faticosi!
Perciò prendi questo libretto qualunque esso sia,
qualsiasi valore abbia esso, o Musa,
possa vivere in eterno più d'una generazione.

 »
(Fonte: → Wikisource )

Note al testo

  1. La pietra pomice veniva usata per lisciare il bordo del rotolo di papiro.

Analisi stilisticaModifica

Sintesi della poesiaModifica

Il temaModifica

Il messaggioModifica