Messianismo Chabad e la redenzione del mondo/Anticipare la venuta del Messia e la redenzione

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IL MESSAGGIO DI RABBI SCHNEERSON

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Rabbi Menachem Mendel Schneerson sul palco, alla parata di Lag BaOmer, presso la Sinagoga e Sede centrale di Chabad-Lubavitch, 770 Eastern Parkway, Brooklyn (17 maggio 1987)

Anticipare la venuta del Messia e la redenzione

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Rabbi Schneerson ammoniva frequentemente i suoi seguaci ad anticipare attivamente il Messia, il che significa che questa era una parte vitale della fede ebraica. Spiegò che secondo il dodicesimo principio di fede di Maimonide, si dovrebbe attendere la venuta del Messia ogni giorno:

« Credo con fede assoluta nella venuta del Messia e, anche se dovesse tardare, pur tuttavia attendo ogni giorno la sua venuta. »
(Maimonide, Pirush Hamishnayot)

Il Rebbe aggiunge che si dovrebbe aspettare la venuta immediata del Messia, invece di credere che verrà in un dato tempo stabilito, perché ora i tempi sono pressanti. Sosteneva che si può diventare così permeati dal sentimento di esilio da non essere consapevoli dell'imminente redenzione, ma sia proclamando che pubblicizzando che viviamo in tempi speciali le persone possono essere preparate all'avvento. Pertanto, il Rebbe insegnava che i tempi in cui viviamo, la venuta del Messia e la redenzione dovrebbero essere proclamati più e più volte, perché vivere in esilio dovrebbe essere come vivere durante la settimana, aspettando sempre lo Shabbat. Ci si dovrebbe preparare per la redenzione durante l'esilio e tenere a mente la redenzione nello stesso modo in cui ci si prepara per lo Shabbat durante la settimana.[1] Anche Rabbi Yosef Yitzchok paragonò l'attesa del Messia alla preparazione per lo Shabbat.[2] Questa è un'immagine molto potente, perché lo Shabbat è costantemente in arrivo e i preparativi devono essere fatti ogni settimana.

Rabbi Schneerson difende lo slogan "We want Moshiach NOW!" (= Vogliamo il Messia ORA!) dicendo che questa non è una nuova invenzione e sostiene che in tutta la Bibbia le persone hanno invocato in modo simile perché sentivano di non poter sopportare l'esilio più a lungo. Afferma che proprio come gli Israeliti implorarono in Egitto e Dio li ascoltò, così Dio ascolterà anche i giusti dell'era contemporanea che Lo invocano. Rabbi Schneerson dice che è, infatti, gradito a Dio che gli uomini lo supplichino di portarli fuori dall'esilio, il che è dimostrato anche dal fatto che questa supplica è stata incorporata nelle preghiere quotidiane tre volte al giorno.[3] Anticipare la venuta del Messia è qualcosa che il Rebbe ha in comune con il suo predecessore, anche il quale diceva che era di assoluta importanza pensare e parlare della venuta del Messia per accoglierlo.[4]

Zalman non esorta i suoi seguaci ad anticipare attivamente la venuta del messia nello stesso modo di Rabbi Yosef Yitzchok e di Rabbi Schneerson, ma ciononostante la sua attiva anticipazione è evidente nel modo in cui parla della Terra di Israele e dell'importanza che attribuisce a vivere uno stile di vita spirituale per far arrivare l'era messianica.

Frontespizio del Divrei Tzadikim di Rabbi Dov Berish di Oswiecim (Auschwitz), 1929
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Bibliografie & Glossari: 1  •  2  •  3  •  4  •  5  •  6  •  7  •  8  •  9  •  10  •  11
  1. From Exile to Redemption, vol. I 1992:119-120, 152, 155-158 (presi dai discorsi); Siddur Tehillat HaShem p. 56.
  2. Igros Kodesh of the Rebbe Rayatz, vol. II 1986:531.
  3. From Exile to Redemption, vol. I 1992:163-168.
  4. Schneersohn 1999:7, 18, 97, 113, 131, 193, 203. Il pensiero è quello di "meritare velocemente di accoglierlo".