Messianismo Chabad e la redenzione del mondo/Prendere l'iniziativa

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IL MESSAGGIO DI RABBI YOSEF YITZCHOK

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Poster che annuncia l'arrivo di Rabbi Yosef Yitzchok (il Rayatz) a Eretz Yisrael, 1929

Prendere l'iniziativaModifica

« In quel giorno suonerà il grande shofar,
verranno gli sperduti nel paese di Assur
e i dispersi in terra di Mizraim.
Essi si prostreranno al Signore
sul monte santo, in Gerusalemme. »
(Isaia 27:13, citato da Rabbi Yosef Yitzchok[1])

Poiché non tutti gli ebrei vivevano uno stile di vita osservante e avevano bisogno di pentirsi affinché il Messia potesse venire, Rabbi Yosef Yitzchok esortò i suoi ascoltatori a prendere parte all'accensione della scintilla ebraica tra i correligionari. Rabbi Yosef Yitzchok citò il passaggio di Isaia 27:13 (di cui supra) come una profezia da adempiere nei giorni prima della redenzione finale. Spiega che Isaia predice che la nazione ebraica sarà dispersa durante l'esilio, ma che tutti gli ebrei saranno riuniti nella nazione ebraica quando verrà il tempo della redenzione. Rabbi Yosef Yitzchok esprime la sua preoccupazione per gli ebrei che vivono in isolamento che sono estraniati dall'ebraismo e non disposti ad andare con il Messia in Eretz Yisrael, perché sono troppo legati a questioni mondane. Rabbi Yosef Yitzchok si domanda: "Come si adempirà la promessa di Dio? Cosa convincerà questi ebrei a tornare dal loro popolo?" Risponde dicendo che gli eventi catastrofici di questi tempi faranno sì che anche questi ebrei ricordino il loro retaggio ebraico. Il suono dello shofar risveglierà la scintilla dell'ebraismo in ogni ebreo e riunirà a Gerusalemme anche i perduti e gli isolati.[2]

Rabbi Yosef Yitzchok si collega di nuovo a un'idea molto centrale nella Tanya, vale a dire la scintilla del divino che è insita in ogni ebreo, indipendentemente da quanto una persona sia osservante. Zalman afferma che l'anima ebraica è veramente una parte di Dio. Inoltre, nel suo insegnamento sui cinque tipi di uomini, Zalman dice che anche l'uomo malvagio, che non ha pensieri di pentimento (quello che è più in basso nello sviluppo spirituale) può rivolgersi a Dio perché la Shekhinah aleggia su di lui. Inoltre, poiché esiste del bene anche nell'anima animale (qelipat noga), c'è speranza che ogni ebreo sia risvegliato alla chiamata dell'ebraicità.[3]

Lo scopo del suono dello shofar è duplice. Da un lato, quando se ne sente il suono, inizia la battaglia che Dio intraprende contro tutte le nazioni molto peccaminose e che hanno fatto torto al popolo ebraico. Dall'altro, è una chiamata al pentimento. Rabbi Yosef Yitzchok insegnò che suonare lo shofar è il modo amorevole e paterno di Dio per convocare e raggiungere gli ebrei, e alimentare ancora una volta la fiamma ebraica dentro di loro.[4] Egli afferma che alcune persone non sono consapevoli dell'imminente redenzione e della sua connessione con la Torah e con l'adempimento dei comandamenti, e dichiara che tali persone devono essere avvisate al riguardo. Pertanto, è dovere di ogni ebreo ispirare il proprio ambiente a pentirsi e tornare a Dio. Tutto ciò per dimostrare interesse per il benessere del proprio prossimo.[5] Ancora una volta, il Rebbe si allinea con Zalman, che esortava all'amore per i propri correligionari ebrei, specialmente nel fare la carità ai bisognosi (nel suo caso agli immigranti in Terra di Israele), che è un'idea ebraica molto tipica e generale.[6]

Soprattutto, Rabbi Yosef Yitzchok insegnò che è necessaria l'azione, specialmente l'azione compiuta con totale abnegazione, per sopportare degnamente gli ultimi giorni di esilio. Vale a dire, quando una persona sacrifica se stessa per eseguire i comandamenti, dando carità e vivendo lo yiddishkeit, attira un influsso divino sul corporeo. È il desiderio di Dio di vivere nel mondo, ma perché ciò avvenga il mondo deve essere completamente purificato. Il raffinamento spirituale del mondo fisico è un compito affidato alle persone. È quando Dio vive tra le persone che la devozione si manifesta nel mondo, e questa manifestazione sarà visibile in ogni ebreo, così come nella ricostruzione del Tempio. Rabbi Yosef Yitzchok afferma che la prima persona che attirò un flusso del divino tramite il suo sacrificio di sé fu una persona che viveva in esilio: Abramo. "La totale dedizione e il sacrificio di sé da parte di Abramo nel far conoscere il Divino lo hanno innalzato ai livelli più alti", dice il Rebbe.[7] Per elevarsi a uno stato più alto di servizio divino bisogna agire.[8] In altre parole, esiste anche una promessa di una realtà migliore per l'individuo che vive in abnegazione e agisce nell'adempimento dei comandamenti, dando carità e persino diffondendo la parola sulla redenzione, come si vedrà di seguito.

Rabbi Yosef Yitzchok ha quindi continuato la campagna di Zalman per dare carità e mostrare amore agli altri ebrei. Non ci si dovrebbe mai arrendere, nemmeno con chi non osserva, perché, come sottolinea anche Zalman con grande forza, la scintilla ebraica insita in ogni ebreo può essere risvegliata. Inoltre, Zalman sottolinea che il compimento di questa era è nelle mani dell'uomo: dipende dalle azioni e dal servizio devozionale dell'uomo durante l'esilio.[9] Quindi, quando il Rebbe esorta i suoi seguaci ad agire, si basa sulle parole della Tanya.

NoteModifica

  Per approfondire, vedi Guida maimonidea e Torah per sempre.
  1. Schneersohn 1999:141. La citazione apparve in un testo scritto durante la guerra. Si veda anche Zaccaria 9:14
  2. Schneersohn 1999:141-143, 196, che fa riferimento a Hilchot Melachim 11:1. "Il ‘grande shofar’ alimenterà la scintilla ebraica essenziale in tutti gli ebrei, in modo che ciascuno, in conformità con la propria posizione spirituale, diventerà migliore e più elevato spiritualmente nella Torah e nella vita delle mitzvos. Quando Moshiach verrà, allora si adempirà ciò che è scritto [Esodo 19:6]: ‘Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa’. Poiché le doglie del parto di Moshiach avranno purificato la nazione da tutta la lordura [corporea] accumulata. Il ‘grande shofar’ risveglierà [tutte le capacità] per percepire veramente la santità di Dio. Persino ebrei ‘persi ed esiliati’ che sono caduti così in basso da vergognarsi di chiamarsi ‘ebrei’ e si adirano quando vien loro ricordata la propria discendenza ebraica, facendo tutto ciò che è in loro potere per prendere le distanze dall'ebraismo, anche questi ebrei arriveranno a riconoscere che sono ebrei, attraverso il suono dello shofar e dei ‘venti di tempesta meridionali’". Schneersohn 1999:143.
  3. Tanya capp. 1, 7, 9, 11, 28; Iggeret ha-Teshuvah cap. 6.
  4. A un matrimonio di Lubavitch il niggun ( ניגון‎ – melodia senza parole) dei Quattro Temi viene tradizionalmente cantato mentre gli sposi sono scortati sotto la chuppah. Rabbi Yosef Yitzchok spiega che questa melodia è stata chiamata Lo Shofar del Moshiach dai chassidim di Shneur Zalman, perché secondo loro la melodia provocava un desiderio per il Messia. Si veda Igros Kodesh by the Rebbe Rayatz, vol. VI 1987:172.
  5. Igros Kodesh by the Rebbe Rayatz, vol. II 1986:388.
  6. Tanya cap. 32.
  7. Schneersohn 1999:71, 88-89, 219; Schneersohn 2001:258; From Exile to Redemption, vol. I:54-55.
  8. Schneersohn 2001:371.
  9. Tanya cap. 37; Iggeret ha-Kodesh cap. 14.