Messianismo Chabad e la redenzione del mondo/Rilevanza, scopo e questioni

Indice del libro
Ingrandisci
"Presentazione della Legge", di Édouard Moyse (1860)

INTRODUZIONE

modifica

Rilevanza, scopo e questioni

modifica

Il volto dell'ebraicità ortodossa sta cambiando. Diverse comunità ebraiche nel mondo, originariamente non chassidiche, sono ora gestite da rabbini chassidici, cioè da rabbini Lubavitcher. In poche parole, possiamo dire che dove prima la leadership rabbinica era basata esclusivamente sulla saggezza talmudica, ora il leader chassidico con una personalità carismatica è diventato la preferenza. Un fenomeno religioso che molti pensavano stesse scomparendo all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, così come la sfida di due secoli di modernismo avanzato, è in effetti diventato una forza vigorosa non solo nella vita religiosa ebraica, ma anche nel arena politica.[1] La popolazione ultraortodossa è cresciuta in centri come Brooklyn a New York e nei quartieri dei diamanti di Londra e Anversa, oltre che ovviamente in Israele. Oggi, si dice che il movimento Chabad-Lubavitch sia il più dinamico dei gruppi ultraortodossi e il gruppo con cui i non ortodossi hanno più probabilità di essere entrati in contatto a causa della sua natura inclusiva e aperta. Non c'è dubbio che lo chassidismo e Chabad-Lubavitch siano fenomeni affascinanti per accademici di diversi campi come sociologia, storia, teologia o studi religiosi comparati, ma anche per persone comuni che entrano in contatto coi Lubavitcher attraverso la loro comunità locale, inoltre per i cristiani interessati nell'affermazione che Chabad-Lubavitch sta facendo uso delle dottrine messianiche cristiane.[2]

Lo chassidismo è stato oggetto di ricerca accademica sin dai primi anni del 1900 e in particolare è stata discussa la caratteristica messianica che è ancora al centro dell'attenzione.[3] Vi è tuttavia una scarsità di materiale accademico relativo a Chabad-Lubavitch. Per quanto riguarda la discussione accademica sul messianismo, è stato tradizionalmente affermato che lo chassidismo era privo di messianismo, una visione che ha iniziato a essere sempre più messa in discussione.[4] Gli studiosi, tuttavia, concordano sul fatto che lo chassidismo sia stato fortemente influenzato e reso popolare dalle dottrine mistiche ebraiche. Rimane tuttavia la domanda su quale tipo di misticismo ebraico abbia influenzato il giovane movimento. Inoltre, è stato dibattuto il ruolo del movimento messianico del XVII secolo, lo Shabbateismo. Ma ci sono ancora studiosi che ritengono che il messianismo non avesse nulla a che fare con il successo del primo chassidismo,[5] che il chassidismo Chabad "non possedesse alcun carattere messianico al suo inizio"[6] e che non avesse alcun interesse per una leadership messianica e redenzione nazionale.[7] Vorrei riuscire a scoprire se è davvero così, o se la Tanya dia qualche indizio sul fervore messianico contemporaneo tra i Lubavitcher.

La teologia (mistica) di Chabad come movimento storico è stata studiata ed esplorata da studiosi come Rachel Elior, e il rabbino Lubavitch Mark Avrum Ehrlich ha scritto in modo esauriente e completo sulla leadership di Lubavitch, ma in precedenza non c'era stato un tale tentativo di esplorare la dottrina messianica nella letteratura contemporanea, né confrontarla con la Tanya.[8] Nel complesso sembra esserci poca discussione accademica sul messianismo contemporaneo di Chabad-Lubavitch. Forse perché il fenomeno è ancora intricato; non c'è una vera presa di posizione ufficiale sulla questione e pochi aderenti dichiarano apertamente le loro convinzioni riguardo a Rabbi Schneerson.

L'ipotesi generale riguardo al messianismo in Chabad-Lubavitch oggi sembra essere che si tratti di una caratteristica nuova e innovativa. Nell'articolo "The Lubavitch Messianic Resurgence – The Historical and Mystical Background", Elior ha avviato una discussione sulle radici della forte enfasi messianica in Chabad-Lubavitch. Elior afferma che il messaggio messianico è nato dagli orrori dei pogrom russi e dell'Olocausto. Rivisitando concetti mistici, il predecessore di Rabbi Schneerson, il rabbino Yosef Yitzchok Schneersohn, dava un senso mistico-storico alla disperazione delle atrocità affermando che c'era un significato in tutto ciò che gli ebrei incontravano: cioè le difficoltà erano le doglie del parto per il Messia, a significare che il Messia era sul punto di essere rivelato. Secondo Elior, Rabbi Schneerson ha intensificato questo messaggio al punto in cui i suoi seguaci hanno iniziato a credere che lo stesso rabbino Schneerson fosse il Messia.[9] Questo mio lavoro vorrebbe bilanciare la visione di Elior evidenziando il concetto messianico del mondo presentato dalla Tanya e il suo ruolo negli insegnamenti dei Rebbel Lubavitch del XX secolo.

Gli stessi Lubavitcher sottolineano le fonti bibliche e rabbiniche delle loro credenze messianiche. Si dice che la fede nell'adempimento della perfezione del mondo attraverso il Messia sia "uno dei principi chiave dell'ebraismo". L'attesa del Messia è ciò che ha mantenuto "lo spirito e la speranza ebraica vivi nei tempi buoni e cattivi".[10] Ciò è dimostrato dal detto che "questo è ciò che insegnavano i saggi". Lo scopo per cui Dio ha creato il mondo era che Egli potesse vivere tra gli esseri umani, che è ciò che accadrà al tempo della redenzione.[11] Si asserisce che la negazione della fede nel Messia sia una negazione dell'intera Torah,[12] e "un rifiuto dell'intera struttura del pensiero ebraico".[13]

Questo mio studio è rilevante per l'impatto che i Lubavitcher hanno sul mondo ebraico attraverso la loro visione del mondo, che hanno diffuso attraverso il loro lavoro missionario. La ricerca accademica su Chabad-Lubavitch è scarsa e ha presentato solo un'immagine molto imperfetta dell'ascesa del messianismo nel movimento Chabad-Lubavitch.

Si dice che la fede nel Messia non avesse alcuna importanza per i primi seguaci di Chabad, e quindi il fervore messianico moderno non è stato ricollegato alla storia del chassidismo Chabad. Lo scopo di questo lavoro, quindi, è quello di gettare nuova luce sul contesto della vivida aspettativa del Messia in Chabad-Lubavitch, esaminando la visione del mondo nella Tanya e confrontandola con il messaggio stampato degli ultimi due leader di Lubavitch, Rabbi Yosef Yitzchok Schneersohn e Rabbi Menachem Mendel Schneerson. Il terzo capitolo tratterà della visione del mondo nella Tanya e risponderà alla domanda su quali idee messianiche si possono trovare nell'opera fondamentale del movimento. Il quarto capitolo presenterà i messaggi messianici dei leader Lubavitch del XX secolo, confrontandoli con quelli della Tanya. Vedremo cosa dicono i testi sulle aspettative messianiche e se i testi presentino al lettore un messaggio coerente, o se ci sono stati ulteriori sviluppi. Un'altra domanda è se una qualsiasi delle risposte possa fornire spiegazioni per l'attività di sensibilizzazione dei Lubavitcher.

  1. Newman 1944:lvii; Dan 1997:416-419. Da un po' di tempo ora sembra che gli ultraortodossi abbiano una forte influenza sulla politica israeliana in particolare. Riguardo all'influenza degli ultraortodossi sulla politica israeliana si veda David Landau, Piety and Power. The World of Jewish Fundamentalism, 1993: xvii-xxvi. Agli inizi degli anni 1990 i charedim (ultraortodossi) israeliani ed i charedim della Diaspora furono stimati a 350.000 e 325.000 rispettivamente (rispetto alla popolazione israeliana totale di 4 milioni d'allora – oggi raddoppiata). Si può presumere che questi numeri siano aumentati da allora. Per esaminare più a fondo il nuovo rapporto tra chassidim e altri gruppi charedi come i mitnaggedim e i gruppi orientali, si veda Joseph Dan, Hasidism: The Third Century, 1997.
  2. Ci sono diversi articoli sulla somiglianza tra il chassidismo Chabad e il cristianesimo. Tale somoglianza viene anche sottolineata da David Berger, come anche da altri rabbini che affermano che l'ebraismo non dovrebbe più avere a che fare con queste credenze, cioè le credenze dottrinali collegate al messia cristiano – la cosa si era conclusa 2000 anni fa. Cfr. Joel Marcus, The Once and Future Messiah in Early Christianity and Chabad, 2000. Tale questione esula dagli interessi di questo mio studio.
  3. Tra gli accademici che hanno scritto sullo chassidismo ci sono Simon Dubnow, Martin Buber, Gershom Scholem, Arthur Green, Joseph Dan, Rachel Elior e Ada Rapoport-Albert.
  4. Tra gli studiosi che cercano una prospettiva più dinamica sullo chassidismo, si annoverano Isaiah Tishby, Joseph Dan e Moshe Idel. Da citare come esempio di un nuovo studio sullo chassidismo e messianismo: Mor Altshuler, The Messianic Secret of Hasidism, 2006.
  5. Green 1997:442.
  6. Elior 1998:386.
  7. Elior 1998:386 n. 11.
  8. Accademicamente, Elior e Ehrlich forniscono validi resoconti su pensiero e storia di Chabad-Lubavitch. Degni di nota sono anche Naftali Loewenthal, Communicating the Infinite: The Emergence of the Habad School, 1990; Menachem Friedman, Habad as Messianic Fundamentalism: From Local Particularism to Universal Mission, 1994; Aviezer Ravitzky, The Contemporary Lubavitch Hasidic Movement: Between Conservatism and Messianism, 1994.
  9. Rachel Elior, The Lubavitch Messianic Resurgence – The Historical and Mystical Background, 1998.
  10. The Rebbe – An Appreciation 2005:35.
  11. Sound the Great Shofar 1992:13.
  12. Sound the Great Shofar 1992:20.
  13. Boteach 1993:xii-xiii.