Greco antico/Perfetto e piuccheperfetto

Indice del libro

Il raddoppiamento

modifica

Il raddoppiamento è la caratteristica peculiare del perfetto; esso consiste, nella sua forma più semplice, nel raddoppiamento della consonante iniziale di una radice seguita dalla vocale ε: dal tema λυ- di λύω avremo quindi λελυ-, che, con l'aggiunta del suffisso -κ-, è il tema del perfetto di questo verbo; questo raddoppiamento è detto raddoppiamento normale. Diversamente dall'aumento, il raddoppiamento è parte integrante del tema del perfetto e lo si troverà quindi in tutti i modi.

Poiché il raddoppiamento è la caratteristica principale del perfetto occorre soffermarsi sulle sue particolarità.

Temi in consonante

I temi in consonante hanno solitamente il raddoppiamento normale; alcuni temi, tuttavia, hanno il cosiddetto raddoppiamento vocalico che consiste nel premettere ἐ- al tema verbale (è quindi formalmente identico all'aumento sillabico). Questi verbi sono:

  • quelli inizianti in consonante doppia (ζ, ξ, ψ) e quelli inizianti con due o più consonanti. A quest'ultimo gruppo fanno eccezione i temi che presentano il gruppo muta + liquida o nasale (κρίνω > κέ-κρικα) tranne i temi in -γν- (γιγνώσκω > ἔγνωκα), κτάομαι (> κέκτηκα) e πίπτω (> πέπτωκα);
  • quelli in ῥ-, che presentano lo stesso fenomeno osservato nell'aumento, ossia dopo ἐ- si raddoppia il rho (ῥίπτω > ἔρριφα).

In base alla legge di Grassmann, i temi che iniziano per aspirata formano il raddoppiamento con il valore sordo del loro gruppo; sarà quindi φ > π, χ > κ, θ > τ (φύω > πέφυκα, χαίρω > κεχάρηκα, τίθημι > τέθηκα, ecc.).

Temi in vocale

I temi che iniziano per vocale, non potendo avere un vero raddoppiamento, ricorrono all'aumento temporale, con le stesse regole viste per l'imperfetto e l'aoristo, considerato come raddoppiamento.

Alcuni verbi che cominciano per α, ε, ο hanno forme di raddoppiamento attico. Queste, che come si può dedurre dalla denominazione sono tipiche del dialetto attico, benché sporadicamente presenti anche in Omero, consistono nella ripetizione delle prime due lettere del tema con allungamento della seconda vocale: ὀρύσσω → ὀρώρυχα (t.v. ὀρυχ-), ἀλείφω → ἀλήλιφα[1] (t.v. ἀλιφ-).

Il verbo ἐγείρω ha un perfetto forte ἐγρήγορα (intr., "sono sveglio") accanto a quello debole ἐγήγερκα (trans., "ho svegliato"), con raddoppiamento attico. Il tema è apofonico e presenta nel primo esempio il grado forte con l'aumento (ἠγορ < ἐγορ) preceduto dal grado zero dell'apofonia (ἐγρ-).

Il perfetto

modifica

Il perfetto è uno dei quattro tempi principali del verbo greco che concorre a formare la voce del paradigma verbale. A differenza del perfetto latino, il perfetto greco è considerato un tempo principale e lo si deduce dal fatto che nella sua formazione, all'indicativo, vengano utilizzate le desinenze principali.

Aspetto verbale del perfetto

Dal punto di vista aspettuale il perfetto può avere due valori:

  • Valore stativo: è proprio dei perfetti di formazione più antica, che sono intransitivi e si traducono col presente, dal momento che rimarcano una situazione permanente nel presente come conseguenza di un'azione compiuta.
φύω "generare" > πέφυκα, "sono [per natura]" (perché "sono stato generato [in un certo modo]", "sono nato [così]"); θνῄσκω "morire" > τέθνηκα "sono morto" (= "mi trovo ora ad essere morto perché precedentemente ho perso la vita")

Esiste una certa quantità di verbi che si rendono in italiano così, e i più comuni sono riportati, in ordine alfabetico, qui sotto.

δέδια, "temo", da δείδω

ἔγνωκα, "so", da γιγνώσκω

ἐγρήγορα, "sono sveglio", da ἐγείρω "svegliare" (intrans.)

εἴωθα, "sono solito", da ἔθω (cfr. ἦθος, "costume, abitudine", equiv. al latino mos)

ἔοικα, "sono simile", privo di presente

ἕστηκα, "sto" (perché "mi sono messo [in un dato luogo o posizione]"), da ἵστημι "stare"

κέκτημαι, "possiedo", da κτάομαι "acquistare"

μέμνημαι, "ricordo", da μιμνήσκω

οἶδα (dalla radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- "vedere"), "so" (perché, letteralmente, "ho visto, sono stato testimone")

πέποιθα, "confido", da πείθω "confidare" (al medio "obbedire")

πέφυκα, "sono per natura, per indole", da φύω "generare"

τέθηλα, "sono fiorito, ho messo i fiori", da θάλλω "fiorire"

τέθνηκα, "sono morto", da θῄσκω "morire"

  • Valore resultativo: è proprio dei perfetti di formazione recente, che hanno valore transitivo e si traducono con il passato prossimo, dal momento che rimarcano il risultato in sé di un'azione compiuta.
γράφω "scrivere" > γέγραφα "ho scritto"

Infine, come nell'aoristo, distinguiamo:

- Perfetto primo o debole: è proprio di tutti i verbi in vocale o dittongo, di quasi tutti i verbi in dentale e di molti verbi in liquida o nasale. La caratteristica principale di questo tipo di perfetto è la presenza dell'affisso -κ- nella sua formazione

- Perfetto secondo o forte: è proprio di tutti i verbi in labiale e gutturale, di alcuni verbi in liquida o nasale, di pochissimi verbi in dentale. A differenza del perfetto debole, il perfetto forte non presenta l'affisso -κ- nella sua formazione. Per analogia con i verbi la cui radice termina in aspirata (ad esempio τρέφω, radice τρεφ-/τροφ-/τραφ-, perfetto τέτροφα), si riscontra aspirazione anche nel tema di alcuni perfetti in labiale e in velare che non dovrebbero averla (ἄγω, radice ἀγ-, perfetto χα; κόπτω, radice κοπ-, perfetto κέκοφα); non è possibile prevedere quali verbi sviluppino questo cosiddetto perfetto aspirato.

- Perfetto terzo o fortissimo o atematico: è il tipo di perfetto più antico ed aggiunge le desinenze principali direttamente al tema verbale (con o senza raddoppiamento). Soltanto il perfetto οἶδα "so" presenta una flessione completa. Gli altri perfetti fortissimi appartengono a voci verbali isolate o sporadiche, oppure hanno coniugazione mista (voci proprie del perfetto debole e altre del perfetto fortissimo).

Il participio

A differenza dei participi di altri tempi, che derivano tutti da temi in -οντ- come nel presente, aoristo attivo e medio e nel futuro, oppure in -εντ- come gli aoristi passivi e i verbi in -μι, il perfetto forma il participio maschile e neutro sulla base di un tema in dentale semplice -οτ-; il femminile fa parte invece dei nomi in -υῖα. Possiamo vedere che la forma del maschile è λελυκώς, il cui nominativo deriva da *λελυκοτς > λελυκώς per caduta di τ e allungamento apofonico (non di compenso come succede con gli altri participi) di ο in ω.

Notevole il fatto che al congiuntivo, all'ottativo e all'imperativo (e talvolta anche all'indicativo) il perfetto ricorra spesso a forme perifrastiche, formate dal participio perfetto e dalle forme del presente di εἰμί:

congiuntivo: λελυκὼς ὦ (anche λελύκω), ottativo: λελυκὼς εἴην (anche λελύκοιμι), imperativo: λελυκὼς ἴσθι (anche λέλυκε)

Si trova qualcosa di analogo nel latino parlato e scritto nel Medioevo, durante il regresso culturale che corruppe il latino e fece nascere l'italiano; accadde che alle forme di perfetto canoniche se ne accostò una composta da participio perfetto + avere, che non esisteva nel latino classico. Così "io ho detto" veniva anche espresso con dictum habeo, nel senso di "ho qualcosa di detto (dictum)".

Perfetto attivo

modifica

Perfetto I o debole

modifica

Coniugazione del perfetto primo o debole: λύω, "sciogliere"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare λέλυκα λελύκω (λελυκὼς ὦ) λελύκοιμι (λελυκὼς εἴην)
-
2º singolare λέλυκας λελύκῃς (λελυκὼς ᾖς) λελύκοις (λελυκὼς εἴης) λέλυκε (λελυκὼς ἴσθι)
3º singolare λέλυκε(ν) λελύκῃ (λελυκὼς ᾖ) λελύκοι (λελυκὼς εἴη) λελυκέτω (λελυκὼς ἔστω)
2º duale λελύκατον λελύκητον (λελυκότε ἦτον) λελύκοιτον (λελυκότε εἶτον) λελύκετον (λελυκότε ἔτον)
3º duale λελύκατον λελύκητον (λελυκότε ἦτον) λελυκοίτην (λελυκότε εἴτην) λελυκέτων (λελυκότε ἔτων)
1º plurale λελύκαμεν λελύκωμεν (λελυκότες ὦμεν) λελύκοιμεν (λελυκότες εἶμεν)
-
2º plurale λελύκατε λελύκητε (λελυκότες ἦτε) λελύκοιτε (λελυκότες εἶτε) λελύκετε (λελυκότες ἔστε)
3º plurale λελύκᾱσι(ν) λελύκωσι(ν) (λελυκότες ὦσιν) λελύκοιεν (λελυκότες εἶεν) λελυκόντων / λελυκέτωσαν (λελυκότες ὄντων)
Infinito Participio
λελυκέναι λελυκώς, λελυκυῖα, λελυκός
  • la desinenza -ᾱσι(ν) della terza plurale dell'indicativo deriva, come nel presente dei verbi in -μι, da -n̥τι > -ᾰτι, poi reso più riconoscibile come terza plurale con l'aggiunta di ν (-ᾰντι) che ha provocato l'assibilazione di τ (-ᾰνσι) ed è in seguito caduto provocando allungamento di compenso di α (-ᾱσι)[2].
  • la forma dell'imperativo λελυκέτωσαν è attica.

Perfetto II o forte

modifica

Coniugazione del perfetto forte o secondo: φαίνω, "mostrare"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare πέφηνα πεφήνω (πεφηνὼς ὦ) πεφήνοιμι (πεφηνὼς εἴην)
-
2º singolare πέφηνας πεφήνῃς (πεφηνὼς ᾖς) πεφήνοις (πεφηνὼς εἴης) πέφηνε (πεφηνὼς ἴσθι)
3º singolare πέφηνε πεφήνῃ (πεφηνὼς ᾖ) πεφήνοι (πεφηνὼς εἴη) πεφηνέτω (πεφηνὼς ἔστω)
2º duale πεφήνατον πεφήνητον (πεφηνότε ἦτον) πεφήνοιτον (πεφηνότε εἶτον) πεφήνετον (πεφηνότε ἔτον)
3º duale πεφήνατον πεφήνητον (πεφηνότε ἦτον) πεφηνοίτην (πεφηνότε εἴτην) πεφηνέτων (πεφηνότε ἔτων)
1º plurale πεφήναμεν πεφήνωμεν (πεφηνότες ὦμεν) πεφήνοιμεν (πεφηνότες εἶμεν)
-
2º plurale πεφήνατε πεφήνητε (πεφηνότες ἦτε) πεφήνοιτε (πεφηνότες εἶτε) πεφήνετε (πεφηνότες ἔστε)
3º plurale πεφήνᾱσι(v) πεφήνωσι(ν) (πεφηνότες ὦσιν) πεφήνοιεν (πεφηνότες εἶεν) πεφηνόντων / πεφηνέτωσαν (πεφηνότες ὄντων)
Infinito Participio
πεφηνέναι πεφηνώς, πεφηνυῖα, πεφηνός
  • anche il perfetto forte ha la forma attica, piuttosto rara, πεφηνέτωσαν.
  • l'Infinito ha la vocale tematica -ε-.
  • il solo tema in vocale che segue la coniugazione del perfetto forte è ἀκούω "ascolto" che fa ἀκήκοα (con raddoppiamento attico); questo perché originariamente il tema terminava in digamma che si è vocalizzato: *ἀκοϝω > ἀκούω.

Perfetto III o fortissimo o atematico

modifica

Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico οἶδα, "so"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare οἶδα εἰδῶ εἰδείην
-
2º singolare οἶσθα εἰδῇς εἰδείης ἴσθι
3º singolare οἶδε(ν) εἰδῇ εἰδείη ἴστω
1º plurale ἴσμεν εἰδῶμεν εἰδεῖμεν
-
2º plurale ἴστε εἰδῆτε εἰδεῖτε ἴστε
3º plurale ἴσᾱσι(ν) εἰδῶσι(ν) εἰδεῖεν ἴστων
2º duale ἴστον εἰδῆτον εἰδεῖτον ἴστον
3º duale ἴστον εἰδῆτον εἰδείτην ἴστων
Infinito Participio
εἰδέναι εἰδώς, εἰδυῖα, εἰδός
  • nella coniugazione si alternano i gradi del tema apofonico ϝιδ-/ϝειδ-/ϝοιδ- (cfr. latino video, tedesco wissen "sapere", inglese wise "saggio") che esprime l'idea di "vedere" senza raddoppiamento. Il congiuntivo e l'ottativo usano il grado medio, mentre il l'imperativo e il plurale e il duale dell'indicativo il grado zero. Il grado forte è utilizzato solo dal singolare dell'indicativo. Da notare che, sebbene la radice ἰδ-/εἰδ-/οἰδ- sia usata nella coniugazione di ὁράω, οἶδα non fa parte della sua coniugazione: ὁράω è infatti un verbo difettivo la cui coniugazione è stata completata a posteriori usando altre radici che portano l'idea di "vedere"[3] e οἶδα è quindi da considerarsi un perfetto isolato senza presente.
  • a dimostrazione di quanto sia arcaica questa formazione di perfetto, la 2º singolare dell'indicativo ha la desinenza -θα, in comune con l'imperfetto di εἰμί, e quella dell'imperativo la desinenza -θι, come quella dell'aoristo terzo e del verbo "essere", a cui è perfettamente identica.
  • la 2º persona sing. e plur. dell'indicativo mutano regolarmente la -δ- del tema in -σ- davanti alle dentali delle rispettive desinenze.
  • la 3º plur. dell'indicativo muta la -δ- in -σ- per analogia alle altre persone e -ᾰ- in -ᾱ- per analogia con gli altri perfetti (*ϝιδn̥τι > *ἰδᾰτι > *ἴσᾰσι > ἴσᾱσι).


Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico δέδια, "temo"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare δέδια δεδίω
-
-
2º singolare δέδιας δεδίῃς
-
δέδιθι
3º singolare δέδιε δεδίῃ δεδιείη δεδίτω
1º plurale δέδιμεν δεδίωμεν
-
-
2º plurale δέδιτε δεδίητε
-
-
3º plurale δεδίᾱσι(ν) δεδίωσι(ν)
-
δεδίντων
2º duale δέδιτον δεδίητον
-
δέδιτον
3º duale δέδιτον δεδίητον
-
δεδίτων
Infinito Participio
δεδιέναι δεδιώς, δεδιυῖα, δεδιός
  • δέδια deriva dal tema apofonico δϝι-/δϝει-/δϝοι-, in cui il digamma cade senza lasciare traccia, con l'aggiunta del regolare raddoppiamento che manca in οἶδα; dalla stessa radice si forma un presente δείδω (il quale anticamente era anch'esso un perfetto: *δε-δϝοι-α > *δειδοα > δείδω). Dal grado debole si formano il presente, il futuro e l'aoristo mentre dai gradi zero e forte si formano rispettivamente i perfetti δέδια e δέδοικα, regolare perfetto debole.
  • a differenza di οἶδα, δέδια usa soltanto il grado zero δϝιδ- nel corso della coniugazione.
  • esiste un'unica forma attestata di ottativo, ed è la 3º pers. sing. δεδιείη.
  • una forma attica alternativa all 3º pers. plur. dell'omperativo è δεδίτωσαν.


Coniugazione del perfetto fortissimo o terzo atematico ἔοικα, "assomiglio", "sembra che io"

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔοικα ἐοίκω ἐοίκοιμι
-
2º singolare ἔοικας ἐοίκῃς
-
-
3º singolare ἔοικε(ν)
-
ἐοίκοι
-
1º plurale ἐοίκαμεν (ἔοιγμεν)
-
-
-
2º plurale ἐοίκατε
-
-
-
3º plurale ἐοίκᾱσι(ν) (ἐοίξᾱσι[ν])
-
-
-
2º duale ἐοίκατον
-
-
-
3º duale ἐοίκατον
-
-
-
Infinito Participio
ἐοικέναι (εἰκέναι) ἐοικώς (εἰκώς), ἐοικυῖα (εἰκυῖα), ἐοικός (εἰκός)
  • si forma dalla radice ϝικ-/ϝεικ-/ϝοικ-, dal cui grado forte si forma (con regolare raddoppiamento: *ϝέϝοικα, con conseguente caduta dei digamma) tutta la coniugazione; l'infinito e il participio possono anche formarsi dal grado zero con raddoppiamento (*ϝεϝικέναι) o dal grado medio senza raddoppiamento (*ϝεικέναι).
  • dalla stessa radice si ricava il verbo ἐΐσκω[4] "rendere simile", di cui però ἔοικα non è considerato essere il perfetto.

Perfetto misto

modifica

Esiste un tipo di perfetto le cui forme oscillano tra quelle del perfetto debole, caratterizzate dal suffisso -κ-, e quelle del perfetto atematico. I verbi che hanno questo tipo di perfetto sono βαίνω, θνῄσκω e ἵστημι, i cui perfetti fanno βέβηκα, τέθνηκα e ἕστηκα; tuttavia soltanto il modo indicativo, participio e infinito hanno una coniugazione completa di tutte le forme, mentre gli altri modi presentano solo voci sparse e isolate.

Coniugazione di βαίνω

Singolare Plurale Duale
1º persona βέβηκα βέβαμεν
-
2º persona βέβηκας βέβατε βέβατον
3º persona βέβηκε(ν) βέβᾱσι(ν) βέβατον
Infinito Participio
βεβάναι βεβαώς (βεβώς), βεβῶσα (βεβαυῖα), βεβηκός (βεβαός)
  • come si può notare, le forme dell'indicativo usano al singolare il grado βη- dell'apofonia e sono di perfetto debole, mentre al plurale ed al duale si usa il grado βα- ed è un tipo di perfetto atematico.
  • esiste un'unica forma accertata di congiuntivo ed è la 3º pers. plur. βεβῶσι(ν); ottativo e imperativo non hanno forme attestate.
  • anche il participio usa il grado βα-. Il femminile è modellato sui participi dei verbi contratti in -άω, e il neutro è un perfetto debole.
  • il participio presenta forme alternative: βεβώς è la contrazione di βεβαώς, βεβῶσα è analogico; βεβαυῖα ha la regolare terminazione del perfetto, mentre βεβηκός è una forma di perfetto debole.

Coniugazione di θνῄσκω

Visto che in questo caso le forme attestate sono di più, converrà fare un elenco dei modi diversi da indicativo, congiuntivo e participio:

  • 1º pers. sing. congiuntivo: τεθνήκω.
  • 1º pers. sing. ottativo: τεθναίην.
  • Imperativo: 2º pers. sing. τέθναθι e 3º pers. sing. τεθνάτω.
Singolare Plurale Duale
1º persona τέθνηκα τέθναμεν
-
2º persona τέθνηκας τέθνατε τέθνατον
3º persona τέθνηκε(ν) τέθνᾱσι(ν) τέθνατον
Infinito Participio
τεθνάναι (τεθνηκέναι) τεθνεώς, τεθνεῶσα, τεθνεός
  • per la distribuzione delle forme deboli e atematiche valgono le stesse osservazioni fatte prima.
  • il participio deriva sempre dal tema θνη- che subisce abbreviamento in quanto primo elemento del dittongo ηω seguito da consonante (ς).
  • del participio esiste anche la forma debole con suffisso -κ-: τεθνηκώς, -κυῖα, -κός.

Coniugazione di ἵστημι

Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἕστηκα
-
ἑσταίην
-
2º singolare ἕστηκας
-
ἑσταίης ἕσταθι
3º singolare ἕστηκε(ν)
-
ἑσταίη ἑστάτω
1º plurale ἕσταμεν ἑστῶμεν ἑσταῖμεν
-
2º plurale ἕστατε
-
ἑσταῖτε ἕστατε
3º plurale ἑστᾶσι(ν) ἑστῶσι(ν) ἑσταῖεν ἑστάντων (ἑστάτωσαν)
2º duale ἕστατον
-
-
ἕστατον
3º duale ἕστατον
-
-
ἑστάτων
Infinito Participio
ἑστάναι ἑστώς, ἑστῶσα, ἑστός

Perfetto mediopassivo

modifica

Il perfetto mediopassivo si ottiene unendo al tema del perfetto le normali desinenze della diatesi mediopassiva del presente (-μαι, -σαι, -ται etc.). Esiste una sola forma, atematica, per tutti i verbi. Come conseguenza i temi in consonante presenteranno fenomeni fonetici a contatto con la prima consonante delle terminazioni personali (μ, σ, τ, σθ). Questi sono illustrati nella seguente tabella (a sinistra l'uscita del tema verbale, in alto le terminazioni personali):

μ σ τ σθ
π, β, φ μμ ψ πτ φθ
κ, γ, χ γμ ξ κτ χθ
τ, δ, θ σμ σ στ σθ
ν, μ σμ, μμ νσ ντ νθ
λ,ρ λμ/ρμ λσ/ρσ λτ/ρτ λθ/ρθ

I temi in vocale e in dittongo rimangono invariati.

Perfetto mediopassivo indicativo, imperativo, infinito e participio di λύω (λυ-), βλάπτω (βλαβ-), πράσσω (πραγ-), ἐλπίζω (ἐλπιδ-), φαίνω (φαν-)[5] e ἀγγέλλω (ἀγγελ-).

Indicativo
1º singolare λέλυμαι βέβλαμμαι πέπραγμαι ἤλπισμαι πέφασμαι ἤγγελμαι
2º singolare λέλυσαι βέβλαψαι πέπραξαι ἥλπισαι πέφανσαι ἤγγελσαι
3º singolare λέλυται βέβλαπται πέπρακται ἤλπισται πέφανται ἤγγελται
2º duale λέλυσθον βέβλαφθον πέπραχθον ἤλπισθον πέφανθον ἤγγελθον
3º duale λέλυσθον βέβλαφθον πέπραχθον ἤλπισθον πέφανθον ἤγγελθον
1º plurale λελύμεθα βεβλάμμεθα πεπράγμεθα ἠλπίσμεθα πεφάσμεθα ἠγγέλμεθα
2º plurale λέλυσθε βέβλαφθε πέπραχθε ἤλπισθε πεφάνθε ἤγγελθε
3º plurale λέλυνται βεβλαμμένοι, -αι, -α εἰσί(ν) πεπραγμένοι, -αι, -α εἰσί(ν) ἠλπισμένοι, -αι, -α εἰσί(ν) πεφασμένοι εἰσί(ν) ἠγγελμένοι, -αι, -α εἰσί(ν)
Imperativo
2º singolare λέλυσο βέβλαψο πέπραξο ἤλπισο πέφανσο ἤγγελσο
3º singolare λελύσθω βεβλάφθω πεπράχθω ἠλπίσθω πεφάνθω ἠγγέλθω
2º plurale λέλυσθε βέβλαφθε πέπραχθε ἤλπισθε πέφανθε ἤγγελθε
3º plurale λελύσθων βεβλάφθων πεπράχθων ἠλπίσθων πεφάνθων ἠγγέλθων
2º duale λέλυσθον βέβλαφθον πέπραχθον ἤλπισθον πέφανθον ἤγγελθον
3º duale λελύσθων βεβλάφθων πεπράχθων ἠλπίσθων πεφάνθων ἠγγέλθων
Infinito
λελύσθαι βεβλάφθαι πεπρᾶχθαι ἠλπίσθαι πεφάνθαι ἠγγέλθαι
Participio
λελυμένος, -η, -ον βεβλαμμένος, -η, -ον πεπραγμένος, -η, -ον ἠλπισμένος, -η, -ον πεφασμένος, -η, -ον ἠγγελμένος, -η, -ον
  • la formazione perifrastica (participio + εἰμί) delle terze persone plurali dei temi in consonante è un recente atticismo; nella forma più antica e nel dialetto ionico, come anche quello omerico, la desinenza regolare era -ᾰται (< *n̥ται con vocalizzazione della sonante davanti a consonante): πεπράγαται, βεβλάφαται, ἠλπίσαται, πεφάναται, ἠγγέλαται ecc.
  • si noti che il nominativo del participio maschile e neutro è sempre, irregolarmente, parossitono (non ritrae infatti l'accento: -μένος, -μένον): questo consente di distinguere a colpo sicuro un participio perfetto medio-passivo da qualsiasi altro tipo di participio.

Si è preferito trattare congiuntivo e ottativo separatamente, poiché si formano per mezzo di perifrasi participio + εἰμί al congiuntivo e all'ottativo, analogamente alle terze persone plurali dell'indicativo dei temi in consonante. Sono tuttavia attestate anche forme non perifrastiche. Si ricorda comunque che anche le forme della precedente tabella possono presentare forme perifrastiche.

Congiuntivo Ottativo
Singolare λελυμένος, -η, -ον

βεβλαμμένος, -η, -ον

πεπραγμένος, -η, -ον

ἠλπισμένος, -η, -ον

πεφασμένος, -η, -ον

ἠγγελμένος, -η, -ον

ὦ, ᾖς, ᾖ εἴην, εἴης, εἴη
Plurale λελυμένοι, -αι, α

βεβλαμμένοι, -αι, -α

πεπραγμένοι, -αι, -α

ἠλπισμένοι, -αι, -α

πεφασμένοι, -αι, -α

ἠγγελμένοι, -αι, -α

ὦμεν, ἦτε, ὦσι(v) εἶμεν, εἶτε, εἶεν
Duale λελυμένω, -ᾱ, -ω

βεβλαμμένω, -ᾱ, -ω

πεπραγμένω, -ᾱ, -ω

ἠλπισμένω, -ᾱ, -ω

πεφασμένω, -ᾱ, -ω

ἠγγελμένω, -ᾱ, -ω

ἦτον, ἦτον εἶτον, εἴτην

Piuccheperfetto

modifica

Dallo stesso tema del perfetto, anteponendo al raddoppiamento l'aumento ἐ-, si ottiene il piuccheperfetto, che, come l'imperfetto, esiste solo al modo indicativo; i verbi che portano il raddoppiamento vocalico (es. ἔγνωκα, da γιγνώσκω) o, se in vocale, l'aumento temporale (es. ἤγγελκα, da ἀγγέλλω) non aggiungono ovviamente nulla. Il suo valore è lo stesso del perfetto (conserva il raddoppiamento), ma colloca l'azione nel passato (porta l'aumento); non indica mai anteriorità rispetto al perfetto, ma solo lo stato o il risultato nel passato derivanti da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, il trapassato prossimo italiano è spesso la scelta migliore. È costruito con l'ampliamento -εσ- analogo al piuccheperfetto latino arcaico (*amavesam > amaveram), che al singolare, trovandosi in posizione intervocalica, fa cadere il sigma provocando contrazioni. Questo non succede al plurale e al duale in quanto l'ampliamento si riduce alla sola -ε- e le uscite iniziano in consonante.

Piuccheperfetto attivo

modifica

Anche il piuccheperfetto si distingue in debole, forte e fortissimo, con gli stessi criteri del perfetto. Del perfetto fortissimo, tuttavia, fanno parte soltanto le coniugazioni di ᾔδη (da οἶδα, con valore di imperfetto "sapevo") e ἐδεδίειν (da δέδια). Sono utilizzate due forme: una antica, che è quella originaria, e una alternativa, propria dell'attico più recente del IV sec. a.C., formata a partire dalla terza persona singolare percepita come puro tema e quindi utilizzata per tutto resto della coniugazione aggiungendovi le desinenze storiche atematiche.

Piuccheperfetto I o debole

modifica
Aumento Raddoppiamento Radice Interfisso Terminazione
- -λε- -λύ- -κ- -η (< *-ε.α < *-εσ.α)
Forma antica Forma recente
1º singolare ἐλελύκη ἐλελύκειν
2º singolare ἐλελύκης ἐλελύκεις
3º singolare ἐλελύκει ἐλελύκει
1º plurale ἐλελύκεμεν ἐλελύκειμεν
2º plurale ἐλελύκετε ἐλελύκειτε
3º plurale ἐλελύκεσαν ἐλελύκεισαν
2º duale ἐλελύκετον ἐλελύκειτον
3º duale ἐλελυκέτην ἐλελυκείτην
  • per il singolare: 1º pers.: *ἐλελυκ.ε[σ].α > ἐλελύκη; il processo si ripete identico nelle altre persone avendo come differenza le desinenza -ας (*-εσ.ας > *-ε.ας > -ης) e -ε (*-εσ.ε > *-ε.ε > -ει) rispettivamente della 2º e 3º persona.
  • esistono anche forme perifrastiche composte con il participio perfetto + verbo εἰμί all'imperfetto con lo stesso significato: λελυκὼς ἦν, λελυκὼς ἦσθα, ecc.

Piuccheperfetto II o forte

modifica

Il piuccheperfetto forte si coniuga esattamente come quello debole, senza però il suffisso -κ- ed è proprio degli stessi verbi che hanno il perfetto forte; continua a essere presente il caratteristico suffisso -εσ- che si riduce a -ε- nel plurale.

Aumento Raddoppiamento Radice Terminazione
- -πε- -φήν- -η (< *-ε.α < *-εσ.α)
Forma antica Forma recente
1º singolare ἐπεφήνη ἐπεφήνειν
2º singolare ἐπεφήνης ἐπεφήνεις
3º singolare ἐπεφήνει ἐπεφήνει
1º plurale ἐπεφήνεμεν ἐπεφήνειμεν
2º plurale ἐπεφήνετε ἐπεφήνειτε
3º plurale ἐπεφήνεσαν ἐπεφήνεισαν
2º duale ἐπεφήνετον ἐπεφήνειτον
3º duale ἐπεφηνέτην ἐπεφηνείτην

I piuccheperfetti fortissimi ᾔδη e ἐδεδίειν

modifica

Questi due piuccheperfetti presentano ciascuno due coniugazioni: ᾔδη, come gli altri piuccheperfetti, ha sia la forma antica che quella recente, mentre ἐδεδίειν, oltre ad avere la forma fortissima, presenta anche una coniugazione di piuccheperfetto debole. Il valore di questi due perfetti sarà quello di imperfetto: sapevo e temevo.

Piuccheperfetto ᾔδη, da οἶδα

Forma antica Forma recente
1º singolare ᾔδη/ᾔδεα ᾔδειν
2º singolare ᾔδης/ᾔδησθα ᾔδεις/ᾔδεισθα
3º singolare ᾔδεε(ν)/ᾔδη ᾔδει(ν)
1º plurale ἤδεμεν/ᾖσμεν ᾔδειμεν
2º plurale ἤδετε/ᾖστε ᾔδειτε
3º plurale ἤδεσαν/ᾖσαν ᾔδεισαν
2º duale ᾖστον/ᾔδετον ᾔδειτον
3º duale ᾔστην/ᾐδέτην ᾐδείτην


Piuccheperfetto ἐδεδίειν, da δέδια

Debole Fortissimo
1º singolare ἐδεδοίκη (ἐδεδοίκειν) ἐδεδίειν
2º singolare ἐδεδοίκης (ἐδεδοίκεις) ἐδεδίεις
3º singolare ἐδεδοίκει ἐδεδίει
1º plurale ἐδείδιμεν ἐδέδιμεν
2º plurale
-
ἐδέδιτε
3º plurale
-
ἐδέδισαν
2º duale
-
ἐδέδιτον
3º duale
-
ἐδεδίτην

Piuccheperfetti misti

modifica

Piuccheperfetto ἑστήκην, da ἵστημι

Forma antica Forma recente
1º singolare ἑστήκη ἑστήκειν
2º singolare ἑστήκης ἑστήκεις
3º singolare ἑστήκει ἑστήκει
1º plurale ἕσταμεν
2º plurale ἕστατε
3º plurale ἕστασαν
2º duale ἕστατον
3º duale ἑστάτην
  • nel singolare, oltre alle forme senza aumento, sono attestate anche forme con aumento nella forma εἱ-: εἱστήκη, εἱστήκειν ecc.
  • il plurale e il duale non cambiano nella forma recente.

Piuccheperfetto di θνῄσκω
Di θνῄσκω è attestata solo la terza plurale ἐτέθνασαν.

Piuccheperfetto mediopassivo

modifica

Per questa coniugazione del piuccheperfetto valgono le stesse regole fonetiche citate per il perfetto mediopassivo, con l'unica differenza che questo usa, ovviamente, le desinenze medio-passive dei tempi storici (-μην, -σο, -το etc.).

Aumento Raddoppiamento Radice Terminazione
- -λε- -λύ- -μην


Temi in vocale (λύω) Temi in consonante (φαίνω, in nasale)
1º singolare ἐλελύμην ἐπεφάσμην
2º singolare ἐλέλυσο ἐπέφανσο
3º singolare ἐλέλυτο ἐπέφαντο
1º plurale ἐλελύμεθα ἐπεφάσμεθα
2º plurale ἐλέλυσθε ἐπέφανθε
3º plurale ἐλέλυντο πεφασμένοι ἦσαν (ἐπεφάνατο)
2º duale ἐλέλυτον ἐπέφαντον
3º duale ἐλελύτην ἐπεφάντην
  • Nei temi in consonante, l'uscita di terza singolare -ᾰτο (da *-n̥το come nel perfetto mediopassivo) è quella originale, ma poco usata nel dialetto attico che preferisce invece la forma perifrastica.

Futuro perfetto

modifica

Esiste inoltre un futuro costruito sul tema del perfetto, detto per questo anche futuro a raddoppiamento. Talvolta è detto imprecisamente anche futuro anteriore, ma la qualifica di "anteriore" è inesatta e fuorviante perché il greco esprime il tempo in modo assoluto: questo futuro infatti non esprime mai l'anteriorità relativa al futuro semplice, ma soltanto il risultato o lo stato nel futuro derivante da un'azione precedente. Dal punto di vista traduttivo, tuttavia, il futuro anteriore italiano è spesso la scelta appropriata.

Il futuro perfetto in origine possedeva senso desiderativo, ma successivamente, a causa delle forti affinità con il futuro e con il perfetto, finì per trasportare nel futuro il valore del perfetto.

Si forma aggiungendo al tema del perfetto di un verbo il suffisso -σ- del futuro, con le stesse regole; la coniugazione è identica a quella del futuro. Esiste alla diatesi attiva e a quella medio-passiva (questo futuro, diversamente da quello semplice, non possiede un passivo separato). In quanto futuro, ha solo due modi finiti (indicativo e ottativo) e due forme nominali (infinito e participio).

Futuro perfetto attivo

modifica

Ha due forme: una monolettica (propria però solo di tre verbi) e una perifrastica (participio perfetto attivo + futuro di εἰμί: λελυκὼς ἔσομαι, λελυκὼς ἔσῃ, λελυκὼς ἔσται, ecc.) usata da tutti gli altri verbi.

I tre verbi che presentano la forma monolettica hanno tutti e tre il tema terminante in -κ- (i primi due hanno il perfetto misto, l'ultimo viene da un perfetto fortissimo senza presente):

  • τεθνήξω (da θνῄσκω)
  • ἑστήξω (da ἵστημι)
  • εἴξω (dal grado medio ϝεικ- della radice del perfetto III senza presente ἔοικα)

Costruzione di εἴξω:

Radice senza raddoppiamento Caratteristica del futuro Terminazione
εἴκ- -σ- -ω

Costruzione di τεθνήξω (da θνῄσκω):

Raddoppiamento Radice Ampliamento del perfetto I Caratteristica del futuro Terminazione
τε- -θνή- -κ- -σ- -ω


Indicativo Ottativo
1º singolare τεθνήξω τεθνήξοιμι
2º singolare τεθνήξεις τεθνήξοις
3º singolare τεθνήξει τεθνήξοι
2º duale τεθνήξεσθον τεθνήξοιτον
3º duale τεθνήξεσθον τεθνηξοίτην
1º plurale τεθνήξομεν τεθνήξοιμεν
2º plurale τεθνήξετε τεθνήξοιτε
3º plurale τεθνήξουσιν τεθνήξοιεν
Infinito Participio
τεθνήξειν τεθνήξων, τεθνήξουσα, τεθνῆξον

Futuro perfetto mediopassivo

modifica

La diatesi mediopassiva è molto più attestata di quella attiva e ha prevalentemente valore passivo; si forma unendo al tema del perfetto il suffisso del futuro -σ- e le desinenze principali mediopassive con vocale tematica; esiste anche la forma perifrastica formata dal participio perfetto medio-passivo e il futuro di εἰμί (λελυμένος ἔσομαι ecc.). I temi in liquida e nasale formano solo la forma perifrastica.

Raddoppiamento Radice Caratteristica del futuro Vocale tematica Terminazione
λε- -λύ- -σ- -ο- -μαι


Indicativo Ottativo
1º singolare λελύσομαι λελυσοίμην
2º singolare λελύσῃ (< *λελύσεσαι) λελύσοιο (< *λελύσοισο)
3º singolare λελύσεται λελύσοιτο
2º duale λελύσεσθον λελύσοισθον
3º duale λελύσεσθον λελυσοίσθην
1º plurale λελυσόμεθα λελυσοίμεθα
2º plurale λελύσεσθε λελύσοισθε
3º plurale λελύσονται λελύσοιντο
Infinito Participio
λελύσεσθαι λελυσόμενος, λελυσομένη, λελυσόμενον

Futuro di οἶδα

modifica

Esiste inoltre un futuro perfetto formato sul tema ἰδ-/εἰδ-/οἰδ-, e quindi derivante da οἶδα; il significato sarà ovviamente "saprò". Ha due forme medie dal significato attivo: εἴσομαι (da *εἴδ-σομαι) e εἰδήσομαι (con ampliamento in -η-):

Indicativo medio Ottativo medio Indicativo medio Ottativo medio
1º singolare εἴσομαι εἰσοίμην εἰδήσομαι εἰδησοίμην
2º singolare εἴσῃ εἴσοιο εἰδήσῃ εἰδήσοιο
3º singolare εἴσεται εἴσοιτο εἰδήσεται εἰδήσοιτο
2º duale εἴσεσθον εἴσοισθον εἰδήσεσθον εἰδήσοισθτον
3º duale εἴσεσθον εἰσοίσθην εἰδήσεσθον εἰδησοίσθην
1º plurale εἰσόμεθα εἰσοίμεθα εἰδησόμεθα
2º plurale εἴσεσθε εἴσοισθε εἰδήσεσθε εἰδήσοισθε
3º plurale εἴσονται εἴσοιντο εἰδήσονται εἰδήσοιντο
Infinito medio Participio medio Infinito medio Participio medio
εἴσεσθαι εἰσόμενος, εἰσομένη, εἰσόμενον εἰδήσεσθαι εἰδησόμενος, εἰδησομένη, εἰδησόμενον
  1. Dal regolare *ἀλᾱλιφα con passaggio di α impuro a η.
  2. Giacinto Agnello, Arnaldo Orlando, Manuale del greco antico - con un profilo di greco moderno, pag. 210, Palumbo, 1998
  3. Ad esempio, εἶδον non è nato come aoristo di ὁράω, ma è semplicemente un aoristo isolato formato sulla radice al grado zero ἰδ- che è poi stato ricondotto a posteriori al verbo ὁράω che non aveva un aoristo proprio.
  4. La sua coniugazione è difettiva e conta solo il presente e l'imperfetto.
  5. Il tema del perfetto πεφην-, con allungamento della vocale, viene abbreviato nel mediopassivo in πεφαν- per effetto della legge di Osthoff.