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Caratteristiche generali dell'aoristo greco

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L'aoristo (dal greco ἀόριστος χρόνος "tempo indefinito") è uno dei quattro temi temporali fondamentali del verbo greco. Esso, come suggerisce il nome, non ha connotazione temporale, ed esprime solo l'aspetto dell'azione, cioè un'azione "puntuale", compiuta, colta nel momento in cui si svolge, circoscritta sulla linea temporale; non è necessario che sia istantanea, "puntuale" significa che è vista nella sua totalità, quindi delimitata da un inizio e una fine, considerata come un segmento di retta sulla linea temporale.

L'aoristo ha tutti e sei i modi del verbo greco. Assume l'aumento, e il significato di passato remoto[1], solo nell'indicativo. Gli altri modi indicano solo l'azione puntuale, senza alcun riferimento al passato. Il participio aoristo greco di tutte le forme e tipologie si traduce in genere come un gerundio passato o con dopo + infinito passato[2]; il suo participio, unito al verbo ἔχω "avere", in posizione predicativa, costituisce una forma perifrastica del perfetto: es. ἔχω λύσας "ho sciolto", ἔχω περάνας "ho tentato". Tale perifrasi è già prefigurata nel dialetto omerico, ed è presente nei classici del V secolo, come Sofocle.

L'aoristo, come anche il futuro, possiede una forma per ciascuna delle tre diatesi, ossia il medio e il passivo hanno due forme distinte.

Aumento

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Per l'aumento vale quanto detto nella relativa sezione nella pagina dell'imperfetto.

Aoristo attivo e medio

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L'aoristo greco eredita in tutto e per tutto dall'indoeuropeo le tre forme di aoristo originarie, perfettamente corrispondenti alle forme dell'aoristo vedico e sanscrito:

  • L'aoristo I o debole o sigmatico, così chiamato per il suo suffisso -σα-. Nei verbi col tema in consonante nasale e liquida il sigma cade lasciando solo il suffisso -α- e provocando aumento di compenso della vocale radicale; questa forma senza sigma è detta asigmatica.
  • L'aoristo II o forte o tematico, che si forma sulla radice verbale al grado zero dell'apofonia, inserendo fra radice e desinenza le vocali tematiche -ο-, -ε-.
  • L'aoristo III o fortissimo o atematico, formazione molto antica propria di alcuni verbi anomali, coniugata aggiungendo alla radice verbale le desinenze senza intermediazione di suffisso o vocale tematica.

La distinzione fra aoristo debole, forte e fortissimo si deve agli studiosi tedeschi che hanno sistematizzato la grammatica greca nell'800: in tedesco i verbi regolari sono detti deboli, mentre quelli irregolari sono detti forti, e così, per analogia, l'aoristo formato sul tema del presente (cioè "regolare") è stato detto debole, mentre quelli formati su un tema diverso (e quindi "irregolari") sono stati detti forte e fortissimo.

Aoristo I o debole o sigmatico

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L'aoristo debole greco è caratterizzato dal suffisso -σα-, che deriva da σm̥ con la sonante m̥ dell'indoeuropeo vocalizzatasi in α. La forma sigmatica è propria dei temi in consonante muta, in vocale e dittongo. Il suffisso -σα- dà luogo a mutamenti fonetici:

  • allunga la vocale finale di radice dei verbi in vocale semplice, tranne quelle di alcuni verbi, come καλέω (ἐκάλεσα), τελέω (ἐτέλεσα) ed ἐλαύνω (ἤλᾰσα), che fanno eccezione;
  • si fonde graficamente con le labiali finali di radice in ψ, con le gutturali in ξ e fa cadere le dentali[3];
  • davanti a consonante liquida o nasale il sigma cade, provocando allungamento di compenso della vocale radicale. A questo fenomeno si sottraggono i verbi κέλλω e κύρω, che formano regolarmente gli aoristi ἔκελσα e ἔκυρσα.

All'ottativo attivo, nella 2a e 3a persona singolare e nella 3a plurale, le forme alternative sono dette eoliche.

Struttura morfemica dell'aoristo sigmatico

Aumento sillabico Radice verbale suffisso temporale Terminazione
- -λυ- -σα- -ν
  • La forma asigmatica è propria dei temi in consonante liquida e nasale, tranne κέλλω e κύρω; essa, come abbiamo detto, è caratterizzata dal suffisso ridotto a semplice -α- in seguito alla caduta del sigma.

Struttura morfemica dell'aoristo asigmatico

Aumento sillabico Radice verbale al grado allungato suffisso temporale Terminazione
- -φην- -α- -ν

Esempi di paradigmi di aoristi deboli

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Aoristo debole sigmatico attivo e medio di λύω "sciogliere"
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Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º sing. ἔλυσα λύσω λύσαιμι
-
ἐλυσάμην λύσωμαι λυσαίμην
-
2º sing. ἔλυσας λύσῃς λύσαις (λύσειας) λῦσον ἐλύσω (< *ἐλύσασο) λύσῃ λύσαιο (< *λύσαισο) λῦσαι
3º sing. ἔλυσε λύσῃ λύσαι (λύσειεν) λυσάτω ἐλύσατο λύσηται λύσαιτο λυσάσθω
2º duale ἐλύσατον λύσητον λύσαιτον λύσατον ἐλύσασθον λύσησθον λύσαισθον λύσασθον
3º duale ἐλυσάτην λύσητον λυσαίτην λυσάτων ἐλυσάσθην λύσησθον λυσαίσθην λυσάσθων
1º plur. ἐλύσαμεν λύσωμεν λύσαιμεν
-
ἐλυσάμεθα λυσώμεθα λυσαίμεθα
-
2º plur. ἐλύσατε λύσητε λύσαιτε λύσατε ἐλύσασθε λύσησθε λύσαισθε λύσασθε
3º plur. ἔλυσαν λύσωσι(ν) λύσαιεν (λύσειαν) λυσάντων/ λυσάτωσαν ἐλύσαντο λύσωνται λύσαιντο λυσάσθων / λυσάσθωσαν

Il participio e l'infinito hanno le seguenti forme:

Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
λῦσαι masch. λύσας femm.λύσασα neu. λῦσαν λύσασθαι masch. λυσάμενος femm. λυσαμένη neu. λυσάμενον

Il participio aoristo debole attivo sigmatico maschile e neutro ha il tema -σαντ- (il maschile singolare, sigmatico, fa cadere -ντ- davanti a sigma allungando per compenso -α-, mentre il neutro mostra il puro tema con caduta di -τ-; in entrambi il genitivo è -σαντος) mentre il femminile segue la I declinazione in alfa impuro breve (come μοῦσα).

Aoristo debole asigmatico attivo e medio di φαίνω "mostrare"
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Il cambiamento di vocale nella radice φαν > φην è dovuto all'allungamento della vocale causato dalla caduta del sigma (*ἔφᾰνσα > ἔφᾱνα) che, essendo un alfa impuro lungo, in ionico-attico è passato a η (ἔφᾱνα > ἔφηνα).

Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º sing. ἔφηνα φήνω φήναιμι
-
ἐφηνάμην φήνωμαι φηναίμην
-
2º sing. ἔφηνας φήνῃς φήναις / φήνειας φῆνον ἐφήνω φήνῃ φήναιο (< *φήναισο) φῆναι
3º sing. ἔφηνε φήνῃ φήναι/ φήνειεν φηνάτω ἐφήνατο φήνηται φήναιτο φηνάσθω
2º duale ἐφήνατον φήνητον φήναιτον φήνατον ἐφήνασθον φήνησθον φήναισθον φήνασθον
3º duale ἐφηνάτην φήνητον φηναίτην φηνάτων ἐφηνάσθην φήνησθον φηναίσθην φηνάσθων
1º plur. ἐφήναμεν φήνωμεν φήναιμεν
-
ἐφηνάμεθα φηνώμεθα φηναίμεθα
-
2º plur. ἐφήνατε φήνητε φήναιτε φήνατε ἐφήνασθε φήνησθε φήναισθε φήνασθε
3º plur. ἔφηναν φήνωσι(ν) φήναιεν / φήνειαν φηνάντων / φηνάτωσαν ἐφήναντο φήνωνται φήναιντο φηνάσθων / φηνάσθωσαν

Il participio e l'infinito hanno le seguenti forme:

Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
φῆναι masch. φήνας femm.φήνασα neu. φῆναν φήνασθαι masch. φηνάμενος femm. φηναμένη neu. φηνάμενον

Il participio aoristo debole attivo asigmatico maschile e neutro ha il tema -αντ- (il maschile singolare, sigmatico, fa cadere -ντ- davanti a sigma allungando per compenso -α-, mentre il neutro mostra il puro tema con caduta di -τ-; in entrambi il genitivo è -αντος) mentre il femminile segue la I declinazione in alfa impuro breve (come μοῦσα).

Aoristo II o forte o tematico

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L'aoristo forte ha come caratteristica la semplice vocale tematica. Esso, formalmente, ha la struttura dell'imperfetto, con una differenza sostanziale: si forma sul tema verbale e non sul tema del presente; spesso, inoltre, il tema verbale assume l'apofonia al grado debole. A distinguere l'aoristo forte dall'imperfetto è dunque non tanto la desinenza, quanto piuttosto la forma che il tema verbale assume.

Come esempio di paradigma caratterizzato da apofonia, possiamo prendere in considerazione quello del verbo λείπω "lasciare", la cui apofonia radicale è λιπ/λειπ/λοιπ (grado zero: λιπ). Per comprendere la natura dei procedimenti morfologici alla base della formazione dell'aoristo forte, sarà opportuno confrontare le strutture morfemiche dell'imperfetto e dell'aoristo di λείπω:

Struttura morfemica dell'imperfetto λειπον, "lasciavo":

Aumento sillabico Radice verbale (grado medio) Vocale tematica Terminazione
- -λειπ- -ο- -ν

Struttura morfemica dell'aoristo forte λιπον, "lasciai":

Aumento sillabico Radice verbale (grado zero) Vocale tematica Terminazione
- -λιπ- -ο- -ν

Aoristo forte attivo e medio di λείπω "lasciare"

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Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º sing. ἔλιπον λίπω λίποιμι
-
ἐλιπόμην λίπωμαι λιποίμην
-
2º sing. ἔλιπες λίπῃς λίποις λίπε ἐλίπου (<*ἐλίπεσο) λίπῃ λίποιο (<*λίποισο) λίπου (<*λίπεσο)
3º sing. ἔλιπε λίπῃ λίποι λιπέτω ἐλίπετο λίπηται λίποιτο λιπέσθω
2º duale ἐλίπετον λίπητον λίποιτον λίπετον ἐλίπεσθον λίπησθον λίποισθον λίπεσθον
3º duale ἐλιπέτην λίπητον λιποίτην λιπέτων ἐλιπέσθην λίπησθον λιποίσθην λιπέσθων
1º plur. ἐλίπομεν λίπωμεν λίποιμεν
-
ἐλιπόμεθα λιπώμεθα λιποίμεθα
-
2º plur. ἐλίπετε λίπητε λίποιτε λίπετε ἐλίπεσθε λίπησθε λίποισθε λίπεσθε
3º plur. ἔλιπον λίπωσι(ν) λίποιεν λιπόντων / λιπέτωσαν ἐλίποντο λίπωνται λίποιντο λιπέσθων / λιπέσθωσαν
Infinito attivo participio attivo infinito medio participio medio
λιπεῖν masch. λιπών femm. λιποῦσα neu. λιπόν λιπέσθαι masch. λιπόμενος femm. λιπομένη neu. λιπόμενον

Il participio aoristo forte attivo maschile e neutro ha il tema -όντ- (il maschile singolare fa cadere -τ- e allunga per apofonia -ο- in -ω-, mentre il neutro mostra il puro tema con caduta di -τ-; in entrambi il genitivo è -όντος) mentre il femminile segue la I declinazione in alfa impuro breve (come μοῦσα).

  • L'aoristo forte dà luogo talora a paradigmi anomali o difettivi. Ad eccezione di ἔκλυον, i seguenti sono i cosiddetti "verbi politematici":
    • εἶδον "vidi" (tema ἰδ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo ὁράω "vedere"
    • εἶπον "dissi" (tema εἰπ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo λέγω "dire"
    • ἦλθον "venni, andai" (tema ἐλθ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo ἔρχομαι "andare, venire"
    • ἤνεγκον "portai" (tema ἐνεγκ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo φέρω "portare"
    • ἔδραμον "corsi" (tema δραμ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo τρέχω "correre"
    • ἔφαγον "mangiai" (tema φαγ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo ἐσθίω "mangiare"
    • εἷλον "presi" (tema ἑλ-) viene fatto ricondurre al verbo difettivo αἱρέω "prendere"
    • ἔκλυον "udii" (tema κλυ-) ha forme di imperativo atematiche: κλῦθι "ascolta"


  • cinque aoristi conservano imperativi arcaici con l'accento sull'ultima sillaba:
    • εἶδον "vidi" (utilizzato come aoristo di ὁράω "vedere"), imperativo ἰδέ "vedi";
    • ἔλαβον "presi", da λαμβάνω "prendo", imperativo: λαβέ "prendi";
    • εὗρον (o ηὗρον) "presi", da εὑρίσκω "trovo", imperativo εὑρέ "trova";
    • ἦλθον "andai, venni" (utilizzato come aoristo di ἔρχομαι "andare, venire"), imperativo: ἐλθέ "va', vieni";
    • εἶπον "dissi" (utilizzato come aoristo di λέγω "dire"), imperativo: εἰπέ "di' ".


  • Alcuni aoristi forti hanno la radice raddoppiata, oltre che aumentata: ess.:
    • dal verbo ἄγω "condurre", radice ἀγ- (cfr. latino ago "condurre"), tema dell'aoristo ἀγαγ-, per cui: ἤγαγον;
    • dalla radice di un verbo di dire si ha l'aoristo senza presente εἶπον, in Omero ἔειπον, da *ἐϝέϝιπον.
    • ἤνεγκον (tema dell'aoristo ἐνεγκ-), radice ἐγκ-/ἐνεκ-/ἐνοκ- (l'aoristo si forma dal grado zero), è utilizzato come aoristo di φέρω "portare".

Aoristo III o fortissimo o radicale o atematico

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L'aoristo III è una forma estremamente arcaica. Esso si forma unendo le desinenze direttamente sulla radice e per questo è detto atematico o anche radicale. Anche nei modi diversi dall'indicativo ha suffissi caratteristici dei verbi atematici. Solo pochi verbi, estremamente conservativi, lo possiedono. Alcune forme di aoristo fortissimo sono prive di presente (ad esempio l'aoristo atematico ἔτλην, dalla radice τλᾰ-/τλη-[4], sulla quale è stato ricostruito il presente τλάω solo in età bizantina, ma non attestato nel greco classico). Questo tipo di aoristo è peculiare di pochi verbi il cui tema termina in vocale, che è sempre lunga o perché tale anche nel tema verbale (es. ἔγνων "io conobbi", da γιγνώσκω, tema verbale γνω-) o perché costituisce il grado allungato di un tema apofonico (es. ἔβην "andai", da βαίνω, tema verbale βᾰ-/βη- e ἔστην "stetti, mi fermai", da ἵστημι, tema verbale στᾰ-/στη-). La vocale lunga si mantiene tale in tutta la coniugazione ad eccezione dei casi previsti dalla legge di Osthoff. Questo aoristo ha quasi esclusivamente la forma attiva, cui si aggiungono alcune rare forme medie[5], e significato prevalentemente intransitivo; dalle stesse radici si può formare l'aoristo primo con valore causativo: ἔβην "andai", ἔβησα "feci andare", ἐβησάμην "feci andare per me", oppure ἔστην "stetti, mi fermai" e ἔστησα "feci stare, feci fermare, collocai".

Aoristo di βαίνω "andare"

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Struttura morfemica dell'aoristo forte ἔβην "andai":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -βη- -ν
Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔβην βῶ (< *βήω) βαίην
-
2º singolare ἔβης βῇς (< *βήῃς) βαίης βῆθι
3º singolare ἔβη βῇ (< *βήῃ) βαίη βήτω
2º duale ἔβητον βῆτον (< *βήητον) βαῖτον (βαίητον) βῆτον
3º duale ἐβήτην βῆτον (< *βήητον) βαίτην (βαιήτην) βήτων
1º plurale ἔβημεν βῶμεν (< *βήωμεν) βαῖμεν (βαίημεν)
-
2º plurale ἔβητε βῆτε (< *βήητε) βαῖτε (βαίητε) βῆτε
3º plurale ἔβησαν βῶσι(ν) (< *βήωσι(ν)) βαῖεν (βαίησαν) βάντων / βήτωσαν
Infinito Participio
βῆναι masch. βάς femm. βᾶσα neu. βάν

Per la formazione del participio, alla radice al grado lungo βη- (< *βᾱ-) si aggiunge un tema in -ντ-: *βη.ντ-, che abbrevia la vocale radicale conformemente alla legge di Osthoff (*βᾰ.ντ-), cui si aggiunge -ς per formare il nominativo maschile singolare che fa cadere il gruppo -ντ- provocando allungamento di compenso (*βη.ντ- > *βᾰ.ντ.ς > *βᾱ.ς > βάς). Il femminile viene da *βα.ντ.jα, in cui lo jod, prima di cadere, provoca assibilamento di τ con conseguente caduta della nasale e allungamento di compenso (*βᾰ.ντ.jα > *βα.νσ.jα > *βᾱ.σ.α > βᾶσα). Il neutro è il puro tema con caduta della dentale. L'ottativo del duale e del plurale, oltre a formarsi con la caratteristica -ι- propria di questo modo al grado zero, può utilizzare come tema la terza persona singolare, che, non avendo desinenza, è stata sentita dai Greci come puro tema e quindi utilizzata anche per il resto della coniugazione dell'ottativo; queste forme sono messe fra parentesi. Su questo modello si coniuga anche ἔτλην.

Aoristo di ἵστημι "collocare, porre, fermarsi"

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Struttura morfemica dell'aoristo forte ἔστην "stetti, mi fermai":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -στη- -ν
Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔστην στῶ (< *στήω) σταίην
-
2º singolare ἔστης στῇς (< *στήῃς) σταίης στῆθι
3º singolare ἔστη στῇ (< *στήῃ) σταίη στήτω
2º duale ἔστητον στῆτον (< *στήητον) σταῖτον (σταίητον) στῆτον
3º duale ἐστήτην στῆτον (< *στήητον) σταίτην (σταιήτην) στήτων
1º plurale ἔστημεν στῶμεν (< *στήωμεν) σταῖμεν (σταίημεν)
-
2º plurale ἔστητε στῆτε (< *στήητε) σταῖτε (σταίητε) στῆτε
3º plurale ἔστησαν στῶσι(ν) (< *στήωσι(ν)) σταῖεν (σταίησαν) στάντων / στήτωσαν
Infinito Participio
στῆναι masch. στάς femm. στᾶσα neu. στάν

Valgono le stesse osservazioni fatte per ἔβην.

Aoristo di σβέννυμι "spegnere"

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Struttura morfemica dell'aoristo forte ἔσβην "mi spensi, mi estinsi, morii":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -σβη- -ν
Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔσβην σβῶ (< *σβήω) σβείην
-
2º singolare ἔσβης σβῇς (< *σβήῃς) σβείης σβῆθι / σβές
3º singolare ἔσβη σβῇ (< *σβήῃ) σβείη σβήτω
2º duale ἔσβητον σβῆτον (< *σβήητον) σβεῖτον (σβείητον) σβῆτον
3º duale ἐσβήτην σβῆτον (< *σβήητον) σβείτην (σβειήτην) σβήτων
1º plurale ἔσβημεν σβῶμεν (< *σβήωμεν) σβεῖμεν (σβείημεν)
-
2º plurale ἔσβητε σβῆτε (< *σβήητε) σβεῖτε (σβείητε) σβῆτε
3º plurale ἔσβησαν σβῶσι(ν) (< *σβήωσι(ν)) σβεῖεν (σβείησαν) σβέντων / σβήτωσαν
Infinito Participio
σβῆναι masch. σβείς femm. σβεῖσα neu. σβέν

La coniugazione è simile a quella di ἔβην e ἔστην, ma in questo caso η rappresenta l'allungamento di ε e non di α (la radice è σβε(σ)-), quindi nei casi di abbreviamento troveremo ε invece di α (σβείην, σβέντων, σβείς, ecc.). Da notare la forma alternativa dell'imperativo σβές.

Aoristo di διδράσκω "fuggire"

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Struttura morfemica dell'aoristo forte ἔδρᾱν "fuggii":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -δρᾱ- -ν
Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔδραν δρῶ (< *δράω) δραίην
-
2º singolare ἔδρας δρᾷς (< *δράῃς) δραίης δρᾶθι
3º singolare ἔδρα δρᾷ (< *δράῃ) δραίη δράτω
2º duale ἔδρατον δρᾶτον (< *δράητον) δραῖτον (δραίητον) δρᾶτον
3º duale ἐδράτην δρᾶτον (< *δράητον) δραίτην (δραιήτην) δράτων
1º plurale ἔδραμεν δρῶμεν (< *δράωμεν) δραῖμεν (δραίημεν)
-
2º plurale ἔδρατε δρᾶτε (< *δράητε) δραῖτε (δραίητε) δρᾶτε
3º plurale ἔδρασαν δρῶσι(ν) (< *δράωσι(ν)) δραῖεν (δραίησαν) δράντων / δράτωσαν
Infinito Participio
δρᾶναι masch. δράς femm. δρᾶσα neu. δράν

La coniugazione è simile a quella di ἔβην e ἔστην, con la differenza che in questo caso l'alfa si è mantenuto perché puro, negli altri due casi è invece passato a η perché impuro.

Aoristo di γιγνώσκω "conoscere"

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Struttura morfemica dell'aoristo forte ἔγνων "conobbi":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -γνω- -ν
Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔγνων γνῶ (< *γνώω) γνοίην
-
2º singolare ἔγνως γνῷς (< *γνώῃς) γνοίης γνῶθι
3º singolare ἔγνω γνῷ (< *γνώῃ) γνοίη γνώτω
2º duale ἔγνωτον γνῶτον (< *γνώητον) γνοῖτον (γνοίητον) γνῶτον
3º duale ἐγνώτην γνῶτον (< *γνώητον) γνοίτην (γνοιήτην) γνώτων
1º plurale ἔγνωμεν γνῶμεν (< *γνώωμεν) γνοῖμεν (γνοίημεν)
-
2º plurale ἔγνωτε γνῶτε (< *γνώητε) γνοῖτε (γνοίητε) γνῶτε
3º plurale ἔγνωσαν γνῶσι(ν) (< *γνώωσι(ν)) γνοῖεν (γνοίησαν) γνόντων / γνώτωσαν
Infinito Participio
γνῶναι masch. γνούς femm. γνοῦσα neu. γνόν

Per la formazione del participio, alla radice γνω- si aggiunge un tema in -ντ- che conformemente alla legge di Osthoff fa abbreviare la vocale radicale (*γνω.ντ- > γνοντ-). L'aggiunta del sigma al nominativo maschile singolare provoca caduta del gruppo -ντ- e allungamento di compenso (*γνο.ντ.ς > *γνō.ς > γνούς). Il femminile viene da *γνο.ντ.jα, in cui lo jod, prima di cadere, provoca assibilamento di τ con conseguente caduta della nasale e allungamento di compenso (*γνο.ντ.jα > *γνο.νσ.jα > *γνō.σ.α > γνοῦσα). Il neutro è il puro tema con caduta della dentale. L'ottativo del duale e del plurale, oltre a formarsi con la caratteristica -ι- propria di questo modo al grado zero, può utilizzare come tema la terza persona singolare, che, non avendo desinenza, è stata sentita dai Greci come puro tema e quindi utilizzata anche per il resto della coniugazione dell'ottativo; queste forme sono messe fra parentesi. Su questo stesso modello si coniuga anche βιόω (ἐβίων, βιῶ, βιοίην, βίωθι, βιῶναι, βιούς ecc.).

Aoristo di φύω "nascere, generare"

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Struttura morfemica dell'aoristo forte ἔφῡν "nacqui (con certe caratteristiche)":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -φῡ- -ν
Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἔφυν φύω
-
-
2º singolare ἔφυς φύῃς
-
φῦθι
3º singolare ἔφυ φύῃ
-
φύτω
2º duale ἔφυτον φύητον
-
φῦτον
3º duale ἐφύτην φύητον
-
φύτων
1º plurale ἔφυμεν φύωμεν
-
-
2º plurale ἔφυτε φύητε
-
φῦτε
3º plurale ἔφυσαν φύωσι(ν)
-
φύντων / φύτωσαν
Infinito Participio
φῦναι masch. φύς femm. φῦσα neu. φύν

Per la formazione del participio, alla radice al grado lungo φῡ- si aggiunge un tema in -ντ- che conformemente alla legge di Osthoff fa abbreviare la vocale radicale (*φῡ.ντ- > φῠντ-). L'aggiunta del sigma al nominativo maschile singolare provoca caduta del gruppo -ντ- e allungamento di compenso (*φῠ.ντ.ς > *φῡ.ς > φύς). Il femminile viene da *φυ.ντ.jα, in cui lo jod, prima di cadere, provoca assibilamento di τ con conseguente caduta della nasale e allungamento di compenso (*φῠ.ντ.jα > *φῠ.νσ.jα > *φῡ.σ.α > φῦσα). Il neutro è il puro tema con caduta della dentale. L'ottativo non è attestatato. Su questo modello di coniuga anche δύω (ἔδυν, δύω, - , δῦναι, ecc.).

Da notare che il congiuntivo è morfologicamente uguale a quello presente.

Aoristo medio ἐπριάμην "comprai" (fatto ricondurre a ὠνέομαι; presente ricostruito a posteriori πρίαμαι)

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Struttura morfemica dell'aoristo forte ἐπριάμην "comprai":

Aumento sillabico Radice verbale Terminazione
- -πριά- -μην
Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἐπριάμην πρίωμαι πριαίμην
-
2º singolare ἐπρίω (< *ἐπρίασο) πρίῃ πρίαιο (< *πρίαισο) πρίασο/πρίω
3º singolare ἐπρίατο πρίηται πρίαιτο πριάσθω
2º duale ἐπρίασθον πρίησθον πρίαισθον πρίασθον
3º duale ἐπριάσθην πρίησθον πριαίσθην πριάσθων
1º plurale ἐπριάμεθα πριώμεθα πριαίμεθα
-
2º plurale ἐπρίασθε πρίησθε πρίαισθε πρίασθε
3º plurale ἐπρίαντο πρίωνται πρίαιντο πριάσθων
Infinito Participio
πρίασθαι masch. πριάμενος femm. πριαμένη neu. πριάμενον

Si ritrovano le stesse irregolarità viste nel presente dei verbi deponenti in -μι. Nel congiuntivo l'accento è irregolarmente ritratto sulla terzultima sillaba e la vocale finale della radice scompare a contatto con la vocale tematica allungata; la seconda singolare del congiuntivo contrae irregolarmente in -ῃ per renderla riconoscibile. Su questo modello si coniugano anche ὠνάμην/ὠνήμην (da ὀνίνημι "giovare") e ἐπτάμην (da πέτομαι "volare"), dei quali però non sono attestate tutte le forme.

Una forma particolare di aoristo III: l'aoristo cappatico

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L'aoristo cappatico è quello che caratterizza tre dei quattro verbi in -μι che hanno il raddoppiamento nel tema del presente, cioè τίθημι "porre", δίδωμι "dare" e ἵημι "mandare" (il quarto è ἵστημι "collocare" che ha il normale aoristo terzo ἔστην "stetti" se intransitivo oppure l'aoristo debole ἔστησα "collocai, feci stare" se transitivo). Si chiama cappatico perché nelle tre persone singolari dell'indicativo attivo viene inserito un -κ- di ampliamento al tema verbale. Le terminazioni al singolare attivo sono perciò -κα, -κας, -κε(ν), modellate per analogia con il perfetto.
Per quanto riguarda i gradi apofonici, si osserva la seguente distribuzione:

  • grado allungato (δω-, θη-, ἡ-): singolare dell'indicativo attivo, tutto il congiuntivo (si fonde con la regolare vocale congiuntiva allungata);
  • grado breve (δο-, θε-, ἑ-): plurale e duale dell'indicativo attivo, indicativo medio, tutto l'ottativo (si unisce all'infisso caratteristico -ιη-/-ι- creando dittongo), tutto l'imperativo, tutto l'infinito.

Per quanto riguarda l'aumento di ἵημι, occorre ricordare che la radice è jε-/jη-, che diventa ἑ-/ἡ- per caduta dello jod; al grado lungo avremo quindi ἐ.jη- > ἐ.ἡ- > -, mentre al grado breve ἐ.jε- > ἐ.ἑ- > εἱ-. Da notare che i suoi congiuntivo, ottativo e infinito attivi sono morfologicamente identici a quelli del presente di εἰμί con l'aggiunta dello spirito aspro.

Aoristo di δίδωμι "dare"
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Struttura morfemica dell'aoristo cappatico ἔδωκα "diedi":

Aumento sillabico Radice verbale Ampliamento caratteristico Terminazione
- -δω- -κ- -α
Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º singolare ἔδωκα δῶ (< *δώω) δοίην
-
ἐδόμην δῶμαι (< *δώωμαι) δοίμην
-
2º singolare ἔδωκας δῷς (< *δώῃς) δοίης δός ἔδου (< *ἔδοσο) δῷ (< *δώησαι) δοῖο (< *δοῖσο) δοῦ (< *δόσο)
3º singolare ἔδωκε(ν) δῷ (< *δώῃ) δοίη δότω ἔδοτο δῶται (< *δώηται) δοῖτο δόσθω
2º duale ἔδοτον δῶτον (< *δώητον) δοῖτον (δοίητον) δότον ἔδοσθον δῶσθον (< *δώησθον) δοῖσθον δόσθον
3º duale ἐδότην δῶτον (< *δώητον) δοίτην (δοιήτην) δότων ἐδόσθην δῶσθον (< *δώησθον) δοίσθην δόσθων
1º plurale ἔδομεν δῶμεν (< *δώωμεν) δοῖμεν (δοίημεν)
-
ἐδόμεθα δώμεθα (< *δώωμεθα) δοίμεθα
-
2º plurale ἔδοτε δῶτε (< *δώητε) δοῖτε (δοίητε) δότε ἔδοσθε δῶσθε (< *δώησθε) δοῖσθε δόσθε
3º plurale ἔδοσαν δῶσι(ν) (< *δώωσι(ν)) δοῖεν (δοίησαν) δόντων / δότωσαν ἔδοντο δῶνται (< *δώωνται) δοῖντο δόσθων / δόσθωσαν
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
δοῦναι masch. δούς femm. δοῦσα neu. δόν δόσθαι masch. δόμενος femm. δομένη neu. δόμενον
Aoristo di τίθημι "porre"
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Struttura morfemica dell'aoristo cappatico ἔθηκα "posi":

Aumento sillabico Radice verbale Ampliamento caratteristico Terminazione
- -θη- -κ- -α


Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º singolare ἔθηκα θῶ (< *θήω) θείην
-
ἐθέμην θῶμαι (< *θήωμαι) θείμην
-
2º singolare ἔθηκας θῇς (< *θήῃς) θείης θές ἔθου (< *ἔθεσο) θῇ (< *θήησαι) θεῖο (< *θεῖσο) θοῦ (< *θέσο)
3º singolare ἔθηκε(ν) θῇ (< *θήῃ) θείη θέτω ἔθετο θῆται (< *θήηται) θεῖτο θέσθω
2º duale ἔθετον θῆτον (< *θήητον) θεῖτον (θείητον) θέτον ἔθεσθον θῆσθον (< *θήησθον) θεῖσθον θέσθον
3º duale ἐθέτην θῆτον (< *θήητον) θείτην (θειήτην) θέτων ἐθέσθην θῆσθον (< *θήησθον) θείσθην θέσθων
1º plurale ἔθεμεν θῶμεν (< *θήωμεν) θεῖμεν (θείημεν)
-
ἐθέμεθα θώμεθα (< *θήωμεθα) θείμεθα
-
2º plurale ἔθετε θῆτε (< *θήητε) θεῖτε (θείητε) θέτε ἔθεσθε θῆσθε (< *θήησθε) θεῖσθε θέσθε
3º plurale ἔθεσαν θῶσι(ν) (< *θήωσι(ν)) θεῖεν (θείησαν) θέντων / θέτωσαν ἔθεντο θῶνται (< *θήωνται) θεῖντο θέσθων / θέσθωσαν
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
θεῖναι masch. θείς femm. θεῖσα neu. θέν θέσθαι masch. θέμενος femm. θεμένη neu. θέμενον
Aoristo di ἵημι "mandare"
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Struttura morfemica dell'aoristo cappatico ἧκα "mandai":

Aumento sillabico + radice verbale Ampliamento caratteristico Terminazione
- (< *ἐ-jη-) -κ- -α
Indicativo attivo Congiuntivo attivo Ottativo attivo Imperativo attivo Indicativo medio Congiuntivo medio Ottativo medio Imperativo medio
1º singolare ἧκα (< *ἥω) εἵην
-
εἵμην ὧμαι (< *ἥωμαι) εἵμην
-
2º singolare ἧκας ᾗς (< *ἥῃς) εἵης ἕς εἷσο (< *ἥησαι) εἷο (< *εἷσο) οὗ (< *ἕσο)
3º singolare ἧκε(ν) (< *ἥῃ) εἵη ἕτω εἷτο ἧται (< *ἥηται) εἷτο ἕσθω
2º duale εἷτον ἧτον (< *ἥητον) εἷτον (εἷητον) ἕτον εἷσθον ἧσθον (< *ἥησθον) εἷσθον ἕσθον
3º duale εἵτην ἧτον (< *ἥητον) εἷτην (εἱήτην) ἕτων εἵσθην ἧσθον (< *ἥησθον) εἵσθην ἕσθων
1º plurale εἷμεν ὧμεν (< *ἥωμεν) εἷμεν (εἵημεν)
-
εἵμεθα ὥμεθα (< *ἡώμεθα) εἵμεθα
-
2º plurale εἷτε ἧτε (< *ἥητε) εἷτε (εἷητε) ἕτε εἷσθε ἧσθε (< *ἥησθε) εἷσθε ἕσθε
3º plurale εἷσαν ὧσι(ν) (< *ἥωσιν) εἷεν (εἵησαν) ἕντων / ἕτωσαν εἷντο ὧνται (< *ἥωνται) εἷντο ἕσθων / ἕσθωσαν
Infinito attivo Participio attivo Infinito medio Participio medio
εἷναι masch. εἵς femm. εἷσα neu. ἕν ἕσθαι masch. ἕμενος femm. ἑμένη neu. ἕμενον

Aoristo passivo

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Giacché come si è già detto l'aoristo distingue la diatesi media da quella passiva, per quest'ultima esiste una forma a parte di aoristo. Particolarmente notevole è che, pur essendo una voce passiva, porti delle desinenze attive. Ciò è dovuto al fatto che originariamente questo tipo di aoristo aveva un significato ingressivo in un nuovo stato o una nuova condizione con senso intransitivo e diatesi attiva: la forma ἐκάην (da καίω) valeva quindi "mi bruciai, mi consumai col fuoco", ἐμάνην (da μαίνομαι) "divenni pazzo". A causa di alcuni verbi che si prestavano facilmente ad ambiguità come ἐπλήγην (da πλήσσω) "mi sbalordii, rimasi impressionato/colpito", oppure ἐσφάλην "mi ingannai, rimasi ingannato [dagli eventi]" il significato slittò verso il senso passivo: "fui bruciato, fui colpito, fui ingannato". L'aoristo passivo secondo è più antico del primo e ha la stessa struttura dell'aoristo terzo, da cui proviene. L'aoristo passivo primo fu creato a causa delle difficoltà dovute all'infisso caratteristico -η- dell'aoristo secondo a contatto con le radici in vocale, che provocava iati e contrazioni difficilmente riconoscibili; la modifica dell'infisso in -θη- eliminava quindi i problemi e fu in parte estesa anche ai verbi in consonante che già avevano l'aoristo passivo secondo. L'aoristo passivo secondo, accanto al nuovo valore passivo, conserva ancora in alcuni verbi l'antico senso ingressivo (ad esempio in già citato ἐμάνην, oppure ἐχάρην, da χαίρω, "mi rallegrai"), mentre l'aoristo passivo primo ha prevalentemente senso passivo[6].

Esso si divide in:

  • aoristo passivo primo o debole, proprio dei temi in vocale, dittongo, la maggior parte dei temi in consonante muta e pochi temi in liquida e nasale, soprattutto apofonici; si distingue per il suffisso -θη- a cui si aggiungono le desinenze dell'aoristo atematico. I temi in vocale allungano la vocale finale (α puro > α lungo; α impuro > η).
Aumento Radice Interfisso caratteristico Terminazione
- -λύ- -θη- -ν
  • aoristo passivo secondo o forte, proprio dei temi in consonante, prevalentemente liquida e nasale ma anche alcuni in consonante muta. La sua caratteristica è il suffisso -η-, meno riconoscibile, cui si aggiungono, ancora una volta, le terminazioni dell'aoristo atematico.
Aumento Radice Interfisso caratteristico Terminazione
- -φάν- -η- -ν

Circa una trentina di verbi in liquida, nasale e consonante muta presentano regolarmente sia forme di aoristo debole che di aoristo forte; ciò vale anche per una quindicina di verbi apofonici, che formano i rispettivi aoristi passivi dal grado richiesto da ciascuno (debole = grado medio; forte = grado zero).

Aoristo passivo I o debole

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Nell'aoristo passivo I, a causa dell'aspirata -θ- del suffisso, i temi in labiale e velare si cambiano nell'aspirata corrispondente:

ὁράω > ὤφθην (da *ὤπ-θην); τάσσω > ἐτάχθην (da *ἐ-τάγ-θην)

Le dentali mutano in σ davanti a θ: κομίζω > ἐκομίσθην (da κομιδ-). Attenzione a non confondere queste forme con quelle di alcuni temi in vocale che ripristinano un σ che è nel tema verbale ma è caduto al presente: σπάω > ἐσπάσθην.

Per quanto riguarda i temi apofonici, l'aoristo debole utilizza solitamente il grado medio (es. ἐλείφθην < λιπ-/λειπ-/λοιπ- da λείπω). Invece, i temi con apofonia del genere /η si trovano al grado allungato (η).

Aoristo passivo di λύω "sciogliere"

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Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἐλύθην λυθῶ (< *λυθήω) λυθείην
-
2º singolare ἐλύθης λυθῇς (< *λυθήῃς) λυθείης λύθητι
3º singolare ἐλύθη λυθῇ (< *λυθήῃς) λυθείη λυθήτω
2º duale ἐλύθητον λυθῆτον (< *λυθήητον) λυθεῖτον λύθετον
3º duale ἐλυθήτην λυθῆτον (< *λυθήητον) λυθείτην λυθήτων
1º plurale ἐλύθημεν λυθῶμεν (< *λυθήωμεν) λυθεῖμεν
-
2º plurale ἐλύθητε λυθῆτε (< *λυθήητε) λυθεῖτε λύθητε
3º plurale ἐλύθησαν λυθῶσι(ν) (< *λυθήωσι(ν)) λυθεῖεν λυθέντων / λυθήτωσαν
Infinito Participio
λυθῆναι λυθείς, λυθεῖσα, λυθέν

Alla seconda persona singolare dell'imperativo la regolare terminazione -θι si cambia in -τι per la legge di Grassman.

Aoristo passivo II o forte

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Sulla formazione dell'aoristo passivo forte c'è solo da precisare che i temi apofonici usano il grado zero.

Aoristo passivo di φαίνω "mostrare, sembrare, apparire"

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Indicativo Congiuntivo Ottativo Imperativo
1º singolare ἐφάνην φανῶ (< *φανήω) φανείην
-
2º singolare ἐφάνης φανῇς (< *φανήῃς) φανείης φάνηθι
3º singolare ἐφάνη φανῇ (< *φανήῃ) φανείη φανήτω
2º duale ἐφάνητον φανῆτον (< *φανήητον) φανεῖτον φάνητον
3º duale ἐφανήτην φανῆτον (< *φανήητον) φανείτην φανήτων
1º plurale ἐφάνημεν φανῶμεν (< *φανήωμεν) φανεῖμεν
-
2º plurale ἐφάνητε φανῆτε (< *φανήητε) φανεῖτε φάνητε
3º plurale ἐφάνησαν φανῶσι(ν) (< *φανήωσι(ν)) φανεῖεν φανέντων / φανήτωσαν
Infinito Participio
φανῆναι φανείς, φανεῖσα, φανέν
  1. La prassi scolastica richiede di tradurlo sempre con il passato remoto, ma questo risponde solo a necessità pratiche; in realtà, l'aoristo indicativo esprime un'azione puntuale nel passato, e lo stesso concetto viene espresso, oltre che dal passato remoto, anche dal passato prossimo, dal trapassato prossimo e dal trapassato remoto italiani. Questo dipende dal fatto che il sistema verbale italiano, figlio di quello latino, privilegia una successione logica sulla scala temporale, individuando ogni azione in sequenza. Il greco, invece, esprime il tempo in modo assoluto, cioè non mette in evidenza la successione delle azioni (le azioni sono espresse come presenti, passate o future, senza che ci sia relatività logica fra di esse), preferendo invece esprimerne l'aspetto: per questo motivo il suo sistema verbale offre un solo passato compiuto.
  2. Compiangendo che l'opera di Apollonio Discolo riguardo ai participi non ci è disponibile, dobbiamo accontentarci di quanto riportato da Giorgio Cherobosco in Grammatici Graeci IV/II (B.G. Teubner, Lipsia 1894) pag. 296 ss., oppure, gratuitamente sul WEB, Georgii Choerobosci Dictata in Theodosii Canones Vol II a cura di T. Gaisford, Oxonii 1842 pag. 813 ss. Qui il grammatico spiega che si pone al participio aoristo quel verbo la cui azione viene prima e che si usa perché le congiunzioni copulative non significano ordinamento. Cherobosco ci presenta il seguente esempio Ἀγαμέμνων βασιλεύσας ἐπολέμησεν (Agamennone dopo essere diventato re portò guerra) dove si intende che Agamennone prima divenne re, poi portò guerra.
  3. In realtà si verifica un'assimilazione della dentale seguita dalla semplificazione della doppia sibilante (δ, θ, τ + σ = σσ > σ), dando però l'impressione che la dentale cada senza lasciare traccia.
  4. La stessa radice, che indica l'idea di portare/sopportare/sollevare, si trova anche nel verbo latino tollo e nella coniugazione di fero, il cui perfetto è tuli e il supino è latum (< *tlatum); in greco troviamo inoltre l'aggettivo τάλας, τάλαινα, τάλαν "sventurato, infelice".
  5. Ad esempio ἐπριάμην "comprai" (dal presente disusato πρίαμαι) e ὠνάμην / ὠνήμην "trassi vantaggio" (da ὀνίνημι "giovare").
  6. Agnello Orlando 1998, pag. 578-579.