Taumaturgia messianica/Capitolo 7

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Augustin Tünger: Facetiae Latinae et Germanicae, Konstanz — miracolo della moneta nel pesce (1486)
Indice del libro

Implicazioni più ampie dei miracoli di GesùModifica

I significati riscontrati nei miracoli di Gesù hanno implicazioni più ampie. I miracoli hanno già un significato nello specifico tempo e luogo in cui sono avvenuti. Ma hanno anche implicazioni per le prospettive più ampie della storia della redenzione.

Implicazioni più ampie della moltiplicazione dei paniModifica

Possiamo illustrare usando il miracolo della moltiplicazione dei pani per i 5000. Come abbiamo indicato nei Capitoli precedenti, questo miracolo esprime il principio secondo cui Dio fornisce cibo spirituale. Possiamo immaginare le implicazioni più ampie di questo principio come cerchi di significato sempre più piccoli e sempre più grandi.[1]

Il cerchio più piccolo è il cerchio delle circostanze immediate nel nutrimento dei cinquemila.[2] In queste circostanze, Gesù fornì sia cibo fisico che cibo spirituale. Il cibo spirituale assume la forma del significato simbolico fornito nell'atto fisico del nutrirsi. Inoltre, nel Vangelo di Giovanni il significato simbolico fu interpretato esplicitamente il giorno successivo, quando Gesù tenne il discorso sul pane della vita.

Il successivo cerchio più ampio è il cerchio del ministero terreno di Gesù nel suo insieme. Gesù offrì il cibo spirituale attraverso il suo insegnamento, di cui il discorso sul pane della vita fu un esempio chiave. Elargì inoltre cibo spirituale attraverso i suoi altri miracoli, poiché anche questi hanno un significato simbolico: sono segni di redenzione. Donò il cibo spirituale nella sua stessa persona, dato che la sua stessa presenza sulla terra fu una venuta di pane spirituale – egli stesso – dal cielo alla terra, come la venuta della manna nell'Antico Testamento.

Il successivo cerchio più ampio comprende la morte e la risurrezione di Gesù, nonché il suo precedente ministero terreno. La crocifissione, la morte e la risurrezione di Gesù furono le opere culminanti che egli fece sulla terra. Pertanto, possono essere inclusi nel suo ministero terreno. Ma sono così importanti e servono tanto come cardine della storia, che vale la pena distinguerli dal resto del suo ministero terreno, e riflettere più intensamente su come il loro significato abbia connessioni con i miracoli precedenti. Nel caso della moltiplicazione dei pani, il nutrimento decisivo con il cibo spirituale avvenne nella morte e risurrezione di Gesù, poiché la sua morte fu una morte sacrificale e il suo corpo divenne quindi fonte di nutrimento spirituale. Noi riceviamo i benefici della sua morte e risurrezione. Tale processo è l'adempimento delle cerimonie dell'Antico Testamento in cui gli Israeliti mangiavano parte della carne delle offerte di pace, a significare la loro partecipazione ai benefici del sacrificio di ringraziamento (Levitico 7:15-16).

Il susseguente cerchio più ampio consiste nell'età della proclamazione eangelica, dal giorno di Pentecoste in poi fino alla fine di questa era, la seconda venuta di Cristo. In tale era il vangelo si diffonde fino ai confini della terra (Atti 1:8). Evoca una risposta sotto forma di trasformazione spirituale e fede in Cristo. Tramite la fede, i credenti si nutrono di Cristo. In questo senso, Cristo che regna in cielo fornisce continuamente cibo spirituale. Non lo dà ai cinquemila, bensì a tutti coloro che credono in lui — molto più di cinquemila. E questa alimentazione avviene attraverso una sorta di "moltiplicazione". Non è la moltiplicazione dei pani fisici, ma del Vangelo stesso, man mano che si diffonde:

« La Parola di Dio si diffondeva, e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente in Gerusalemme; e anche un gran numero di sacerdoti ubbidiva alla fede. »
(Atti 6:7)
« Intanto la parola di Dio cresceva e si diffondeva»
(Atti 12:24)
« La parola di Dio si diffondeva per tutta la regione. »
(Atti 13:49)
« ...Così da Gerusalemme e dintorni fino all'Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. »
(Romani 15:19)

Il numero dei discepoli si moltiplica. Ma, inoltre, il Vangelo porta frutto nella vita individuale dei discepoli. C'è crescita nella conoscenza e nell'obbedienza a Cristo. I discepoli portano il frutto dello Spirito Santo: "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, autocontrollo" (Galati 5:22-23).

Creazione e ri-creazioneModifica

Il cerchio più ampio di implicazioni include l'intera storia redentrice, che sfocia nella consumazione. Alla consumazione, la moltiplicazione del Vangelo ha raggiunto la sua consumazione, con il raduno di tutte le nazioni:

« Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra vi porteranno la loro gloria... »
(Apocalisse 21:24 cfr. 7:9)

Viene elargito il nutrimento eterno, rappresentato dall'albero della vita:

« ...sulle due rive del fiume stava l'albero della vita. Esso dà dodici raccolti all'anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni. »
(Apocalisse 22:2)

Il collegamento con il fiume della vita, "che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello" (22:1), ci ricorda simbolicamente che la fonte di questo nutrimento è in Dio stesso e nell'Agnello. Il brano sulla cena delle nozze dell'Agnello fa lo stesso punto teologico usando immagini diverse (19:9).

L'immagine dell'albero della vita ci riporta anche, attraverso le sue associazioni, all'ordine originario della creazione. Secondo Genesi 2, l'albero della vita stava "in mezzo al giardino" dell'Eden, il giardino di Dio (Genesi 2:9; cfr. Ezechiele 28:13). Il tema del nutrimento spirituale abbraccia tutta la storia, dal giardino originale dell'Eden alla città-giardino finale della nuova Gerusalemme (Apocalisse 21:9-22:5). Il nutrimento fisico, dato da tutti gli alberi da frutto nel giardino dell'Eden, è un meraviglioso beneficio dato da Dio. Essendo legato a Dio che lo dona, il nutrimento fisico è pegno del favore di Dio, e del nutrimento spirituale che Egli fornisce mediante la comunione con Lui. Prima della caduta, Adamo ed Eva avrebbero provato entrambi insieme. Mangiare cibo fisico è di per sé un'esperienza della bontà di Dio ed evoca il ringraziamento a Dio, che è una forma di comunione spirituale. L'uno non solo significa l'altro, ma lo incarna. L'albero della vita, naturalmente, era un albero speciale, che esprimeva più intensamente l'idea della comunione spirituale e della vita spirituale. Lo ritroviamo, colmo di significati superni, nella Cabala ebraica.

Il nutrimento dei 5000 unisce così creazione e redenzione. Dio ha creato gli alberi. Dio ha creato l'orzo e la capacità umana di trasformare l'orzo in pani. Dio creatore è la fonte dei cinque pani d'orzo con cui ha inizio il miracolo. Ogni anno, attraverso la crescita e il raccolto, Dio moltiplica l'orzo, il grano e altri cereali, e al momento del raccolto le persone godono della Sua generosità. La moltiplicazione miracolosa dei pani comprime questi processi in pochi istanti. Indica la potenza di Cristo Redentore, come abbiamo detto. Ma si basa anche sulle realtà di ciò che Dio fa come creatore. Cristo è mediatore della creazione e mediatore della redenzione (Colossesi 1:15-20). Così creazione e ri-creazione godono di una relazione organica l'una con l'altra, attraverso Cristo. È giusto che la loro relazione si manifesti in miracoli, come il nutrimento dei 5000.

Contesto dell'Antico Testamento per la moltiplicazione dei paniModifica

Oltre a queste connessioni, abbiamo ancora altre connessioni con i temi dell'Antico Testamento. Abbiamo detto prima che la moltiplicazione dei pani è analoga alla caduta di manna dal cielo da parte di Dio durante il tempo in cui Israele era nel deserto (Giovanni 6:32-33). È anche analoga a un miracolo dell'Antico Testamento in cui Eliseo fece in modo che cento uomini fossero nutriti con "venti pani d'orzo e spighe fresche" (2 Re 4:42-44). Tramite la parola di Elia, la vedova di Sarepta ebbe una scorta miracolosa di cibo "per molti giorni" (1 Re 17:8-16). Mediante la parola di Eliseo, Israele fu in grado di provare sollievo dalla carestia dovuta ad un assedio (7:1 Re). Tramite Giuseppe, la gente fu liberata da sette anni di carestia in Egitto (Genesi 41:53-57). In generale, la carestia o l'abbondanza di cibo sono il risultato di maledizioni o benedizioni del Signore (Deuteronomio 28:3-8,11-12,16-18,22-24,53-57).

Per un riassunto di tutti i cerchi di significato per questo miracolo, si veda la figura 17.

Consideriamo il cerchio che contiene la diffusione del Vangelo nel libro degli Atti. Il Vangelo continua a diffondersi durante tale epoca. Questo cerchio indica che i miracoli implicano applicazioni per noi, poiché siamo nel periodo di redenzione rappresentato da questo cerchio, il periodo che va dalla Pentecoste alla seconda venuta. Durante questo periodo, il Vangelo stesso proclama il significato dei miracoli. In senso lato, il significato o l'importanza dei miracoli include le loro implicazioni, che a loro volta includono l'applicazione a noi. Ciascuno di noi è invitato a venire a Cristo per il cibo spirituale.

Tutti questi cerchi mostrano la gloria di Dio e dovrebbero portare a lodare Dio.

Significato della guarigione del cieco natoModifica

Possiamo tracciare una serie simile di cerchi in espansione per la guarigione del cieco nato (fig. 18). Il cerchio più piccolo consiste in Gesù che guarisce effettivamente il cieco. Questa guarigione aveva un lato fisico e uno spirituale. Il cieco ricevette la vista fisica e ricevette la vista spirituale quando giunse a credere in Gesù (Giovanni 9:38). Successivamente, l'intero ministero terreno di Gesù fu un ministero per portare la luce della rivelazione redentrice. Il suo scopo di portare la luce raggiunse il culmine nella sua crocifissione e risurrezione. Questi eventi culminanti, soprattutto, sono ciò che Dio usa nell'annuncio del vangelo per aprire occhi ciechi.

Successivamente, il libro degli Atti mostra come Dio apre gli occhi ciechi durante l'era evangelica:

« Su, alzati e rimettiti in piedi; ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto e di quelle per cui ti apparirò ancora. Per questo ti libererò dal popolo e dai pagani, ai quali ti mando ad aprir loro gli occhi, perché passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l'eredità in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me. »
(Atti 26:16-18)
« ...avrebbe annunziato la luce al popolo e ai gentili »
(Atti 26:23)

Infine, la consumazione porta la guarigione di tutte le disabilità fisiche, inclusa la cecità, e dona ai santi la suprema visione spirituale del volto di Dio:

« Essi vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla fronte. »
(Apocalisse 22:4)

L'Antico Testamento offre diversi esempi che fanno da sfondo a Giovanni 9. Ad esempio, Isaia 35:5 indica che il momento culminante della redenzione includerà la guarigione dei ciechi:

« Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. »

L'uso dell'argilla da parte di Gesù nella guarigione ha una risonanza con Genesi 2:7, dove "il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo". Gesù stava compiendo un atto di dare nuova vita, in modo analogo all'atto di creazione di Dio.[3]

Il tema della luce in Giovanni 9 ha legami con Dio che crea la luce il primo giorno della settimana della creazione (Genesi 1:3; cfr. Giovanni 1:4-5), con la luce redentrice della colonna di nube e di fuoco (Numeri 9:15-23), e con la luce spirituale di Dio che Egli dona per redenzione e guida (Salmi 27:1;36:9;43:3;119:105; Isaia 9:2).[4]

C'è anche un collegamento tra Giovanni 9 e la guarigione di Naaman il Siro (2 Re 5:9-14). Sia Naaman che il cieco dovettero andare a lavarsi per essere guariti. E in entrambi i casi l'atto di lavarsi sembrava inutile: perché Eliseo o Gesù avrebbero dato istruzioni di andare a lavarsi quando avrebbero potuto guarire l'uomo seduta stante, sul posto?[5] Potremmo non conoscere tutti i motivi per cui il lavaggio fa parte del processo. Ma possiamo comunque comprendere almeno alcune ragioni. In entrambi i casi le istruzioni sottolineano la sovranità delle vie di Dio. La gente deve fare come Lui comanda, anche se non si comprende. E in entrambi i casi l'atto di lavare simboleggia la purificazione. In questo modo la guarigione viene collegata allo scopo più ampio della salvezza di Dio e del regno di Dio, che include sia la guarigione che la purificazione, in particolare la purificazione dal peccato. In sintesi, la guarigione del cieco da parte di Gesù è collegata alla guarigione di Naaman nell'Antico Testamento tramite il profeta Eliseo. Questo collegamento conferma che l'opera di Gesù adempie gli atti di guarigione nell'Antico Testamento, e inoltre che Gesù adempie la funzione del profeta nell'Antico Testamento.

La serie dei cerchi di implicazioni è riassunta nella figura 18.

Ancora una volta, il cerchio che include la diffusione del Vangelo in Atti include anche noi. Il miracolo di Gesù che guarisce il cieco implica che ciascuno di noi dovrebbe ricevere la vista spirituale da Cristo e poter veder "brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo" (2 Corinzi 4:6). Tutti questi aspetti mostrano la gloria di Dio e la ricchezza della sua grazia e saggezza, attraverso le epoche del mondo.

Connessioni tematiche multipleModifica

Altri miracoli di Gesù mostrano una simile molteplicità di connessioni. Si svolgono sullo sfondo dell'opera di creazione e provvidenza di Dio; risuonano con miracoli, promesse e altri temi nell'Antico Testamento; aspettano con impazienza la consumazione. Occuperemmo molto spazio se esplorassimo tutti questi tipi di connessioni con ogni miracolo. Per la maggior parte, nei restanti Capitoli ci concentreremo sulle connessioni con il fulcro della redenzione, che si trova nella crocifissione, morte, risurrezione e ascensione di Cristo. Includeremo anche brevi osservazioni sui modi in cui i miracoli di Cristo adempiono alle promesse dell'Antico Testamento ed ai relativi modelli di redenzione.

Miracolo di Cana, di Carl Bloch (1623)

NoteModifica

  Per approfondire, vedi Ecco l'uomo, Gesù e il problema di una vita, Indagine Post Mortem e Serie cristologica.
  1. Tutte le relative illustrazioni delle "figure" sono in Appendice B. Le didascalie e informazioni sono lasciate nell'originale (EN)
  2. Nella fig. 17 e successive illustrazioni dei "Cerchi di significato", il "cerchio" più interno è in realtà raffigurato come un "rettangolo arrotondato", per adattarsi meglio al testo inclusovi.
  3. "Gesù è Colui che realizza tutte le speranze d'Israele, Colui che porta nuova vita dall'argilla inerte con afflato e acqua dalla sua bocca" (Peter J. Leithart, Deep Exegesis: The Mystery of Reading Scripture, Baylor University Press, 2009, p. 73).
  4. Ibid., p. 72.
  5. Ibid., p. 73.