Italiano/Complementi diretti

Indice del libro

Obiettivi di apprendimento

  • Comprendere cos'è un complemento diretto
  • Saper riconoscere il complemento oggetto
  • Saper riconoscere i complementi predicativi

I complementi diretti sono espansioni che si collegano direttamente al predicato, senza bisogno di nessun altro elemento linguistico.

Nella grammatica italiana ci sono tre complementi diretti: il complemento oggetto, il complemento predicativo del soggetto e il complemento predicativo dell'oggetto.

Complemento oggetto

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Il complemento oggetto, detto anche espansione diretta, precisa l'oggetto dell'azione o dell'esperienza espressa dal verbo, unendosi direttamente al verbo senza l'aiuto di alcuna preposizione.

Ho mangiato la pasta.
Hai ritirato i soldi?
L'hai preso!

Talvolta il complemento oggetto può essere introdotto dalla preposizione di (o da una preposizione composta come del, delle, ecc.), che ha la funzione di articolo partitivo ed equivale a un po', alcuni. Per esempio:

Vorrei del tè. (= un po' di tè)
Stefano ha comprato delle rose. (= alcune rose)

  Approfondimento

Secondo la grammatica tradizionale, si usa l'espressione latina obiectum affectum quando il complemento oggetto è un oggetto già esistente, esterno all'azione descritta da predicato. Per esempio:

Luca mangia la torta.

Si parla invece di obiectum effectum quando l'oggetto è risultato dell'azione descritta dal predicato, come nella frase:

Il cuoco ha cucinato la torta.

Verbi transitivi

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Solo i verbi transitivi reggono il complemento oggetto, perché sono gli unici che permettono il passaggio diretto dell'azione del predicato dal soggetto all'oggetto. Per esempio:

Il nonno ha comprato lo yogurt.

I verbi intransitivi, viceversa, non accettano mai il complemento oggetto.

Tuttavia, nella lingua italiana ci sono dei costrutti che fanno eccezione a questa regola, nei quali quindi anche un verbo intransitivo regge il complemento oggetto: in questi casi si parla di complemento oggetto interno.[1] Può succedere quando il complemento oggetto e il verbo si formano dalla stessa radice, per esempio nella frase:

Vivere una vita felice.

Oppure quando il verbo e il complemento condividono la stessa base semantica, per esempio nella frase:

Dormire il sonno del giusto.

Complementi predicativi

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I complementi predicativi sono nomi o aggettivi che si riferiscono al soggetto o al complemento oggetto, e hanno la funzione di completare il significato del verbo del predicato.

Complemento predicativo del soggetto

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Il complemento predicativo del soggetto è un nome o un aggettivo che si riferisce al soggetto, con cui concorda morfologicamente, ma che dipende dal predicato verbale.

Clara giocava felice.
Sono stato giudicato colpevole di un crimine che non ho commesso.
Alessandro venne soprannominato il grande.

Qualsiasi verbo può reggere un predicativo del soggetto. Tuttavia, ci sono alcuni verbi che, per avere un senso compiuto, richiedono obbligatoriamente il complemento predicativo del soggetto. Sono detti verbi copulativi e possono essere suddivisi nei quattro gruppi:

  • verbi effettivi (apparire, sembrare, diventare, ecc.),
  • verbi appellativi alla forma passiva (chiamare, soprannominare, ecc.),
  • verbi elettivi alla forma passiva (eleggere, nominare, ecc.),
  • verbi estimativi alla forma passiva (stimare, giudicare, ecc.).

Predicativo del soggetto e predicato nominale

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Il predicativo del soggetto non deve essere confuso con la parte nominale (o nome del predicato) di un predicato nominale. Il predicato nominale è sempre composto da una voce del verbo essere che ha la funzione di copula, per esempio:

Il mare era blu.

Il predicativo del soggetto invece, come si è visto, è introdotto da verbi copulativi,[2] come nella frase:

Il mare apparve blu.

Oppure da qualsiasi altro verbo:

Il mare si fece blu.

Complemento predicativo dell'oggetto

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Il complemento predicativo dell'oggetto è invece un nome o un aggettivo che si riferisce all'oggetto, con cui concorda morfologicamente, ma che dipende dal predicato verbale.

Considero Alessandro inaffidabile.
Hai reso felice Marta.
I parlamentari elessero Enrico De Nicola presidente.

Gli stessi verbi che, alla forma passiva, richiedono un predicativo del soggetto per avere un senso compiuto, alla forma attiva necessitano di un complemento predicativo dell'oggetto.

Complementi predicativi e attributo

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I complementi predicativi si distinguono dall'attributo perché, mentre quest'ultimo dipende da un nome, i complementi dipendono da un predicato. Di conseguenza, nella frase:

Giulia è una ragazza intelligente.

l'aggettivo intelligente è un attributo, perché accompagna il nome ragazza, da cui dipende. Invece nella frase:

Giulia è considerata intelligente.

l'aggettivo intelligente è un complemento predicativo del soggetto, perché dipende da un verbo estimativo alla forma passiva (essere considerata).

  1. Elisa De Roberto, oggetto, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Enciclopedia dell'Italiano, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011. URL consultato il 30 settembre 2021.
  2. Complemento predicativo, su Accademia della Crusca. URL consultato il 30 settembre 2021.