Italiano/Aggettivo

Archives (2).png Obiettivi di apprendimento

  • Comprendere le funzioni degli aggettivi
  • Saper riconoscere un aggettivo qualificativo
  • Conoscere gli aggettivi determinativi e saperli riconoscere

Funzioni dell'aggettivoModifica

  Definizione

L'aggettivo è la parte variabile del discorso che accompagna il nome e lo qualifica o lo determina.

Gli aggettivi concordano nel genere e nel numero con il nome a cui si riferiscono e svolgono principalmente due funzioni:

  • la funzione predicativa, quando l'aggettivo è correlato al verbo essere (es.: Quel libro è mio; Marco è alto);
  • la funzione attributiva, quando modifica il significato di un nome (o un pronome) in un sintagma nominale (es.: Ho pranzato in un buon ristorante).

Sono inoltre classificati in due gruppi:

  • aggettivi qualificativi,
  • aggettivi determinativi o indicativi, a loro volta suddivisibili in varie sottoclassi.

Aggettivi qualificativiModifica

Gli aggettivi qualificativi specificano una qualità o una caratteristica del nome.

una quercia imponente
il bambino biondo
le rose rosse
cantanti stonati

In base alle desinenze, gli aggettivi qualificativi possono essere distini in tre classi, indicate nella tabella.

I classe II classe III classe
Singolare alt-o (maschile)
alt-a (femminile)
semplic-e
(maschile e femminile)
ipocrit-a
(maschile e femminile)
Plurale alt-o (maschile)
alt-a (femminile)
semplic-i
(maschile e femminile)
ipocrit-i
(maschile e femminile)

C'è poi una quarta classe di aggettivi invarianti, che non cambiano forma al variare del genere e del numero. In questa classe rientrano alcuni aggettivi di colore, per esempio:

l'occhio blu
gli occhi blu

I gradi dell'aggettivo qualificativoModifica

Gli aggettivi qualificativi possiedono diversi gradi, che ne indicano l'intensità.

Il grado positivo indica la qualità senza specificarne una misura. Per esempio:

La stanza è sporca.

Il grado comparativo stabilisce invece un confronto tra due o più elementi. Può essere:

  • comparativo di maggioranza, quando il primo elemento possiede una qualità in misura maggiore rispetto a un altro (es.: Stefano è più alto di Mattia);
  • comparativo di minoranza, quando il primo elemento possiede una qualità in misura minore rispetto a un altro (es.: Mattia è meno alto di Stefano);
  • comparativo di uguaglianza, quando i due elementi possiedono in misura uguale una stessa qualità (es.: Stefano è alto come Dario).

Il grado superlativo indica che il nome possiede una determinata qualità in misura massima. Si distinguono:

  • il superlativo relativo, quando un nome possiede una qualità al massimo grado all'interno di gruppo definito (es.: Giorgio è il più alto della squadra);
  • il superlativo assoluto, quando un possiede una qualità al massimo grado, oltre ogni confronto (es.: È un grattacielo altissimo).

Il superlativo relativo, in particolare, si forma con

Il superlativo assoluto si forma invece aggiungendo alla radice dell'aggettivo il suffisso -issimo:

bell-o / bell-issimo
grand-e / grand-issima

Fanno eccezione alcuni aggettivi che hanno il tema in -r, che formano il superlativo assoluto aggiungendo il suffisso -errimo. Ecco alcuni esempi:

celebre / celeberrimo
acre / accerrimo
salubre / saluberrimo
integro / integerrimo

Alcuni aggettivi qualificativi, infine, oltre alle forme regolari di comparativo e di superlativo, si usano anche forme speciali derivata da radici diverse da quelle del grado positivo. Queste forme, elencate nella tabella qui sotto, sono dette organiche.

Positivo Comparativo
di maggioranza
Superlativo relativo Superlativo assoluto
buono più buono
migliore
il più buono
il migliore
buonissimo
ottimo
cattivo più cattivo
peggiore
il più cattivo
il peggiore
cattivissimo
pessimo
grande più grande
maggiore
il più grande
il maggiore
grandissimo
massimo
piccolo più piccolo
minore
il più piccolo
il minore
piccolissimo
minimo
alto più alto
superiore
il più alto
il superiore
altissimo
supremo, sommo
basso più basso
inferiore
il più basso
l'inferiore
bassissimo
infimo/imo
esterno più esterno
esteriore
il più esterno
l'esteriore
estremo
interno più interno
interiore
il più interno
interiore
intimo

Aggettivi determinativiModifica

Gli aggettivi determinativi, come suggerisce il termine, contribuiscono a determinare meglio il nome. A loro volta possono essere classificati nelle sottocategorie che seguono.

Aggettivi possessiviModifica

Gli aggettivi possessivi specificano il possessore di un oggetto. Per esempio:

Prestami la tua matita.
Quelle scarpe sono sue.

In base alla radice viene specificata la persona a cui si riferiscono, mentre la desinenza concorda nel genere e nel numero con il nome a cui si riferiscono. Unica eccezione è loro, che rimane invariato. Si veda la tabella seguente.

Persona Singolare Plurale
I singolare Maschile mio miei
Femminile mia mie
II singolare Maschile tuo tuoi
Femminile tua tue
III singolare Maschile suo suoi
Femminile sua sue
I plurale Maschile nostro nostri
Femminile nostra nostre
II plurale Maschile vostro vostri
Femminile vostra vostre
III plurale loro loro

Quando il soggetto e il possessore sono la stessa persona, si può usare l'aggettivo proprio:

Ogni studente deve scrivere sul proprio quaderno.

L'aggettivo invariabile altrui si usa per indicare un possessore non bene identificato.

Devi rispettare le cose altrui.

Aggettivi numeraliModifica

Gli aggettivi numerali indicano una quantità o una posizione precisa del nome a cui si riferiscono. Possono essere di tre tipi diversi.

Gli aggettivi numerali cardinali indicano la quantità numerica, per esempio due, dieci, ventidue ecc. Questi aggettivi non concordano nel genere e nel numero con il nome a cui si riferiscono.

Ho comprato tre mele e quattro arance.
I piazza sfilarono ventimila persone.

Gli aggettivi numerali ordinali indicano invece la posizione esatta di un elemento in una fila ordinata, per esempio primo, secondo, tredicesimo, centoventesimo, ecc. A differenza degli ordinali, i cardinali concordano nel genere e nel numero con il nome a cui si riferiscono.

Devi bussare alla terza porta a destra.
Complimenti, lei è il nostro milionesimo cliente.

Si considerano aggettivi numerali cardinali anche ultimo, penultimo, terzultimo ecc.

L'ultima stanza è occupata dal dottor Rossi.

Gli aggettivi numerali moltiplicativi indicano quante volte una quantità è più grande di un'altra. Sono esempi doppio, triplo, quadruplo e quintoplo, dopo di che si tente a usare le forme sei volte, sette volte ecc.

L'acrobata fece un doppio salto mortale.
Ha comprato una confezione doppia di biscotti.

Aggettivi dimostrativiModifica

Gli aggettivi dimostrativi indicano un oggetto mostrandone la posizione nello spazio, e più precisamente la lontananza o la vicinanza rispetto a chi parla e a chi ascolta. Sono tre: questo, codesto, quello. Gli aggettivi dimostrativi, inoltre, non sono mai preceduti dall'articolo.

L'aggettivo questo indica qualcuno o qualcosa che è vicino, nello spazio e nel tempo, a chi parla:

Dovresti leggere questo libro.
Questo maglione è mio.

L'aggettivo codesto, oggi poco utilizzato, indica qualcuno o qualcosa che è vicino, nello spazio e nel tempo, a chi ascolta:

Potresti passarmi codesto libro?

L'aggettivo quello indica indica qualcuno o qualcosa che è lontano, nello spazio e nel tempo, sia dchi parla sia da chi ascolta:

Dobbiamo prendere quella scala.
Domani andremo a quel nuovo centro commerciale.

Aggettivi identificativiModifica

Gli aggettivi identificativi indicano identità o uguaglianza tra persone o cose. Sono classificabili in questa categoria gli aggettivi stesso e medesimo.

Io e Marta abbiamo gli stessi amici.
Hanno solo scarpe del medesimo colore.

Aggettivi indefinitiModifica

Gli aggettivi indefiniti indicano una quantità o una qualità del nome, che però non viene precisata ma rimane, appunto, indefinita.

Tra gli aggettivi indefiniti che indicano una quantità ci sono: poco, alquanto, vario, parecchio, tanto, molto, troppo, altrettanto ecc.

In casa ho troppe scarpe.
Luca ha sempre avuto pochi amici.

Tra gli aggettivi indefiniti che indicano una totalità ci sono: tutto, nessuno, alcuno.

Mi piacciono tutti i tuoi disegni.

Tra gli aggettivi indefiniti che indicano una unità ci sono: ogni, qualche, ciascuno, certo, tale, altro.

Vado a scuola ogni giorno.

Tra gli aggettivi indefiniti che indicano una qualità indeterminata ci sono: qualunque, qualsiasi, qualsivoglia.

Mi va bene qualsiasi decisione.

Aggettivi interrogativi ed esclamativiModifica

Gli aggettivi interrogativi vengono usati nelle domande, dirette o indirette, per chiedere informazioni sul nome a cui si riferiscono. Rientrano in questa categoria: quale, che, quanto.

Quale colore preferisci?
Che città hai visitato questa estate?
Non mi ha mai detto quanti anni ha.

Gli stessi aggettivi possono essere usati anche per introdurre un'esclamazione. In questo caso si parla di aggettivi esclamativi.

Quale stupidaggine mi tocca sentire!
Che bel disegno!
Quanti soldi ha speso Bruno!