Pensare Maimonide/Angeli secondo Maimonide

Indice del libro
Statua di Maimonide a Cordova (particolare)

Gli angeli secondo l'interpretazione di MaimonideModifica

Nel considera e re l'interpretazione degli angeli da parte di Maimonide, troviamo che, sebbene egli dia al termine ebraico malakh molti significati, il significato che si rifiuta di dare è quello di un essere con esistenza indipendente e continuativa, inviato in missione da Dio agli esseri umani.[1] In effetti, senza confrontarsi mai direttamente con la materia, Maimonide elimina dall'ebraismo il concetto antropomorfico degli angeli così prominente nella Scrittura e nella letteratura rabbinica.[2] La sua depersonificazione degli angeli[3] sembra essere un chiaro tentativo per distanziarsi dalla cultura ebraica predominante del suo tempo, cioè l'ebraismo insegnato apparentemente come normativo da molti, se non tutti, i suoi colleghi rabbini del Nordafrica e del Medio Oriente.[4]

In gran parte dei punti in cui Maimonide ha occasione di discutere sulla natura degli angeli, egli interpreta il termine come fosse il modo biblico-rabbinico di chiamare quelle entità chiamate "intelletti separati" nella tradizione di quell'aristotelismo neoplatonizzato di cui era erede.[5] Esaminiamo ora un paio di testi chiave, uno dalla Mishneh Torah ed uno dalla Guida dei perplessi,[6] in cui ciò diviene chiaro.

Maimonide dedica gran parte del secondo capitolo di "Leggi della Fondamenta della Torah" ad una discussione sugli angeli. Nel paragrafo 3 scrive:

« Tutto ciò che il Santo, che Egli sia benedetto, creò nel Suo universo è compreso in tre divisioni. Alcune sono creature che consistono di materia e forma, continuamente soggette a generazione e corruzione... Altre sono creature che consistono di materia e forma che tuttavia... cambiano da un corpo all'altro o da una forma all'altra... Ancor altre sono creature che consistono di forma senza materia. Queste sono gli angeli. Poiché gli angeli non sono corpi materiali, ma solo forme distinte tra loro. »

Gli angeli sono creature "che consistono di forma senza materia". Se così, allora non possono essere visteì o percepite dai sensi e Maimonide dedica il paragrafo 4 a spiegare che le descrizioni degli angeli nella Bibbia sono parabole.[7]

Solo la loro materia distingue le entità che condividono la stessa forma. Ma se gli angeli sono forma pura, come possono essere distinti tra loro?[8] Paragrafi 5 e 6 rispondono a tale domanda:

« In qual guisa sono differenti fra loro queste forme, dato che sono incorporee? La risposta è che non sono uguali nella natura della loro esistenza. Ciascuna di loro è sotto all'altra ed esistono grazie alla forza dell'altra, e così, per tutte, un angelo stando sopra all'altro. E tutti eistono per la potenza e bontà del Santo, che Egli sia benedetto... Quando diciamo che un angelo è sotto all'altro, ciò non intende una posizione nello spazio, come quando pensiamo ad un individuo che occupa una posizione più alta di un altro, ma ad una superiorità di rango, come quando si dice con riferimento a due studiosi, che uno dei quali ha più saggezza dell'altro, che egli è più alto di grado, o quando egli dice di una causa che è più alta dell'effetto. »

Questa spiegazione rende completa l'identità dell'angelo biblico con l'intelletto filosofico separato, come vedremo in seguito.

Nei paragrafi 7 e 8 Maimonide continua a descrivere gli angeli in termini appropriati agli intelletti separati, alle instanziazioni dell'emanazione tra Dio ed il mondo materiale:[9]

« La varietà dei nomi che gli angeli portano ha riferimento alla differenza del loro rango[10]... Questi dieci nomi, con cui gli angeli vengono chiamati, corrispondono ai loro dieci gradi.[11]... Al decimo grado appartiene la forma chiamata Ishim (ebr. אִישִׁים).[12] Sono gli angeli che parlano ai profeti[13] e appaiono loro nelle visioni profetiche. Sono quindi chiamati Ishim, perché il loro rango è vicino a quello dell'intelletto[14] degli esseri umani. Tutte queste forme vivono, conoscono il Creatore e posseggono conoscenza di Lui che è veramente grande — una conoscenza che corrisponde al rango di ciascuno, ma non [realmente] secondo la grandezza del Creatore. Anche il rango più alto non può ottenere una conoscenza della verità del Creatore come Egli è veramente; per far questo, la sua capacità è insufficiente. Ma apprende e conosce più del rango sotto di esso; e così via, lungo tutti i gradi, giù fino al decimo. Anche questo conosce Dio con una comprensione che gli esseri umani, che consistono di materia e forma, non possono ottenere. Ma nessuno di loro conosce il Creatore come Egli conosce Se stesso.[15] »

A quanto pare, si cisono esattamente dieci angeli.[16] Questi angeli apprendono Dio, ciascuno in un grado differente. Tale è la somma totale del loro "compito" come descritto in questo passo della Mishneh Torah.[17]

Nella Guida dei perplessi Maimonide continua ad identificare gli angeli con gli intelletti separati. Esamina inoltre il rapporto degli angeli biblici con gli intelletti separati filosofici: "Ora un capitolo che chiarisca che gli angeli non sono corpi viene prima in questo Trattato.[18] Ciò è quello che dice anche Aristotele. Ma c'è una differenza di termini; poiché egli parla di intelletti separati e noi parliamo di angeli".[19] Maimonide non potrebbe essere più chiaro; quelli che Aristotele (come veniva interpretato al tempo di Maimonide) chiamavaù intelletti separati, i testi ebraici chiamavano angeli — i due termini denotano le stesse entità.[20] Ma come può essere? Gli intelletti separati non fanno niente; esistono semplicemente, apprendendo Dio in gradi differenti di perfezione immutabile. Che idea cercava di proporre la Torah descrivendo gli intelletti separati come angeli? Maimonide dedica molta attenzione a questo problema.

Egli continua: "Quanto alla sua affermazione che questi intelletti separati sono anche intermediari tra Dio, che Egli sia glorificato, e gli esistenti, e che è tramite la loro intermediazione che le sfere sono in moto, il quale moto è la causa della generazione delle cose soggette a generazione: anche questo è l'insegnamento testuale di tutti i libri" (ii.6; p. 262). Aristotele (come lo interpretava Maimonide) insegna che gli intelletti separati sono intermediari tra Dio e il resto del mondo creato. È grazie a loro che le sfere roteano ed è il roteare delle sfere che produce tutto il cambiamento nel mondo sublunare.[21] Non solo Aristotele insegna ciò, ma è anche "l'insegnamento testuale [cioè il vero significato di] tutti i libri [biblici]". Maimonide continua:

« Poiché lì non troverai mai che un atto fu compiuto da Dio se non tramite un agelo. Ora tu sai già che il significato di angelo è messaggero. Di conseguenza, chiunque esegua un ordine è un angelo; cosicché i movimenti degli animali, anche quando questi esseri non sono razionali, si afferma nei testi della Scrittura che siano stati compiuti mediante un angelo, se il movimento fu prodotto secondo l'intenzione della divinità, che mise forza nell'essere vivente che lo mosse secondo tale mozione. »

La Torah cerca di insegnare la dottrina che Dio è la causa ultima (ma mai prossima) di tutto ciò che succede. Lo fa descrivendoLo che agisce tramite gli angeli. In tal modo, continua a spiegare Maimonide, il termine "angelo" può significare gli elementi (terra, acqua, aria, fuoco), i messaggeri umani, i profeti,[22] anche le forze che governano la fisiologia animale.[23] Di seguito nello stesso capitolo, il termine "angelo" si dice occsionalmente stia per intelletto e anche per immaginazione (ii.6; p.264).[24]

Ma la Torah non descrive forse Dio che conversa con gli angeli e persino li consulta? Possiamo percepire la rabbia di Maimonide verso coloro che prendono tali cose alla lettera, quando scrive:

« In tutti questi testi l'intenzione non è, come penserebbe l'ignorante, di asserire che [Dio] possa parlare, o che Egli, possa essere glorificato, abbia deliberazione o vista o consultazione o ricorso per aiuto all'opinione di qualcun altro. Poiché come potrebbe il Creatore cercar aiuto da quello che Egli ha creato? Piuttosto tutti questi testi affermano chiaramente che tutto ciò – incluse le varie parti di quello che esiste e finanche la creazione degli arti degli animali come essi sono – è stato fatto mediante l'intermediazione degli angeli. Dato che tutte le forze sono angeli. Quanto grandeè è la cecità dell'ignoranza e quanto dannosa! Se tu dicessi ad un uomo che è uno di quelli che si reputano i Saggi d'Israele che la divinità manda un angelo ad entrare nell'utero di una donna e vi forma il feto, egli sarebbe lieto di questa asserzione e l'accetterebbe e le considererebbe una manifestazione di grandiosità e potenza da parte della divinità e anche della Sua saggezza, che Egli sia glorificato. Ciononostante crederebbe anche allo stesso tempo che l'angelo sia un corpo formato da fuoco ardente e che la sua misura sia uguale a quella di una terza parte del mondo intero. Lo considererebbe possibile rispetto a Dio. Ma se tu gli dici che Dio ha messo nello spera una forza formatrice che modella gli arti e dà loro configurazione e che tale forza è un angelo, o che tutte le forme derivano dall'atto dell'Intelletto Attivo e che quest'ultimo è l'angelo e principe del mondo[25] costantemente citato dai Saggi, l'uomo si sottrarrebbe a questa opinione. (ii.6; p. 263) »

Il punto di Maimonide qui si riferisce ad uno dei suoi orientamenti fondamentali: egli considera più altamente un Creatore che crea un cosmo che funziona bene senza manipolazioni di un Creatore che deve costantemente "tirar fili e spingere bottoni" (secondo una famosa frase di Yeshayahu Leibowitz) per farlo funzionare.[26] La Torah esprime l'idea di forze naturali (che oggi chiameremo leggi della natura) per spiegare tutto ciò che accade nel cosmo in termini di entità antropomorfizzate chiamate angeli. Questo è uno dei molti modi in cui la Torah si adatta alle debolezze del suo pubblico.

L'apparente rabbi di Maimonide qui può essere meglio compresa nei seguenti termini: gran parte dei suoi interlocutori non avevano problemi ad accettare l'idea che Dio non avesse un corpo néé affetti umani. Quando la Torah descrive Dio in termini umani, ciò viene interpretato come esempio di dibrah torah kilshon benei adam ("la Torah adotta un linguaggio umano"). Perché la gente è disposta ad accettare questo e non che la Torah parla nello stesso modo umano, metaforico, quando descrive gli angeli?

Riassumendo la sua discussione, Mamonide scrive:

« Non c'è quindi nulla in quello che ha detto Aristotele su questo soggetto [cioè gli angeli] che non sia in accordo con la Legge. Tuttavia, un punto su cui non è d'accordo con noi in tutto ciò è costituito dalla sua credenza che tutte queste cose siano eterne e che esse procedano necessariamente da Lui, che Egli possa essere glorificato, in tal modo. (ii.6; p. 265) »

L'unica differenza tra l'intelletto separato aristotelico e l'angelo biblico è che il primo (come il resto del cosmo) è increato e il secondo (come il resto del cosmo) è creato.[27]

Il capitolo successivo serve sia a riassumere la discussione fin qui sia ad aggiungere nuovi importanti elementi:

« Abbiamo spiegato l'equivocità del termine angelo e che esso include gli intelletti, le sfere e gli elementi, in quanto tutti loro eseguono ordini. Non pensare però che le sfere o gli intelletti abbiano lo stesso rango come le altre forze corporee che sono cosa di natura e non apprendono i loro atti. Poiché le sfere e gli intelletti aprendono i loro atti, scelgono liberamente e governano, ma in un modo che non è come il libero arbitrio e il nostro governare, ma in un modo che non é come il libero arbitrio e il nostro governare, che tratta completamente con cose che sono prodotte di nuovo.[28] La Torah ha nel suo testo espresso svariate nozioni che hanno attirato la nostra attenzione su ciò. Pertanto gli angeli dicono a Lot: "Perché io non posso far nulla" e così via (Gen. 19:22); e di nuovo per salvarlo, gli dice: "Ecco, ti ho favorito anche in questo" (Gen. 19:21). La Scrittura dice anche: "Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il Mio nome[29] è in lui" (Esodo 23:21).[30] Tutto ciò ti indica che essi[31] apprendono i loro atti e hanno volontà e libero arbitrio rispetto al governo dato loro, proprio come noi abbiamo il libero arbitrio rispetto a ciò che dalle fondamenta della nostra esistenza ci è stato dato e assegnato alle nostre facoltà. Soltanto che a volte noi facciamo cose che sono più difettose di altre, e il nostro governare e le nostre azioni sono precedute da privazioni; mentre gli intelletti e le sfere non sono così, ma sempre fanno ciò che è buono, e solo ciò che è buono sta con loro, come spiegheremo in diversi capitoli; e tutto ciò che hanno esiste sempre nella perfezione e in actu da quando sono venuti ad esistere.[32] »

Il punto principale di questo brano sembra essere che gli angeli (quando interpretati ncome sfere e intelletti separati) godono di una forma di libertà simile a quella degli esseri umani e finanche superiore. Tale questione, ed il relativo problema se tale affermazione contraddica ciò che Maimonide scrisse nel suo quinto principio ("poiché tutti questi hanno le loro attività impresse in loro"), non ci deve far trattenere qui ora. È più importante per i nostri scopi concentrarci su un punto a cui si allude soltanto nel succitato passo. L'uso da parte di Esodo 23:21 da parte di Maimonide è degno di nota e dobbiamo esaminarlo. Il passo completo (versetti 20-6) è il seguente:

« Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il Mio nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e fai quanto ti dirò, Io sarò il nemico dei tuoi nemici e l'avversario dei tuoi avversari. Quando il Mio angelo camminerà alla tua testa e ti farà entrare presso l'Amorreo, l'Hittita, il Perizzita, il Cananeo, l'Eveo e il Gebuseo e Io li distruggerò, tu non ti prostrerai davanti ai loro dei e non li servirai; tu non ti comporterai secondo le loro opere, ma dovrai demolire e dovrai frantumare le loro stele. Voi servirete al Signore, vostro Dio. Egli benedirà il tuo pane e la tua acqua. Terrò lontana da te la malattia. Non vi sarà nel tuo paese donna che abortisca o che sia sterile. Ti farò giungere al numero completo dei tuoi giorni. »
(Esodo 23:20-6)

Chi è l'angelo, in cui si trova il nome di Dio e che fu inviato da Dio a custodire il popolo di Israele in cammino verso la Terra Santa? Un passo del Talmud (San. 38b) offre una risposta:

« Una volta un settario disse a Rabbi Idith: Sta scritto, "Poi Dio disse a Mosè: «Sali verso il Signore, [tu ed Aaronne, Nadab e Abihu e settanta degli anziani d'Israele, e adorate da lontano; poi Mosè si avvicinerà all'Eterno; ma gli altri non si avvicineranno, né salirà il popolo con lui]»" (Esodo 24:1-2). Di certo avrebbe dovuto dire: "Sali verso di Me"!
Rabbi Idith rispose: "Questo[33] è Metatron, il cui nome è come quello del suo signore,[34] poiché sta scritto: "[Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione,] perché il Mio nome è in lui. [Se tu ascolti la sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l'avversario dei tuoi avversari]" (Esodo 23:20-2).
Ma se è così, [rispose il settario] dovremmo adorare lui![35]
Rabbi Idith rispose: Lo stesso versetto, tuttavia, dice "Non ribellarti [tamer] a lui", cioè Non scambiarlo per Me [temireni].
Ma allora, se è così, [controbattè il settario] perché si afferma: "egli non perdonerebbe la vostra trasgressione" (Esodo 23:21)?[36] Egli [Rabbi Idith] rispose: In effetti non lo accetteremmo neanche come messaggero, poiché sta scritto: "[Mosè disse al Signore: «Vedi, tu mi ordini: Fà salire questo popolo, ma non mi hai indicato chi manderai con me; eppure hai detto: Ti ho conosciuto per nome, anzi hai trovato grazia ai miei occhi. Ora, se davvero ho trovato grazia ai tuoi occhi, indicami la tua via, così che io ti conosca, e trovi grazia ai tuoi occhi; considera che questa gente è il tuo popolo». Rispose: «Io camminerò con voi e ti darò riposo». Riprese:] «Se tu non camminerai con noi, [non farci salire di qui. 16 Come si saprà dunque che ho trovato grazia ai tuoi occhi, io e il tuo popolo, se non nel fatto che tu cammini con noi? Così saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla terra»" (Esodo 33:12-16).[37] »

Questo è uno dei pochi punti nel Talmud dove Metatron viene citato per nome.[38] Il testo qui sembra indicare chiaramente che alcuni rabbini capissero il pericolo di un'adorazione a Metatron e cercarono di combatterlo. Ma per i nostri scopi il testo è importante per un altro motivo: ci permette di vedere Maimonide rimpiazzare silenziosamente e discretamente un'interpretazione pericolosa con una più di suo gradimento. Il testo biblico è già abbastanza problematico: Dio mette il Suo nome in un angelo,[39] da a tale angelo il potere di perdonare o meno le trasgressioni, e delega a tale angelo il compito di guidar fuori dal deserto gli ebrei e condurli in Terra d'Israele! Il Talmud fa un ulteriore passo avanti, dicendoci che questo angelo è Metatron, lo stesso Metatron che il tanna Elisha ben Abuyah pensò fosse un secondo Dio.

Maimonide usa il passo di Esodo per ricordarci che la definizione essenziale di un angelo è un'entità (impersonale) che esegue ordini divini (come "gli intelletti, le sfere e gli elementi"). Nella misura in cui si possa dire che Metatron esiste, egli non è un vice-reggente di Dio, ma parte dello schieramento naturale mediante cui Dio saggiamente ordina il cosmo. Il punto viene evidenziato in un altro capitolo della Guida (i.64; p. 156), in cui Maimonide spiega "il Mio nome è in lui" a significare "che egli è uno strumento della Mia volontà e volere".[40]

Maimonide usa il passo di Esodo in un altro punto della Guida (ii.34; p. 366). Anche qui lo vediamo che discretamente mina il quadro standard degli angeli in generale e di Metatron in particolare:

« In merito al testo che sta nella Torah, cioè "Ecco, io mando un angelo davanti a te", e così via (Esodo 23:20) — il significato di quel testo è quello spiegato nel Deuteronomio,[41] cioè che Dio disse a Mosè nel Raduno al Monte Sinai: "Io susciterò loro un profeta" e così via (Esodo 23:21).[42] Prova di ciò sta nel Suo dire in merito a tale angelo: "Stai attento davanti a lui e ubbidisci alla sua voce" ecc. (Esodo 23:21). Ora non c'è dubbio che questa ingiunzione è indirizzata solo alla moltitudine. Un angelo, tuttavia, non si manifesta alla moltitudine e non le dà ordini e proibizioni; di conseguenza non le si può ordinare di non disobbedirlo. Perciò, il significato di questo dictum è che Egli, che sia lodato, fece conoscere alle genti che ci sarebbe stato un profeta tra loro che sarebbe stato visitato da un angelo e che gli avrebbe parlato e gli avrebbe dato ordini e proibizioni. Pertanto Dio ci proibì di disobbedire tale angelo le cui parole il profeta ci avrebbe trasmesso. È reso chiaro nel Deuteronomio,, dicendo: "A lui darete ascolto" (Deut. 18:15). E dice anche: "Se qualcuno non ascolterà le parole, che egli dirà in Mio nome" e così via (Deut. 18:19) — questa essendo la spiegazione del dictum: "Poiché il Mio nome è in lui" (Esodo 23:21). Tutto ciò semplicemente per insegnare loro questo: questo grande raduno che avete visto – voglio dire il Raduno al Monte Sinai – non sarà qualcosa che rimarrà con voi permanentemente, e in futuro non ci sarà nulla di simile; e non ci sarà permanentemente un fuoco ed una nube, come stanno ora sempre sul tabernacolo.[43] Tuttavia un angelo che invierò ai vostri profeti conquisterà per voi la nazione, vi preparerà la terra e vi farà sapere ciò che dovrete fare. Vi farà sapere quello a cui vi potrete avvicinare e quello che dovrete evitare. In tal modo il principio fondamentale fu dato, che io non ho mai cessato di spiegare, cioè che ad ogni profeta eccetto Mosè nostro Maestro la rivelazione profetica proviene tramite un angelo. Sappilo. »

Il punto di questo passo è abbastanza chiaro. In Esodo 23, il termine angelo in realtà significa "profeta". Il passo non parla affatto di un vice-reggente angelico come Metatron, poiché non parla proprio per niente di angeli. Maimonide aggiunge un altro punto qui degno di nota: gli angeli sono visti solo dai profeti. Ma, come sappiamo, i profeti non "vedono" veramente cose che esistono al di fuori delle loro visioni, sogni, o trance.[44]

Nel primo Capitolo di questo nostro studio antologico abbiamo visto che Maimonide era disposto a tollerare vedute erronee circa la natura del kavod e della shekhinah di Dio. Così, anche nel caso degli angeli, egli osserva nel suo Trattato sulla Resurrezione che agli ignoranti si possono perdonare le rispettive opinioni:

« Pertanto, credo che gli angeli non siano corpi... Se ad uno dei sempliciotti non aggrada accettare questo e preferisce credere che gli angeli siano corpi e persino mangino... Non m'importa. Magari fosse questa l'estensione della loro ignoranza... Se un cafone... mi condanna perché penso che gli angeli... sono separati dalla materia e liberi da essa, non ho rimostranze contro di lui.[45] »

Le persone che credono nella natura corporea degli angeli sono sempliciotti ignoranti e cafoni. Prendendolo in parola, e non vedo perché no, per Maimonide chiunque interpreti letteralmente i resoconti biblici e rabbinici sugli angeli, nonché gli autori di molte preghiere e piyutim (e coloro che le prendono alla lettera quando le recitano), gli autori di molti testi Heikhalot e persino Saadya Gaon e Yehuda Ha-Levi, sono tutti sempliciotti ignoranti e cafoni.[46]

ConclusioneModifica

Maimonide visse in un mondo in cui c'erano solo due "cose": Dio e tutta la creazione.[47] La creazione "funziona" grazie a forze impersonali, nessuna delle quali ha una volontà sua propria. I contemporanei di Maimonide, d'altra parte, vivevano in un mondo colmo di forze personali: demoniche, angeliche, magiche ed astrologiche. L'insistenza da parte di Maimonide che gli intelletti separati non hanno volontà deve essere compresa nell'ambito di questo contesto, come anche la sua opposizione intransigente contro tutti gli intermediari tra umani e Dio (come viene espresso nedl quinto dei suoi Tredici Principi). Una visione che imputa volontà ad ogni sorta di agenti tra Dio e gli esseri umani invita la propiziazione di tali agenti. Da lì il passo verso l'idolatria è veramente breve. Tuttavia, in aggiunta a queste importanti considerazioni esiste un altro problema: ripopolare i cieli porta ad un affollamento metafisico, affollamento profondamente in contrasto con l'austero desiderio austero ockhamita di Maimonide che desiderava un universo semplice ed elegante.

Di tutte le nozioni affrontate in questo suo libro, la sovversione[48] da parte di Maimonide della nozione tradizionale degli angeli può forse essere la più radicale. Maimonide riduce gli angeli ad ogni singola forza causale in natura. Pertanto trasforma un aspetto prominente dell'altromondo in uno che significa semplicemente "natura". Un termine che veniva usato nel discorso comune a significare il soprannaturale assume il significato direttamente opposto nelle mani di Maimonide: il mondo della natura e dei processi naturali. Il mondo di Maimonide, rispetto a quello di molti dei suoi contemporanei rabbinici, fu demitizzato, deontologizzato — in altre parole, depaganizzato.[49]

  Per approfondire, vedi Essenza trascendente della santità, Guida maimonidea e Torah per sempre.

NoteModifica

  1. In questo, come in tante altre questioni, il progetto complessivo di Maimonide può essere compreso come una traduzione nel senso seguente: prendendo termini da testi classici, egli li svuota tutti (o quasi tutti) del loro significato originale e li ricolma, per così dire, di nuovi significati. Maimonide però era invece convinto di star esprimendo il significato originale, pristino e incontaminato, dei termini.
  2. Howard Kreisel arriva a riassumere la posizione di maimonide sugli angeli in questo modo: "Gli intelletti separati, insieme alle sfere celesti e agli esistenti e forze naturali del mondo sublunare sono gli "angeli" di cui si parla nella Bibbia e nella letteratura rabbinica secondo Maimonide. I soli esistenti non considerati da lui come angeli sono gli "angeli" come vengono presentati letteralmente. Tali creature non esistono nella sua ontologia. Maimonide considera le descrizioni bibliche e rabbiniche degli angeli come rappresentazioni immaginative, primariamente degli intelletti separati" (Kreisel, "Moses Maimonides", 255). James A. Diamond fornisce strette interpretazioni di svariati passi di Maimonide sugli angeli nella Guida; si veda il suo Maimonides and Hermeneutics of Concealment, 49, 58-9, 107-13. Una volta ho sentito la professoressa Hannah Kasher (Bar-Ilan University) affermare in una lezione che Maimonide ignora semplicemente il motif midrashico popolare di angeli quali principi delle nazioni.
  3. Un buon esempio in merito è il suo trattamento di Satana; si veda Guida i.2 (pp. 23-6) e iii.22 (pp. 486-90).
  4. Data l'importanza degli angeli come intercessori tra esseri umani e Dio nella letteratura Heikhalot, l'asserzione di Maimonide in Guida iii.23 (p. 493) che i passi biblici che indicano che gli angeli intercedono per effettuare cure di persone inferme devono essere presi come parabole, è di speciale interesse.
  5. Per un contesto sulla nozione degli intelletti separati in generale, si vedano gli studi di H.A. Wolfson, "Problem of the Souls of the Spheres" e "Plurality of Immovable Movers". Cfr. anche Grant, Planets, Stars, and Orbs, 471. Per un contesto musulmano sull'identità degli angeli con gli intelletti separati, si veda la nuova traduzione di Guida, i.49 n. 1 (p. 110) di Michael Schwarz. L'identificazione da parte di Maimonide degli angeli della Scrittura con gli intelletti separatinon fu senza precedenti nell'ebraismo. Abraham ibn Daud (ca. 1110-80) affermò lo stesso. Si veda Eran, From Simple Faith, 187-206, e T.A.M. Fontaine, In Defence of Judaism, 119-26. Le affermazioni di Maimonide vennero a volte contestate. Shem Tov ibn Shem Tov riconosce che Maimonide identificò gli angeli della Bibbia con gli intelletti separati dei filosofi e poi lo critica duramente per questo; si veda Ibn Shem Tov, Sefer ha’emunot, parte (sha’ar) 4, cap. 1, pp. 24b-26b.’ Per esempi di critiche più moderate contro l'identificazione da parte di Maimonide degli angeli con gli intelletti separati nel XV secolo, si veda Kellner, "Gersonides and his Cultured Despisers.
  6. Per studi sull'interpretazione della natura degli angeli da parte di Maimonide, si vedano Blumberg, "Separate Intelligences" e Goodman, "Maimonidean Naturalism". Inoltre pertinente col nostro tema sono Heller, "Essence and Purpose" e Langermann, "Maimonides' Repudiation of Astrology".
  7. Si confronti anche quanto segue nella Guida (i.49; pp. 108-9): "I Saggi in Genesis Rabbah dicono: «'La spada fiammeggiante che rotea tutt'intorno' (Gen. 3:24) viene chiamata così con riferimento al versetto 'i suoi messaggeri e una fiamma di fuoco' (Salmi 104:4). [L'espressione] 'che rotea tutt'intorno' allude al fatto che a volte si trasformano in uomini, a volte in donne, a volte in spiriti e a volte in angeli.» Mediante questo dictum hanno reso chiaro che gli angeli non sono dotati di materia e che fuori dalla mente non hanno una forma corporea fissa. ma che tutte queste forme devono solo essere percepite nella visione di profezia a conseguenza dell'azione dalla capacità immaginativa, come verrà menzionato in connessione con la nozione della vera realtà della profezia." Si veda anche Guida ii.6 (p. 265).
  8. Guida ii, introd. (p. 237): "La sedicesima premessa: In qualunque cosa non sia un corpo, la molteplicità non può essere riconosciuta dall'intelletto, a meno che la cosa in questione sia una forza in un corpo, poiché allora la molteplicità delle forze individuali sussisterebbe in virtù della molteplicità delle materie o sostanze in cui queste le forze devono essere trovate. Quindi nessuna molteplicità può essere riconosciuta dall'intelletto nelle cose separate, che non sono né un corpo né una forza in un corpo, tranne quando sono cause ed effetti."
  9. Sul rapporto emanativo tra Dio e gli intelletti separati, si veda Guida iii.47 (p. 577): "Ci sono anche altri esseri che sono separati dalla materia e non sono corpi, verso cui il Suo essere, che Egli possa essere glorificato, trabocca – cioè gli angeli, come abbiamo spiegato.
  10. Sui nomi dati a questi angeli da Maimonide, si veda Blumenthal, "Maimonides on Angel Names"
  11. Su questi dieci livelli di esistenza angelica, si veda Idel, "World of Angels", 62.
  12. Lett. "uomini". Moshe Idel ci ricorda che ishim = intelletto attivo, che in Guida ii.6 (p. 264) = "il Principe del Mondo", che in altri contesti può riferirsi all'angelo Metatron. Presumendo che ci sia qui più di una coincidenza interessante,la prendo come un'altra espressione dello sforzo maimonideo di "demitizzare" l'ebraismo. Metatron, lungi dall'essere un pretendente al trono di Dio, diventa un intelletto separato disincarnato, in effetti il "più basso" di tutti loro, non avendo una sua propria volontà ed esistendo soltanto per trasmettere le emanazioni che riceve dall'alto. Si veda Idel, "Enoch is Metatron", 167 n. Ulteriormente sui probabili indizi che si riferiscono a Metatron in Maimonide, e il suo sottile tentativo di disinnescare la situazione, si veda successivamente, nella mia discussione di Guida ii.7.
  13. Come risulta evidente nel resoconto di Maimonide sulla profezia nella Guida (i.32-48), gli angeli "parlano" ai profeti nel senso che i profeti apprendono verità dalle emanazioni intellettuali prodotte costantemente e naturalmente dagli intelletti separati. Per una discussione chiarificatrice e molto utile in merito, si veda Samuelson, Gersonides on God's Knowledge, 284-6. Samuelson spiega che l'intelletto attivo funziona come una emittente radio, trasmettendo ("emanando") a tutti, mentre i profeti sono come individui che hanno riceventi radio altamente sintonizzate. Si veda anche Guida iii.45 (p. 577). in cui Maimonide evidenzia l'esistenza di angeli come condotti di profezia, ma non suoi originatori. Per una discussione completa, si veda il capitolo su Maimonide in Kreisel, Prophecy.
  14. Ebraico: da’at. Si veda Septimus, "What Did Maimonides Mean by Madda?", 90.
  15. Maimonide, Libro della Conoscenza, trad. Hyamson, 35b-36a.
  16. Limitando il numero di angeli (intelletti separati) a dieci, Maimonide silenziosamente polemizza contro l'affermazione tradizionale che il cielo è pieno di innumerevoli miriadi di angeli.
  17. Michael Fishbane sostiene che questi passi rivelano una certa familiarità con la letteratura Heikhalot. Se ciò è vero e Fishbane ha ragione, allora Maimonide sovverte i testi Heikhalot per i suoi scopi filosofici. Fishbane poi afferma: "È quindi alquanto paradossale nella storia delle idee che il linguaggio della filosofia religiosa, così desideroso di purificarsi dal pensiero antropomorfico, debba anche derivare dalla teosofia mistica — in cui la conoscenza della/e "Forma(/e) di Dio" è la massima saggezza. Qualsiasi capitolo sulle relazioni storiche tra i filosofi e le loro fonti devono tenere questo in mente. L'asserzione di Maimonide che tutte le manifestazioni divine sono "forme create" (tsurot nivraot) deve quindi essere vista in questa prospettiva. E questo è anche il contesto in cui dobbiamo comprendere la sua dichiarazione che gli angeli sono "creati da forma" (beru’im tsurah), ma senza nessuna sostanza o corpo (cfr. Libro della Conoscenza, ["Leggi delle Fondamenta della Torah", 2:3]" (Fishbane, "Some Forms", 270).
  18. Guida i.49 (pp. 108-10).
  19. Guida ii.6 (p. 262); cfr. ii.2 (p. 253) e ii.18 (p. 302).
  20. Per una discussione esaustiva dei filosofi arabi medievali ed i loro insegnamenti in merito agli intelletti separati, si veda H.A. Davidson, Alfarabi, Avicenna, and Averroes on Intellect.
  21. Gli angeli (intelletti separati) si relazionano alle sfere e ai corpi celesti nella maniera in cui le anime si relazionano ai corpi nel mondo sublunare. Su questo, si veda MT "Leggi delle Fondamenta della Torah", 3:9. È importante ricordarsi che angeli, sfere e corpi celesti non funzionano come cause efficienti, ma come cause finali. Generano cambiamento nelle entità sotto di loro, non come agenti meccanici (come ci aspeteremmo in un universo newtoniano), ma come oggetti di adorazione da parte delle entità sotto di loro. Le sfere celesti non conoscono Dio in un modo freddamente spassionato, "scientifico", ma sono portati all'amore di Dio da tale conoscenza. Tale amore a sua volta fa loro desiderare di essere come Dio. La sfera più esterna "si muove per causa del suo amore per Dio" e, muovendosi, trasmette moto al resto dell'universo". L'amore fa girare il mondo, letteralmente! Su questo si veda Lewis, Discarded Image, 113.
  22. Vedi anche Guida i.15 (p. 41) e ii.42 (p. 390).
  23. Inclusa l'abilità di arrivare all'orgasmo, come sottolinea James Diamond nel suo Maimonides and the Hermeneutics of Concealment: Deciphering Scripture and Midrash in The Guide of the Perplexed (cfr. Guida, ii.6; p. 264). Per un possibile contesto caraita riguardo alla posizione di Maimonide sugli angeli come forze (naturali), si veda Pines, "God, the Divine Glory, and the Angels", 9.
  24. Ulteriormente sulla natura equivoca del termine "angelo" si veda Guida i.64 (p. 156). In iii.22 (p. 486-90) anche le inclinazioni buone e cattive sono chiamate angeli. Guida ii.7 (p. 266) – "Abbiamo spiegato l'equivocità del termine angelo e che esso include gli intelletti, le sfere e gli elementi, in quanto tutti loro eseguono ordini" – sarà discusso in seguito.
  25. Se questo "angelo e principe del mondo" è Metatron (vedi nota 12), allora qui abbiamo un testo in cui Maimonide insegna che Metatron è semplicemente un nome dell'Intelletto Attivo. L'Intelletto Attivo, naturalmente, non ha nessuna delle caratteristiche tradizionalmente associate agli angeli. Una volta ancora ci accorgiamo che Maimonide si dà da fare, sottilmente e senza fanfare, per "demitizzare" l'ebraismo dominante dei suoi tempi.
  26. Ci si riferisce esplicitamente nel suo Trattato sulla Risurrezione. Si veda Halkin e Artman, Epistles of Maimonides, 224: "È riconosciuto che evito il più possibile i cambiamenti nell'ordine fisico".
  27. Per altri testi pertinenti, si veda il cap. 14 in Maimonide, Trattato di Logica, trad. Efros, 63, ed il primo dei suoi Tredici Principi, in cui scrive: "Tutto delle Intelligenze, cioè gli angeli, e la materia delle sfere, è dipendente da Lui per la propria esistenza" (corsivo aggiunto). Si veda Blumenthal, Commentary, 142-3.
  28. Nel quinto dei Tredici Principi Maimonide afferma esplicitamente che gli intelletti separati non hanno il libero arbitrio. Per una discussione di questa apparente contraddizione, si veda Shapiro, Limits of Orthodox Theology, 57, 58 e 85.
  29. Si veda Guida i.64 (p. 156).
  30. Cfr. Guida ii.34 (p. 366).
  31. Pines nota: "le sfere e gli intelletti".
  32. Guida ii.7; p. 266. Per questo testo, si veda Kreisel, Prophecy, 236.
  33. Cioè l'espressione "il Signore" in Esodo 24:1 si riferisce a Metatron.
  34. Sefer zerubavel (testo che predata Saadya Gaon e che in seguito quest'ultimo prese tanto seriamente da usarlo nel suo resoconto dell'era messianica) nota che il nome Metatron nella gematriyah (314) è uguale a Shaddai (314). Secondo questo testo, Metatron, noto anche come Michele, non solo è l'angelo che condusse gli ebrei nell'attraversamento del deserto, ma è anche l'angelo che condusse Abramoattraverso la terra d'Israele, distrusse Sodoma e Gomorra, salvò Isacco dall'essere sacrificato da suo padre, lottò con Giacobbe, guidò Israele nel deserto, e si rivelò a Giosuè a Gilgal. Si veda la traduzione di Sefer zerubavel fatta da Martha Himmelfarb ed inclusa in D. Stern & Mirsky (curr.), Rabbinic Fantasies, 71-90, spec. p. 73.
  35. Invece di adorare Dio.
  36. Cioè Metatron ha il potere di perdonare trasgressioni.
  37. La risposta di R. Idith sembra essere che gli ebrei rifiutarono l'offerta di Dio di avere Metatron come guida ed è solo il Signore a cui pregano gli ebrei e che può perdonare le trasgressioni degli ebrei.
  38. L'altro è TB Ḥag. 15a: Elisha ben Abuya vede Metatron seduto (alla presenza di Dio) e conclude erroneamente che ci sono "due potenze in cielo". Moshe Idel scrive che alcuni Manoscritti (spec. caraiti) di TB San. 38b riportano "Yahoel" invece di "Metatron". Si veda la discussione di Scholem in Major Trends, 67-70. Non si può sapere quale testo fosse disponibile a Maimonide, sebbene sembri difficile che favorisse un Manoscritto caraita piuttosto che uno rabbanita. La lettura standard viene ulteriormente supportata dal gioco di parole "Metatron" e "temireni".
  39. La maggioranza degli angeli hanno nomi che finiscono col suffisso "-el" (Dio), ma qui abbiamo un angelo il cui nome equivale ad uno dei nomi speciali di Dio (el, dopotutto, può anche significare "dio" nel senso generico), Shaddai.
  40. La nota di Schwartz nella sua traduzione qui (p. 130) è importante ma non fa riferimento diretto alla nostra questione.
  41. Deut. 18:18.
  42. Cioè l'angelo in Esodo è come l'angelo nel Deuteronomio, vale a dire, un "normale" angelo, non un angelo speciale, come Metatron, che potrebbe essere confuso per Dio.
  43. Pines cita Esodo 40:38 e Numeri 9:15-16.
  44. Guida ii.36 (p. 370); si veda anche il ns. Capitolo su kavod. Ulteriormente su Maimonide e Matatron, si veda Diamond, Maimonides and the Hermeneutics of Concealment, 60.
  45. Maimonide, Saggi sulla Resurrezione, trad. Halkin, in Halkin & Hartman, Epistles of Maimonides, 215-16.
  46. Se Maimonide non era entusiasta degli angeli come sono interpretati tradizionalmente, ancor di meno lo era riguardo ai demoni. Si veda il suo commento a Mishnah AZA 4:6; MT, "Leggi dell'Idolatria", 11:20, Guida i.7, iii.29 e 46 e le discussioni in Kafih, "Apects of Maimonides' Philosophy"; Shapiro, "Maimonidean Halakhah and Superstition", 69-70; Safra, "Maimonides' Attitude to Magic"; infine Langermann, "A New Source". Sebbene Maimonide non abbia mai esplicitamente negato l'esistenza dei demoni, si pensa che egli lo abbia certamente fatto. Rabbi Elijah b. Solomon Zalman, il Gaon di Vilna (1720-97), come è noto, lo attaccò fortemente per aver negato l'esistenza di demoni; si veda la sua glossa su Shulḥan arukh, "Yoreh de’ah", 179.13, e la discussione in Dienstag, "Relation of R. Elijah Gaon". Per un ulteriore contesto, si veda Lamm, Torah Lishmah, 45 n. 98. Un aneddoto divertente su questo problema è la posizione attribuita a R. Menahem Mendel di kotsk (1787-1859) che, si dice, cercò di riconciliare la negazione di Maimonide riguardo all'esistenza dei demoni con i molti testi rabbinici che accettavano di fatto la loro esistenza. Quando Maimonide dichiarò che i demoni non esistevano, si dice che il Kotsker abbia affermato, "Il Cielo accettò la sua posizione ed i demoni cessarono di esistere." Tale aneddoto si trova in Bransdorfer, Hasidic Anthology, 22. Per uno studio sul perché la posizione di Maimonide sollevasse tanta ira, si veda Faur, "Anti-Maimonidean Demons", 50-2.
  47. Si veda Guida, i.34 (p. 74) e i.71 (p. 183).
  48. Qui il termine "sovversione" viene usato letteralmente e non metaforicamente.
  49. Si veda, int. al., James Diamond, Maimonides and the Hermeneutics of Concealment: Deciphering Scripture and Midrash in The Guide of the Perplexed, SUNY Press, 2002, passim.