Sloveno/Prima declinazione femminile

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Prima declinazione femminile

(desinenza genitivo singolare -e)

esempi roka (mano), ponev (tegame)

Declinazione di roka

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caso singolare duale plurale
1 rok-a rok-i rok-e
2 rok-e rok rok
3 rok-i rok-ama rok-am
4 rok-o rok-i rok-e
5 pri rok-i pri rok-ah pri rok-ah
6 z rok-o z rok-ama z rok-ami

Qui la preposizione del sesto caso è "z" invece di "s", ma è la stessa. Viene variata in relazione al suono che la segue, cioè al suono iniziale del sostantivo che si declina. Si consiglia di memorizzare la frase "Ta suhi škafec pušča." (Quest'asciutta tinozza perde.), nella quale sono contenute tutte le consonanti non sonore (sorde), cioè quelle che richiedono l'uso della "s", mentre le altre consonanti (sonore) e le vocali richiedono la "z". Per cui: s tablo, s sestro, s hišo, s šolo, s knjigo, s Francko, s cunjo, s piko, s češnjo - ma: z ajdo, z deco, z Ivo, z goro, z omaro, z uro, z žogo, ecc). Questa regola si applica ovviamente anche a tutte le altre declinazioni.

Particolarità

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Per la formazione del genitivo duale e plurale (senza desinenza), bisogna fare attenzione ai sostantivi che hanno un gruppo consonantico prima della desinenza, ad esempio mačka (gatta), tekma (gara), ladja (nave), dove prima della -a finale ci sono i gruppi -čk-, -km- e -dj-.

a) Se ambedue le consonanti del gruppo sono sonore o ambedue sorde, la declinazione è regolare: gostilna (trattoria) fa gostiln e tovarna (fabbrica) fa tovarn (-ln- e -rn- sono sonore); mačka fa mačk e hruška (pera) fa hrušk (-čk- e -šk- sono sorde).
b) Se il gruppo è costituito da una consonante sorda e una sonora del gruppo m n l r v, bisogna inserire una -e-: tekma fa tekem, tuhna (piumino) fa tuhen, škatla (scatola) fa škatel, igra (gioco) fa iger, smokva (fico) fa smokev. Lo stesso per una sorda ed il gruppo -lj- o -nj-, ma la -e- inserita è pronunciata come semisuono: vožnja (guida) fa voženj, mravlja (formica) fa mravelj.
c) Se il gruppo è costituito da una consonante sorda e la -j- (sonora), bisogna inserire una -i-: ladja fa ladij. Vale lo stesso per il solo gruppo -rj- (ambedue sonore): skorja (crosta) fa skorij.
caso singolare duale plurale
1 tovarn-a tovarn-i tovarn-e
2 tovarn-e tovarn tovarn
1 mačk-a mačk-i mačk-e
2 mačk-e mačk mačk
1 tekm-a tekm-i tekm-e
2 tekm-e tekem tekem
1 vožnj-a vožnj-i vožnj-e
2 vožnj-e voženj voženj
1 ladj-a ladj-i ladj-e
2 ladj-e ladij ladij
1 skorj-a skorj-i skorj-e
2 skorj-e skorij skorij

Declinazione di ponev

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I sostantivi in -ev perdono la -e- (semisuono) durante la declinazione, e tendono ad acquistare qualche caratteristica della seconda coniugazione: hanno l'accusativo singolare eguale al nominativo, e lo strumentale allunga la desinenza in -ijo. Inoltre, a volte il genitivo duale e plurale ha la desinenza -a accentata, perlopiù in un linguaggio artistico.

Esempio ponev (tegame), cerkev (chiesa):

caso singolare duale plurale
1 ponev ponv-i ponv-e
2 ponv-e ponev ponev
3 ponv-i ponv-ama ponv-am
4 ponev ponv-i ponv-e
5 pri ponv-i pri ponv-ah pri ponv-ah
6 s ponv-o s ponv-ama s ponv-ami


caso singolare duale plurale
1 cerkev cerkv-i cerkv-e
2 cerkv-e cerkv-à cerkv-à
3 cerkv-i cerkv-ama cerkv-am
4 cerkev cerkv-i cerkv-e
5 pri cerkv-i pri cerkv-ah pri cerkv-ah
6 s cerkv-ijo s cerkv-ama s cerkv-ami

Particolarità

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Sono del tutto particolari le declinazioni di mati (madre), hči (figlia) e gospa (signora):

caso singolare duale plurale
1 mati materi matere
2 matere mater mater
3 materi materama materam
4 mater materi matere
5 pri materi pri materah pri materah
6 z materjo z materama z materami


caso singolare duale plurale
1 hči hčèri hčère
2 hčère hčerà hčerà
3 hčèri hčèrama (hčeràma) hčèram (hčeràm)
4 hčèr hčèri hčère
5 pri hčèri pri hčèrah (hčeràh) pri hčèrah (hčeràh)
6 s hčèrjo (hčerjò) s hčèrama (hčeràma) s hčèrami (hčeràmi)


caso singolare duale plurale
1 gospà gospè gospè
2 gospè gospà gospà
3 gospè gospèma gospèm
4 gospò gospè gospè
5 pri gospè pri gospèh pri gospèh
6 z gospò z gospèma z gospèmi

L'accento è stato indicato solo per facilitare la pronuncia, ma non viene mai scritto. Comunque, mentre in mati cade sempre sulla prima sillaba, e in gospa sempre sulla seconda, nel caso di hči può variare in alcuni casi (come indicato). Per il vocabolo hči bisogna inoltre tener presente che la -e- inserita dopo il primo caso, sebbene accentata, è semisuono (ə), e qui viene pronunciata quasi come -i-.