Sloveno/Le parti del discorso

Indice del libro

La lingua slovena distingue cinque parti del discorso flessibili e quattro non flessibili. Le parti flessibili (cioè mutabili di forma) sono: sostantivo, aggettivo, verbo, pronome e numerale. Le forme non flessibili sono: avverbio, preposizione, congiunzione ed interiezione. Nella lingua slovena non ci sono articoli (roka può significare mano, una mano o la mano a seconda del contesto).

Forme flessibili

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Le forme flessibili sono: sostantivo, aggettivo, verbo, pronome e numerale.

Sostantivo

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Diversamente dall'italiano, dove l'aspetto più articolato della grammatica è il verbo, nella lingua slovena la parte della frase più impegnativa per uno straniero è il sostantivo.

Il sostantivo può mutare per: caso, numero, genere, declinazione.

I casi previsti sono sei: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, locativo, strumentale. Nella parlata comune si definiscono anche semplicemente come primo, secondo,… sesto caso. Come uso, i primi quattro casi sono perlopiù simili ai casi delle altre lingue (latino, tedesco, russo), mentre il quinto ed il sesto vengono usati sempre e solo preceduti da preposizioni; negli schemi di declinazione, il quinto caso viene preceduto da pri (accanto) oppure da o (di) ed il sesto con s (con). Come ad esempio nel latino, i vari casi si formano con diversi suffissi.

I numeri sono tre: singolare, duale, plurale. Va detto che il duale, sebbene indice di tradizione linguistica, va un po' scomparendo da alcuni dialetti, e nella parlata corrente si tende a sostituirlo col plurale, il che non toglie la sua assoluta necessità nella lingua letteraria.

I generi sono tre: maschile, femminile e neutro. Il genere neutro non è riservato (come in alcune altre lingue) a oggetti inanimati, ma è una peculiarità non esattamente spiegabile. In linea di massima, al primo caso singolare i sostantivi maschili sono senza desinenza, cioè finiscono in consonante; quelli femminili possono avere desinenza -a oppure ne sono anch'essi privi, cioè finiscono in consonante; i sostantivi neutri hanno desinenza -o oppure -e.

Le declinazioni sono dieci, quattro per i sostantivi maschili, quattro per i femminili, due per i neutri. Si distinguono in base alla desinenza del genitivo singolare.

Aggettivo

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Viene definito aggettivo soltanto quello che in italiano chiamiamo aggettivo qualificativo. Segue le regole del sostantivo in tutte le forme, per cui tre generi, tre numeri, sei casi, ma solo tre declinazioni (maschile, femminile, neutra). In più l'aggettivo ha due forme maschili, determinata e indeterminata.

Nella comparazione, il comparativo si forma con un suffisso, il superlativo assoluto aggiunge il prefisso naj- al comparativo. Sia il comparativo che il superlativo assoluto si flettono come normali aggettivi.

Per le forme personali del verbo si possono distinguere: persona, numero, genere, modo, tempo, aspetto e diatesi. Si definiscono forme impersonali: l'infinito e il gerundio (senza alcuna flessione), il participio (flessibile per numero, genere, tempo e diatesi), e il nome verbale (flessibile come tutti i sostantivi).

Come in italiano, si distinguono tre persone (prima, seconda, terza). Il numero può essere singolare, duale, plurale, ed il genere maschile, femminile, neutro.

I modi sono indicativo, condizionale ed imperativo.

I tempi usati sono essenzialmente tre (presente, passato, futuro), ma si può esprimere anche il trapassato che però si usa raramente.

Per diatesi il verbo può essere transitivo o intransitivo, con forma attiva, passiva o riflessiva: la forma passiva è molto rara.

Come in tutte le lingue slave, il verbo ha una caratteristica fondamentale che si chiama aspetto e non esiste in italiano (vedi apposito modulo).

Pronome

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I pronomi, a differenza dall'italiano, includono anche tutti gli aggettivi non qualificativi, per cui anche i pronomi si declinano.

Si dividono in personali (io), possessivi (mio), dimostrativi (questo), interrogativi (chi?), relativi (che) e indefiniti (qualche). Inoltre, i personali ed i possessivi conoscono anche la categoria dei riflessivi.

Numerale

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I numerali sono formalmente aggettivi e si declinano in linea di massima come tali.

Si dividono in cardinali (per esempio due), ordinali (secondo), collettivi (duplice), moltiplicativi (doppio nel senso di due volte tanto), differenziali (doppio nel senso di duplicato), e indefiniti (molto).

Forme non flessibili

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Delle forme non flessibili, avverbio, congiunzione ed interiezione non differiscono dalla nostra concezione.

Le preposizioni si distinguono in quanto richiedono l'uso dei casi il che costituisce certamente una notevole difficoltà per lo studente italiano. Bisogna infatti innanzi tutto distinguere se il verbo usato indica stato o moto; le due possibilità d'uso della stessa preposizione implicano l'abbinamento a un caso diverso.

Esempio: Siamo in casa (stato) = Smo v hiši (preposizione v abbinata al quinto caso di hiša). Andiamo in casa (moto) = Gremo v hišo (preposizione v abbinata al quarto caso di hiša).