LibreOffice Writer/Proprietà tipografiche avanzate

Indice del libro

Quando viene inserito un apice, sia dalla barra degli strumenti di formattazione oppure con Ctrl+ Shift+P in realtà l'apice viene «simulato » con il vecchio trucchetto di ridurre il font e modificare la sua posizione verticale. Nella Figura 78 si vede che questa simulazione non è equivalente a utilizzare un «apice vero», specificamente sviluppato per «essere un apice».

Figura 78: Differenza tra apici e pedici veri (a destra in ogni coppia di «2») e «simulati» (sinistra in ogni coppia di «2»)
Figura 79: Combinazione di apici e pedici simulati (sinistra) e «veri» (destra)

Questa differenza si può vedere anche nelle due espressioni della Figura 79: quella a sinistra utilizza apici e pedici «simulati» mentre quella a destra è costruita con apici e pedici «veri» senza utilizzare Math… credo non sia necessario essere degli esperti di chimica per rendersi conto quale delle due espressioni si vede meglio.

Molti font moderni includono l'informazione necessaria per creare questi apici e pedici «veri» e altre proprietà: varianti degli stessi caratteri (per esempio la differenza tra Ö e Ö oppure passare da 123456789 a 12344564789) oppure le «legature tipografiche automatiche».

Figura 80: Testo senza (riga inferiore) e con (riga superiore) legature tipografche in Libertinus Serif. Le legature risolvono il «confito» tra «f» e «i», migliorano la distanza tra caratteri e la presentazione generale del testo, aumentando la sua leggibilità.

Per chi non conosca cosa sono le legature, poiché un'immagine vale di più che mille parole, guardate le due righe di testo mostrate nella Figura 80, la prima con le legature tipografiche attive (l'unione della Q e u dando Qu, la f e la i dando fi) mentre la seconda senza.

Le tecnologie che permettono questi «miracoli» tipografici sono principalmente due: OpenType e Graphite.[1]

A questo punto risulta importante sottolineare che molte di queste opzioni tipografiche sono tutt'altro che un «capriccio estetico»: in tanti sistemi di scrittura le legature e le «alternative contestuali» (contextual alternate) sono un obbligo.

Figura 81: Testo senza (riga inferiore) e con (riga superiore) «alternative contestuali» (contextual alternate, o sostituzione dei glifi in base al contesto del testo) nel font decorativo Kleymissky. Può apprezzarsi nel testo superiore che le due «s» sono diverse, oltre ai cambiamenti nelle «k».

Nelle ultime versioni di LibO è stato implementato un supporto parziale per i font OpenType mostrando le legature tipografiche e i contextual alternate (Figura 81), anche se non possono essere configurate.[2] Però non è offerto supporto per altre sostituzioni come il vero maiuscoletto, i veri apici e pedici, le frazioni, eccetera. Allo stato attuale l'unico modo per avere supporto OpenType nel mondo del sofware libero è con sistemi tipo XeTeX.

E questo ci lascia soltanto con la tecnologia Graphite, per la quale LibO offre supporto completo… anche se il modo di utilizzarla è, diciamo, poco intuitivo. Ogni font Graphite con delle tabelle di sostituzione per legature tipografiche e alternative contestuali (Charis SIL, per esempio) le utilizzerà in modo automatico in LibO senza altro lavoro per l'utente. Per utilizzare le altre opzioni bisogna conoscere le «etichette» che identificano ogni caratteristica per poi applicarle… insieme al nome del font!

I font Graphite e gli stili

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Fortunatamente, anche se il metodo risulta un po' strano, è possibile utilizzare le caratteristiche avanzate dei font Graphite in qualsiasi stile, sia di paragrafo che di carattere. Infatti, dobbiamo soltanto conoscere l'identificazione della caratteristica che si vuole utilizzare, la quale sicuramente viene fornita nella documentazione che accompagna il font.

Utilizzerò qui il font Linux Libertine G come esempio (Linux Biolinum G offre gli stessi parametri), parlando alla fine del capitolo degli altri font Graphite disponibili.

Le «etichette» necessarie che, come detto, possono trovarsi nella documentazione che accompagna il font, sono di quattro caratteri e devono essere utilizzate insieme a un parametro numerico dopo il nome del font, nel seguente modo:

Linux Libertine G:etiq=N

dove «etiq» rappresenta l'etichetta e N il valore del parametro che serve a configurare l'opzione attivata da etiq. È possibile utilizzare più etichette simultaneamente separandole con uno «&»

Linux Libertine G:eti1=N2&eti2=N1

Alcuni (pochi, il font offre molto di più) valori per «etiq» sono presentati nella Tabella 2 a pagina 252.

Per esempio, per attivare la modalità TeX e le frazioni si deve utilizzare

Linux Libertine G:texm=1&frac=2

Gli apici «veri» dei quali parlavamo all'inizio del capitolo si possono attivare in questo font con

Linux Libertine G:sups=1

I numeri di pagina nelle intestazioni pagina di questo libro utilizzano l'opzione «numerali di stile antico»

Linux Libertine G:onum=1

mentre gli stili di carattere in maiuscoletto utilizzano la prima opzione mostrata nella Tabella 2.

Un'opzione molto interessante della quale parlerò nella sezione dei «trucchi» di questo libro è «algn=n», con n un numero intero che permette di allineare colonne di numeri:

1 1
2 passa a 2
5 5
10 10

L'opzione Graphite utilizzata nella colonna a destra è «algn=3». Quest'opzione crea una «scatola» di 3 em[3] e allinea i numeri alla sua destra.

Tabella 2: Alcuni valori per attivare diverse caratteristiche Graphite nel font Linux Libertine G. Per più opzioni, consultare la documentazione che accompagna il font.
Caratteristica Etichetta
Maiuscoletto smcp1
Apici sups=1
Pedici sinf=1
Numerali «antichi»: 12344564789 onum=1
«Nome» dei numeri: 12 passa a dodici name=1
Legature senza liga=0
Normali (fn, f, Q, !, … eccetera) liga=1 oppure niente (è il valore predefinito)
Legature «storiche» st, sc hlig=1
Numeri a simboli: 1, 2, 3… passa a * etc. foot=1
Numeri tra parentesi: 1, 2 passa a (1), (2) circ=2
1234/5678 frac=1
  frac=2
Modo TeX texm=1

Cose da tener presente

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  • Il modo, oltre agli apici e pedici permette di utilizzare istruzioni quali \sum, \in, \not, \int, \oint, \alpha, \beta, eccetera, ma non altre come \limits. Il file fontfeatures. pdf che accompagna il font dà una lista completa.
  • Se si utilizza qualsiasi sostituzione Graphite in un titolo dovremo utilizzarlo anche nello stile di paragrafo utilizzato per costruire l'indice generale.
  • Muovendo il cursore con la tastiera verso un simbolo generato per qualsiasi di queste «specialità» è possibile che il suo comportamento non sia quello che ci si aspetta:

Bug 30731 - Cursor behaviour with Graphite fonts

Altri font Graphite

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Linux Libertine G y Linux Biolinum G non sono gli unici font ad offrire queste magie, anche se sono di gran lunga le più completi. Per esempio, utilizzando Gentium Plus[4] (un font creato da SIL International, i responsabili della tecnologia Graphite) con

Gentium Plus:litr=1

(literacy alternates) nel campo del nome del font.

Altri font SIL sono per esempio Charis SIL[5] (un font serif) e Andika[6] (un font sans).

Old Standard TT[7] è anche un font Graphite con un bel disegno e un interessante insieme di caratteristiche avanzate. Per esempio, gli apici e i pedici vengono controllati dall'etichetta «vpos»: vpos=1 da apici e vpos=2 pedici.

Ogni font Graphite ha la sua propria «tabella di possibilità» con i suoi codici e le sue limitazioni (Charis SIL non offre una «modalità TeX», per esempio, né apici o pedici veri) perciò il lettore dovrà farsi strada in ogni caso particolare: nel sito web del produttore del font ci sarà sicuramente la documentazione con tutti i codici disponibili.

I problemi con la tecnologia Graphite

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Esistono però alcuni problemi con la tecnologia Graphite:

  • I font disponibili sono pochi (ne abbiamo indicato la maggior parte)
  • I programmi che capiscono questa tecnologia sono ancora meno: LibO e AOO (quest'ultimo con una implementazione vecchia che nessuno utilizza più) e Firefox
  • Relazionato con il punto precedente: se viene creato un documento Writer che usa qualche specialità di Linux Libertine G o Gentium Plus e poi questo documento viene aperto in un altro editore di documenti ODF come Calligra Words o Abiword, ci saranno problemi
  • Questa tecnologia non è disponibile nella piattaforma Mac Fortunatamente i pochi font Graphite disponibili sono tutti di alta qualità, perciò se si può lavorare esclusivamente su una versione recente di Writer questa tecnologia risulta un'alternativa valida.
  1. Per Mac OS esiste AAT, però funziona soltanto in questa piattaforma e sembra di essere in via di estinzione.
  2. Almeno per il momento: in LibO 5.3 ci saranno delle novità...
  3. 1 em rappresenta una larghezza equivalente alla dimensione in punti del font scelto. Vale a dire, in un font di 12 punti 1 em equivale a 12 punti, approssimativamente 4,2 mm.
  4. http://sofware.sil.org/gentium/
  5. http://sofware.sil.org/charis/
  6. http://sofware.sil.org/andika/
  7. La pagina web dell'autore di questo font è sparita da qualche anno, però non risulta difficile trovare il font su Internet.