Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Gruppi di galassie fra Balena e Pesci

Nel settore settentrionale della Balena e vicino al confine coi Pesci si trovano alcuni gruppi di galassie che sebbene non siano particolarmente ricchi, sono di facile osservazione.

La costellazione di Orione
La costellazione di Orione

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Regioni celesti scelte

Curiosità galattiche

Carte di dettaglio dei principali ammassiGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Carte di dettaglio dei principali ammassi

BibliografiaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Bibliografia

Quest’area di cielo è ben visibile da entrambi gli emisferi celesti, trovandosi in corrispondenza dell’equatore celeste; mentre nell’emisfero nord è una figura tipica delle sere autunnali, dall’emisfero sud la Balena domina i cieli della primavera australe.

Caratteristiche

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L’area di cielo fra la Balena e i Pesci, a ridosso dell’equatore celeste, ospita alcuni piccoli gruppi di galassie situati a distanze variabili entro poche decine di milioni di anni luce, relativamente facili da osservare e soprattutto da fotografare; si presentano sparsi in un’area di oltre 20 gradi e non sembrano formare un sistema omogeneo.

Fra le galassie più appariscenti vi è la famosa M77, visibile vicino al gruppo di stelle della testa della Balena e identificata anche da Charles Messier, che la precessione degli equinozi ha portato nell’emisfero boreale nell’anno 2003.

Nei dintorni di M77 appaiono diverse galassie alla portata di piccoli strumenti, ma solo alcune sono davvero vicine ad essa anche fisicamente: molte infatti si trovano a distanze nettamente superiori, ma sono comunque visibili perché si tratta di galassie di dimensioni molto grandi.

Altri gruppi di galassie si osservano più a est, a cavallo del confine coi Pesci; gran parte di queste galassie si trovano fra 80 e 110 milioni di anni luce e alcuni dei loro membri più luminosi sono visibili anche con piccoli strumenti.

Come talvolta accade, la vicinanza di alcune galassie particolarmente appariscenti, come quelle situate in questo caso nella parte meridionale della Balena oppure come M77, fa in modo che le galassie meno brillanti visibili nei dintorni siano meno conosciute e osservate, specie da chi è alle prime armi nell’osservazione amatoriale.

Chi è dotato di apparecchiatura astrofotografica troverà molto interessante cimentarsi nella ripresa non solo dei gruppi di galassie menzionati, ma anche di alcuni remoti ammassi di galassie, come Abell 194, visibile a sud dei Pesci.


Attorno a M77

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La galassia spirale M77 è visibile di faccia e mostra pertanto in maniera molto dettagliata la struttura dei suoi bracci di spirale.
 
La galassia NGC 1055.
 
La galassia NGC 936.
 
La grande galassia spirale NGC 488, nella costellazione dei Pesci.
 
Le galassie interagenti denominate NGC 520 (Arp 157).
 
Carta di dettaglio dell’ammasso di galassie Abell 194.

Nella parte settentrionale della Balena domina la galassia M77, abbastanza luminosa da essere stata catalogata anche da Charles Messier nel suo famoso catalogo; in realtà fu scoperta da Pierre Méchain nel 1780, il quale la descrisse all'epoca come una nebulosa; Méchain comunicò in seguito la sua scoperta a Charles Messier, che inserì l'oggetto nel suo celebre catalogo. Questa galassia a spirale si individua con facilità, trovandosi ad appena mezzo grado a sudest della stella δ Ceti; può essere scorta con un binocolo potente, come un 11x80, o anche in un 10x50 se la notte è particolarmente nitida. In un telescopio fino a 200 mm di apertura si mostra come un semplice dischetto chiaro senza particolari strutture caratteristiche, se si esclude che è sfumata ai bordi; con molte difficoltà si possono osservare i bracci di spirale e il loro andamento. M77 è distante circa 47 milioni di anni luce; si tratta di una galassia attiva il cui nucleo è oscurato nelle lunghezze d'onda visibili a causa della polvere interstellare. Il diametro del disco molecolare e del plasma caldo associato con la materia oscurante è stato misurato inizialmente alle onde radio; la polvere calda attorno al nucleo fu in seguito misurata dal Very Large Telescope; si tratta della galassia di Seyfert più luminosa ed è di tipo 2. Il suo diametro è stimato essere di 170.000 anni luce.

Appena mezzo grado a NNW si osserva NGC 1055, facente parte del medesimo gruppo di galassia (Gruppo di M77); con un telescopio da 100 mm è evidente come un fuso chiaro allungato in senso est-ovest, mentre con strumenti da 150 mm si nota facilmente la banda scura che attraversa il nucleo e che la rende vagamente simile alla famosa Galassia Sombrero. Si tratta di una spirale barrata vista di taglio, con un nucleo piuttosto grande e luminoso; il suo disco è attraversato da una notevole quantità di polveri oscure, che sovrapponendosi al bulge centrale si rende visibile come una spessa banda. Numerose regioni HII si concentrano lungo i suoi bracci. La distanza è stimata sui 45 milioni di anni luce circa, dunque molto vicina a M77, mentre il suo diametro reale sarebbe di circa 100.000 anni luce.

Circa un grado a nordest si trova NGC 1073, un altro membro del gruppo; è appena meno appariscente della galassia precedente, sebbene sia comunque alla portata di strumenti da 100-120 mm, dove si mostra come un alone chiaro su cui è riconoscibile una struttura allungata e sottile. È anch’essa una spirale barrata, che però è vista di faccia, mostrando quindi la sua struttura in modo chiaro; presenta un nucleo molto piccolo situato al centro di una lunga barra, che si mostra come una delle strutture dominanti dell’intera galassia. I suoi bracci di spirale formano un anello attorno alla barra, per poi disperdersi verso l’esterno in modo disordinato e con varie ramificazioni. Dista circa 54 milioni di anni luce, mentre il suo diametro è pari a 80.000 anni luce.

Un grado a sudest di M77 vi è NGC 1087, la cui appartenenza al gruppo è messa in dubbio; anche la sua distanza è dibattuta, essendo stimata sui 68 o sugli 80 milioni di anni luce. Con strumenti da 120 mm appare come una macchia irregolare vagamente ovale e molto pallida; con grandi diametri si può invece notare la barra centrale, molto esile. Si tratta dunque di una spirale barrata, con un nucleo molto piccolo e dei bracci molto frastagliati, ricchi di stelle giovani e luminose; il suo diametro sarebbe di 80.000 o 100.000 anni luce, a seconda delle stile di distanza accettate.

Meno appariscente è la vicina galassia NGC 1090, visibile pochi minuti d’arco a nord; tuttavia è sicuramente slegata dal Gruppo di M77, trovandosi a 124 milioni di anni luce di distanza. Può essere notata con telescopi da 150 mm ed è una galassia spirale vista con una grande angolazione; le sue dimensioni reali sarebbero di almeno 145.000 anni luce.

Fra le altre galassie della zona vi è NGC 1032, visibile un grado a nord di δ Ceti e alla portata di telescopi da 150 mm, con cui appare come uno stretto e debole fuso chiaro; si tratta di una galassia lenticolare vista di taglio, con una sottile banda oscura che attraversa longitudinalmente il piano galattico. La sua distanza è di 120 milioni di anni luce e ha un diametro di 120.000 anni luce.

Poco più a nord si trova NGC 1016, una galassia ellittica gigante visibile come una sorta di debole stella sfuocata con strumenti da 150 mm; la sua distanza è stimata sui 300 milioni di anni luce ed è pertanto una delle galassie più lontane osservabili con telescopi di medio diametro. Le sue dimensioni sono pari ad almeno 175.000 anni luce.

Esattamente a metà strada fra le stelle Mira Ceti e δ Ceti si trova la galassia NGC 936; è piuttosto appariscente ed è anche alla portata di strumenti da 100 mm, con cui appare come una macchia circolare sfuocata con un centro più luminoso. Si tratta di una galassia lenticolare barrata vista di faccia, con una barra molto ben evidente che attraversa un nucleo assai luminoso, circondata da un brillante anello. Il suo alone è molto regolare. Si trova a circa 60-65 milioni di anni luce ed è quindi situata a breve distanza da M77; il gruppo di galassia a cui appartiene, il Gruppo di NGC 936, si trova adiacente a quello di M77. Le sue dimensioni reali sono di circa 90.000 anni luce. Talvolta viene soprannominata Galassia di Dart Fener, a causa del suo aspetto che la renderebbe simile alle navicelle spaziali imperiali della saga di Guerre Stellari.

La galassia fa coppia con la molto più piccola e debole NGC 941, con cui però non sembra essere in interazione. Nel medesimo gruppo si trova anche la galassia NGC 955, una spirale vista di taglio visibile con strumenti da 200 mm, e IC 225.

Verso nord, circa 3 gradi a SSE della stella ξ1 ceti, si osserva la galassia isolata NGC 864, individuabile con telescopi da 120 mm; è una galassia spirale barrata vista di faccia, con un nucleo molto piccolo e dei bracci di spirale molto ramificati verso l’esterno. La sua distanza è di circa 72 milioni di anni luce, mentre il suo diametro è di 95.000 anni luce.

Circa 6 gradi a sudest di Mira, dunque in posizione isolata, si trova la galassia NGC 1022, anch’essa meno appariscente e osservabile con telescopi da 120-150 mm, dove appare come un alone chiaro dalla forma vagamente circolare; si tratta di una spirale barrata di dimensioni medio-piccole (45.000 anni luce di diametro), vista di faccia e distante circa 65 milioni di anni luce.

Un cenno infine sulla galassia II Zwicky 5, visibile a breve distanza dalla stella γ Ceti. Questa galassia viene riportata su diverse carte celesti, anche recenti e non di altissimo dettaglio, sebbene non sia ben chiara la ragione: il database SIMBAD la indica come di magnitudine circa 11, ma in verità questo valore appartiene a una stella visibile pochi secondi d’arco verso sud; la galassia in sé invece è un oggetto debolissimo e assai remoto, ben al di là della portata della quasi totalità dei telescopi in mano agli appassionati e visibile solo nelle fotografie ad alta sensibilità come una piccola e anonima macchietta chiara.

Gruppi fra Balena e Pesci

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Una quindicina di gradi a ovest del Gruppo di M77 si possono osservare alcune concatenazioni e piccoli gruppetti di galassie, in buona parte non molto luminose ma abbastanza da essere alla portata di telescopi di medio diametro. Questi gruppi si trovano a distanza spesso diverse fra loro, per cui non costituiscono un insieme omogeneo e legato.

Fra le galassie apparentemente più isolate vi è la ellittica gigante NGC 741, nella costellazione dei Pesci, visibile con telescopi da 120 mm come una stellina sfuocata molto debole, priva di dettagli visibili anche con strumenti maggiori; si tratta di una radiogalassia situata a ben 220 milioni di anni luce, il cui diametro è stimato sui 200.000 anni luce. Si trova al centro di un gruppo di galassie le cui restanti componenti sono però molto deboli e non alla portata di strumenti di diametro più comune; si ritiene che la galassia sia entrata in collisione con la più piccola e vicina NGC 742, causando solo blande distorsioni alle due galassie ma generando dei filamenti visibili alle onde radio.

Più a ovest si trova NGC 488, un'altra galassia spirale, visibile circa tre gradi a sudovest della stella μ Piscium; un telescopio da 120 mm è sufficiente per poterla notare, sotto un cielo molto limpido e buio, ma non mostra particolari rilevanti e appare come una specie di piccola stella dai contorni sfumati. Con un grande telescopio si può scorgere un alone chiaro attorno a un nucleo un po’ più luminoso. Questa galassia ricorda un po’ la precedente, se non fosse che i bracci di spirale sono un po’ più marcati; essi compiono diversi giri attorno a un nucleo non molto esteso. La sua angolazione non è perfettamente di faccia e quindi sembra assumere una forma leggermente allungata. Si ritiene che la sua distanza sia pari a 100 milioni di anni luce circa, mentre il suo diametro sarebbe di ben 150.000 anni luce. È la galassia più luminosa del Gruppo di NGC 488, che comprende 7 galassie visibili nei dintorni, come NGC 485 e NGC 490.

Corca due gradi a sudovest si trova la complessa coppia di galassie interagenti denominata NGC 520, nota anche con la sigla Arp 157; può essere vista con difficoltà anche con strumenti da 130-150 mm, dove appare come una macchia dalla forma irregolare che nulla lascia intendere del suo reale aspetto. Ciò nonostante, è una delle galassie interagenti di Arp più luminose del cielo e una delle poche alla portata di strumenti comuni. Si tratta di due galassie nella fase iniziale della loro collisione, che secondo le simulazioni sarebbe iniziata circa 300 milioni di anni fa; la galassia più grande si osserva di taglio e ciò la rende meno appariscente, mentre la secondaria è decisamente meno massiccia, sebbene appaia più luminosa. Osservazioni ai raggi X hanno mostrato che le due galassie appaiono meno luminose di quanto sarebbe lecito aspettarsi dalla loro fase di fusione; ciò sarebbe dovuto al fatto che la componente secondaria sia estremamente povera di gas, mentre la quasi totalità dei fenomeni di formazione stellare stanno avendo luogo nella galassia primaria. Il sistema si trova a circa 105 milioni di anni luce e fa parte del Gruppo di NGC 470.

A breve distanza verso sudovest si trova la coppia di galassie NGC 470 e NGC 474, che formano a loro volta un sistema di galassie in interazione, ma non ancora in fusione, come il precedente. La galassia più appariscente è NGC 474, sebbene entrambe siano alla portata di strumenti da 120 mm, mostrandosi come due macchie chiare ci forma ellittica, fra le quali NGC 474 risulta avere la forma più regolare; si tratta di due galassie a spirale, una vista di faccia (NGC 474) e una vista con angolazione intermedia (NGC 470). NGC 474 presenta un disco deformato e aperto in direzione della compagna, che invece si mostra meno deformata, ma molto ricca di gas e stelle giovani. La coppia si trova a circa 107 milioni di anni luce.

Pochi minuti d’arco a sudovest si trova anche la più debole NGC 467, alla portata di strumenti da 200 mm di diametro; si tratta di una galassia lenticolare vista di faccia, la cui distanza è stimata sui 250 milioni di anni luce, con un diametro corrispondente pari a 120.000 anni luce. Tuttavia altre fonti la indicano ben più vicina e facente parte del gruppo descritto in precedenza: in particolare, con NGC 470 e NGC 474 formerebbero il trio di galassie KTG 5, nonché il centro di un blando ammasso denominato Abell 227.

NGC 533 si trova circa tre gradi a sudest di questo gruppo ed è visibile con telescopi da 120 mm, dove appare come una sorta di stellina sfuocata e vagamente allungata in senso nordest-sudovest; quest’allungamento è decisamente più marcato con strumenti di grande diametro. Si tratta di una remota galassia ellittica di forma intermedia (tipo E3), distante ben 250 milioni di anni luce: il suo diametro è stimato sui 280.000 anni luce almeno, rendendola una delle galassie più estese conosciute entro la medesima distanza dalla Via Lattea; si troverebbe all’interno dell’ammasso di galassie Abell 189.

Più a sud, circa due gradi e mezzo a nordest della stella θ Ceti, vi è il Gruppo di NGC 584 (o LGG 27); situato a circa 80 milioni di anni luce, comprende una decina di galassie i cui membri principali sono disposti lungo una sequenza di alcuni gradi orientata in senso WNW-ESE, di cui NGC 584, la galassia dominante del gruppo, costituisce l’estremità orientale.

La galassia NGC 584 è visibile anche con un telescopio da 100 mm di diametro e si mostra come una piccola macchia pallida simile a una stella ma con un debole alone leggermente allungato in senso nordest-sudovest, priva di ulteriori dettagli anche se osservata con strumenti maggiori. Si tratta di una galassia ellittica dalla forma molto allungata (tipo E4), il cui diametro è stimato sui 40.000 anni luce appena; con la vicina è molto più debole spirale NGC 586 forma una coppia di galassie legate dalla reciproca gravità.

Pochi minuti d’arco verso sudest si trova NGC 596, di aspetto e luminosità molto simile alla precedente, tanto che può essere osservata anch’essa con telescopi da 100 mm, mostrandosi quasi come una gemella di NGC 586, solo appena meno appariscente e orientata nel medesimo modo. Anch’essa di forma ellittica di classe E4, sebbene sia meno luminosa possiede un diametro quasi doppio rispetto alla precedente.

Poco a sud si trova la galassia NGC 600, la quale è però molto più debole e visibile solo con telescopi da almeno 150-180 mm di diametro; si tratta di una spirale barrata vista di faccia, molto tenue e con una barra circondata da dei bracci che delineano una forma ad anello, con diverse ramificazioni che procedono verso l’esterno. Ha un diametro di 70.000 anni luce circa.

Più appariscente la galassia NGC 615, alla portata di telescopi da 120-130 mm, dove si mostra come una macchia chiaramente allungata; è una galassia spirale di morfologia intermedia vista con una forte angolazione, con un nucleo piccolo e luminoso e dei bracci ben avvolti, con un diametro totale che si aggira sui 65.000 anni luce.

Infine, NGC 636, anch’essa visibile con telescopi da 120 mm, si presenta come una sorta di stellina sfuocata circondata da un debole alone circolare; è una galassia ellittica che si estende per circa 70.000 anni luce di diametro.

In posizione molto più isolata si trova NGC 779, visibile circa 6 gradi a sudovest della stella Mira; con telescopi da 120 mm appare come una macchia chiara allungata quasi precisamente in senso nord-sud e leggermente più luminosa al centro. È una spirale barrata vista quasi di taglio, con un nucleo piccolo e brillante e un disco esteso con dei bracci apparentemente molto ben avvolti; possiede un diametro di 75.000 anni luce e dista circa 63 milioni di anni luce.

Chi è dotato di apparecchiatura astrofotografica troverà interessante riprendere in alta risoluzione l’ammasso di galassie Abell 194, relativamente facile da fotografare. Si trova a circa 250 milioni di anni luce di distanza, una distanza simile a quella del vicino Superammasso Perseo-Pesci, e consta di circa un centinaio di galassie membri, dominate dall’ellittica gigante NGC 545 e da altre galassie notevoli, come NGC 547 e NGC 541.

NGC 545 e NGC 547 in particolare formano una coppia di galassie ellittiche di luminosità molto simile, separate da appena mezzo minuto d’arco; la prima ha un diametro di bel 180.000 anni luce, mentre la seconda si estenderebbe per 120.000 anni luce. Entrambe mostrano emissioni radio.

L’ammasso si estende verso sudovest con una concatenazione di galassie che comprende anche l’ellittica NGC 541, il cui diametro è stimato sui 130.000 anni luce. Tutte e tre le galassie sono osservabili con telescopi da 200 mm a salire.

Meno di un minuto d’arco a nordest di NGC 541 si osserva una galassia nana irregolare nota come Oggetto di Minkowski; si trova investita dal getto radio proveniente dalla vicina ellittica e vi sono forti evidenze che questo sia responsabile dello starburst della galassia nana.