Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Attorno all’Ammasso della Vergine

L’area di cielo al confine fra la Vergine e la Chioma di Berenice, molto alta nel cielo serale di primavera, è dominata dal grande Ammasso di galassie della Vergine. Le sue dimensioni apparenti sono notevoli e contiene diverse decine di galassie visibili anche con strumenti di piccolo diametro.

La costellazione di Orione
La costellazione di Orione

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Regioni celesti scelte

Curiosità galattiche

Carte di dettaglio dei principali ammassiGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Carte di dettaglio dei principali ammassi

BibliografiaGuida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Bibliografia

Alcune di queste galassie sono state scoperte già da alcuni secoli e sono state incluse anche nel Catalogo di Messier.

In questa sezione verranno descritte sia galassie effettivamente appartenenti all’ammasso, sia galassie appariscenti di fondo visibili nella stessa direzione.

Caratteristiche

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Fra le costellazioni della Vergine e della Chioma di Berenice si estende l’ammasso di galassie più vicino alla Via Lattea; molte delle sue componenti sono osservabili anche con piccoli telescopi e persino con dei semplici binocoli, mentre con strumenti di grande diametro le galassie visibili diventano centinaia.

La regione di cielo in cui si trova l’ammasso è rintracciabile con facilità a metà della linea che congiunge le stelle β Leonis (Denebola) e ε Virginis (Vindemiatrix), entrambe a loro volta molto facili da riconoscere essendo fra le più luminose di quest’area di cielo.

Uno strumento da 120 mm è sufficiente a mostrare con grande chiarezza l’allineamento di galassie che forma il gruppo più luminoso dell’intero ammasso, che prende il nome di Catena di Markarian; dominata da due grandi galassie ellittiche incluse nel Catalogo di Messier (M84 e M86) e visibili anche con un binocolo, la Catena di Markarian consta di sette galassie principali più diverse altre minori visibili nei paraggi.

Con un telescopio da 200 mm è possibile osservare fra Vergine e Chioma di Berenice oltre un centinaio di galassie; avendo a disposizione un Dobson, è sufficiente spostarsi alla cieca in questa direzione per trovare e osservare galassie via via sempre diverse, più o meno appariscenti.

Per chi è dotato di strumentazione fotografica, la ripresa a piccolo campo dà grandi soddisfazioni non solo sulla Catena di Markarian ma in tutta la zona descritta da questa sezione; le galassie visibili diventano centinaia entro una ripresa del diametro di pochi gradi, o persino migliaia ampliando un po’ la zona coperta e integrando esposizioni. Le foto risulteranno semplicemente congestionate dal gran numero di galassie.

La descrizione delle varie galassie in questa sezione seguirà un ordine basato sulla loro posizione in base alla Catena di Markarian e includerà sia galassie dell’Ammasso della Vergine che qualche altra galassia appariscente che si trova in posizione fisicamente più remota ma immersa fra quelle dell’ammasso per un semplice effetto di prospettiva.


La Catena di Markarian

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La Catena di Markarian domina l’Ammasso della Vergine ed è osservabile anche con comuni telescopi.
 
Carta di dettaglio della regione attorno alla Catena di Markarian. La catena è definita dall’allineamento che parte da M84 e M86 e termina con NGC 4477. In basso è compresa M87, in alto M88.
 
NGC 4438 e NGC 4435 formano una coppia di galassie interagenti note talvolta come “Galassie Occhi”.
 
La galassia M87 e il suo getto di materia.

La Catena di Markarian è una brillante striscia di galassie che costituisce parte dell'Ammasso della Vergine. È chiamata “catena” per il fatto che, le sue galassie più brillanti si dispongono lungo una linea vagamente incurvata. Il suo nome è riferito all'astrofisico armeno B. E. Markarian, che scoprì il loro moto comune nei primi anni sessanta.

Almeno sette galassie della Catena di Markarian si muovono apparentemente in modo coerente, sebbene altre appaiano sovrapporsi del tutto casualmente. La distanza media di gran parte delle componenti è di circa 60 milioni di anni luce.

M84 costituisce il bordo occidentale della Catena di Markarian. È una galassia lenticolare visibile nella costellazione della Vergine; fa coppia con la vicina galassia M86, con cui condivide pure l'aspetto e la maggior parte delle caratteristiche fisiche. Si trova in una regione di cielo priva di stelle di riferimento, fra le costellazioni della Vergine e della Chioma di Berenice; si può individuare quasi a metà via partendo dalla stella Denebola e raggiungendo Vindemiatrix. Al binocolo non è osservabile, se non in casi di cieli perfettamente nitidi e in condizioni atmosferiche ottimali. L'alone diventa ben visibile con strumenti da 200 mm di apertura, in cui si mostra come una macchia chiara che sfuma gradualmente sul fondo cielo; il nucleo appare invece brillante. Nei dintorni è possibile osservare anche numerose altre galassie, come NGC 4388 e NGC 4402. M84 e si trova estremamente vicina al centro dell'Ammasso della Vergine, alla distanza di circa 60 milioni di anni luce da noi; secondo la sequenza di Hubble M84 è di classe S0, ossia una galassia lenticolare, peraltro vista di faccia, a metà via fra le spirali e le ellittiche. Nel 1957 è stato scoperto che emette onde radio e mostra due piccoli getti che fuoriescono dalle regioni centrali, visibili appunto alla lunghezza d'onda delle onde radio; la sua massa è stimata sui 500 miliardi di masse solari e il suo diametro è stimato essere di 125.000 anni luce. La galassia possiede un gran numero di ammassi globulari. Osservazioni radio del telescopio spaziale Hubble hanno rivelato che due getti di materia vengono lanciati dall'esterno della galassia verso il centro, indicando la presenza di un grande buco nero di circa 300 milioni di masse solari.

A breve distanza verso est si trova M86, una galassia lenticolare che al binocolo è di difficile osservazione; con un telescopio da 200 mm di diametro si può intravedere l’alone, che appare come una macchia chiara attorno al nucleo che gradualmente sfuma verso il fondo cielo. La distanza di questa galassia è stata in dubbio per lungo tempo, dato che mostra una velocità radiale in avvicinamento a noi di 419 km/s, in forte contrasto con quello medio dell'Ammasso della Vergine, che è in via di allontanamento: si è infatti sospettato che si trattasse di un membro fuoriuscito dall'ammasso e visibile dunque in primo piano; il suo moto nello spazio la sta portando esattamente nella nostra direzione. Probabilmente ciò è dovuto alla forte azione gravitazionale dello stesso ammasso di galassie, che le avrebbe conferito una direzione anomala a seguito di un transito ravvicinato presso il suo centro. Secondo la sequenza di Hubble si tratta di una galassia ellittica o probabilmente lenticolare, esattamente come la vicina M84, con la quale condivide pure la caratteristica di possedere un gran numero di ammassi globulari.

Una terza galassia visibile a sud forma con le due precedenti un famoso terzetto: si tratta di NGC 4388, una galassia spirale vista quasi perfettamente di taglio e dunque visibile come un fuso chiaro; può essere notata anche con strumenti da 100 mm, sebbene non siano evidenti dettagli di rilievo. Si tratta di una galassia attiva la cui distanza è compatibile con l’appartenenza all’Ammasso della Vergine e pertanto si troverebbe anche fisicamente non molto distante dalla coppia di ellittiche appena descritta.

Una quarta galassia molto meno appariscente si trova esattamente al centro del triangolo definito dalle tre precedenti galassie; si tratta di NGC 4387, di morfologia ellittica, la cui minore luminosità e le ridotte dimensioni la rendono visibile solo con strumenti di diametro maggiore di 150 mm, sotto buone condizioni osservative. Alcune stime sulla sua distanza la collocano a metà strada fra la Via Lattea e le altre tre.

Poco a nord di M86 si trova NGC 4402, una galassia spirale vista di taglio; con strumenti da 120 mm è osservabile con difficoltà come un piccolo fuso chiaro allungato in senso est-ovest, leggermente più luminoso al centro ma senza evidenziare un nucleo chiaro. Questa galassia è attraversata da un denso banco di polveri oscure, che ne mascherano la regione centrale; si trova a circa 50 milioni di anni luce di distanza e si ritiene che stia entrando in interazione con le galassie dell’Ammasso della Vergine.

Proseguendo lungo la catena verso est si trova la coppia di galassie NGC 4435 e NGC 4438, in interazione fisica fra loro e note anche con la sigla Arp 120.

NGC 4438 è la più notevole delle due; si tratta di una galassia lenticolare con alcune peculiarità, visibile con facilità anche con un telescopio da 80 mm di diametro. NGC 4438 è la più curiosa galassia interagente di tutto l'Ammasso della Vergine a causa dell'incertezza sul meccanismo di energia che riscalda la fonte nucleare: questo può essere una regione di starbust o un buco nero che rende attivo il nucleo galattico; entrambe le ipotesi sono ancora oggetto di indagine. Questa galassia si presenta con un disco altamente distorto con lunghe code mareali a causa di interazioni con altre galassie. Essa mostra un considerevole deficit di idrogeno neutro e uno spostamento dei componenti del suo mezzo interstellare (idrogeno atomico, idrogeno molecolare, polvere interstellare, gas caldo). NGC 4438 si muove ad alta velocità all'interno dell’ammasso della Vergine.

NGC 4435 è invece una galassia lenticolare situata a soli 100.000 anni luce di distanza dalla precedente; anche questa è visibile con strumenti da 80-100 mm di diametro, sebbene sia un pochino meno appariscente della precedente.

Proseguendo verso nordest, un altro punto della catena è formato dalla coppia di galassie NGC 4461 e NGC 4458, che in cielo si trovano vicine anche fisicamente, essendo entrambe attorno ai 50 milioni di anni luce di distanza.

NGC 4461 è la più appariscente delle due; può essere individuata con strumenti da 120 mm come un fuso orientato in senso NNE-SSW, più luminoso al centro. Si tratta di una galassia lenticolare, mentre la compagna NGC 4458 è una galassia ellittica più piccola ma con al centro un buco nero supermassiccio con una massa pari a 200 milioni di masse solari; visibile con molta difficoltà con strumenti da 120 mm, è decisamente più appariscente in un 150 mm.

A breve distanza verso nordest c’è NGC 4473, uno dei membri più brillanti della Catena di Markarian. Con un telescopio da 100 mm è visibile come una piccola stella leggermente sfuocata di magnitudine 11 circa; quest’aspetto quasi stellare permane anche con strumenti da 120-150 mm, sebbene con la visione distolta appaia un leggero alone allungato in senso est-ovest. Si tratta di una galassia ellittica pienamente membro dell’ammasso della Vergine, data la sua distanza di circa 50 milioni di anni luce, simile a quella degli altri membri della catena; possiede un nucleo molto brillante circondato da un disco interno che presenta due strutture di natura stellare in rotazione contraria. Le sue dimensioni reali sono circa due terzi di quelle della Via Lattea, sebbene la popolazione di ammassi globulari sia più che doppia.

All’estremità nordorientale della Catena di Markarian, ampiamente entro i confini della Chioma di Berenice, si trova NGC 4477, una galassia lenticolare barrata visibile con strumenti da 120 mm come una macchia chiara allungata in senso nord-sud con un nucleo brillante; è considerata una galassia di Seyfert a causa del suo nucleo attivo e possiede una barra molto ben definita immersa in un disco dalla morfologia chiaramente lenticolare dai bordi ben definiti.

Un'altra galassia lenticolare barrata è visibile a pochi minuti d’arco verso sudest ed è NGC 4479; molto più piccola e debole della precedente, si evidenzia con strumenti da 150 mm come una sorta di stellina molto debole e sfocata con un debolissimo alone allungato in senso nord-sud. Entrambe le galassie si trovano a 55-60 milioni di anni luce e sono quindi incluse nell’Ammasso della Vergine.

Circa una trentina di minuti d’arco a nordovest, dunque apparentemente fuori dalla Catena di Markarian, si trova NGC 4459. È ben visibile con strumenti da 80-100 mm come una macchia tondeggiante circondata da un debolissimo alone chiaro; il suo aspetto non migliora con strumenti da 150-200 mm, pur divenendo molto più chiara la sua natura apparentemente “nebulare”. Si tratta di una galassia lenticolare, in cui il nucleo è circondato da un disco particolarmente ricco di gas e polveri che lo rendono flocculento e in cui sono attivi processi di formazione stellare; il nucleo contiene un buco nero supermassiccio la cui massa è stata stimata sui 70 milioni di masse solari. Alla distanza di 52 milioni di anni luce, il suo diametro reale corrisponde a circa la metà di quello della Via Lattea.

Staccata dalla Catena di Markarian, a circa un grado di distanza dall’allineamento principale verso sudest, si trova quella che è la galassia dominante dell’intero Ammasso della Vergine: si tratta di M87, una galassia ellittica gigante con un nucleo attivo denominato Virgo A. La galassia è anche alla portata di un binocolo di media potenza, come un 10x50, in cui si mostra, se il cielo è nitido e non inquinato, come una macchia molto debole e luminosa al centro; con telescopi di aperture comprese fra i 60 mm e i 200 mm il suo aspetto rimane lo stesso, mostrandosi come un oggetto dal nucleo molto piccolo e brillante e un alone molto esteso di colore biancastro che sfuma gradualmente nel fondo cielo. Il diametro dell'alone mantiene le sue dimensioni apparenti di 4' anche con strumenti più grandi. M87 si trova nelle regioni più centrali dell'Ammasso della Vergine ed è probabilmente la galassia più estesa di questo ammasso di galassie. Nella banda della luce visibile è visibile solo come una macchia estesa e lattiginosa con un nucleo molto piccolo; tuttavia nel suo centro è presente una potente radiosorgente nota come Virgo A o 3C 274. La massa della galassia è pari ad almeno mille miliardi di masse solari; M87 possiede inoltre un numero molto alto di ammassi globulari, stimato tra 13.000 e 15.000, che costituisce il più alto numero conosciuto per una galassia. Un lungo getto rettilineo di materia si estende per almeno 5000 anni luce dal nucleo ed è composto da materia espulsa dal buco nero che sta al centro della galassia, il quale è diventato particolarmente famoso presso il pubblico perché nel 2019 è stato il primo di cui sia stata resa disponibile una fotografia, ottenuta da anni di riprese ad opera del progetto internazionale Event Horizon Telescope; attorno al buco nero è presente un grande disco di gas in rapida rotazione, mentre la massa totale di quest’oggetto sarebbe di circa 6,6 miliardi di masse solari. La galassia M87 è inoltre sorgente di onde radio, raggi X e raggi gamma. La sua vicinanza l'ha resa una delle radiogalassie più studiate; il getto che vediamo originarsi dal centro è solo la parte rivolta verso la nostra direzione di un doppio getto, la cui controparte è situata dall'altro lato della galassia ed è quindi invisibile a noi.

Pochi minuti d’arco a ovest di M87 si trova una coppia di galassie ben più deboli; la più vicina è NGC 4478, che è anche la più luminosa. Si tratta di una galassia ellittica visibile con strumenti da 120-150 mm di diametro, che potrebbe essere una compagna fisica di M87: le due galassie distano infatti circa 130.000 anni luce, simile alla distanza che intercorre fra la Via Lattea e la Grande Nube di Magellano.

Più debole e più lontana è NGC 4476, una galassia lenticolare probabilmente anch’essa in interazione con M87; possiede un disco molto ricco di polveri interstellari, sebbene l’intera galassia sia particolarmente povera di idrogeno neutro, una caratteristica questa molto insolita per una galassia appartenente all’Ammasso della Vergine.

M98, M99 e il gruppo di nordovest

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M98 è una brillante galassia spirale vista di taglio.
 
La galassia M99, coi suoi bracci parzialmente deformati.
 
Le due galassie interagenti NGC 4298 e NGC 4302, situate a 53 milioni di anni luce da noi.
 
Dettaglio delle regioni centrali della galassia spirale M100.

Il gruppo di galassie situato a nordovest della Catena di Markarian ricade quasi per intero nella costellazione della Chioma di Berenice; alcune delle galassie maggiori di questo gruppo sono state anche osservate e catalogate da Charles Messier.

Una delle galassie più occidentali del gruppo è M98, una galassia spirale visibile circa sei gradi ad est della stella Denebola e mezzo grado a ovest di 6 Comae Berenices. La galassia è alla portata di un binocolo potente o di un piccolo telescopio amatoriale; in strumenti da 150 mm si mostra come una macchia dalla forma molto allungata in senso nord-sud per circa 7'. Il nucleo, evidente maggiormente con un 200 mm, ha una forma che appare lenticolare, mentre l'alone permane nebuloso anche con un telescopio da 300 mm di apertura; dettagli maggiori si possono osservare tramite la visione distolta o in strumenti superiori. Questa galassia fu per lungo tempo creduta come non appartenente all'Ammasso della Vergine, a causa della sua velocità radiale, che la indicava in avvicinamento di 125 km/s; tuttavia in uno studio condotto negli anni novanta viene avanzata l'ipotesi che appartenga allo stesso sottogruppo di M99, che appartiene all'Ammasso della Vergine, alla distanza di circa 55 milioni di anni luce. La massa della galassia sarebbe pari a 170 miliardi di masse solari e il suo diametro sarebbe di 150.000 anni luce, dunque la galassia sarebbe più grande della nostra Via Lattea. La sua magnitudine assoluta è pari a -21,7.

Ben più appariscente è invece M99, un'altra galassia spirale, visibile circa sette gradi a est di Denebola. Ha una luminosità al limite estremo della portata di un binocolo di media potenza, mentre è visibile con un piccolo telescopio amatoriale come una macchia chiara quasi perfettamente circolare; con strumenti da 150 mm appare una distinzione fra la regione del nucleo, luminosa, e quella dell'alone, molto pallida ed estesa. Con strumenti da 250-300 mm si iniziano ad intravedere i primi segni della sua struttura a spirale, sebbene con grosse difficoltà. M99 è una delle galassie più brillanti dell'Ammasso della Vergine; possiede dei bracci ben sviluppati orientati in senso orario, sebbene siano asimmetrici forse a causa di un'interazione con un'altra galassia, forse la vicina M98. Un altro indizio che questa galassia possa essere stata disturbata deriva dalla sua velocità radiale: infatti la galassia sembra recedere rispetto a noi alla velocità di 2407 km/s, che equivale ad un movimento di 1200 km/s rispetto al centro dell'ammasso di cui fa parte, la più alta fra tutte le galassie osservate dal Messier. Il diametro della galassia è di 87.000 anni luce e la sua massa sarebbe pari a circa 130 miliardi di masse solari; nei suoi bracci sono state osservate tre supernovae.

Circa un grado a sud di 6 Comae Berenices si trova la galassia NGC 4208, nota anche come NGC 4212 (errori di questo tipo, con designazioni multiple, sono relativamente comuni in zone ad altissima densità di galassie); è alla portata di strumenti da 120 mm di diametro, sebbene con difficoltà, e si mostra come una piccola ellisse chiara più luminosa al centro. Si tratta di una galassia spirale vista quasi di faccia, con un disco contenente numerosi bracci frammentati, fenomeno tipico delle galassie di tipo flocculento; il suo nucleo è attivo e presenta linee di emissione a bassa ionizzazione. La sua distanza è pari a 53 milioni di anni luce circa, compatibile con le altre galassie dell’ammasso.

Circa un grado e mezzo a sudovest di questa galassia si individua NGC 4168, anch’essa alla portata di strumenti da 120-150 mm di diametro; la sua morfologia ellittica non consente di evidenziare dettagli di rilievo al di là del suo nucleo brillante e del suo debole alone. Misurazioni della sua velocità radiale e della sua distanza, stimata talvolta oltre i 90 milioni di anni luce, fanno ritenere che questa galassia si trovi al di là dell’Ammasso della Vergine, in posizione più remota.

Circa due gradi a sud di 6 Comae Berenices appare la galassia NGC 4216; è decisamente brillante ed è infatti anche alla portata di strumenti da 100 mm, con cui appare come un fuso chiaro della lunghezza di 3-4 minuti d’arco, orientato in senso NNE-SSW, col lato settentrionale leggermente più appariscente di quello meridionale. Il suo nucleo, più brillante rispetto al resto del fuso, si rende visibile con più chiarezza con strumenti da 150 mm. Si tratta di una galassia a spirale, una delle più grandi e più appariscenti dell’Ammasso della Vergine, in termini assoluti: è infatti intrinsecamente più brillante della Galassia di Andromeda; il tasso di formazione stellare nel suo disco è tuttavia piuttosto basso a causa della scarsa presenza di idrogeno molecolare, fenomeno che è osservabile anche in alcune altre galassie simili dell’ammasso. Si ritiene che nel suo alone esterno vi siano circa 700 ammassi globulari, più due correnti stellari che potrebbero essersi originate dal processo di disgregazione di due antiche galassie satelliti ormai fagocitate. La sua distanza è stimata sui 55 milioni di anni luce.

Due gradi e mezzo a sudest sempre di 6 Comae Berenices si trova NGC 4267, una galassia ellittica visibile con telescopi da 120 mm di diametro con qualche difficoltà come una macchia di aspetto stellare e leggermente espansa. Essendo alla distanza di 55 milioni di anni luce, anche questa fa parte dell’Ammasso della Vergine; il suo diametro reale è pari a poco più della metà di quello della Via Lattea.

Proseguendo verso nord, a breve distanza da M99 e circa un grado ad est di 6 Comae Berenices, si trova NGC 4262; non è molto appariscente e può essere notata con strumenti da 120-150 mm come una macchia leggermente allungata in senso nord-sud e chiaramente più luminosa al centro. Si tratta di una galassia lenticolare barrata di piccole dimensioni e aspetto compatto, con una barra centrale molto luminosa; si trova a 50 milioni di anni luce di distanza e appartiene all’Ammasso della Vergine.

Più estesa ma altrettanto poco appariscente è NGC 4298, visibile un grado e mezzo a ESE sempre di 6 Comae Berenices; si tratta di una galassia a spirale di tipo flocculento che fa coppia con la vicina NGC 4302, una spirale vista perfettamente di taglio. Le due galassie sono in interazione fisica, come è evidenziato da diversi elementi, come la deformazione del disco di NGC 4298 in direzione della compagna, un elevato tasso di formazione stellare e un ponte mareale di gas e stelle che collega le due galassie fra loro. La loro separazione reale sarebbe di appena 36.000 anni luce, che le rende ormai prossime a un contatto fisico profondo. La loro distanza da noi è pari a circa 53 milioni di anni luce.

Sempre utilizzando la 6 Comae Berenices è possibile individuare M100, situata circa due gradi a nordest di questa stella. Si tratta di una galassia a spirale, visibile in posizione frontale. La sua luminosità fa sì che questa galassia sia però al limite estremo della visibilità con un binocolo di media potenza, come un 10x50; una debole condensazione centrale più luminosa circondata da un alone si evidenzia solo con un telescopio da 80 mm o anche con un potente binocolo. Qualche dettaglio in più, come delle chiazze scure sull'alone, possono essere osservate in un 150 mm, mentre un 200 mm è in grado di rilevare, solo in condizioni atmosferiche ottimali, due bracci di spirale che appaiono come dei rinforzi di luminosità sui lati est e ovest del nucleo. M100 ha due grandi bracci costituiti da stelle più brillanti, e molte altre più deboli; in questi bracci sono state osservate ben cinque supernovae. Questa galassia è anche uno dei membri più importanti dell’Ammasso della Vergine entro i confini della Chioma di Berenice; la sua massa è di 100 miliardi di masse solari, mentre la sua magnitudine assoluta è pari a -21.8. Il suo diametro reale è di 120.000 anni luce, dunque di poco superiore rispetto a quello della Via Lattea; diverse stime indicano che la galassia si allontana da noi alla velocità di 720 km/s.

Fra le numerose piccole galassie visibili a est di M100 spicca NGC 4419, che sebbene non sia particolarmente luminosa è comunque alla portata di telescopi da 120-150 mm, dove appare come un piccolo e spesso fuso chiaro orientato in senso nordovest-sudest. Si tratta di una galassia spirale barrata vista con un’elevata angolazione, ossia quasi di taglio; presenta un nucleo attivo e dista 52 milioni di anni luce. Le galassie visibili a nordest di M100 sono in genere un po’ più appariscenti; fra queste vi è NGC 4350, visibile con strumenti da 120 mm come una piccola ellisse chiara di aspetto uniforme, orientata in senso nordest-sudovest e lunga meno di due minuti d’arco. È una galassia di morfologia lenticolare vista quasi di taglio, il cui diametro è circa la metà di quello della Via Lattea; la sua distanza è stimata sui 52 milioni di anni luce.

Pochi minuti d’arco a ovest si trova la meno appariscente NGC 4340, una galassia lenticolare barrata vista invece quasi di faccia. Possiede una morfologia peculiare: il suo nucleo, di aspetto quasi stellare a causa della sua compattezza, è circondato da una sorta di anello luminoso formato da stelle vecchie e di piccola massa, che attraversa per intero il disco galattico; nucleo e anello appaiono collegati da due barre, una dominante e una leggermente disallineata e meno appariscente. La galassia è povera di gas e polveri. La sua distanza, di 55 milioni di anni luce, indica che si trova vicina anche fisicamente alla precedente.

Circa due gradi a sudovest della stella doppia 24 Comae Berenices si trova la galassia NGC 4450; si tratta di una spirale semplice con bracci ben avvolti attorno a un nucleo piuttosto brillante. I suoi bracci sono attraversati da banchi di gas e polveri, ma vi è traccia solo di limitati fenomeni di formazione stellare, motivo per cui questi appaiono privi di addensamenti luminosi e altre caratteristiche di rilievo. È alla portata di strumenti da 120 mm di diametro, sebbene appaia come un piccolo alone chiaro marcatamente più luminoso al centro e allungato debolmente in senso nord-sud. La sua distanza è stimata sui 50 milioni di anni luce.

Proseguendo ancora verso nord si arriva infine a M85, una galassia lenticolare rintracciabile quasi lungo la linea che collega le due stelle 11 e 24 Comae Berenices. Quasi invisibile in un 10x50, diventa simile ad un pallino luminoso con un 20x80; nonostante sia una delle galassie più appariscenti del gruppo di cui fa parte, per poterne apprezzare l'alone occorre un telescopio da 80 mm di apertura. Con un 140 mm è visibile come un oggetto allungato in senso nord-sud e con un alone del diametro di 4' x 2'; in un 200 mm tuttavia questo alone permane privo di particolari. M85 è una galassia di forma ellittica molto schiacciata o lenticolare, senza traccia di strutture a spirale; come parte dell'Ammasso della Vergine, la sua distanza è pari a circa 60 milioni di anni luce. La sua massa è di 400 miliardi di masse solari e la sua magnitudine assoluta è stata stimata di -21,9; il diametro sarebbe invece di 115.000 anni luce, dunque leggermente più grande della nostra Via Lattea. Si allontana da noi alla velocità di 729 km/s ed è in interazione con la vicina galassia spirale NGC 4394 e la piccola galassia ellittica catalogata come MCG 3-32-38.

A brevissima distanza verso est si trova la già citata NGC 4394, inclusa nello stesso campo visivo di M85 con la gran parte delle configurazioni osservative; è evidente come un fuso chiaro allungato in senso nordovest-sudest, circondato da un vago alone chiaro quasi circolare. La struttura tanto evidente all’osservazione amatoriale è la sua barra centrale, che appare dominante rispetto al disco, il quale è formato da due bracci principali non particolarmente spessi ed estesi.

Mezzo grado a nord di 11 Comae Berenices si trova infine NGC 4293; è un oggetto abbastanza appariscente e visibile chiaramente con uno strumento da 100-120 mm come una macchietta allungata in senso est-ovest della lunghezza di 3-4 minuti d’arco. Si tratta di una galassia lenticolare vista con una forte angolazione, probabilmente avente una struttura a barra che attraversa il suo nucleo; il suo disco esterno presenta segni di disturbo, forse a causa dell’interazione con altre galassie vicine. Il suo nucleo è attivo, con linee di emissione a bassa ionizzazione. Fatto che farebbe ritenere che al suo interno si possa trovare un buco nero supermassiccio di circa 60 milioni di masse solari. La distanza della galassia è stimata sui 54 milioni di anni luce ed è quindi uno dei membri più esterni dell’Ammasso della Vergine.

Da M88 a M90 e al gruppo di nordest

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M88 è una brillante galassia spirale di facile osservazione.
 
La galassia M91 è uno degli oggetti di Messier più difficili, ma è anche uno dei più belli in fotografia.
 
La galassia a spirale M90.

Il gruppo di galassie situato a nordest della Catena di Markarian è dominato dalle due spirali M88 e M91, cui si aggiunge verso sud M90, una delle galassie più appariscenti dell’intero Ammasso della Vergine.

M88 si individua con grande facilità a NNE dell’allineamento delineato dalle galassie dalla Catena di Markarian ed è al limite della visibilità con un binocolo 10x50, mentre con un telescopio da 80 mm di apertura già si presenta come una chiazza chiara leggermente allungata; in un 150 mm appare come un'ellisse allungata in senso SE-NW, con un nucleo centrale più luminoso. Telescopi da 200 o 300 mm mostrano un alone esteso in cui si evidenziano tracce dei bracci di spirale. M88 appartiene all'Ammasso della Vergine; la sua inclinazione rispetto alla nostra linea di vista è di circa 30°, sufficiente perché siano visibili le strutture dei bracci di spirale, che appaiono ben marcati; le sue dimensioni sono pari a 130.000 anni luce, dunque superiori a quelle della Via Lattea, così come la sua massa, stimata in circa 200 miliardi di masse solari. La distanza sarebbe di circa 50 milioni di anni luce. Nel maggio del 1999 è stata osservata una supernova classificata come SN 1999cl, che raggiunse una magnitudine apparente pari a 13,6.

Circa un grado ad est è visibile a galassia M91, uno degli oggetti di Messier più difficili in assoluto da individuare, pur essendo comunque fra le galassie più appariscenti dell’Ammasso della Vergine: la sua luminosità è al limite della visibilità con un binocolo di media potenza, ma la sua sfuggevolezza lo rende un oggetto piuttosto difficile da osservare anche in strumenti come un telescopio da 80 mm; la caratteristica più evidente è la sua barra centrale, visibile solo come una macchia allungata in senso ENE-WSW anche in un telescopio da 150 mm di apertura. Il suo alone, esteso a nord e a sud, si evidenzia nelle foto digitali o a lunga posa, oppure con strumenti da 200 a 300 mm di apertura. M91 possiede un diametro pari a circa 80.000 anni luce, dunque sarebbe più piccola della nostra Via Lattea; anche la sua massa, pari a 90 miliardi di masse solari, è inferiore. La classificazione secondo la sequenza di Hubble è SBb, ossia una galassia spirale barrata di tipo intermedio; la sua distanza è stimata sui 63 milioni di anni luce. La sua velocità radiale è di 400 km/s in recessione: ciò vuol dire che, rispetto all'ammasso della Vergine, M91 ha un considerevole moto di avvicinamento rispetto a noi (700 km/s). La velocità di recessione rispetto a noi dell'ammasso della Vergine, infatti, è di circa 1100 km/s. Nei suoi bracci di spirale non sono mai state osservate supernovae.

Poco più di mezzo grado a sudest di M91 si trova NGC 4571, un po’ meno appariscente e dunque più difficile, ma ancora alla portata di strumenti da 120 mm di diametro, dove appare come una macchia chiara circolare con un punto più luminoso e quasi stellare al centro; si tratta di una galassia spirale vista perfettamente di faccia, con dei bracci estesi e molto ramificati che si avvolgono attorno a un nucleo privo di barra e molto piccolo. La sua distanza è stimata sui 58 milioni di anni luce.

Circa un grado più a sud appare la grande e brillante galassia M90, una delle più luminose del gruppo della Vergine: può essere individuata persino con un binocolo, se la notte è particolarmente propizia, mentre un semplice telescopio amatoriale da 60-80 mm è in grado di mostrarla come una macchia allungata e con un leggero alone. Il nucleo, ben visibile in strumenti a partire da 140 mm, è di aspetto puntiforme e di dodicesima magnitudine, mentre l'alone è debole e tagliato in due da una barra più luminosa. Ha bracci a spirale molto stretti e uniformemente brillanti, che sembrano completamente "fossilizzati", nel senso che non sembra esserci formazione di stelle in corso, con la sola eccezione della regione interna del disco, vicino ad alcune linee scure di polvere. Probabilmente il suo mezzo interstellare è stato in gran parte strappato via dalle intense forze mareali presenti all'interno dell'ammasso in cui si trova; altre teorie affermano che sia stato spazzato via da esplosioni multiple di supernovae avvenute nella regione del nucleo, dove la formazione stellare è ancora attiva. La sua distanza è pari a 60 milioni di anni luce.

NGC 4639 si trova circa un grado e mezzo a est di M90 ed è individuabile con strumenti da 120 mm con qualche difficoltà come un piccolo dischetto chiaro circondato da un alone leggermente allungato; si tratta di una galassia spirale barrata con un nucleo attivo (galassia di Seyfert) e una barra dominante rispetto al disco. La sua distanza è stimata sui 70 milioni di anni luce.

Meno di mezzo grado a sudest vi è NGC 4654, un po’ più appariscente e visibile anche con telescopi da 100 mm sotto cieli molto bui, dove appare come un alone circolare con un nucleo di aspetto stellare; la galassia diventa marcatamente ellissoidale con strumenti di diametro maggiore. È una galassia spirale che presenta una distribuzione asimmetrica del gas e anche delle sue stelle; questo fatto è stato interpretato come frutto dell’interazione col mezzo intra-ammasso, ossia fra le galassie membri dell’ammasso, nonché con la probabile passata interazione con la già citata NGC 4639 avvenuta circa 500 milioni di anni fa. La distanza di NGC 4654 è stimata sui 55 milioni di anni luce da noi.

NGC 4689 si trova sul bordo orientale dell’Ammasso della Vergine, in direzione delle due stelle 28 e 29 Comae Berenices; è visibile con telescopi da 100-120 mm come un globo chiaro delle dimensioni di circa due minuti d’arco, con un nucleo centrale solo appena accennato e meglio individuabile con strumenti da 200 mm. L’alone è visibile in visione distolta anche con strumenti da 120-150 mm. Si tratta di una galassia spirale vista di faccia con un nucleo molto piccolo e attivo, circondato da un disco con bracci di aspetto flocculento, i cui bordi esterni mostrano un aspetto anulare; si trova a circa 54 milioni di anni luce di distanza.

Ben più staccata verso ovest è la galassia NGC 4710, una spirale o forse lenticolare vista perfettamente di taglio; appare come uno stretto fuso chiaro orientato in senso nord-sud con strumenti da 150 mm. La presenza di una struttura luminosa a X sovrapposta alla direzione del nucleo e visibile dalle immagini del telescopio Hubble è stata interpretata come il risultato di moti verticali delle stelle di una barra altrimenti invisibile dato l’angolo d’osservazione di questa galassia: NGC 4710 sarebbe pertanto una spirale barrata, oppure una lenticolare barrata.

NGC 4651, infine, è visibile circa 40 minuti d’arco a WSW della stella 27 Comae Berenices; può essere notata anche con telescopi da 120 mm dove appare come una piccola ellisse chiara orientata in senso est-ovest. Viene talvolta soprannominata “Galassia Ombrello” per via di una struttura luminosa allungata che si estende dal suo disco e terminante in un arco, formata da una corrente di stelle comunemente interpretata come il resto di un’antica galassia minore deformata e disgregata dalle intense forze mareali di NGC 4651. La sua distanza è incerta, ma viene indicata come un membro esterno dell’Ammasso della Vergine.

Da M89 ai gruppi orientali

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La galassia ellittica M89 appare di forma perfettamente sferica.
 
La galassia spirale barrata M58.

Le galassie ad est della Catena di Markarian tendono a formare una lunga coda che si protende in direzione della stella Vindemiatrix; in questa regione dell’Ammasso della Vergine le galassie dominanti sono M89 e M58 e poi, più in disparte, la coppia formata da M59 e M60.

Una delle galassie più appariscenti di questa zona, visibile poco meno di un grado a SSW della già citata M90, è M89. Si tratta di una galassia ellittica, la cui luminosità non eccessivamente elevata e la presenza di un gran numero di altre galassie ne rende difficile l'osservazione e il riconoscimento. La galassia si trova al di fuori della portata di un binocolo 10x50, mentre può essere individuata con un piccolo telescopio amatoriale, come un rifrattore da 60 mm di apertura: qui si presenta come una macchia tondeggiante e priva di particolari; strumenti di aperture comprese fra 100 e 200 mm consentono solo di osservare un alone più marcato, di circa 1,5'. Osservazioni condotte negli anni novanta mostrano come M89 sia quasi perfettamente sferica nella sua forma: ciò non è usuale per le galassie ellittiche, che sono tutte ellissoidi allungati; è possibile che la galassia sia orientata in modo da apparire sferica ad un osservatore sulla Terra ma sia in realtà ellittica. La galassia inoltre è circondata da una struttura formata da gas o polveri che si estende fino a 150.000 anni luce dalla galassia. Sono anche presenti getti di particelle che arrivano fino ad una distanza di 100.000 anni luce, segno che la galassia poteva essere in origine un quasar o una radiogalassia. M89 contiene inoltre un'estesa popolazione di ammassi globulari, il cui numero potrebbe superare le 2000 unità.

Circa un grado a SSE si trova M58, una galassia spirale barrata che si può individuare lungo la linea che congiunge le stelle Denebola e Vindemiatrix, più vicina a quest'ultima di circa due terzi. Si trova al limite della portata di un binocolo di medie dimensioni, come un 10x50, in cui appare come una macchia chiara molto piccola senza particolari; un aspetto simile è osservabile in un telescopio da 80 mm di apertura. Occorrono strumenti potenti, come un 200 mm, per individuare alcuni dettagli, come la presenza di un nucleo brillante e un alone esteso fino a un diametro di 4'. La massa di M58 è stata stimata in 300 miliardi di masse solari, dunque maggiore rispetto a quella della nostra Via Lattea; il suo diametro sarebbe di 107.000 anni luce. La sua magnitudine assoluta è -21,1 e la sua magnitudine apparente è pari a 9,7. M58 appare allontanarsi alla velocità di 1517 km/s, con una distanza stimata in 64 milioni di anni luce, dunque paragonabile con quella delle galassie dell'Ammasso della Vergine di cui è parte.

Circa 45 minuti d’arco a sudovest di M58 si trova un trio di galassie tutte alla portata di strumenti da 120-150 mm di diametro. La più settentrionale è NGC 4564, una galassia ellittica molto allungata (tipo E6) e visibile come un fuso orientato in senso nordest-sudovest, il cui diametro è poco superiore alla metà di quello della Via Lattea; al suo centro ospita un buco nero supermassiccio con una massa stimata sui 56 milioni di masse solari.

Poco più a sud si osserva la coppia di galassie interagenti NGC 4567 e NGC 4568; si tratta di due galassie a spirale in fase iniziale di interazione fisica, talvolta soprannominate “Gemelle siamesi” a causa della loro fase di collisione ben visibile. Le due galassie mostrano un tasso di formazione stellare notevolmente maggiore nelle rispettive aree dove l’interazione fisica è avvenuta con più evidenza, ossia nel punto di collisione. La loro distanza da noi è di circa 60 milioni di anni luce.

M59 è una galassia ellittica facile da reperire in cielo, anche questa grazie alla presenza della stella Vindemiatrix: si trova infatti circa 4° ad ovest di questa stella; sebbene sia al limite estremo della portata di un binocolo di media potenza come un 10x50, è ben visibile in un telescopio da 60 mm di apertura, in cui appare come una macchia ovoidale molto chiara. Strumenti molto grandi la mostrano come una sorta di "oggetto doppio", grazie alla presenza, circa 20' a nord-ovest, della galassia NGC 4606; molte altre galassie sono visibili anche nello stesso campo. M59 è una delle galassie ellittiche più grandi dell’Ammasso della Vergine, anche se meno luminosa e massiccia di M49, M60 e della gigante M87. La forma di M59 è fortemente schiacciata, tanto da essere classificata come una galassia ellittica di tipo E5; l’asse maggiore ha una dimensione apparente di 5’, che a 60 milioni di anni luce di distanza corrispondono a circa 90.000 anni luce di diametro.

Circa 20 minuti d’arco a sudest si trova NGC 4638, una galassia lenticolare vista perfettamente di taglio e visibile con strumenti da 150 mm come un lungo fuso più largo al centro. Le sue dimensioni sono relativamente piccole, essendo meno della metà di quelle della Via Lattea; la sua distanza è stimata sui 50 milioni di anni luce.

A breve distanza si trova la brillante M60, una galassia ellittica che è rintracciabile anche partendo da Vindemiatrix e spostandosi di 4 gradi verso ovest; è visibile anche con un binocolo di media potenza come un 10x50, se la notte è propizia, in cui si mostra come una macchia molto piccola e sfuocata. Con un telescopio da 150 mm si possono vedere alcuni particolari, come la presenza di un alone chiaro esteso fino a 3', mentre la condensazione centrale è estremamente compatta e luminosa; in direzione nordovest è visibile pure una sorta di protuberanza dell'alone, che in un telescopio di maggior potenza si rivela come una galassia indipendente, catalogata come NGC 4647. Nello stesso campo visivo sono osservabili anche un gran numero di altre galassie. M60 è la terza galassia più brillante dell'ammasso della Vergine ed è la maggiore del suo sotto-ammasso, che conta quattro galassie. la sua massa viene stimata in circa mille miliardi di masse solari, dunque diverse volte superiore a quella della nostra Via Lattea; il suo diametro sarebbe invece di 120.000 anni luce, anche se l'alone esterno potrebbe essere anche più ampio. La sua magnitudine assoluta è pari a -22,3 e possiede un vasto sistema di ammassi globulari. M60 sembra in pieno processo di interazione con un'altra galassia vicina, la già citata spirale di tipo Sc NGC 4647; tuttavia, sebbene la sovrapposizione dei loro aloni suggerisca che queste due galassie siano in processo di interazione, le immagini fotografiche non mostrano alcuna evidenza di deformazione, come sarebbe normale in caso di galassie realmente così vicine fra loro. Ciò suggerisce che in realtà queste due galassie si trovino sovrapposte solo per un effetto di prospettiva, e potrebbero trovarsi a distanze leggermente maggiori di come possa sembrare.

Circa mezzo grado a sudest di M60 si individua NGC 4660, visibile con strumenti da 120 mm come una sorta di stella sfuocata di magnitudine 12 con due leggeri lobi chiari visibili soprattutto con la visione distolta. Si tratta di una galassia ellittica molto allungata (classe E5), probabilmente entrata in interazione con altre galassie nel suo recente passato, come è evidente dalla presenza di un lungo filamento di gas e polveri che parte da essa. La sua distanza è pari a circa 63 milioni di anni luce ed è parte dell’Ammasso della Vergine.

Circa due gradi e mezzo a WNW di Vindemiatrix si trova la coppia di galassie NGC 4754 e NGC 4762; sebbene appaiano molto vicine fra loro, non sarebbero in interazione diretta in quanto non sarebbero evidenti segni in questo senso. La loro distanza da noi è rispettivamente stimata in 53 e 60 milioni di anni luce, per cui fra di loro vi sarebbero 7 milioni di anni luce. La prima è visibile con strumenti da 120 mm come una macchia circolare di 1-2 minuti d’arco, con qualche difficoltà, mentre diventa molto più chiara con telescopi da 150 mm; la seconda è più appariscente e si mostra come un lungo fuso orientato in senso nordest-sudovest con strumenti da 120 mm. NGC 4754 è una galassia lenticolare barrata la cui distanza è stimata sui 53 milioni di anni luce, mentre NGC 4762 è una galassia lenticolare vista perfettamente di taglio, situata a 60 milioni di anni luce; entrambe si trovano sul bordo più orientale dell’Ammasso della Vergine, in un punto periferico.

Attorno alla stella ρ Virginis si trovano due galassie alla portata di strumenti da 120-150 mm. La più occidentale è NGC 4596, una lenticolare barrata con una struttura a barra molto ben marcata che attraversa un nucleo molto compatto e di aspetto quasi stellare; le estremità della barra si connettono a una sorta di anello che attraversa il disco galattico. Più vicina alla ρ Virginis è invece NGC 4608, che presenta la medesima struttura generale ma appare leggermente più piccola e meno luminosa. Entrambe le galassie distano fra 55 e 56 milioni di anni luce s si troverebbero quindi vicine anche fisicamente.

Da M49 ai gruppi meridionali

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M49 è una delle galassie più luminose della costellazione.
 
NGC 4535 è una brillante galassia spirale vista quasi di faccia.

Il grande gruppo di galassie situato a sud della Catena di Markarian è centrato attorno alla grande galassia M49, una galassia ellittica che è anche una delle più luminose della costellazione della Vergine; gran parte delle altre galassie si dispongono principalmente a nord e ad est di questa.

M49 è, come appena accennato, una delle più brillanti della costellazione; è infatti ben evidente anche con un binocolo 10x50 se la notte presenta buone condizioni atmosferiche; in un telescopio da 60 mm è visibile come una brillante macchia di forma rotondeggiante. L'aspetto resta immutato anche ad ingrandimenti superiori, mentre con un 150 mm si osserva un alone esteso fino a 4' digradante dolcemente nel fondo cielo; il nucleo è visibile come un punto luminoso all'interno della regione centrale, più luminosa dell'alone. M49 è una galassia ellittica, classificata secondo la sequenza di Hubble come E2 o E4; è una delle galassie più luminose dell'Ammasso della Vergine, a cui appartiene, sebbene si trovi in una posizione leggermente decentrata rispetto al nucleo centrale dell'ammasso. La sua magnitudine assoluta è pari a -22,7 e la sua classe spettrale integrata è di tipo G7, dunque dal marcato colore giallo, più delle altre galassie della zona. Secondo alcune stime, M49 avrebbe un numero di ammassi globulari compreso fra 5000 e 7000, decine di volte superiore a quello della nostra Via Lattea; le sue dimensioni reali sarebbero comprese fra 140.000 e 160.000 anni luce, che alla distanza di 55 milioni di anni luce equivalgono ad un diametro apparente di 9'. Tutt'attorno sono presenti un gran numero di galassie compagne.

Un grado a nord di M49 si trova NGC 4469, una galassia lenticolare vista perfettamente di taglio, che nelle foto ad alta risoluzione mostra alcuni banchi di polveri davanti al nucleo e la stessa struttura a X che si osserva in altre galassie come la recentemente citata NGC 4710; questa struttura è interpretata come indice della presenza di una barra, invisibile a causa dell’orientamento con cui la galassia ci appare: pertanto NGC 4469 sarebbe una lenticolare barrata. Non è particolarmente luminosa e si presenta con strumenti da 150 mm come uno stretto fuso chiaro; il suo nucleo è attivo, con linee di emissione a bassa ionizzazione. La sua distanza è stimata sui 55 milioni di anni luce ed è pertanto legata all’Ammasso della Vergine.

Un grado e mezzo a nordovest si trova NGC 4417, anch’essa una lenticolare visibile perfettamente di taglio; può essere notata con strumenti da 120 o 150 mm come un fuso luminoso orientato in senso nordest-sudovest. La sua distanza di 34 milioni di anni luce la renderebbe in primo piano rispetto alle galassie dell’Ammasso della Vergine, o al più uno dei membri più vicini a noi.

NGC 4442 si trova a breve distanza dalle precedente, poco più di un grado a sudovest della stella 20 Virginis; appare con strumenti da 120 mm come una debole stellina sfuocata immersa in un vago alone allungato in senso est-ovest. Si tratta di una galassia lenticolare barrata la cui distanza di 22 milioni di anni luce la colloca in primo piano rispetto all’Ammasso della Vergine, pur facendo parte delle sue propaggini più esterne; in particolare è la dominante di un gruppo di galassie chiamato Gruppo di NGC 4442, che comprende una dozzina di galassie minori visibili nei dintorni.

NGC 4535 è una delle galassie più appariscenti ad est di M49; è visibile anche con strumenti da 100 mm, in cui appare come un alone uniforme piuttosto largo, fino a 4 minuti d’arco. Il nucleo si rende visibile come un puntino luminoso con telescopi da 150-200 mm. Si tratta di una spirale barrata dominata da due bracci maggiori, da cui si diramano varie strutture secondarie, ricche di stelle giovani e brillanti; la sua distanza è stimata sui 52 milioni di anni luce.

Molto appariscente è anche la galassia NGC 4560, nota anche come NGC 4526; la sua luminosità la rende visibile anche con strumenti da 80 mm, con cui appare come una macchia luminosa allungata in senso nordovest-sudest. Dalle immagini sembra che al suo centro si trovi una struttura simile a una barra, come avviene per le galassie spirali barrate. Questa galassia appartiene all’Ammasso della Vergine ed è una delle galassie lenticolari più luminose conosciute; il nucleo interno presenta un aumento progressivo della velocità orbitale delle sue stelle, che indica la presenza di una massa oscura centrale. Il modello più verosimile per spiegare il movimento del gas molecolare nelle regioni centrali suggerisce che ci sia un buco nero supermassiccio con una massa pari a 450 milioni di volte quella del Sole; si tratta del primo buco nero la cui massa sia stata misurata tramite l’analisi della rotazione del gas molecolare che ruota attorno al suo centro attraverso l’uso di un interferometro astronomico. La distanza di questa galassia è stimata sui 55 milioni di anni luce.

NGC 4570 è visibile un grado a nordovest di 31 Virginis ed è una galassia lenticolare visibile con telescopi da 120 mm come un piccolo fuso allungato in senso nordovest-sudest; appare vista di taglio, con un disco il cui diametro è 3/4 di quello della Via Lattea. La sua distanza è pari a 57 milioni di anni luce.

NGC 4612 è molto meno appariscente, ma la sua posizione è rintracciabile con facilità mezzo grado a nord di 31 Virginis; con telescopi da 150 mm si presenta come un alone chiaro vagamente ovale, con un nucleo brillante. Si tratta di una galassia lenticolare barrata distante 57 milioni di anni luce.

NGC 4698 è situata all’estremità orientale dell’Ammasso della Vergine ed è visibile anche con strumenti da 120 mm come una macchia leggermente allungata in senso nord-sud. È classificata come spirale barrata, ma presenta delle particolarità: il suo nucleo, attivo (si tratta di una galassia di Seyfert), appare allungato in senso perpendicolare al disco e anche le sue stelle sembrano muoversi nel medesimo modo; ciò potrebbe essere il risultato di un’antica interazione con altre galassie. La sua distanza è stimata sui 55 milioni di anni luce.

Circa un grado e mezzo a sudovest di M49 si trova infine NGC 4365, una galassia lenticolare piuttosto estesa e brillante, tanto da essere alla portata di telescopi da 80 mm di diametro, seppur con qualche difficoltà; appare come un alone diffuso e luminoso con strumenti da 120 mm, con un nucleo ben evidente. Questa galassia è di tipo E3 ed è un membro piuttosto massiccio dell’Ammasso della Vergine, con un diametro stimato sui 110.000 anni luce; la sua distanza è pari a 52 milioni di anni luce.

Verso M61

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La galassia spirale M61 e le galassie circostanti.
 
La galassia spirale barrata NGC 4536 presenta due bracci principali molto aperti.

L’ultimo gruppo, il più meridionale, è formato da una lunga e blanda concatenazione di galassie disposta in senso nordovest-sudest (Complesso Virgo II) ed è dominata al centro dalla grande galassia spirale M61.

Fra le galassie più settentrionali vi è NGC 4339, una ellittica quasi sferoidale (classe E1) visibile con strumenti da 120 mm come una sorta di stellina sfuocata. La sua distanza è pari a 53 milioni di anni luce e il suo diametro reale è di circa 30.000 anni luce, dunque assai piccolo.

Più appariscente NGC 4261, che è visibile anche con strumenti da 100-120 mm come un alone dai bordi molto sfumati e una zona centrale molto più luminosa; si tratta di una galassia ellittica con nucleo attivo, con due getti che si estendono dal nucleo verso i poli galattici. Si ritiene che al centro della galassia vi sia un buco nero supermassiccio con una massa di ben 400 milioni di masse solari. Le dimensioni reali di NGC 4261 sarebbero di circa 60.000 anni luce; non fa parte dell’Ammasso della Vergine, trovandosi alla distanza di ben 100 milioni di anni luce, ma appartiene a un gruppo a parte.

Anche NGC 4281 non fa parte dell’Ammasso della Vergine, trovandosi a ben 116 milioni di anni luce; è tuttavia visibile con strumenti da 120-150 mm come un’ellisse di luce uniforme lunga 2 minuti d’arco e orientata in senso est-ovest. Si tratta di una galassia lenticolare di tipo S0 ed è probabilmente di dimensioni notevoli.

Si arriva così alla grande e brillante galassia spirale catalogata come M61; si tratta di una galassia spirale situata a un terzo della linea congiungente le stelle Porrima e Denebola. Al binocolo 10x50 o 11x80 è quasi invisibile e si mostra come una macchia molto sfuggente; gli strumenti che consentono di osservare dettagli maggiori sono quelli superiori ai 140 mm di apertura, in cui appare come una chiazza il cui alone si estende per 5' di diametro, con un nucleo piccolo e luminoso posto esattamente al centro. Ad un'osservazione approfondita si nota che la sua forma non è perfettamente circolare ma appare allungata leggermente in senso nordest-sudovest, con alcuni chiaroscuri sull'alone che lo rendono irregolare. M61 si trova a 60 milioni di anni luce e con il suo diametro di circa 100.000 anni luce (simile a quello della Via Lattea) è uno dei più grandi membri dell'ammasso della Vergine. Particolarità di questa galassia è la struttura dei suoi bracci: essi mostrano diversi improvvisi cambi di direzione, dei veri e propri angoli che danno ad M61 un aspetto quasi poligonale. La sua massa è stata stimata in 50 miliardi di masse solari almeno e la sua magnitudine assoluta, rapportandola a quella apparente di 9,7, sarebbe pari a -21,2. Il moto proprio della galassia tende a farla allontanare da noi alla velocità di 1464 km/s, similmente a tutto l'Ammasso della Vergine, a cui appartiene.

Cira due gradi a sudovest di M61 si trova NGC 4457, decisamente molto meno appariscente ma sempre alla portata di strumenti da 120 mm, con cui è visibile sebbene con difficoltà; si tratta di una galassia spirale con un aspetto molto simile a una lenticolare, con un nucleo circondato da un ovale chiaro in cui sono immersi due tenui bracci di spirale. Esternamente si individua invece un anello maggiore che appare completamente distaccato dal disco interno, ossia senza strutture a bracci che lo congiungano. Il nucleo della galassia è attivo e presenta linee di emissione a bassa ionizzazione (LINER). La sua distanza è stimata sui 55 milioni di anni luce, compatibilmente con le altre galassie dell’Ammasso della Vergine.

NGC 4527 è situata in posizione molto più distaccata, a circa 5 gradi a ESE della stella δ Virginis; appare con telescopi da 120 mm come un fuso molto debole allungato in senso nordest-sudovest e lungo 3-4 minuti d’arco. Si tratta di una spirale vista quasi di taglio, con una morfologia che la rende molto simile alla Galassia di Andromeda; a differenza di questa tuttavia, NGC 4527 sarebbe più piccola e soprattutto è una galassia starburst, con un tasso di formazione stellare molto elevato. La sua distanza è stimata sui 49 milioni di anni luce, sebbene permanga qualche incertezza; in ogni caso è tradizionalmente considerata parte dell’Ammasso della Vergine.

NGC 4536 è visibile poco a sud della precedente ed è visibile anche con strumenti da 100 mm come una sorta di ellisse chiara orientata in senso nordovest-sudest; il suo nucleo di aspetto stellare è invece visibile con telescopi da 120-150 mm. A differenza di NGC 4527 tuttavia, questa non viene considerata parte dell’Ammasso della Vergine, sebbene le stime sulla sua distanza la collochino a circa 48-50 milioni di anni luce da noi dunque teoricamente non molto distante dalla precedente. È una spirale barrata di notevoli dimensioni, con un diametro che supererebbe i 150.000 anni luce; possiede un nucleo molto piccolo con una quasi totale assenza di un bulge classico, che giace su una barra relativamente blanda dalle cui estremità si dipartono due bracci di spirale maggiori che appaiono ben poco avvolti; su questi bracci sono attivi notevoli fenomeni di formazione stellare. Il bulge presenta emissioni di raggi X che lasciano ritenere la presenza di un buco nero supermassiccio.

Altre galassie ancora si trovano entro pochi gradi a sudovest della stella δ Virginis; si ritiene tuttavia che non facciano propriamente parte dell’Ammasso della Vergine in senso stretto. Fra queste spicca NGC 4636, una ellittica molto luminosa, tanto da essere individuabile anche con telescopi da 80 mm di diametro, dove appare come una stellina sfuocata circondata da un debolissimo alone. Situata a 55 milioni di anni luce, possiede un diametro di circa 105.000 anni luce e giace all’estrema periferia dell’Ammasso della Vergine; possiede un nucleo attivo di tipo LINER la cui causa sarebbe la presenza di un buco nero supermassiccio di circa 80 milioni di masse solari circondato da uno spesso disco di accrescimento. La sua popolazione di ammassi globulari è notevole, con stime che ne indicano oltre 4000.

Altre galassie luminose sono NGC 4665 e NGC 4643.


 

Il Complesso Virgo II

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La galassia spirale NGC 4030.
 
La brillante galassia lenticolare NGC 4753.
 
La brillante galassia ellittica NGC 4697.
 
La coppia di galassie NGC 4666 e NGC 4668.

A sud del nucleo centrale dell’Ammasso della Vergine si estende il già citato Complesso Virgo II, formato da diverse centinaia di galassie organizzate in più gruppi, più numerose galassie sparse; questo complesso si sviluppa su una regione estesa per circa 30 milioni di anni luce e si trova a una distanza compresa fra 55 e 80 milioni di anni luce. La sua parte meridionale contiene anche la famosa Galassia Sombrero (M104).

Circa 5 gradi a ovest di η Virginis e quasi 5 gradi a sudest di β Virginis si trova uno dei gruppi più occidentali del complesso, dominato dalla galassia NGC 4030, che dà anche il nome al gruppo stesso; è anche alla portata di strumenti da 120 mm, dove appare come una macchia chiara quasi circolare facilmente riconoscibile anche dalla presenza nelle vicinanze di due stelle di magnitudine 10. Il nucleo appare più luminoso. Si tratta di una spirale senza barra vista con una bassa angolazione, fatto che permette di identificare e studiare la struttura dei suoi bracci; questi appaiono numerosi, tanto che è difficile identificare quelli maggiori da quelli secondari. Le sue dimensioni totali sono di circa 80.000 anni luce, mentre la sua distanza è stimata sui 64 milioni di anni luce; le altre galassie del suo gruppo sono molto più deboli.

Il Gruppo di NGC 4179 si osserva attorno alla stella 10 Virginis: la galassia dominante è NGC 4179, che è visibile anche con telescopi da 120 mm, dove appare principalmente la sua struttura del nucleo, simile a una stella sfuocata; con telescopi più aperti si nota anche il disco, che conferisce alla galassia la forma di un lungo e stretto fuso luminoso. Si tratta di una galassia lenticolare vista perfettamente di taglio, il cui diametro è stimato sui 70.000 anni luce; la sua distanza è invece di 54 milioni di anni luce.

Appena meno appariscente è la vicina galassia NGC 4123, visibile come una piccola macchia di aspetto stellare molto debole; è una spirale barrata con un nucleo attivo e due bracci principali piuttosto spessi ma poco luminosi; il suo diametro è circa la metà di quello della Via Lattea e la sua distanza è stimata sui 55 milioni di anni luce.

Poco a sud si osserva anche NGC 4116, molto più debole e visibile con telescopi da 150 mm come un esile fuso luminoso, corrispondente alla sua barra centrale; è infatti una spirale barrata con dei bracci molto deboli e con un nucleo attivo.

Nella medesima regione, un grado e mezzo a sudovest, si osserva NGC 4073, anch’essa visibile con telescopi da 150 mm; tuttavia non fa parte né di questo gruppo, né in generale dell’Ammasso della Vergine, data la sua distanza di 260 milioni di anni luce. Si tratta di una galassia ellittica gigante posta al centro di un piccolo ammasso di galassie.

Pochi gradi a nordovest della stella γ Virginis, a 60-70 milioni di anni luce di distanza, si trovano alcune galassie che appartengono al Gruppo di M61. Fra queste una delle più appariscenti è la grande e già descritta NGC 4536.

Due gradi più a sud si trova la galassia NGC 4517, anch’essa relativamente appariscente e visibile con strumenti da 100-120 mm di diametro, dove appare come un fuso pallido orientato circa in senso est-ovest. Si trova leggermente in primo piano rispetto al Gruppo di M61, a una distanza di 46 milioni di anni luce, ma fa sempre parte del Complesso Virgo II.

L’area di cielo estesa per alcuni gradi a nordest di Porrima (γ Virginis) è occupata dal Gruppo di NGC 4753, che conta una dozzina di galassie sparse situate a una distanza media di 45-55 milioni di anni luce.

NGC 4753 è la più brillante ed è visibile anche con telescopi da 70-80 mm, dove appare come una macchia ovale leggermente più allungata in senso est-ovest, estesa per 3’; strumenti da 120 mm la rivelano come una macchia più luminosa al centro, la cui luminosità si diffonde progressivamente verso l’alone esterno, leggermente allungato. Strumenti più grandi possono iniziare a mostrare alcune venature presso il centro. Si tratta di una grande galassia lenticolare estesa per 100.000 anni luce, contraddistinta dalle sue bande oscure che ne attraversano il nucleo; è possibile che questo materiale provenga dalla fusione con una galassia più piccola e ricca di gas, avvenuta forse nell’ultimo miliardo di anni. Si ritiene che almeno 1000 ammassi globulari popolino il suo alone esterno.

NGC 4643 è meno appariscente, pur essendo comunque alla portata di strumenti da 120 mm, dove appare come un’ellisse allungata in senso nordovest-sudest, con un nucleo brillante di aspetto stellare. Ciò che si nota all’osservazione visuale è principalmente la struttura della barra, mentre l’alone è molto più debole: si tratta infatti di una galassia lenticolare barrata, non particolarmente estesa, dato che il suo diametro sarebbe pari alla metà di quello della Via Lattea.

NGC 4772 appare con strumenti da 120 mm come una piccola stella sfuocata, mentre il suo alone molto debole orientato in senso nordovest-sudest si distingue con telescopi di diametro maggiore; si tratta di una galassia spirale semplice grande la metà della Via Lattea, con un nucleo molto luminoso e attivo di tipo Seyfert; il suo disco è attraversato da bande di polveri oscure, visibili soprattutto a nordest del nucleo. NGC 4845 fa anch’essa parte del gruppo; appare più debole, tanto che occorrono strumenti da 130-150 mm per individuarla con chiarezza; benché sia infatti una galassia di grandi dimensioni, probabilmente sui 150.000 anni luce di diametro, la sua angolazione e la grande presenza di polveri sui suoi bracci la rendono poco appariscente. Si presenta allungata in senso est-ovest e possiede un nucleo molto piccolo circondato da bracci spessi e molto ricchi di gas; l’attività ai raggi X registrata in direzione del suo nucleo è dovuta alla presenza di un buco nero in procinto di assorbire materia da un oggetto di piccola massa, probabilmente una nana bruna.

NGC 4900 è visibile anche con telescopi da 100 mm, ma con difficoltà; telescopi più grandi la mostrano come una macchia tondeggiante e diffusa senza un nucleo centrale visibile. Una stella di magnitudine 11 si trova sul bordo sudorientale e può essere confusa con una supernova esplosa nel suo disco. È una spirale barrata di aspetto peculiare, con una barra molto esile e un nucleo quasi assente, circondati da un disco attraversato da numerosi e corti bracci di spirale ricchi di stelle giovani; le sue dimensioni sono molto contenute (25.000 anni luce) ed è un esempio di galassia spirale nana.

Il Gruppo di NGC 4697 si concentra circa 5 gradi a sudest di γ Virginis ed è formato da 5 galassie maggiori e una decina di minori, situate a una distanza media di 50-60 milioni di anni luce.

NGC 4697, nota anche con la sigla C52, una galassia ellittica di tipo E6; è molto brillante e può essere osservata con facilità anche con un binocolo 20x80 o con un telescopio da 70-80 mm, dove appare come una macchia allungata indistinta priva di dettagli. Quest’aspetto muta leggermente attraverso telescopi da 200 mm di diametro, dove si evidenzia una forma marcatamente ellissoidale. Nonostante venga accettata come parte del Complesso Virgo II, stime sulla sua distanza variano fra 28 e 70 milioni di anni luce, con un valore più accettato attorno a 50 milioni di anni luce. Dando per valida quest’ultima distanza, il suo diametro è di 115.000 anni luce; al suo interno si trova un buco nero supermassiccio di 130 milioni di masse solari.

NGC 4731 e NGC 4775 si osservano verso sudovest; entrambe sono alla portata di strumenti da 120 mm, sebbene con difficoltà; sono entrambe di tipo spirale e la prima è anche di dimensioni notevoli, simili a quelle della Via Lattea, con dei bracci molto aperti che le conferiscono un aspetto molto inconsueto.

La parte orientale del gruppo comprende alcune galassie più deboli come NGC 4941, una spirale barrata con un brillante nucleo attivo e bracci molto ramificati, estesa per 60.000 anni luce; visibile con strumenti da 130-150 mm di diametro.

NGC 4958 è invece più appariscente ed è alla portata di strumenti da 100 mm, dove appare come una macchia più o meno circolare con un nucleo di aspetto stellare; telescopi da 150 mm la mostrano, al contrario, come una macchia allungata in senso nord-sud. È considerata una galassia lenticolare barrata, vista di taglio e con un diametro di 70.000 anni luce.

Circa 3-4 gradi a sud della stella θ Virginis si estende il piccolo Gruppo di NGC 4942, che però è formato da galassie tendenzialmente più deboli.

Delle quattro componenti, NGC 4981 e NGC 4995 sono alla portata di telescopi da 120 mm; la prima in particolare è visibile come una macchia ovale e presenta vicino al suo bordo una stella appartenente alla Via Lattea che potrebbe essere scambiata per una supernova. Si tratta di una spirale barrata probabilmente più piccola della Via Lattea, con dei bracci parzialmente deformati dall’interazione con una galassia vicina. NGC 4995 invece appare come una sorta di stella nebbiosa e “deformata”.

Altre galassie sono invece sparse e non appartengono ad alcun gruppo specifico, pur facendo comunque parte del Complesso Virgo II.

Fra queste vi è NGC 4546, situata perfettamente sull’eclittica, due gradi e mezzo a sudovest della stella γ Virginis; con strumenti da 120 mm appare come una piccola macchia chiara simile a una stella sfuocata, leggermente allungata in senso est-ovest, mentre l’allungamento diventa decisamente più chiaro con telescopi da 150 mm a salire. È una galassia classificata come lenticolare, compatta e relativamente piccola, distante 45 milioni di anni luce; alcuni studi hanno stimato che la sua popolazione di ammassi globulari conta circa 390 oggetti.

Un'altra galassia osservabile con strumenti da 120 mm o inferiori è NGC 4665, visibile poco più di due gradi a WSW della stella δ Virginis; con questi strumenti appare come un alone circolare molto compatto, mentre con diametri superiori si può notare la barra centrale, più debole, orientata in senso nord-sud. Si tratta di una lenticolare barrata vista quasi perfettamente di faccia, con un nucleo molto brillante e una barra più esile ma con alta luminosità superficiale, circondata da un alone che porta le dimensioni totali della galassia a circa 75.000 anni luce, data la distanza di 60 milioni di anni luce; dalle estremità della barra partono due strutture interpretate come accenni di bracci, che formano una struttura simile a un anello.

NGC 4666 si osserva invece un grado e mezzo a nordest di γ Virginis; è più debole delle precedenti ma è sempre alla portata di strumenti da 120 mm, con cui appare come una chiazza allungata in senso nordest-sudovest. La sua distanza è stimata sui 65 milioni di anni luce e presenta un tasso di formazione molto spinto, che ha generato un forte vento galattico osservabile alla lunghezza d’onda dei raggi X.

A breve distanza si osserva la più debole NGC 4653.