Guida alle costellazioni/La regione del Centauro

Costellazioni comprese

La costellazione di Orione
La costellazione di Orione

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Parte I - Stelle e oggetti
Parte II - Le 88 costellazioni
Parte III - Carte stagionali
Appendici


L’area di cielo centrata attorno alla costellazione del Centauro è una delle più caratteristiche dell’intera volta celeste: è attraversata dalla Via Lattea australe in un suo tratto particolarmente brillante, facilmente osservabile anche dalle periferie urbane, su cui brillano numerose stelle luminose, quattro delle quali superano la magnitudine 1,.

Due di queste stelle formano una coppia separata da alcuni gradi e una di queste è anche la più luminosa del gruppo: si tratta di Alfa Centauri, famosa per essere la stella più vicina al Sole; Alfa Centauri è in realtà un sistema stellare, formato da due stelle vicine fra loro più una terza, molto staccata, una nana rossa chiamata Proxima perché in questi secoli attraversa una parte della sua orbita rivolta verso di noi e quindi è leggermente più vicina delle altre due. Alfa Centauri A e Alfa Centauri B, assieme, appaiono a occhio nudo e con piccoli strumenti come un’unica stella che ha come luminosità la somma delle magnitudini delle due: risulta così che “Alfa Centauri” sia la terza stella più luminosa del cielo, con una magnitudine apparente di –0,27. La seconda stella della coppia è Hadar (Beta Centauri), che brilla di magnitudine 0,61.

Le altre due stelle più brillanti della magnitudine 1,5 appartengono alla costellazione più caratteristica dell’emisfero australe, la Croce del Sud; la sua forma a croce perfetta è un punto di riferimento assoluto nei cieli del sud e lo è anche da un punto di vista culturale, dal momento che molte nazioni australi la hanno scelta come figura da apporre nelle proprie bandiere nazionali, come l’Australia e la Nuova Zelanda.

La costellazione del Centauro occupa da sola oltre la metà dell’area analizzata in questa sezione e ad essa appartengono la gran parte delle stelle più luminose della magnitudine 3; attorno ad essa e alla Croce del Sud, stretta fra le zampe del Centauro, se ne osservano altre molto meno appariscenti, ma comunque abbastanza ricche di stelle di fondo e oggetti non stellari, grazie alla presenza del piano della Via Lattea.

Località d'osservazione

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Essendo tutte costellazioni profondamente australi, il punto d’osservazione adatto deve necessariamente trovarsi a sud dell’equatore, o al massimo pochi gradi a nord di questo: infatti già al Tropico del Cancro alcune aree non sono più osservabili e a nord del 45° parallelo nord le stelle e gli oggetti più appariscenti sono fuori dalla visibilità.

Da 40°N

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Dalla latitudine 40°N l’unico periodo adatto per l’osservazione nel cielo serale è quello primaverile e solo a patto di avere l’orizzonte meridionale buio e libero da ostacoli. Nelle sere di fine maggio un’ora dopo il tramonto si possono osservare con facilità le due stelle luminose più settentrionali del Centauro, θ e ι Centauri, e subito sotto altre stelle meno appariscenti; con un telescopio di almeno 150 mm di diametro e un po’ di fortuna è possibile scorgere il chiarore del famoso Omega Centauri, l’ammasso globulare più grande e luminoso della volta celeste: se la notte è ideale se ne può anche tentare una difficile e parziale risoluzione delle sue stelle più esterne. Osservare Omega Centauri dal quarantesimo parallelo nord può rappresentare una sfida entusiasmante per i veri appassionati.

Dopo due ore circa il Centauro già volge al tramonto e al suo posto si può osservare gran parte della costellazione del Lupo, facilmente individuabile a sudovest dello Scorpione; a differenza del Centauro, il Lupo è visibile quasi completamente.

La Croce del Sud e la coppia Alfa e Beta Centauri, come pure le costellazioni minori limitrofe, restano permanentemente al di sotto dell’orizzonte e non possono essere osservate.

Dall’equatore

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Il Centauro e le costellazioni circostanti sono ben visibili nelle sere dei mesi compresi fra aprile e luglio. Le aree settentrionali del Centauro e del Lupo possono raggiungere l’altezza di 60° quando passano il meridiano; Alfa e Beta Centauri si trovano ben più a sud e arrivano a toccare i 30°, come pure la Croce del Sud. Il tratto della Via Lattea su cui queste costellazioni giacciono è anch’esso ben evidente sotto un cielo buio, come pure tutti gli oggetti non stellari in esse contenuti.

Il Centauro e le costellazioni circostanti sono ben visibili nelle sere dei mesi compresi fra aprile e luglio. Le aree settentrionali del Centauro e del Lupo possono raggiungere l’altezza di 60° quando passano il meridiano; Alfa e Beta Centauri si trovano ben più a sud e arrivano a toccare i 30°, come pure la Croce del Sud. Il tratto della Via Lattea su cui queste costellazioni giacciono è anch’esso ben evidente sotto un cielo buio, come pure tutti gli oggetti non stellari in esse contenuti.

La Croce del Sud già diviene visibile alcune ore dopo il tramonto fin dal mese di marzo e resta sopra l’orizzonte fino a inizio agosto, quando le sue stelle iniziano a perdersi nel chiarore del tramonto; la coppia Alfa e Beta Centauri è ben evidente da aprile, ma la sua osservazione si estende fino alle prime sere di settembre.

Da 40°S

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Osservando dal quarantesimo parallelo sud si ha la visione migliore: durante il transito al meridiano infatti la parte settentrionale delle costellazioni del Centauro e del Lupo si presentano allo zenit, la coppia Alfa e Beta Centauri e la Croce del Sud stanno a 70° di altezza in direzione sud e le aree più meridionali si trovano a 55°.

La Croce del Sud e la metà inferiore del Centauro sono inoltre circumpolari e anche nel periodo meno indicato per la loro osservazione (da ottobre a dicembre) la loro altezza sull’orizzonte non scende mai sotto i 10°, presentandosi capovolte.

Grazie a ciò e agli allineamenti favorevoli, la Croce del Sud è utilizzata nell’emisfero australe come riferimento per l’individuazione del polo sud celeste, che ricade in un’area priva di stelle appariscenti.

Sebbene il periodo migliore sia quello dell’autunno australe, questa regione celeste è ben osservabile per gran parte dell’anno a esclusione dei mesi primaverili. Durante l’estate le sue stelle sono visibili a sudest e poi alte nel cielo prima dell’alba; la loro altezza sempre maggiore nelle prime ore successive al tramonto indica che l’estate australe volge al termine e l’autunno è prossimo ad arrivare. Durante i mesi autunnali il Centauro e la Croce del Sud dominano il cielo, prima di lasciare il posto allo Scorpione e al centro della Via Lattea.

Stelle e oggetti da non perdere

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Con un binocolo o un piccolo cannocchiale moltissimi oggetti sono già di facile osservazione.

Prima ancora di lanciarsi nell’osservazione tramite strumenti vale la pena osservare a occhio nudo nella sua interezza l’Associazione Scorpius-Centaurus (vedi mappa a lato), un’associazione stellare tanto vasta e brillante da essere trascurata come tale in favore di oggetti di aspetto e dimensioni più classici; spesso infatti osservando Centauro, Lupo e Croce del Sud non ci si rende conto che in realtà si sta osservando un unico insieme molto esteso di stelle che condividono la stessa regione di spazio e le stesse origini.

L’associazione è formata da tre sottogruppi di stelle in base alla loro età: questi sono Scorpione Superiore (abbreviato US), coincidente con le stelle settentrionali dello Scorpione inclusa Antares, Centauro Superiore-Lupo (UCL), comprendente tutte le stelle luminose del Lupo e la parte nord del Centauro ad eccezione della θ Centauri, e Centauro Inferiore-Croce (LCC), comprendente le stelle meridionali del Centauro e la Croce del Sud ad esclusione di Alfa Centauri e γ Crucis. Tutti e tre i sottogruppi sono posti a una distanza compresa fra i 380 e i 470 anni luce.

Il gruppo UCL è quello centrale e più antico, con un’età di circa 17 milioni di anni; da qui la formazione stellare si sarebbe estesa verso sud, dando origine 12 milioni di anni fa alle stelle del gruppo LCC, per poi estendersi in direzione opposta circa 5 milioni di anni fa, generando il gruppo US.

Attualmente la formazione stellare è ancora attiva in alcune nubi marginali, fra le quali vi è la Nube di Rho Ophiuchi, la Nube del Lupo (un vasto sistema di nebulose oscure che occupa la parte settentrionale del Lupo) e la più piccola Nube del Camaleonte, tutte aree dove le giovani stelle sono principalmente di piccola massa. Nella zona sono presenti anche alcune nubi inerti o poco attive, quali la Nebulosa Pipa (Nell’Ofiuco) e la Nebulosa Sacco di Carbone, quest’ultima molto ben evidente perché maschera fortemente il piano della Via Lattea a sudest della Croce del Sud.

Osservando al binocolo gli altri oggetti, il più importante è senza dubbio ω Centauri, l’ammasso globulare più brillante del cielo; se la notte è buia e limpida si nota distintamente anche a occhio nudo e appare come una stella sfocata di magnitudine 4, che sembra congiungere idealmente l’arco di stelle a ovest che rappresenta il dorso del Centauro con il gruppo stellare orientale della costellazione.

Sotto buone condizioni osservative si distingue bene anche al binocolo la grande galassia NGC 5128, di aspetto lenticolare e attraversata da una grossa banda oscura non visibile con piccoli strumenti; la galassia è famosa per ospitare una delle radiosorgenti più forti del cielo, Centaurus A.

Nella vicina Croce del Sud spicca l’ammasso NGC 4755, soprannominato Scrigno di gioie per via del contrasto di colori fra le sue stelle; già al binocolo si risolve in una dozzina di stelle molto ravvicinate fra loro, ma per apprezzare il contrasto di colore delle sue componenti occorrono ingrandimenti e aperture maggiori.

Sempre nella Croce del Sud si può osservare una famosa coppia ottica, formata dalla brillante Acrux più una stella di magnitudine 4 visibile a breve distanza a sudovest; Acrux a sua volta è una doppia stretta, con componenti risolvibili con grandi telescopi.

Anche la coppia di μ Crucis è facilmente risolvibile con un binocolo ed è in effetti una delle stelle doppie più facili del cielo.

Fra gli ammassi aperti compresi fra Lupo, Regolo e Triangolo Australe sono facili da risolvere NGC 6087, nel Regolo, che si mostra di forma molto allungata in senso est-ovest e apparentemente diviso in due raggruppamenti stellari, e NGC 6025, visibile pochi gradi più a sud e situato entro i confini del Triangolo Australe, orientato in senso nord-sud e anch’esso piuttosto allungato, con evidenti una decina di stelle anche attraverso un binocolo 10x50.