Gesù e il problema di una vita/Introduzione

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Volto di Gesù, di Giuseppe Craffonara (1830)
«In those days, I was the one who came down from Nazareth to be baptized by John in the River Jordan. And the Gospel of Mark would declare that on my immersion, the heavens opened and I saw "a spirit like a dove descending." A mighty voice said: "You are My beloved Son in whom I am well pleased." The the Spirit drove me into the wilderness, and I was there for forty days and was tempted by Satan.
While I would not say that Marks' gospel is false, it has much exaggeration. And I would offer less for Matthew, and for Luke and John, who gave me words I never uttered and described me as gentle when I was pale with rage. Their words were written many years after I was gone and only repeat what old men told them. Very old men. Such tales are to be leaned upon no more than a bush that tears free from its roots and blows about in the wind.
So I will give my own account. For those who would ask how my words have come to this page, I would tell them to look upon it as a small miracle. (My gospel, after all, will speak of miracles.) Yet I would hope to remain closer to the truth. Mark, Matthew, Luke, and John were seeking to enlarge their fold. And the same is true of other gospels written by other men. Some of these scribes would speak only to Jews who were ready to follow me after my death, and some preached only to gentiles who hated Jews but had faith in me. Since each looked to give strength to his own church, how could he not fail to mix what was true into all that was not? But then from all these churches one prevailed, and it chose but four gospels, condemning the others for placing "immaculate and sacred words" next to "shameless lies".
It is also true that whether four gospels had been favored or forty, no number would suffice. For where the truth is with us in one place, it is buried in another. What is for me to tell remains neither a simple story nor without surprise, but it is true, at least to all that I recall.»
(Norman Mailer, The Gospel According to the Son)

INTRODUZIONE

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Indice del libro

Ho scritto questo wikilibro nell'ambito della mia Serie cristologica per cercare di spiegare che sia Gesù. Negli altri miei studi della Serie, l'ho presentato sotto specifici aspetti storici ed esegetici, approfondendone le radici ebraiche essenziali e poi sviluppando la poliedrica parte teologica. Bisogna comunque dire che le interpretazioni di Gesù rientrano in tre gruppi flessibili. Il primo gruppo di persone adotta quella che potremmo chiamare la visione "tradizionale" o "corrente principale (mainstream)". Tale visione, che è stata tenuta da quasi tutti i cristiani di tutte le confessioni nel corso dei secoli ed è tuttora supportata dalla grande maggioranza dei cristiani, è quella che afferma che Gesù fu sia uomo che Dio, che risuscitò dai morti e che è vivente ora e sempre. Tale visione, che è stata tenuta da quasi tutti i cristiani di tutte le confessioni nel corso dei secoli ed è tuttora supportata dalla grande maggioranza dei cristiani, è quella che afferma che Gesù fu sia uomo che Dio, che risuscitò dai morti e che è vivente ora e sempre. Coloro che intrattengono questa visione considerano la Bibbia quale fedele resoconto di chi fu Gesù, cosa fece e cosa disse.

Un secondo gruppo sostiene qualle che potremmo chiamare la visione "scettica" di Gesù. Vengono respinti gli elementi miracolosi dei Vangeli e si afferma il Gesù puramente umano: un maestro ebreo errante che, dopo la sua morte, venne ritenuto in qualche modo il Figlio di Dio e Salvatore. Sebbene tale gruppo rispetti Gesù, chiamandolo un "meraviglioso insegnante", "profondo maestro di vita", "uno dei migliori mai vissuti", c'è una grande divario tra questo Gesù e quello del cristianesimo tradizionale. Ho trattato a lungo di questo tema nella Serie cristologica. La visione scettica di Gesù quale essere umano fallibile si accopmpagna a pari visione riguardo alle testimonianze su di lui: i resoconti della Bibbia sono documenti imperfetti e inaffidabili.

Un terzo gruppo crede in quello che potremmo chiamare un Gesù New Age. Tale Gesù è una qualche figura mistica, un guru o uno sciamano — un santone in contatto col mondo spirituale e i cui paralleli più consoni sono con i maestri spirituali delle religioni orientali. Questo gruppo non mette in dubbio i resoconti evangelici sulla vita di Gesù ma predilige aggiungere altre fonti o reinterpretarli. E sebbene coloroc che credono in un Gesù New Age lo trattino con rispetto e onore, tale Gesù è solo uno dei tanti maestri spirituali e quindi molto diverso da quella figura speciale del cristianesimo tradizionale. Anche di questa visione tratto in alcuni dei wikilibri della Serie cristologica.

Ora desidero però scrivere questo mio breve studio partendo dalla visione tradizionale di Gesù, trasmessa nel corso di oltre venti secoli. Qualifichiamo questa presentazione...

In primo luogo, il mio impegno nella "tradizione" si estende esclusivamente alla mia visione di chi fu Gesù e di cosa fece/insegnò. Pur essendo di estrazione ebraica, cercherò di immedesimarmi nel "tradizionalismo" cristiano, senza però avallare automaticamente ciò che la Chiesa cristiana propone o ha proposto nel corso dei secoli. Persino Gesù stesso era critico della tradizione. Non tutte le tradizioni sono buone/valide, e penso che ci siano aree dove la chiesa non è riuscita a riflettere bene o accuratamente gli insegnamenti del suo fondatore.

In secondo luogo, avere una visione tradizionale di Gesù non è la stessa cosa dell'avere un Gesù accogliente, amabile e compiacente. Il vero, autentico Gesù è piuttosto una figura inquietante che conforta coloro che sono turbati e turba coloro che sono confortevoli. In effetti, il Gesù tradizionale è in realtà molto più radicale e stimolante di tutte le alternative che sono state costruite a tuttoggi.

In effetti, una delle ragioni per cui scrivo questo studio è che credo che solo la visione tradizionale di Gesù abbia senso nell'ambito del cristianesimo e si conformi a tutti i dati esistenti su di lui. E tutti i dati esistenti su di lui si trovano esclusivamente nei Vangeli.

Questo studio ha due fini. Primo, è una guida a chi era Gesù, cosa disse, cosa fece e cosa significhi per la gente oggigiorno. Secondo, viene proposto come una difesa del Gesù dei Vangeli. Di fronte alle visioni alternative di Gesù che esistono oggi (alcune molto strane), è una riaffermazione della visione tradizionale di chi egli fosse.

Ho scelto deliberatamente di usare un linguaggio ordinario. A mio favore su questa scelta esiste un valido precedente: i Vangeli e le lettere del Nuovo Testamento che descrivono gli atti di Gesù sono scritti in greco ordinario (κοινὴ διάλεκτος "lingua comune", κοινὴ ἑλληνική "[lingua] greca comune"), il greco dei mercati piuttosto che quello dei filosofi e degli studiosi.

Quando cito la Bibbia, uso diverse traduzioni italiane: quella della C.E.I./Gerusalemme, la Nuova Riveduta e la Nuova Diodati, tra le altre.

Alcune precisazioni:

  • Gesù è un nome personale (aram. יֵשׁוּעַ Yeshua, greco Ἰησοῦς Iésous), e Cristo (Χριστός Christós - traduzione dall'ebraico מָשִׁ֫יחַ māšîăḥ - "Messia") è un titolo. Pertanto "Gesù Cristo" è una contrazione di "Gesù il Cristo". Tuttavia, la maggioranza dei cristiani usa i nomi "Gesù" e "Cristo" in modo intercambiabile. Io uso Gesù.
  • Quasi tutta l'azione dei Vangeli si svolge in una esigua striscia di terra tra il Mediterraneo e la Valle del Giordano che viene identificata col termine geografico "Palestina". "Israele" o "la nazione di Israele" qui, come anche nel Nuovo Testamento, si riferisce al popolo di Dio, piuttosto che a un luogo geografico: ai tempi di Gesù, il Regno di Israele era cessato da tempo. La Palestina al tempo dei Vangeli, era composta da tre suddivisioni: la Galilea al Nord, la Samaria nel mezzo, e la Giudea, che includeva le colline intorno a Gerusalemme, a Sud. C'era anche una piccola area abitata da ebrei in Perea, a Est del Giordano.
  • Continuo ad usare il termine "Antico Testamento", ma bisogna ricordarsi che per Gesù e i suoi contemporanei non era affatto l’Antico Testamento: era la loro Bibbia. Pertanto uso spesso "la Bibbia" e "le Scritture" in maniera intercambiabile.
  • Quando scrivo del periodo in cui Gesù insegnava e guariva gli infermi non vedo alternativa dall'usare "ministero di Gesù". La frase può sembrare strana, ma ha sfumature di "ammaestramento", ad indicare le sue attività svolte specialmente negli ultimi tre anni della sua vita, dall'inizio della predicazione alla morte in croce — è quindi utile allo scopo.
  • Gesù chiamò a sé dodici discepoli (dal latino discipulus, allievo, che a sua volta deriva da discere, apprendere). Dopo la risurrezione questi – ad eccezione di Giuda – divennero gli apostoli (letteralmente: "coloro che sono inviati")
  • Divino è un utile aggettivo quando riferito a Dio. Nel contesto del presente studio ed ermeneutica, dire "Gesù è divino" non è un altro modo di dire "Gesù è eccellente": significa che "egli è Dio".

Struttura

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FINESTRA FUORI TESTO
Questa finestra viene spesso inserita nelle pagine di testo per esaminare una particolare questione o problematica, senza interrompere il flusso del Capitolo in cui appare.

Questo wikilibro è suddiviso in due parti. I Capitoli 1-4 esaminano questioni che hanno a che fare con Gesù, vale a dire quali dati sono in nostro possesso, se possiamo veramente credere ai Vangeli, nonché il contesto politico e religioso del Nuovo Testamento. I Capitoli 5-15 trattano della vita di Gesù dalla nascita in poi. Sebbene questi Capitoli siano cronologici, ci sono quattro Capitoli (8-11) che esaminano i seguenti temi: i seguaci di Gesù, i suoi miracoli e come/cosa egli insegnò.

Reputo tale layout inevitabile per come ho impostato la materia, ma son convinto che molti preferiranno iniziare con Gesù. Allora, se il lettore preferisce saltare subito al Capitolo 5 e ritornare ai precedenti Capitoli in seguito, ben venga.

Prego inoltre di tenere in considerazione eventuali "Finestre" (cfr. supra) riportate a fianco del testo nei vari Capitoli.

  Per approfondire, vedi Serie cristologica e Serie misticismo ebraico.