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"Cristo con corona di spine", olio di Carl Heinrich Bloch", 1890
"Cristo con corona di spine", olio di Carl Heinrich Bloch", 1890

La morte di Gesù

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Tutti e quattro i Vangeli sono unanimi nel dire ch l'esecuzione sanzionata da Ponzio Pilato come governatore della Giudea (26-36 e.v.) avvenne il giorno prima del Sabbath, quindi di venerdì. Questo, secondo i Sinottici, era il giorno santo principale di Pesach, dato che seguiva il Seder e quindi, secondo il calendario ebraico, doveva essere il quindici di Nisan. Nel Vangelo di Giovanni, tuttavia, era appena prima di Pasqua — il quattordici di Nisan. Questa datazione, che attesta il forte e fittizio carattere narrativo di quest'ultimo Vangelo, ha un significato teologico: Gesù avrebbe dovuto morire al tempo della macellazione dell'agnello pasquale.

Secondo Marco 15:27, Gesù fu crocifisso insieme a due ladroni sulla collina del Golgotha ("luogo del teschio", גולגולת) fuori delle mura di Gerusalemme e, secondo Luca 23:35-37, venne accompagnato dal disprezzo e derisione degli astanti. La narrazione pre-marciana della Passione non fornisce particolari aggiuntivi ed indica soltanto che Gesù fu "crocifisso alla terza ora" e "morì alla nona ora". Calcoli astronomici e di calendario suggeriscono il 30 e.v. come il più probabile anno di morte.[1]

 
"Cristo in croce", olio di Léon Bonnat, ca.1874
  Per approfondire, vedi Biografie cristologiche.
  1. Theissen e Merz, Historical Jesus, cit., 572; Roloff, "Jesus von Nazareth", Vol.4, col. 466.