Antologia ebraica/Regno di Dio

Indice del libro
Ebreo in preghiera

Davanti alle porte di RomaModifica

dal Talmud

Il servo del SignoreModifica

dallo Zohar
(Spagna, XIII secolo)

Nel Giardino dell'Eden c'è una sala chiamata la "sala degli afflitti". Ora, è in questa sala che il Messia entra e richiama su di sé tutte le afflizioni ed i dolori e le sofferenze di Israele. Pertanto tutti questi gli vanno addosso. E se non avesse sollevato i figli di Israele dai loro cordogli e non avesse preso tale onere su di sé, nessuno potrebbe sopportare la sofferenza di Israele per la punizione di aver trascurato la Torah. Pertanto sta scritto: "Di certo i nostri mali egli prese su di sé ed i nostri dolori sopportò." Fintanto che i figli di Israele dimoravano in Terra Santa, essi evitarono tutte le afflizioni e le sofferenze del mondo prestando servizio al santuario e coi sacrifici. Ma ora è il Messia che li distoglie e allontana dagli abitanti del mondo.

Il Messia, Re consacratoModifica

Mosè Maimonide

Dibattito sul Messia a TortosaModifica

Solomon ibn Verga

Sabbatai ZeviModifica

 
Sabbatai Zevi ritratto secondo un testimone oculare, Smirne, 1666
 
Bertha Pappenheim nel costume di Glückel
Glückel di Hameln

Germania, XVII-XVIII secolo

DALLE SUE MEMORIE

Proprio in quel tempo iniziarono a parlare di Sabbatai Zevi, ma guai a noi che abbiamo peccato e non abbiamo vissuto per vedere l'evento. E quanto ascoltammo e come ce lo figurammo vividamente! Quando penso come si rivolsero a Dio, sia i giovani che i vecchi, non posso descriverlo, ma fu noto e diffuso in tutto il mondo.
O Signore del mondo, a quel tempo sperammo che Tu, Dio compassionevole, avresti avuto misericordia per il tuo povero popolo di Israele, e ci avresti liberato, le nostre speranze erano quasi simili a quelle di una donna che si siede sullo scranno del parto e soffre grandi dolori e fitte e pensa che dopo tutti i suoi dolori e fitte ella sarà allietata da un figlio. Tuttavia dopo tutti i dolori e le fitte, nulla arriva se non un vento. E ciò, grande Dio e Re, è quello che è accaduto anche a noi. Ascoltammo e tutti i Tuoi servitori e i Tuoi figli, che Ti sono cari, si sforzarono devotamente con preghiera e pentimento e opere buone in tutto il mondo. Ed il tuo amato popolo di Israele si sedette sullo scranno per partorire e pensò che dopo tutto questo intenso pentimento e preghiera e opere buone — e quando si erano assisi sullo scranno del parto per due, per tre anni, dopo tutto ciò, non venne null'altro che vento. Non fu sufficiente che non venissimo ritenuti degni di vedere il figlio per cui avevamo sofferto tanta fatica e fatto tanto da sentirci sicuri di ciò, e allora, ahimé, tutto si bloccò improvvisamente! Tuttavia, mio Signore Dio, il tuo popolo di Israele non si dispera a causa di questo, e sperano tutti, giorno dopo giorno, che Tu sarai misericordioso, che Tu li salverai. "E, anche se dovesse tardare, pur tuttavia attendo ogni giorno la sua venuta."[1] Quando il Tuo santo Ti indicherà, Tu sicuramente Ti ricorderai del Tuo popolo di Israele.
[...]


Il Regno di DioModifica

Rav (Abba Arika)

NoteModifica

  1. Il dodicesimo principio di fede di Maimonide.