Esperanto/Congiunzioni ed esclamazioni

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Congiunzioni ed esclamazioni sono due parti invariabili del discorso. Abbiamo già visto qualcuna di esse durante il corso, qui ne approfondiremo alcune tra le principali.

Congiunzioni

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La congiunzione è una parte del discorso che serve a collegare (congiungere) parole e proposizioni; molte congiunzioni fanno parte dell'insieme dei correlativi, motivo per il quale non sono trattate in questa parte del libro, ma nell'apposito capitolo sui correlativi. Delle altre principali congiunzioni ne indichiamo alcune: per le restanti si rimanda ad un dizionario, poiché fanno parte del lessico personale, da acquisire senza fretta, con la pratica, man mano che si incontrano o che se ne ha bisogno.

  • Mi kaj Francesco volas eliri. = Io e Francesco vogliamo uscire.
  • Ajlo, oleo kaj papriko. = Aglio, olio e peperoncino.
  • kaj ... kaj = sia .... sia .... (indica due opzioni entrambe valide oppure due condizioni che devono essere entrambe vere)
  • Ĝi estas bona kaj kun fromaĝo, kaj kun salamo. = È buona sia col formaggio, sia con il salame. (Uno qualsiasi dei due)
  • Mi volus vidi kaj Lazaron kaj Ludovikon. = Vorrei vedere sia Lazaro sia Ludovico. (Necessariamente entrambi)

Sed: ma, però

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  • Mi volus ludi, sed mi devas studi = Vorrei giocare, ma devo studiare.
  • Mi aŭdis voĉon, malproksiman sed klaran. = Sentii una voce, lontana ma chiara.

Ke: che

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Traduce l'italiano "che" quando questo non è sostituibile con "il/la quale" (poiché non funge da pronome). Deve essere preceduto da virgola poiché introduce una nuova proposizione subordinata. Infatti in esperanto le virgole hanno anche funzione di separare le singole proposizioni ("sottofrasi" correlate a formarne una complessa) che compongono una proposizione composta.

  • Mi scias, ke ili venos. = So che verranno.
  • Mi volas, ke vi estu atentaj. = Voglio che siate attenti/e.
  • por ke = affinché
  • Mi faris tion, por ke ŝi estu kontenta. = L'ho fatto affinché lei fosse contenta.

Ĉar: poiché, perché (nelle risposte)

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  • Mi sidas ĉar mi estas laca. = Sono seduto perché sono stanco.
  • Li estas mia onklo, ĉar mia patro estas lia frato. = Egli è mio zio poiché mio padre è suo fratello.

Nek ... nek: né ... né (congiunzione negativa)

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  • Mi volas nek manĝi nek trinki. = Non voglio mangiare bere.
  • Mi renkontis nek lin, nek lian fratinon. = Non ho incontrato lui sua sorella.
  • Mi diras nek jes nek ne. = Non dico no.

Aŭ: o, oppure

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  • Mi volus vidi Lazaron Ludovikon. = Vorrei vedere Lazaro o Ludovico. (Uno qualsiasi dei due, o entrambi)
  • Ĉu vi volas kafon teon? = Vuoi caffè o tè?
  • Li scios baldaŭ, eble jam scias, ke ni estas ĉi tie. = Egli saprà presto, o forse già sa che noi siamo qui.

Aŭ ... aŭ: o ... o ...

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Se è ripetuto prima della prima alternativa, allora, come in italiano si enfatizza il fatto che non esistono altre alternative oltre quelle indicate.

  • Mi volus automobilon nigran, ruĝan, blankan. = Vorrei una macchina nera, rossa o bianca.
  • Mi volus la automobilon nigran ruĝan, blankan. = Vorrei la macchina o nera, o rossa o bianca. (Gli altri colori non mi interessano affatto)
  • Mia amiko sugestis manĝi spagetojn supon. = Il mio amico ha consigliato di mangiare o spaghetti o minestra. (Evidentemente il resto non è buono)

Ĉu: se (dubitativo)

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Ĉu traduce il se dubitativo italiano. Il ĉu interrogativo visto in precedenza per le domande sì/no appartiene alla categoria degli avverbi (Ĉu pluvas? = Piove?), ma se usato all'interno della frase come mostrato in seguito assume valore di congiunzione. Quando si usa il ĉu c'è generalmente una domanda indiretta e va preceduto da virgola.

  • Oni ne scias, ĉu ĝi estas ebla. = Non si sa se è possibile (dubitativo).
  • Li volas scii, ĉu pluvas = Vuole sapere se piove.
  • Mi demandos, ĉu mi rajtas porti mian ĥundon. = Chiederò se posso portare il mio cane.

Ĉu ... ĉu: forse ... forse ...; o ... o ...

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Si usa questa costruzione quando non si sa quale alternativa sia quella vera.

  • Ili akceptis, ĉu pro eduko, ĉu ĉar ili vere ĝin volas. = Hanno accettato, forse per educazione, forse poiché veramente lo vogliono.
  • Ŝi ne venis, ĉu pro laceco, ĉu pro enuo. = Non è venuta, o per stanchezza o per noia.

Se condizionale o se desiderativo: nel caso in cui... (ma non il se dubitativo, rappresentato da ĉu).

  • Se oni studas, oni povas trapasi la ekzamenon facile. = Se si studia, si può superare l'esame facilmente. (Condizione)
  • Se mi gajnus en la loterio ...! = Se vincessi alla lotteria ...! (Desiderio)

Concordanza dei tempi (frasi subordinate)

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Come si può notare sopra, grazie alle congiunzioni ke e ĉu (frasi interrogative indirette o dubitative) è possibile formare delle frasi con dei verbi che reggono delle frasi cosiddette subordinate. Ad esempio col verbo scii:

  • Anteriorità (del verbo subordinato rispetto al reggente)
    • So che i bambini hanno giocato. = Mi scias, ke la infanoj ludis.
    • Non so se i bambini hanno giocato. = Mi ne scias, ĉu la infanoj ludis.
  • Contemporaneità (del verbo subordinato rispetto al reggente)
    • So che i bambini giocano. = Mi scias, ke la infanoj ludas.
    • Non so se i bambini giocano. = Mi ne scias, ĉu la infanoj ludas.
  • Posteriorità (del verbo subordinato rispetto al reggente)
    • So che i bambini giocheranno. = Mi scias, ke la infanoj ludos.
    • Non so se i bambini giocheranno. = Mi ne scias, ĉu la infanoj ludos.


È buona abitudine separare le subordinate con una virgola, che aiuta a capire dove si incontrano le due parti della frase.

Quando, come nei casi sopra, il primo verbo (cosiddetto reggente) è al presente, la cosa è molto semplice, perché sia in italiano che in esperanto si usano il presente, passato o futuro rispetto al momento presente. Ma cosa accade quando il verbo reggente è, ad esempio, al passato? La regola è semplice, ma (attenzione!) diversa dall'italiano: la contemporaneità del verbo subordinato rispetto al verbo reggente si ottiene ancora col presente, l'anteriorità ancora col passato, la posteriorità ancora col futuro. Per capire meglio, ecco gli esempi:

  • Anteriorità
    • Sapevo che i bambini avevano giocato. = Mi sciis, ke la infanoj ludis.
    • Non sapevo se i bambini avevano giocato. = Mi ne sciis, ĉu la infanoj ludis.
  • Contemporaneità
    • Sapevo che i bambini giocavano. = Mi sciis, ke la infanoj ludas
    • Non sapevo se i bambini stessero giocando. = Mi ne sciis, ĉu la infanoj ludas.
  • Posteriorità
    • Sapevo che i bambini avrebbero giocato. = Mi sciis, ke la infanoj ludos.
    • Non sapevo se i bambini avrebbero giocato. = Mi ne sciis, ĉu la infanoj ludos.


Lo stesso vale ovviamente per il futuro, e si può generalizzare per i tempi composti:

  • Capirò se i bambini staranno giocando. = Mi komprenos, ĉu la infanoj ludas.
  • Sapevo che sarei andato io! = Mi sciis, ke mi estas ironta!

Se ti sembra un sistema complicato, dai un'occhiata alla concordanza dei tempi dell'italiano, più facile da usare che da spiegare.

Esclamazioni (interiezioni)

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Le esclamazioni non sono una parte fondamentale per dare significato ad una frase. Esse però possono esprimere stati d'animo, colore per cui meritano il loro spazio. Possiamo distinguere le esclamazioni in due tipi: quelle che sono delle radici che possono essere usate come esclamazioni senza aggiungere alcuna desinenza di una specifica parte del discorso, e quelle che sono ottenute utilizzando altre parti del discorso come esclamazione (anche intere frasi).

Ecco quindi alcune radici che possono essere usate direttamente come esclamazioni:

  • Ho = esclamazione con scopo di attirare l'attenzione e rafforzare la chiamata (vocazione): "Ho Sinjoro!" (O, Signore!). Come la particella "o" in italiano, non è affatto obbligatoria. Traduce anche parole come "eilà! hey!"
  • Fi! = Vergogna!
  • Hura! = Evviva, urrà!
  • Ve! = Guai!
  • Nu, nu! = Suvvia, avanti!
  • Haŭ! = Wow!

Alcune di queste radici hanno solo significato di esclamazione, altre a seconda dell'uso possono anche avere un'altra funzione nella frase. Ad esempio, Nu può essere usata con significato di avverbio originario (dunque), congiunzione (ebbene). La possibilità di usare la stessa radice per diverse parti del discorso è forse il motivo per cui esiste il gruppo degli avverbi originari che non hanno desinenza -e. Fi è invece molto usato come prefisso dispregiativo morale (vedi l'appendice con i prefissi).

Come detto prima, altre parti del discorso o intere frasi possono avere funzione esclamativa. Ad esempio:

  • Vivu la libereco! = Viva la libertà! (frase intera)
  • Diable! = Diamine! (avverbio con funzione di esclamazione)
  • Je Jovo! = Per Giove! (preposizione + nome = locuzione avverbiale)

E via dicendo. Non è difficile creare o riconoscere altre esclamazioni simili.

Esercizi

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Esercizi sulla lezione corrente.

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