Eli Eli Lama Sabachthani/Gesù come interpretazione

Indice del libro
Champaigne eccehomo.jpg
Ingrandisci
"Cristo oltraggiato", olio di Philippe de Champaigne, 1621

Gesù come interpretazione correttaModifica

Gli autori paleocristiani videro Gesù come la principale possibilità interpretativa della voce travagliata all'interno del Salmo 22 e, in alcuni ambienti cristiani, il salmo divenne il fulcro della liturgia durante il Venerdì Santo, giorno in cui i cristiani commemorano la crocifissione di Gesù.

Questa interpretazione del Salmo 22 divenne così radicata che Girolamo (347–420), un padre della chiesa centrale autore della traduzione cristiana standard della Bibbia in latino nota come Vulgata, castigava chiunque leggesse il salmo come pertinente a una figura diversa da Cristo:

« "Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?" Empi sono coloro che pensano che il salmo sia stato espresso nella persona di David, Ester o Mardocheo, poiché dalla stessa testimonianza dell'evangelista, i passaggi da esso sono intesi a riguardare il salvatore: "Hanno diviso tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno tirato a sorte", "Hanno forato le mie mani e i miei piedi" »
(Commentario a Matteo 4.27.46, completato marzo 398)
 
Un rotolo di libro di Ester di Fès, Marocco, risalente al XIII, Musée du quai Branly, Parigi

Sebbene comprendere il salmo espresso dalla persona di Davide sarebbe stato naturale per chiunque, cristiano o ebreo, dato che Davide era considerato l'autore del salmo, il commento di Girolamo su Ester e Mardocheo si rivolge specificamente agli ebrei ed è un'importante prima prova dell'uso ebraico del Salmo 22 in relazione ai personaggi principali del rotolo di Ester.

E Girolamo sapeva molto sugli ebrei e sull'ebraismo. Nel corso della sua vita, studiò con molti insegnanti ebrei.[1] Visse a Betlemme e si dilettò molto nelle sue interazioni in parte scolastiche e in parte contestatorie con gli ebrei e le loro tradizioni. Furono gli ebrei che "empiamente" interpretarono il Salmo 22 alla luce della narrazione di Ester e del Purim. E, in effetti, Rabbi Levi, citato sopra in Megillah 15b, visse in Israele circa un secolo prima di Girolamo. Forse i commenti esegetici simili a quelli di Rabbi Levi vennero a conoscenza di Girolamo?

(IT)
« La Gemara ritorna alla sua spiegazione dei versi della Megillah. Il verso afferma riguardo a Ester: "...e si presentò nel cortile interno della casa del re" (Ester 5:1). Rabbi Levi disse: Una volta raggiunta la camera degli idoli, che era nell'atrio interno, la Presenza Divina la lasciò. Ella disse subito: "‘Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?’ (Salmo 22:2). Forse è perché Tu giudichi un peccato involontario come fosse commesso intenzionalmente e un'azione compiuta a causa di circostanze al di fuori del proprio controllo come compiuta volutamente?" »

(He)
« ותעמד בחצר בית המלך הפנימית א"ר לוי כיון שהגיעה לבית הצלמים נסתלקה הימנה שכינה אמרה (תהלים כב, ב) אלי אלי למה עזבתני שמא אתה דן על שוגג כמזיד ועל אונס כרצון »
(Megillah 15b)

NoteModifica

  1. Nella sua 84ma lettera Girolamo difende il suo aver studiato con un certo ebreo chiamato Didimo:
    « Qualcuno può forse incolparmi per aver avuto un ebreo come insegnante? Può una persona osar di addurre contro di me la lettera che ho scritto a Didimo chiamandolo mio maestro? È un grande crimine, a quanto pare, per me discepolo dare a uno che è vecchio e al tempo stesso erudito il nome di maestro. »
    (Cfr. NPNF2-06. Jerome: The Principal Works of St. Jerome)