Eli Eli Lama Sabachthani/Crocifissione di Gesù

Indice del libro
Leon Bonnat - The Crucifixion.jpg
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«Eloi, Eloi, lema sabachthani?», (olio di Léon Bonnat, 1874)

La Crocifissione di Gesù: Interpretazione cristianaModifica

Ognuno dei quattro Vangeli canonici attinge al Salmo 22 nel narrare la storia della crocifissione di Gesù. Nel descrivere gli ultimi momenti di Gesù, il Vangelo di Marco, il primo vangelo canonico, riporta:

« Alle tre Gesù gridò con voce forte: "Eloì, Eloì, lemà sabactàni?" (שׁבקתני) che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? »
(Marco 15:34[1])

Secondo questo vangelo, le ultime parole di Gesù erano una citazione dal passaggio iniziale del Salmo 22, sebbene in un adattamento vernacolare ebraico/aramaico — la sua lingua madre — invece che nell'ebraico del salmo. Un resoconto quasi identico appare in Matteo 27:46, che probabilmente usò Marco come fonte.[2] Ma questa è solo la connessione più ovvia tra la passione di Gesù e il salmo. Numerosi altri episodi che circondano la morte di Gesù usano il Salmo 22 come fonte d'ispirazione.

 
Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo (olio di Pieter Paul Rubens, 1612)

Derisione — Prima di portare Gesù nel luogo in cui dovrà essere giustiziato, i soldati lo deridono:

« Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: "Salve, re dei Giudei!" E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti... »
(Marco 17-20 [≅Matteo 27:27–31][3])

Questo tormento allude al lamento del salmista,

(IT)
« 22:7Ma io sono verme, non uomo, infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo. 22:8Mi scherniscono quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: »

(He)
« תהלים כב:ז וְאָנֹכִי תוֹלַעַת וְלֹא אִישׁ חֶרְפַּת אָדָם וּבְזוּי עָם. כב:ח כָּל רֹאַי יַלְעִגוּ לִי יַפְטִירוּ בְשָׂפָה יָנִיעוּ רֹאשׁ. »
(Salmo 22:7-8)

Marco e Matteo alludono a questi versetti nel passo che descrive i passanti che insultano Gesù sulla croce e scuotono la testa:

« I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: "Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!". »
(Marco 15:29-30 (≅Matteo 27:39)[4])

Matteo aggiunge che la folla continua a deridere Gesù dicendo:

« Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: "Sono Figlio di Dio!". »
(Matteo 27:43[5])

Questa frase di scherno adotta e modifica le parole degli oppressori scritte dal salmista:

(IT)
« Sal 22:9Si è affidato a YHWH, Lui lo scampi; Lui lo liberi, poiché Egli lo gradisce. »

(He)
« תהלים כב:ט גֹּל אֶל יְ־הוָה יְפַלְּטֵהוּ יַצִּילֵהוּ כִּי חָפֵץ בּוֹ. »
(Salmo 22:9)

Matteo completò il versetto ad includere l'affermazione di Gesù di essere il figlio di Dio, interpretando ciò che piace a Dio nel Salmo 22 come rapporto filiale di Gesù con YHWH.

 
...si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse (vetrata della Chiesa Sainte-Walburge, Alsazia, 1461)

Spartizione dei vestiti — i soldati decidono di voler conservare i vestiti di Gesù:

« Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere. »
(Marco 15:24[6] [≅Matteo 27:35; Luca 23:34])

Che questo sia un compimento del Salmo 22:19 è reso esplicito nel modo in cui la storia è narrata nel Vangelo di Giovanni:

« I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura (Sal 22:19): "Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte." »
(Giovanni 19:23-24[7])

Sete — un altro possibile esempio in cui la passione è intesa come compimento del salmo, che è inteso come una profezia, è quando qualcuno dà a Gesù qualcosa da bere mentre soffre sulla croce:

« Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere... »
(Marco 15:36[8] [≅Matteo 27:48])

L'immagine di un Gesù assetato potrebbe riflettere il seguente passo:

(IT)
« Sal 22:16È arido come un coccio il mio palato, la mia lingua si è incollata alla gola, su polvere di morte mi hai deposto. »

(He)
« תהלים כב:טז יָבֵשׁ כַּחֶרֶשׂ כֹּחִי וּלְשׁוֹנִי מֻדְבָּק מַלְקוֹחָי וְלַעֲפַר מָוֶת תִּשְׁפְּתֵנִי. »
(Salmo 22:16)

A Luca manca questo aneddoto, ma Giovanni rende esplicito il compimento delle Scritture:

« Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse — per adempiere la Scrittura —: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. »
(Giovanni 19:28-29[9])

La pervasività delle allusioni a questo salmo non lascia dubbi sul fatto che Marco, seguito dagli altri autori dei Vangeli, abbia costruito la narrazione della passione pensando al Salmo 22.

NoteModifica

  Per approfondire, vedi Biografie cristologiche e Ecco l'uomo.
  1. Κατά Μάρκον 15:34 καὶ τῇ ἐνάτῃ ὥρᾳ ἐβόησεν ὁ Ἰησοῦς φωνῇ μεγάλῃ· ελωι ελωι λεμα σαβαχθανι; ὅ ἐστιν μεθερμηνευόμενον· ὁ θεός μου ὁ θεός μου, εἰς τί ἐγκατέλιπές με;
  2. Il Vangelo di Luca riporta differenti parole di Gesù:

    (IT)
    « Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò. »

    (EL)
    « Κατά Λουκάν 23:26καὶ φωνήσας φωνῇ μεγάλῃ ὁ Ἰησοῦς εἶπεν· πάτερ, εἰς χεῖράς σου παρατίθεμαι τὸ πνεῦμά μου. τοῦτο δὲ εἰπὼν ἐξέπνευσεν. »
    (23:46)

    Il Vangelo di Giovanni (cap. 19) ha ancora una terza serie di parole finali. Dopo che Gesù ha detto di aver sete, degli astanti (soldati? discepoli?) imbevono una spugna d'aceto e gliela passano sulla bocca con una canna:

    (IT)
    « E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!" E, chinato il capo, spirò. »

    (EL)
    « Κατά Ιωάννην 19:30ὅτε οὖν ἔλαβεν τὸ ὄξος [ὁ] Ἰησοῦς εἶπεν· τετέλεσται, καὶ κλίνας τὴν κεφαλὴν παρέδωκεν τὸ πνεῦμα. »
    (Giovanni 19:30)

  3. Κατά Μάρκον 15:17Καὶ ἐνδιδύσκουσιν αὐτὸν πορφύραν καὶ περιτιθέασιν αὐτῷ πλέξαντες ἀκάνθινον στέφανον· 15:18καὶ ἤρξαντο ἀσπάζεσθαι αὐτόν· χαῖρε, βασιλεῦ τῶν Ἰουδαίων· 15:19καὶ ἔτυπτον αὐτοῦ τὴν κεφαλὴν καλάμῳ καὶ ἐνέπτυον αὐτῷ καὶ τιθέντες τὰ γόνατα προσεκύνουν αὐτῷ. 15:20Καὶ ὅτε ἐνέπαιξαν αὐτῷ, ἐξέδυσαν αὐτὸν τὴν πορφύραν καὶ ἐνέδυσαν αὐτὸν τὰ ἱμάτια αὐτοῦ...
  4. Κατά Μάρκον 15:29Καὶ οἱ παραπορευόμενοι ἐβλασφήμουν αὐτὸν κινοῦντες τὰς κεφαλὰς αὐτῶν καὶ λέγοντες· οὐὰ ὁ καταλύων τὸν ναὸν καὶ οἰκοδομῶν ἐν τρισὶν ἡμέραις, 15:30σῶσον σεαυτὸν καταβὰς ἀπὸ τοῦ σταυροῦ.
  5. Κατά Μαθθαίον 27:43πέποιθεν ἐπὶ τὸν θεόν, ῥυσάσθω νῦν εἰ θέλει αὐτόν·
  6. Κατά Μάρκον 15:24Καὶ σταυροῦσιν αὐτὸν καὶ διαμερίζονται τὰ ἱμάτια αὐτοῦ βάλλοντες κλῆρον ἐπ᾽ αὐτὰ τίς τί ἄρῃ.
  7. Κατά Ιωάννην 19:23Οἱ οὖν στρατιῶται, ὅτε ἐσταύρωσαν τὸν Ἰησοῦν, ἔλαβον τὰ ἱμάτια αὐτοῦ καὶ ἐποίησαν τέσσαρα μέρη, ἑκάστῳ στρατιώτῃ μέρος, καὶ τὸν χιτῶνα. ἦν δὲ ὁ χιτὼν ἄραφος, ἐκ τῶν ἄνωθεν ὑφαντὸς δι᾽ ὅλου. 19:24εἶπαν οὖν πρὸς ἀλλήλους· μὴ σχίσωμεν αὐτόν, ἀλλὰ λάχωμεν περὶ αὐτοῦ τίνος ἔσται· ἵνα ἡ γραφὴ πληρωθῇ [ἡ λέγουσα]· διεμερίσαντο τὰ ἱμάτιά μου ἑαυτοῖς καὶ ἐπὶ τὸν ἱματισμόν μου ἔβαλον κλῆρον. Οἱ μὲν οὖν στρατιῶται ταῦτα ἐποίησαν.
  8. Κατά Μάρκον 15:36δραμὼν δέ τις [καὶ] γεμίσας σπόγγον ὄξους περιθεὶς καλάμῳ ἐπότιζεν αὐτὸν...
  9. Κατά Ιωάννην 19:28Μετὰ τοῦτο εἰδὼς ὁ Ἰησοῦς ὅτι ἤδη πάντα τετέλεσται, ἵνα τελειωθῇ ἡ γραφή, λέγει· διψῶ. 19:29σκεῦος ἔκειτο ὄξους μεστόν· σπόγγον οὖν μεστὸν τοῦ ὄξους ὑσσώπῳ περιθέντες προσήνεγκαν αὐτοῦ τῷ στόματι.