Dietro il coding/E oggi?

CopertinaDietro il coding/Copertina
  1. Che cos'è il codingDietro il coding/Che cos'è il coding
  2. Perché è così importante?Dietro il coding/Perché è così importante?
  3. Una valutazione storicaDietro il coding/Una valutazione storica
  4. Come si parla del coding?Dietro il coding/Come si parla del coding?
  5. Gli schieramenti in campoDietro il coding/Gli schieramenti in campo
  6. Primo Intermezzo: che significa opensource?Dietro il coding/Primo Intermezzo: che significa opensource?
  7. A che serve il coding?Dietro il coding/A che serve il coding?
  8. Chi può insegnare il coding?Dietro il coding/Chi può insegnare il coding?
  9. Secondo Intermezzo: le differenze tra linguaggiDietro il coding/Secondo Intermezzo: le differenze tra linguaggi
  10. Che linguaggio?Dietro il coding/Che linguaggio?
  11. Il modello didattico dietro ScratchDietro il coding/Il modello didattico dietro Scratch
  12. Come va praticato il CodingDietro il coding/Come va praticato il Coding
  13. Un po' di storia…Dietro il coding/Un po' di storia…
  14. E oggi?Dietro il coding/E oggi?
  15. Come potrebbe funzionare davveroDietro il coding/Come potrebbe funzionare davvero
  16. Suggerimenti di letturaDietro il coding/Suggerimenti di lettura

Se oggi ci guardiamo intorno, vediamo una situazione completamente diversa da quella che avevano immaginato i mitici precursori.

I programmatori sono aumentati moltissimo di numero, ma non è l’uomo qualunque che programma, è solo chi ha intrapreso un percorso formativo specializzato.

I programmi sono ovunque, ma quasi nessuno sa/può modificarli (o almeno sceglierli con consapevolezza di quello che fanno).

Tutti sanno cos’è una app, ma nessuno ha un’idea anche vaga di come funziona, quali dati gestisce, a chi li invia. Con gli evidenti rischi per la privacy, e con l’arricchimento velocissimo di chi costruisce e vende profili e pubblicità, eccetera eccetera.

Tutti hanno in bocca il termine “opensource”, usandolo magari a sproposito e confondendolo con “gratis”, ma dimenticano che quasi nessuna delle app che hanno felicemente installato sul proprio smartphone lo è.

Il sogno di Kemeny dell’uomo qualunque in grado di programmare non si è realizzato, ma anche quello di Papert di cambiare radicalmente la didattica tramite la tecnologia digitale non sembra passarsela molto meglio.

SmallTalk non è più utilizzato da molti, anche se ha dato origine a quasi tutti i linguaggi moderni; le interfacce grafiche sono ovunque, ma non permettono di guardare dentro gli oggetti.

Cos'è che non ha funzionato?

Perché il BASIC è stato snobbato (pure se esistono implementazioni moderne, per Windows e per Linux) e il Logo dimenticato nelle scuole? Eppure abbiamo visto che Scratch deve tanto a questi due antenati, anzi tutto sommato ci aggiunge poco.

E se non c’è grande differenza tra le caratteristiche dei primi linguaggi “educativi” e quelli di oggi, perché stavolta dovrebbe andare meglio?

Come facciamo ad assicurarci che non succeda di nuovo?

Non sarà il caso, stavolta, di fare attenzione alla situazione globale e di assicurarci che le condizioni di successo per l’iniziativa (non solo quelle tecniche) ci siano tutte?

NoteModifica