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I nomi (o sostantivi) nel primierotto si comportano esattamente come nell'italiano: sono una parte variabile, divisi fra maschili e femminili, ed esiste la forma singolare e quella plurale.

Maschile

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Nel maschile, se terminante in consonante, c'è una base usata al singolare, a cui si aggiunge una -i per il plurale. Altre parole, ma ben più rare, terminano in -o: in questo caso si sostituirà la -o con una -i. Esempi sono le parole "can" (cane) e "fìs-cio" (fischio):

Singolare Plurale
Can Cani
Fìs-cio Fis-ci

Femminile

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Nel femminile la base usata al singolare termina con una -a e per il plurale essa viene sostituita con una -e. Un esempio è la parola cuèrta (coperta):

Singolare Plurale
Cuèrta Cuèrte
 
Un làip

Eccezioni del plurale

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Anche nel primierotto ci sono delle eccezioni. Una parte di queste, però, seguono degli schemi, validi spesso ma non sempre:

  • Se un sostantivo (maschile) termina in -on al plurale aggiungerà la -i, però cadrà la n: el botón -> i botói (i botóni);
  • Se un sostantivo femminile[1] termina in -on al plurale resterà invariabile (non aggiungerà niente): la declinaẑion -> le declinaẑion (le declinaẑione, le declinaẑiói);
  • Nei sostantivi che terminano in vocale accentata al plurale si aggiungerà anche la Đ: el tabià -> i tabiàđi;
  • Se un sostantivo maschile termina in -l si aggiungerà la -i togliendo la L: el cavàl -> i cavài.
  1. Spesso e volentieri ciò vale per sostantivi importati da altre lingue.