I caduti di Cornate d'Adda/Ricordi Alessandro

BiografiaModifica

 
Ricordi Alessandro, Maggiore Generale Comandante della brigata Murge

Ricordi Alessandro nacque il 4 agosto 1864 a Milano, ed è conosciuto per essere stato il Maggiore Generale Comandante della brigata Murge. Viveva a Cornate d’Adda, ma non si hanno informazioni riguardo a moglie e figli. Morì il 28 maggio 1917 all’ospedaletto di campo n. 46 di Aquileia. Fu seppellito ad Aquileia (Udine), nel cimitero degli eroi, e dopo la sua morte gli venne conferita una medaglia di bronzo al valore militare.[1]

LetteraModifica

5 maggio 1917, Terzo

Carissima madre,
ti scrivo con la speranza che tu stia bene e per dimostrare a me stesso, nonostante gli spari che sento, che posso ancora pensare a te come se fossimo vicini, come se non fossi mai partito. Volevo dirti che sono un uomo fortunato, perché sono ancora vivo. Sono Maggiore Generale comandante di una brigata: la "Brigata Murge".
Io e i miei uomini ci siamo riuniti nella zona di Terzo per partecipare al battesimo del fuoco. Sai mamma, vorrei poterti dire che andrà tutto bene e che ne usciremo trionfanti, ma la guerra non è una partita che ammette vincitori ma solo sconfitti! Non è la guerra a farmi paura ma il pensiero, che mi tormenta la notte, quando sono solo, di non poterti rivedere mai più. Quando prendo il fucile, non c'è nessuno che mi chiede cosa sto facendo, perché quello che faccio è la normalità di questi tempi. I soldati eseguono i miei comandi come delle macchine senza cuore, messe sul campo al solo scopo di uccidere chiunque gli si pari davanti, solo che a morire sono proprio loro! Li sento tremare la notte, proprio come me, quando penso all'indomani, e quando penso che forse non ci sarà un ritorno. Ma siamo nati per questo, per combattere senza paura. La cosa terribile è che arriva sempre giorno al suono delle cannonate, tra i defunti della trincea e gli ultimi respiri dei miei compagni. E pensare che magari, il giorno prima, avevamo conquistato solo pochi metri. Solamente ora mi rendo conto dell’ingiustizia che grava su questo mondo e sulle nostre menti, a cui è stato tolto il piacere di vedere amore e bellezza. Sui nostri cuori vi è il peso delle vite umane spezzate. Ora devo posare questa penna, che mi accompagna in questo lungo viaggio, perché partiamo all’alba e devo coricarmi presto.

Combatto per te mamma, per sopravvivere e per poterti riabbracciare.
Ti saluto e ti bacio!
Il tuo Alessandro.

NoteModifica

  1. Informazioni ricavate dai documenti contenuti nell'archivio del comune di Cornate d'Adda