Geografia OpenBook/Uscite didattiche

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Premessa

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Martin Luther King in un suo famoso discorso trasmesso alla radio nel 1967, faceva notare come ogni persona, alzandosi al mattino, entrasse in contatto col mondo intero attraverso l'utilizzo dei prodotti per l'igiene personale e per la colazione; dovendo ringraziare in un certo senso: l'indigeno del Pacifico per la spugna, il francese per il sapone, il sudamericano per il caffé e via di seguito. Oggi questo è più che mai vero e, spesso lo è drammaticamente. Le relazioni economiche che legano le diverse aree del Pianeta spesso producono effetti controversi sul piano sociale e ambientale. Ciò accade ad esempio nel caso di pratiche agricole discutibili, quali la scelta della monocoltura o l'impiego di varietà geneticamente modificate, le cui conseguenze non incidono solo sull'estetica dei paesaggi di campagna o sull'aspetto delle verdure, ma vanno a modificare nel profondo gli equilibri naturali (favorendo la perdita di biodiversità oltre a comportare l'incognita delle possibili ripercussioni sulla salute umana). Queste come altre scelte legate a produzioni diverse, non devono essere valutate solo in termini tecnici, perché comportano ripercussioni che agiscono su più piani, per esempio sui rapporti di forza tra fasce sociali o tra paesi. È evidente che un agricoltore di un'area povera costretto oggi a dipendere dall'industria (magari estera o multinazionale) per i fattori base della propria produzione è meno libero di un tempo, per quanto agevolato dalle conoscenze agronomiche. Per fare un altro esempio, quando sostituiamo senza reale motivo telefonini e computer dovremmo pensare anche al fatto che i metalli preziosi in essi contenuti (oro, argento, palladio, platino) provengono, attraverso un commercio spesso iniquo, da aree dove la maggior parte delle persone è povera, non di rado facendovi ritorno sottoforma di rifiuti. Nelle discariche a cielo aperto i prodotti tecnologici vengono trattati senza alcuna precauzione (per esempio bruciati con rilascio di sostanze altamente nocive per l'ambiente) nel tentativo di recuperarne le componenti rivendibili e sono soprattutto bambini e ragazzi a farlo, con le relative conseguenze. Sono ancora i giovani ad ammalarsi ad esempio nella Repubblica Popolare del Congo a causa della radioattività alla quale sono stati esposti da bambini estraendo il coltan (un minerale dal quale si ricavano tantalio e niobio impiegati in prodotti come computer portatili e ipod). Sono note inoltre l'instabilità politica e le guerre legate a questo commercio, ampiamente illegale.

Tornando alla nostra uscita didattica, immaginiamo che oggi sia il giorno della gita e, con questi o più probabilmente con altri pensieri per la testa, ci siamo alzati. Forse la località sarà stata scelta vagliando informazioni su'internet e l'itinerario stabilito grazie ad una mappa interattiva; inoltre in caso di necessità, l'autista potrà consultare il navigatore satellitare installato sul pullman. Fino a qui, in molti potrebbero ritenere inutile lo studio di geografia e cartografia, salvo poi rendersi conto sul campo di come la realtà possa essere diversa da quanto rappresentato sulla carta. Capire che cos'è una mappa costituisce allora un antidoto all'illusione in merito a ciò che acquistiamo o scarichiamo gratuitamente.

Supponiamo ora di doverci recare a scuola dove è il punto di ritrovo per la partenza. Dalla fermata vicino a casa saliamo in autobus, giunti a scuola entriamo in aula per fare l'appello e sicuramente parleremo con qualcuno, potrà capitarci di indicargli dov'è qualcosa: il lettore MP3 in una tasca o il link in un sito. Ed ecco che quello che abbiamo fatto ha già un significato spaziale e quindi geografico. Ci siamo rapportati ad elementi concreti come l'autobus, l'aula, la tasca, con la nostra presenza fisica ed abbiamo indicato degli oggetti materiali, come il lettore MP3 o virtuali, come il link, mettendoli in relazione ad altri dalla posizione nota (quella tasca, quel sito) fornendo in questo modo una sorta di coordinate. Entrare in un'area ha poi un significato che va oltre il semplice -andare dentro- come sanno molto bene attori ed altri protagonisti dello spettacolo che hanno appreso per professione a gestire consapevolmente la propria fisicità in pubblico, la propria "presenza scenica": può accadere timidamente, tranquillamente, prepotentemente o in mille altri modi. Ad interessarci è che per capire le situazioni reali non si dovrà prescindere dal considerare la provenienza delle persone coinvolte, perché è noto ad esempio che la distanza interpersonale (quella che si assume spontaneamente durante una conversazione) varia ancora notevolmente in funzione della cultura d'origine di chi vi partecipa. Inoltre, prendendo l'autobus ci saremo immersi nel flusso di pendolari che a quell'ora percorrono il medesimo tragitto e l'aula definirà la nostra appartenenza a pochi gruppi definiti per età, studio o ruolo (studenti, docenti, bidelli).

Qualcuno a questo punto se lo chiederà: "Ma la geografia non si occupa di fiumi, montagne, città e confini?" Certo, ma non solo. É importante non dimenticare l'influenza reciproca di società e ambiente. Per questo esistono tante geografie, diverse per oggetto e presupposti teorici ed è ancora vero il loro legame con la filosofia come sosteneva Strabone(63 a.C.-). Quello che la geografia può fare per noi, nella vita di tutti i giorni è proprio mettere in relazione conoscenze diverse, far dialogare più livelli rapportandoli al territorio, in un'ottica ampia.

Per capire la geografia bisogna provare a farla in prima persona...Andiamo!

Uscita didattica (verso un punto panoramico): leggere e ritrarre il paesaggio

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Raggiungere un'altura è il sistema più semplice, da sempre disponibile, per ottenere una veduta panoramica. Troppo da vicino e senza l'ausilio di altri sensi, oltre a quello della vista, difficilmente potremmo capire dove siamo (la foglia di una quercia non ci darebbe la certezza di trovarci in un bosco invece che in campagna, oppure all'interno di un parco cittadino). Anteporre una "certa" distanza è un procedimento che può rilevarsi fondamentale per cogliere gli elementi di contorno, le relazioni tra le cose, per quanto il paesaggio visibile non sia l'unico di cui la geografia si occupa. Il "paesaggio percepito"ad esempio è un concetto che non può fare a meno di una lettura dall'interno, soggettiva. Ma, se riferendosi al valore da dare alle cose la distanza è sinonimo di obbiettività, in termini più concreti è indice della possibilità di vedere ciò che esiste, indipendentemente dal valore che ha per noi, anche se spesso non è sufficiente. È decisivo invece l'angolo di apertura visuale, considerato da Ravenau (1977) per la classificazione delle posizioni panoramiche e degli itinerari stradali. Si parla quindi di angolo di incidenza visiva (minore è tale angolo, maggiore è la visibilità del piano), di angolo di elevazione (utile a definire la visione dal basso) e di angolo di depressione (per le montagne studiate da Higuchi attorno al 1975). Ĕ a partire dagli anni ottanta del Novecento che il "paesaggio visibile", con J.C.Wieber e soprattutto con la scuola di Besançon, diviene oggetto di studio specifico. In quello che vedremo riconosceremo: case, strade, campanili, fabbriche ecc. segni (concreti) dal valore simbolico e funzionale detti "iconemi" di cui la cartografia talora si avvale. Infatti, trattandosi di immagini elementari, per quanto soggettive, gli iconemi individuati potranno prestarsi ad una lettura condivisa del territorio e quindi anche alla sua rappresentazione. Il punto di vista è importante ed è importante la scala alla quale si osservano le cose.

Uscita didattica: orientamento sul terreno con carta, bussola e/o gps. Geocaching, caccia al tesoro col Gps

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Orientarsi significa sapere dove si è, da che parte andare e come ritornare. Anche ammesso di aver raggiunto un'altura, non è detto che si riesca a vedere tutto. Volendo disegnare una mappa, dovremmo collegare le cose che vi riportiamo con il territorio circostante o non servirebbe a nulla, mentre se abbiamo già una carta della zona, senza conoscere con esattezza quale sia la nostra posizione, non potremmo servircene.

Dobbiamo conoscere innanzi tutto da che parte è il Nord. Esistono tre Nord: magnetico, geografico, della rete. La bussola indica il Nord magnetico, si allinea con il campo magnetico terrestre, puntando verso il Canada Settentrionale, ma quello che ci interessa è invece il Nord reale o geografico che raramente coincide con esso (lo è solo se il punto è allineato con entrambi i poli). Il Nord geografico è la direzione in riferimento al reticolato. La differenza in gradi tra Nord reale e Nord magnetico si chiama "declinazione". La declinazione cambia in funzione della variabilità del polo magnetico nel tempo e della composizione della crosta terrestre ed è diversa per ogni punto in base alla sua posizione rispetto al Polo Nord Magnetico. Si chiamano "linee isogoniche" quelle che uniscono tutti i punti che hanno lo stesso valore di declinazione e sono segnate nelle carte dette isogoniche. Il Nord della rete è quello relativo alla direzione delle linee della rete arbitraria spesso aggiunta alle carte. In alcune mappe è presente il "diagramma di declinazione" che rappresenta la relazione trai tre Nord, valido per un solo punto e perciò utile in carte molto dettagliate.

Per sapere dove siamo disponendo di una carta(per esempio topografica) e di una bussola dovremo quindi girare la mappa in modo che il Nord (geografico) in essa indicato sia nella stessa direzione di quello indicato dall'ago della bussola(nord magnetico)... sapendo che non sono esattamente la stessa cosa, ma che è possibile correggere l' errore.

Per orientarci, in alternativa alla combinazione carta/bussola, possiamo utilizzare il GPS, ma lo strumento non ci esonererà completamente dall'utilizzo della carta e della bussola tradizionali, perché la cartografia digitale inserita nel GPS deve per lo più intendersi come un riferimento di massima e la bussola compresa nello strumento non funzionerà quando si sarà fermi a fare il "FIX", il punto. Per inciso fu a partire dagli anni sessanta del Novecento iniziarono i primi progetti di sistema satellitare di aiuto alla navigazione, il Transit statunitense e il Tsikada sovietico, con finalità militari. Da allora molta strada è stata fatta e l'utilizzo del GPS si è esteso all'ambito privato.

L'acronimo GPS sta per "Global Positioning System". I satelliti artificiali posti in orbita attorno alla Terra inviano segnali digitali ad intervalli regolari stabiliti e tali segnali vengono letti da strumenti ricevitori detti comunemente GPS. Il GPS calcola il tempo impiegato dal segnale per giungergli e sulla base dei dati raccolti da almeno tre satelliti ottiene il "FIX" il punto su due dimensioni: latitudine e longitudine. Mentre, con quattro satelliti, in una buona disposizione tra loro, si avrà anche l'altitudine. Per far funzionare lo strumento si dovrà inizialmente configurarlo e quindi settarlo ogni volta che lo si accende, il GPS potrà così svolgere varie altre funzioni tra le quali la registrazione di percorsi e l'ausilio nel seguire una rotta.

Alla pagina di posizione potremo ottenere dei numeri da interpretare per riportare sulla mappa con esattezza dove ci troviamo. Se le due cifre saranno in gradi (con il:°) vorrà dire che si tratta di un riferimento alla latitudine e alla longitudine che, con un procedimento analogo a quello del gioco della battaglia navale potremmo scrivere sulla carta; diversamente significherà che le distanze sono da ritenersi in metri rispettivamente dal meridiano centrale del fuso UTM (proiezione Universale Traversa di Mercatore) e dall'Equatore, riportabili sul reticolato di una cartografia che come quella dell'IGM con la semplice aggiunta di un numero correttore convenzionale.


Definita la nostra posizione sulla carta di carta, si potrà iniziare a ragionare sul tragitto.

Qualcuno potrebbe appassionarsi alla ricerca. Il "geocaching" è una specie di caccia al tesoro tecnologica che consente ai partecipanti, i "geocacher", di conoscere il mondo cercando i contenitori nascosti dagli altri. Se vi interessa potete farvene un'idea all'indirizzo http://www.geocaching-italia .

Uscita didattica - Il centro storico di Roma: i luoghi della storia, della politica e della religione

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Se ben preparata e condotta, un'uscita didattica sul campo può offrire una quantità di stimoli e di esperienze d'apprendimento senza uguali. Un'uscita didattica a Roma, è certamente una delle migliori occasioni per osservare come la storia abbia lasciato grandi impronte nel paesaggio urbano.

E' possibile scaricare il percorso e caricarlo in OpenStreet, G.Earth, sul vs navigaore o smartphone.
Gita Roma prima parte
Gita Roma seconda parte

L'obiettivo è visitare il centro storico di Roma, nelle sue diverse declinazioni archeologiche ed architettoniche, osservando i luoghi dell'arte, della storia, della politica, della religione. Si tratta di una full immersion storico/geografica, a cui non c'è bisogno di aggiungere altro, se non un paio di spuntini ed un caffè. Il centro di Roma è un museo all'aperto gratuito, uno dei più belli e caratteristici al mondo.

Il percorso messo a punto nel centro di Roma, progettato con cura e verificato con esperienza diretta, consente di: 1) immergersi nel contesto archeologico della Caput Mundi, 2) percorrere la Roma papale, rinascimentale e barocca, 3) affacciarsi sulla Capitale del Regno d'Italia, 4) osservare i palazzi della politica d'oggi, 5) giungere al cuore della cristianità cattolica.

Consigliamo di dedicare un paio d'ore in classe per illustrare i temi affrontati ed il percorso. Sarebbe bello che venisse assegnato a ciascuno studente una breve approfondimento (in base alle classiche 5W) su ciascuna tappa, da illustrare brevemente agli altri sul campo.

Il percorso è lungo circa 8 km (da fare a passo spedito) ed occorrono circa 6 ore, (brevi) soste comprese. Perfetto da compiere in una giornata: dalle 10 alle 16. Punto di partenza Metro Colosseo (o Staz. Roma Ostiense); punto di arrivo Metro Ottaviano (o Staz. Roma S.Pietro). Il costo è pari al solo biglietto Big Metrebus Roma (6Euro; giornaliero Atac) o Birg Metrebus Lazio (8Euro; Atac + fascia ferroviaria regionale) ( http://www.atac.roma.it/page.asp?p=229&i=14 )

Si propongono le seguenti tappe (in neretto o con link d'approfondimento)

Partenza: ore 10, Metro Colosseo

 
Colosseo

Per quanto riguarda le testimonianze archeologiche dell'antica Caput Mundi, abbiamo previsto l'essenziale: Colosseo, Arco di Costantino, Fori romani, Colonna Traianea (e, più avanti, Pantheon), tutti vicini fra loro. (Avendo più tempo a disposizione è possibile partire dalla Metro Circo Massimo, stazione precedente/successiva a quella Colosseo, linea B, per visitare anche le omonime vestigia).

L'uscita dalla vecchia stazione metro, realizzata negli anni '30, è di grande impatto: il Colosseo è lì ad appena 50 metri, quasi come essere catapultati direttamente sul campo di battaglia dell'Anfiteatro Flavio. Di fianco c'è anche l' Arco di Costantino.

Ci s'incammina poi per via dei Fori Imperiali, a destra e a sinistra si possono osservare i resti del Foro Romano. In fondo, poco prima di P.Venezia, la Colonna Traiana col racconto della conquista della Tracia.

 
Campidoglio

Senza passare per P.Venezia si torna appena indietro, costeggiando il Vittoriano, e si sale a piedi per un vialetto verso la michelangiolesca Piazza del Campidoglio, con i suoi tre palazzi, la sua pavimentazione geometrica e la sua scalinata, ci da un primo assaggio della Roma papale, rinascimentale e barocca.

 
Piazza Venezia

Scendendo le scale del Campidoglio ci dirigiamo verso Piazza Venezia, al Vittoriano. Entriamo dalla cancellata che chiude la gradinata principale e saliamo fino a goderci la vista sulla piazza, cercando di raggiungere con lo sguardo P.del Popolo in fondo alla rettilinea di V.del Corso. Qui ci troviamo in piena neo-capitale sabauda del Regno d'Italia: fra il monumento edificato in onore del primo re e successivamente degli italiani morti nella prima guerra mondiale, ed il balcone su P.Venezia da dove si conducevano le grandi adunate fasciste che avrebbero portato l'Italia nuovamente in guerra fagocitando altri italiani ed il regime stesso.

Terminiamo questa finestra sulla nostra storia recente, proprio sotto il balcone dove prendiamo l'autobus 117 che ci porterà a Trinità dei Monti. Volendo dopo poche fermate si può scendere e con una brevissima deviazione recarci a piedi alla famosissima Fontana di Trevi recentemente restaurata.

 
Piazza di Spagna

Una volta arrivati col bus a Trinità dei Monti, il panorama sui tetti di roma, sulla scalinata e sulla sottostante Piazza di Spagna è memorabile. Scendendo ed osservando da vicino la Fontana della Barcaccia realizzata in memoria di una delle tante piene del Tevere (prima che fosse regolato da una diga appena fuori città), ci viene in mente che è quasi l'una. A questo punto gli studenti avranno già fiutato (!) la vicinanza di una filiale della nota catena di fast-food in cui potremmo, almeno per quieto vivere, sforzarci di entrare. Oppure no.

Dopo una mezzoretta usciamo più riposati (se si arriva prima delle 13 c'è posto a sedere in abbondanza e si fa poca fila). A questo punto si imbocca V.dei Condotti, strada di punta dello shopping con i principali brand di moda in evidenza, fino a Via del Corso, dove svoltiamo a sinistra. Prima di arrivare a Palazzo Chigi, consigliamo di svoltare a sinistra per P.S.Silvestro per entrare ed attraversare la Galleria Alberto Sordi (stile liberty anni '20, ultimo frammento della Roma monarchica giolittiana).

Uscendo su V.del Corso arriviamo direttamente a Palazzo Chigi, sede del Governo. Qui, nonostante la presenza della Colonna di Marc'Aurelio (di netta ispirazione traiana), si respira un'aria meno solenne. La banderia centrale delle 3, esposte sul fronte di Palazzo Chigi, ci segnala la presenza/assenza del Primo Ministro.

 
Montecitorio

Poche decine di metri oltre c'è Palazzo Montecitorio, con l'entrata (degli uffici) della Camera dei Deputati, il circo mediatico più o meno folto che staziona in attesa del piatto del giorno, le proteste più o meno simboliche al di là delle ringhiere metalliche, la presenza evidente di Polizia e Carabinieri.

Allontanandoci di poco dai Palazzi della politica arriviamo a P. di Pietra, primo anello di congiunzione fra la Roma antica e la Roma rinascimentale barocca. Congiunzione che trova il suo compimento nel Pantheon, poco più avanti di cui si può visitare gratuitamente l'interno.

Nelle vicinanze, le storiche caffetterie che contribuiranno a mantenere saldi i nostri propositi didattici.

Ritornando appena sui nostri passi, dietro P.di Pietra, consigliamo di entrare nella Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola dedicata al fondatore dei gesuiti. All'interno, sul soffitto uno spettacolare e ricercato inganno prospettico ci fa credere ad una volta molto più alta del reale.

 
Piazza Navona

Si prosegue nella direzione originaria verso due passaggi obbligati della Roma rinascimentale e barocca. Purtroppo il primo di questi, dalle 13 alle 15, è chiuso: si tratta della vicinissima chiesa S. Luigi dei francesi e in tal caso non è possibile osservare le tre maestose tele del Caravaggio custodite all'interno. Ci avviamo mestamente e forse già un po' stanchi di fronte a Palazzo Madama, sede del Senato, prima di entrare all'interno di un'altra straordinaria meraviglia che riscatterà le nostre fatiche: Piazza Navona con la fontana dei 4 fiumi. Qui possiamo finalmente passeggiare lasciandoci catturare dalla vista.

 
Campo de' Fiori

Appena ci siamo un po' ripresi dalla vista di questa grande bellezza ci dirigiamo in fondo verso sinistra ed usciamo dalla piazza. Dopo appena qualche minuto siamo già a Campo de' Fiori con il monumento al frate Giordano Bruno, arso vivo nella piazza, che guarda severo in direzione di S.Pietro, meta finale del nostro tour romano.

Se le bancarelle del mercato di fiori, frutta e verdura vi hanno risvegliato l'appetito, un pezzetto di pizza a taglio fa al vostro caso, si può approfittare del forno sull'angolo della piazza (di una storica famiglia di fornai è considerato uno dei migliori di roma).

 
Castel S.Angelo

Tornando appena indietro verso Corso Vittorio, è possibile prendere un autobus per un paio di fermate, scendendo appena prima del fiume Tevere, presenza costante nella città. Ci dirigiamo verso il pedonale Ponte dell'Angelo che ci porta oltre Tevere verso il castello-fortezza Castel Sant'Angelo, con tanto di merli, torri e fossati, ultimo baluardo in difesa della Chiesa di Roma e del Papa, che vi si rifugiava percorrendo uno stretto passaggio fortificato sopraelevato ancora visibile.

 
San Pietro

Da qui, dritto per dritto, compiamo l'ultima tappa giungendo lungo Via della Conciliazione (altra architettura del Regno d'Italia) in Vaticano, all'interno dell'abbraccio del Colonnato del Bernini in Piazza San Pietro: nel cuore della cristianità cattolica degli ultimi secoli. L'entrata in Basilica, gratuita, è generalmente rallentata da una lunga fila e difficilmente si fa in tempo a visitarne il grandioso interno.

Ci consoliamo dalla stanchezza rammentando tutto quello che abbiamo visto e fatto oggi in questa città che dicono eterna. I visi degli trovano finalmente pace qui: siamo veramente arrivati, non più quasi!

 
Guardie svizzere

Se siamo stati sufficientemente giapponesi nel condurre il nostro gruppo, stimolandone opportunamente le energie, saranno circa le 16. Non ci resta che raggiungere la Metro Ottaviano o la Staz. S.Pietro (costeggiando le mura vaticane, lato via di porta cavalleggeri, si arriva ad una rampa pedonale che porta direttamente sui binari) per far rientro a casa.

In entrambi i casi passeremo davanti ad una delle entrate/uscite dello Stato di Città del Vaticano, presidiate dalle Guardie svizzere, con la loro colorata uniforme rinascimentale, a protezione del Papa dal 1508.