A scuola con metodo/Imparare a scrivere

Indice del libro

Cosa significa saper scrivere

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L’azione dello scrivere è una rappresentazione visiva della parola o del pensiero mediante segni grafici convenzionali. Scrivere vuol dire in primo luogo gustare la libertà, lasciar correre i pensieri sulla carta e dare spazio ai sentimenti. La scrittura è alla base della nostra vita; ci indirizza nei movimenti sociali e ci dà un’identità. Non c'è storia senza scrittura, non c'è memoria senza storia e non c'è anima senza memoria. Bisogna, però, fare attenzione alla differenza tra “scrivere” e “saper scrivere”. Scrivere è un semplice atto, che consiste nel tracciare su una superficie i segni convenzionali di una lingua o di un codice, in modo che possano essere letti. Invece, saper scrivere vuol dire essere in grado di produrre un testo corretto, completo, ordinato e coerente, capace di comunicare con chiarezza quello che si vuole esprimere per ottenere il risultato desiderato.

Prima di scrivere: tecniche di prescrittura e di produzione di idee

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Per molti tipi di scrittura è necessaria una attività preparatoria di ricerca delle informazioni, per molti altri, invece, è sufficiente riaprire i cassetti della memoria e tirar fuori le giuste informazioni. Esistono delle tecniche utili a stimolare la produzione delle idee. Quelle più utilizzate sono: il Brainstorming, la mappa delle idee, il freewriting e la scaletta.

1) BrainStorming è un termine inglese composto dai due parole brain (cervello) e storming (tempesta) e significa letteralmente “tempesta di cervelli”. Nell'uso comune indica una modalità di lavoro di gruppo in cui viene sfruttato il gioco creativo dell’associazione di idee. Lo scopo è quello di far emergere diverse possibili soluzioni per la risoluzione di un dato problema. Ogni partecipante al Brainstorming viene stimolato a produrre quante più idee possibili durante una sessione di lavoro; i pensieri di ogni partecipante vengono registrati per poi discuterne e farne una cernita scegliendo l’idea migliore;

2) La mappa delle idee è uno dei metodi creativi usati per organizzare un insieme di idee e pensieri. Vi sono tre modi diversi di raccogliere le idee: la lista disordinata, il grappolo associativo e il flusso di scrittura.

  • La lista disordinata consiste semplicemente nel trascrivere in colonna tutte le parole chiave o brevi parole che siano in grado di farci ricordare il concetto in un secondo momento. Dato che le idee si accumulano un po' per volta, è utile iniziare a lavorare con fogli grandi e lasciare spazio tra le righe. Talvolta si può decidere di introdurre una nuova idea in una posizione specifica della lista perché è correlata con un‘altra già espressa;
  • Il grappolo associativo evidenzia con una rappresentazione grafica le associazioni tra le idee. Al centro si scrive l’argomento poi, intorno ad esso, si appuntano tutte le idee che vengono in mente a raggiera;
  • Il flusso di scrittura consiste nel concentrarsi sull’argomento principale, trascrivendo pensieri e parole senza preoccuparsi della scelta della giusta terminologia. Successivamente, al termine della raccolta delle idee, si passa a rileggere i pensieri e a riordinare le idee.

3) Il freewriting è un tipo di scrittura libera con delle regole ben precise e una durata massima di dieci minuti. Queste le regole più importanti:

  • Non alzare la penna dal foglio;
  • Non fermarsi a pensare cosa scrivere;
  • Non tornare indietro, neppure per un attimo, a rileggere quanto scritto;
  • Non correggere o cancellare quanto scritto;
  • Scrivere “non mi viene in mente proprio niente” e simili, se non si sa proprio cosa scrivere.[1]

4) La scaletta: dopo aver raccolto tutto il materiale necessario alla stesura di un testo, bisogna decidere come organizzarlo, che percorso seguire, in poche parole che struttura dare al testo stesso. Questo passaggio, apparentemente semplice, non deve essere sottovalutato, perché è su di esso che si fonda la logica interna del testo, il suo impatto sul lettore. Raccoglieremo quindi in una scaletta tutti i contenuti principali da trattare, per cui questa scaletta, che risulterà essere il primo passo verso la costruzione di un testo, sarà "il progetto" di un testo. Organizzata la scaletta, la stesura del testo dovrebbe essere molto più veloce e chiara. Possiamo dire, in altri termini, che la scaletta non è altro che una schematizzazione soggettiva e strettamente personale del testo ma che deve seguire un progetto ben preciso, fondato sul rigore logico e il rispetto delle modalità di argomentazione. Potrà presentarsi come uno scarabocchio ai margini di un foglio, un elenco numerato o puntato, può essere lineare o ad albero, c'è chi le scrive a mano e chi al computer, chi a colori e chi in bianco e nero; di fatto, è un piano di lavoro in forma di catena di parole-chiave o di concetti "assemblati" che riconducono al tema ristretto che si è deciso di affrontare. Per questo la scaletta si presenta come la rappresentazione scheletrica di un più articolato e complesso discorso che prenderà corpo nel testo.

Come si stende una scaletta?

  • leggere le fonti ed evidenziare i concetti più importanti;
  • organizzare le informazioni raccolte nel corso della nostra ricerca sul tema;
  • preparare la scaletta vera e propria, ossia un elenco ragionato dei punti da trattare.

Il processo di scrittura: pianificazione, stesura, revisione

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La maggior parte dei testi si articola in tre sezioni principali, cioè: l'introduzione, il corpo del testo e la conclusione. In generale nell'introduzione, andremo a definire l'argomento da trattare, la tesi, e un riferimento alla sua finalità (come lo si intende affrontare) . Il corpo del testo è la parte in cui si sviluppano le argomentazioni divise in più capoversi a loro volta raggruppati in paragrafi (se necessario titolati, quando il testo è molto lungo). La conclusione dovrebbe riepilogare la tesi enunciata in apertura ed esprimere una valutazione dell'argomento, soggettiva o oggettiva che sia. Il processo di scrittura è un “percorso” che vale per la stesura di tutti i tipi di temi. Esso si articola in tre operazioni principali: pianificazione, stesura e revisione.

  • La pianificazione consiste nell’organizzazione del lavoro: capire il titolo ossia l’argomento che si dovrà trattare; cercare di organizzare i contenuti dello svolgimento; rielaborare le idee e inserirle in una scaletta cercando di seguire uno schema in cui sono presenti un inizio, uno svolgimento e una conclusione; mettere a fuoco gli aspetti generali del testo ossia il tipo di testo, la forma testuale, il destinatario a cui si fa riferimento ed il registro linguistico da utilizzare sulla base della situazione comunicativa formale ed informale;
  • La stesura è il momento in cui si scrive il testo dopo aver messo a fuoco gli aspetti generali utilizzando le tecniche richieste dal tipo di testo. Bisognerà quindi ampliare i vari punti della scaletta cercando di argomentare e di creare dei nessi logici tra le varie parti. In questa fase è importante mantenere l’attenzione su ciò che si scrive badando meno alla forma che andremo poi a vagliare in un secondo momento. Bisogna porre attenzione però all’ampiezza dei periodi cercando di creare periodi brevi e non molto complessi per non rendere la lettura difficoltosa;
  • La revisione è l’ultima fase del processo di scrittura, consiste nel rileggere due o più volte il testo per vedere se ha una coerenza logica, se le parti sono ben collegate tra loro e per individuare eventuali errori ortografici, quindi bisogna controllare il testo sia sul piano del contenuto sia sul piano della forma e intervenire su ciò che non ci soddisfa.

Il modo di scrivere è diverso per ogni persona: c’è chi attraversa queste fasi in modo sequenziale e preciso e chi si muove più liberamente. [2]

I vari tipi di testo

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Il testo (dal latino textus, “tessuto, trama”) è un insieme di parole, correlate tra loro al fine di costruire un’unità logico-concettuale. In esso è importante il linguaggio, di cui lo scrittore deve rispettare sintassi e semantica.

Il testo descrittivo

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Tra i vari tipi di testo vi è il testo descrittivo. Esso rappresenta e delinea non solo l’immagine di oggetti, animali, persone o luoghi, ma anche sensazioni, stati d’animo, sentimenti ed emozioni. Il testo descrittivo può essere di due generi:

  • oggettivo, quando la descrizione è di tipo impersonale, cioè senza considerazioni personali;
  • soggettivo, quando la descrizione è di tipo soggettivo, ovvero che l’autore, o chi per lui, esprime dal suo punto di vista le proprie sensazioni, opinioni, impressioni.

Questa tipologia testuale viene usata a scopo informativo, persuasivo, espressivo: Quando è usata con scopo informativo serve a spiegare in modo oggettivo e in modo completo qualsiasi cosa; quando è usata con scopo persuasivo serve a descrivere per persuadere; nell’ultimo caso, quello espressivo, serve a descrivere per coinvolgere ed emozionare il lettore. Nella descrizione oggettiva, a scopo informativo, bisogna stare attenti a ciò che si vuole rappresentare, raccogliendo tutte le informazioni colte da tutti i sensi. Inoltre è necessario usare un linguaggio e descrivere in modo tecnico, chiaro, completo, senza commenti. Occorre poi organizzare la descrizione secondo un ordine determinato. Nella descrizione soggettiva, a scopo espressivo e persuasivo, è opportuno osservare attentamente ciò che si vuole descrivere, cogliendo tutte le informazioni non solo visive ma percepibili con tutti i sensi. Occorre descrivere in modo personale, soggettivo, attraverso la propria sensibilità e personalità. Bisogna usare un linguaggio personale, una ricca aggettivazione e paragoni frequenti. [3].

Il testo narrativo

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Un testo narrativo racconta fatti e azioni che avvengono nel tempo. Narrare significa infatti ripercorrere nel suo sviluppo un avvenimento, esporre lo svolgersi nel tempo di uno o più eventi che riguardano uno o più persone. Lo scopo di chi scrive un racconto è essenzialmente quello di informare il lettore ossia di far sapere a chi legge ciò che è successo o ciò che gli è successo.

Il testo narrativo si caratterizza per alcuni aspetti principali:

  • la trama ossia l’intreccio e lo svolgimento dei fatti narrati che si sviluppa in situazione iniziale, situazione intermedia o svolgimento e situazione finale o conclusione;
  • la focalizzazione che può essere interna, esterna oppure zero. Nel primo caso il narratore adotta il punto di vista di un personaggio, nel secondo il narratore adotta il punto di vista di un osservatore, nell’ultimo caso il narratore dimostra di saperne di più a proposito degli eventi della storia;
  • i personaggi che si dividono in principali e secondari. Tra i personaggi principali troviamo il protagonista di cui si definiscono caratteristiche fisiche e morali (comportamento);
  • il tempo: le vicende hanno una precisa durata nel tempo e si svolgono in un’epoca determinata;
  • il luogo o i luoghi in cui ambientare il fatto o la vicenda.

I principali testi narrativi sono:

  • La fiaba: racconto immaginario collocato in un tempo e in uno spazio lontano non precisato, caratterizzato dalla presenza di elementi magici e strutturati in modo rigido;
  • La favola: i personaggi sono animali che interpretano ruoli fissi riproducendo atteggiamenti e comportamenti umani. Dalla breve vicenda si ricava un insegnamento morale;
  • La novella: storia di brevi situazioni o fatti per lo più reali, scritta con uno stile piano e semplice in terza persona. Può avere lo scopo di insegnare qualcosa o semplicemente di divertire;
  • Il romanzo: narrazione di una certa lunghezza di avvenimenti reali o immaginari in cui si intrecciano le vicende di diversi personaggi in un ampio arco di tempo;
  • Il racconto.

Il testo espositivo

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Esso ha principalmente la funzione di informare ma anche di arricchire le conoscenze del destinatario, fornendo notizie e approfondimenti su un determinato argomento, una disciplina, un avvenimento, una particolare situazione. Un testo espositivo può riguardare vari contenuti: può studiare la realtà ma può anche affrontare un argomento di fantasia, ciò non significa che si tratta di un testo d’invenzione ma è il frutto di uno studio serio e documentato sull’argomento. Per il testo espositivo occorre individuare un’idea centrale espressa all’interno di una frase chiave ed intorno ad essa racchiudere tutte le informazioni. Tutto ciò che scriveremo nel nostro testo dovrà confermare e arricchire questa idea.

Poiché il testo è oggettivo e informativo, il linguaggio deve essere anch’esso oggettivo. Ad esempio un discorso formulato in terza persona rende più credibile l’informazione perché non la fa dipendere da un punto di vista. È inoltre indispensabile evitare tutte le espressioni enfatiche, che trasmettono sentimenti. Per assolvere alla sua funzione informativa un testo espositivo efficace deve avere i seguenti requisiti:

  • Completezza: il testo contiene tutte le informazioni di cui il destinatario ha bisogno per capire l’argomento;
  • Chiarezza: le frasi sono brevi, il linguaggio è semplice ma preciso; i termini tecnici presumibilmente non noti al destinatario sono definiti e spiegati; i concetti più complessi sono illustrati ad esempio concreti;
  • Ordine: le informazioni sono esposte in modo da favorire la comprensione dell’argomento;
  • Oggettività: chi scrive non introduce opinioni e valutazioni personali.

Il testo argomentativo

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Un'altra tipologia testuale è il testo argomentativo che dimostra un’idea, un’opinione o una tesi, relativamente a un determinato problema, attraverso la presentazione di vari argomenti o elementi di prova. Alcuni generi di testi argomentativi sono: recensioni di film o di libri, commenti, editoriali, discorsi politici, saggi. Lo scopo di questo testo è quello di persuadere il lettore della validità della tesi sostenuta. Questo testo è caratterizzato dall'uso di un linguaggio specifico, quindi specialistico rispetto all'argomento di cui si sta discutendo. Importante è anche l’uso dei verbi al tempo presente e dell’uso frequente di frasi complesse, con varie tipologie e gradi di subordinazione. Ci si serve anche dei connettivi, che collegano e legano le varie parti del testo e le diverse parti dell’argomentazione. Di solito la sua struttura di base è costituita da:

  • un problema;
  • una tesi;
  • una serie di prove, dette argomenti;
  • una conclusione che riprende la tesi.

Il tema

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Un tema è un testo composto in genere da più paragrafi. Un paragrafo è un’unità di pensiero, un’articolazione logica dell’idea centrale generale. Ciascuno dei paragrafi di cui il testo complesso è composto contribuisce a formare l’idea centrale generale del testo, che può essere utile esprimere in una frase chiave. Il tema può dividersi in varie parti; la sua struttura può variare di molto a seconda del tipo di tema che si dovrà scrivere. In genere si parte però dal presupposto che in un componimento scolastico siano comunque riconoscibili tre parti basilari:

  • Introduzione: ha lo scopo di introdurre l’argomento e di esporre le basi per costruire poi la parte principale;
  • Svolgimento: è questa parte a fornire la maggior parte del contenuto informativo e delle considerazioni dello studente. È in genere la parte più argomentativa del testo;
  • Conclusione: la conclusione può dare risposta a questioni sollevate nell’introduzione, mettere in evidenza i principali risultati di quanto si è considerato o può presentare delle nuove questioni su punti più importanti dell’argomento.

Una volta compreso l’argomento da trattare, si dovrebbe cercare di portare alla mente tutte le tue conoscenze o le esperienze personali che possano in qualche modo riguardare la traccia.

La recensione

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La recensione (dal latino recensere, "passare in rassegna") è un testo interpretativo-valutativo in cui si esaminano le tematiche, il contenuto e le caratteristiche di una data opera (film, libro, spettacolo teatrale o televisivo, mostra di opere d’arte, disco musicale,…) che vengono successivamente criticate positivamente o negativamente. Solitamente la recensione viene redatta da un esperto, un critico cinematografico o televisivo, un giornalista e, potendo condizionare e orientare il giudizio del pubblico, deve essere il più possibile obiettiva. Nello scrivere una recensione è importante articolarla nei seguenti punti:

  • parte informativa contenente i dati e i caratteri generali relativi all'opera (titolo, autore, editore,…);
  • esposizione sintetica del contenuto dell’opera (trama);
  • interpretazione del significato dell’opera (il messaggio che l’autore intende comunicare);
  • giudizio critico: osservazioni e riflessioni su tematiche e contenuti, messaggi, stile e tecnica, difetti e pregi dell’opera.

Suggerimenti: Durante la stesura di una recensione non bisognerebbe dimenticare che si tratta anche di un testo informativo e sintetico, pertanto si dovrebbe usare un linguaggio chiaro e puntuale, seguire i punti della scaletta precedentemente illustrata, facendo attenzione a non dilungarsi in futili particolari. È inoltre importante fornire le informazioni essenziali e motivare sempre la risposta. [4]

Il riassunto

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Con il termine riassunto si intende un tipo di testo che riproduce in maniera sintetica un altro testo. Prima di elaborare un riassunto, però, dobbiamo compiere alcune operazioni di pensiero. Imparare a riassumere infatti:

  • migliora le capacità di studiare, perché aiuta a riformulare le idee e a riordinarle;
  • è utile anche nella vita pratica, perché è molto importante soprattutto nel mondo del lavoro.

Prima di riassumere un testo, sono necessarie una serie di operazioni:

  • lettura attenta. Dobbiamo leggere attentamente il testo, capirlo, magari sottolineare anche le parti più importanti e quindi avere un'idea centrale che viene individuata meglio grazie al titolo;   
  • suddivisione in paragrafi. Dopo aver letto il testo, dobbiamo procedere con una suddivisione in paragrafi, cioè dividere il testo in piccole parti che vengono chiamate anche sequenze; questo aiuta molto a ricordare le informazioni più importanti del testo e a riorganizzarle meglio;
  • frase di sintesi. Dopo aver letto attentamente e diviso il testo in paragrafi, si deve sintetizzare l'idea centrale di ogni paragrafo con una frase o un titolo specifico;
  • stesura. Con il termine stesura indichiamo la scrittura del riassunto che deve essere chiara per il lettore.

Quando scriviamo un riassunto, non dobbiamo modificare il testo letto ma sintetizzarlo in modo corretto aiutandoci anche con le sequenze e i titoli relativi ad esse. Un'altra “regola” da rispettare è quella di non ripetere sempre le stesse cose nel corso della rielaborazione. Quest’ultimo deve sempre essere scritto in terza persona, anche quando il testo originale è in un'altra forma e dobbiamo badare alla coerenza dei tempi verbali. Il rischio più frequente è quello di accostare delle frasi non legate tra di loro; per controllare il proprio riassunto si deve tener conto ad un'ortografia e morfologia corretta, un lessico e stile preciso e non si deve fare un “copia e incolla” del testo originale.

La parafrasi

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La parafrasi (dal Greco paraphrasis derivato da paraphrazo ossia dico con altre parole) consiste nel riscrivere un testo poetico in un linguaggio più semplice, mantenendo intatto il significato letterale. A differenza del riassunto, la parafrasi non riduce il testo, ma lo riscrive, esprimendo le stesse informazioni ma in un linguaggio diverso, più semplice e quotidiano. Per fare ciò, possiamo elaborare alcuni passaggi:

Leggere il testo di partenza

Durante la lettura dobbiamo cercare di comprendere sia il significato globale, sia quello delle singole parole e in particolare:

  • la struttura che dev'essere rispettata mantenendo l'ordine cronologico degli argomenti;
  • lo stile linguistico, a seconda del testo che stiamo trattando, dovrà rimanere lo stesso oppure dovrà essere modificato.

Scrivere una parafrasi

Quando ti cimenti a scrivere una parafrasi, devi ricordare di:

  • ripetere i medesimi argomenti trattati nel testo iniziale;
  • intervenire sul livello sintattico, lessicale e stilistico.

Per quanto riguarda la sintassi:

  • riordina la posizione delle parole secondo la successione sintattica più regolare;
  • completa le ellissi e rendi espliciti i soggetti sottintesi;
  • riduci i periodi troppo lunghi in quelli più brevi;
  • modifica, solo se è necessario, la punteggiatura.

Dal punto di vista dello stile linguistico:

  • sostituisci le espressioni difficili con quelle del linguaggio comune tenendo conto anche del significato;
  • spiega le metafore e tutte le altre figure retoriche;
  • evita le ripetizioni;
  • non inserire commenti o considerazioni personali.[5]
  1. Cfr. Http://www.focus.it/cultura/curiosità/che-cosa-vuol-dire-brainstorming, appunti e schede personali, http://www.leonardoguerrini.com/scrivere-e-facile/
  2. Spunto dal testo di grammatica italiana Porte aperte l'italiano per tutti di Marcello Sensini
  3. Cfr. P. Biglia - A. Terrile, Il più bello dei mari, corso di scrittura, Paravia, Torino, 2014.
  4. Cfr. U. Lengefeld Imparare a studiare, Milano, 2011
  5. Il bello dell'italiano, Luca Serianni, Valeria Della Valle, Giuseppe Patota, pagina 132-133