A scuola con metodo/Imparare a parlare

Cosa significa saper parlareModifica

Saper parlare è dunque un’abilità importante, ma anche difficile da acquistare. Diventare un bravo parlatore richiede impegno ed esercizio. Per potersi esprimere nel migliore dei modi bisognerebbe:

  • Conoscere bene l’argomento di cui si vuole o si deve parlare;
  • Avere chiaro lo scopo per cui si parla;
  • Mettere a fuoco i punti principali dell’argomento generale costruendo dunque uno schema mentale o una scaletta;
  • Farsi capire dai destinatari pertanto;
  • non parlare né troppo in fretta né troppo piano;
  • pronuncia le parole in modo chiaro e scorrevole;
  • esprimi i concetti sottolineando con la voce quelli più importanti;
  • produci un testo adatto al contesto (ad esempio è opportuno utilizzare un linguaggio formale in un colloquio di lavoro).[1]

Cosa fare per ottimizzare le proprie capacità espressiveModifica

La capacità di parlare in modo adeguato si chiama competenza pragmatica. [2]

Si tratta di un requisito fondamentale sia per l’emittente (chi parla o scrive…) e sia per il ricevente (colui che legge o ascolta). Possiamo dunque affermare che la pragmatica è la disciplina che studia le relazioni intercorrenti tra il linguaggio e coloro che se ne servono. Saper parlare è un’abilità importante, ma anche difficile da acquistare.

Diventare un bravo parlatore richiede impegno ed esercizio in conclusione per risultare un bravo parlatore bisogna:

  • conoscere bene l’argomento. Se si conosce l’argomento, è bene intervenire nelle discussioni tenendo presente che, se non si parla mai, mai si parlerà;
  • saper reagire opportunamente agli stimoli che ci vengono offerti dai nostri interlocutori: cercare di dare risposte pronte ma non precipitose e nemmeno ritardate;
  • avere chiaro lo scopo per cui si parla, tenere conto delle caratteristiche culturali dell’interlocutore e del rapporto che si ha con lui (parentale, amicale, professionale) adottando un registro linguistico che sia coerente con il contesto e con l’argomento di cui si tratta;
  • cercare di essere il più espressivi possibile e di esprimere con efficacia e intensità un pensiero o un sentimento, magari costruendo prima di parlare uno schema mentale che disegni a grandi linee il proprio intervento;
  • farsi capire pronunciando chiaramente le parole, seguendo il giusto ritmo, usando termini precisi e adeguati al contesto, organizzando le frasi in modo scorrevole, non parlare mai troppo a lungo, osserva chi ascolta in modo da coglierne le reazioni ed adattarsi ad esse.

Come comunicare al meglio nelle situazioni informaliModifica

Il linguaggio informale viene utilizzato per interagire in maniera confidenziale, infatti non presenta alcuna regola.

I bambini sono soliti utilizzarlo poiché non sono ancora in grado di distinguere i vari tipi di contesto in cui applicare il linguaggio adeguato. Un esempio di registro informale utilizzato sia dai giovani che dagli adulti sono i dialettismi i quali svolgono una funzione ben diversa nel repertorio linguistico degli italiani, nel senso che “non contrassegnano più una marca d’inferiorità socioculturale”, quanto piuttosto “sottolineano un segnale di confidenza”. [3]

Sei semplici consigli in tema di comunicazione:

  1. Sii ricettivo a ciò che ti comunicano gli altri. È certamente positivo iniziare una conversazione avendo bene a mente i propri obiettivi, ma non essere così concentrato su te stesso da ignorare i messaggi che il tuo interlocutore sta cercando di trasmetterti;
  2. Leggi tra le righe. Per individuare in modo corretto il messaggio che il tuo interlocutore vuole trasmetterti, è fondamentale ascoltare ciò che ti viene detto e rimanere vigile, attento;
  3. Rispetta chi hai di fronte. Ogni comunicazione può avere successo soltanto laddove ci sia rispetto reciproco. Se non rispetti la persona che hai di fronte, presto o tardi la conversazione degenererà; devi rispettare le caratteristiche della persona con cui stai comunicando, le sue competenze e le sue capacità;
  4. Mantieni il contatto visivo. Guardare negli occhi la persona che hai di fronte è il modo migliore per confermarle che sei presente, vigile e attento, che la stai ascoltando con tutto te stesso, senza distrazioni.Quando parli con qualcuno, non controllare il tuo telefono, non guardare altrove, non cercare distrazioni;
  5. Non interrompere il tuo interlocutore. Quando la persona che hai di fronte sta parlando, non intervenire, non interromperla; dagli la possibilità di esprimere per intero le proprie idee e le proprie opinioni;
  6. Al bando i pregiudizi. Quando ti trovi faccia a faccia con un interlocutore non essere prevenuto, non avere pregiudizi, ogni persona è un individuo unico e speciale che devi imparare a conoscere. [4]

Consigli per preparare al meglio dibattiti e discorsi (relazioni su esperienze significative)Modifica

Il dibattito o discussione è un testo orale, dialogato in cui due o più persone, sotto la guida di un moderatore espongono e mettono a confronto opinioni diverse intorno ad un determinato argomento o problema. [5]

Volendo parlare con il linguaggio scolastico, il dibattito è un testo orale che ha qualcosa del testo informativo-espositivo e qualcosa dell’argomentativo perché contemporaneamente si informa chi ascolta ma si espongono anche le proprie opinioni sull’argomento.

Come si organizza un dibattito

  • Prima del dibattito è necessario scegliere l’argomento e comunicare per tempo in classe l’argomento scelto, in modo che tutti i partecipanti abbiano la possibilità di documentarsi al meglio prima dell’evento. Bisogna poi decidere quanto tempo dedicare all’attività fissando anche la durata massima di ogni intervento. È necessario, inoltre, scegliere un moderatore che inizi a introdurre un argomento, mettere preventivamente a fuoco le linee del proprio intervento;
  • Durante il dibattito è necessario ascoltare gli interventi degli altri, prendere brevi appunti su ciò che si ascolta, quando arriva il proprio turno ed esporre ciò che si vuole dire da buon parlatore, esprimendosi sempre nel modo più chiaro ed efficace possibile e documentando sempre con precisione le proprie affermazioni;
  • Dopo il dibattito il moderatore tirerà le somme, quindi è necessario evitare di interromperlo e restare a disposizione di quanti - tra gli altri partecipanti al dibattito o tra il pubblico - avessero necessità di chiedere chiarimenti. [6]

NoteModifica

  1. "Marcello Sensini, Porte aperte"
  2. Marcello Sensini, L’agenda di Italiano, le cose da sapere e da fare, A. Mondadori scuola, marzo 2014.
  3. Patrizia Manili, tratto da Altriitaliani.net.
  4. Fabio, tratto da Vivi Zen.
  5. Marcello Sensini, L’agenda di Italiano, le cose da sapere e da fare, A mondadori scuola.
  6. Marcello Sensini, L’agenda di Italiano, le cose da sapere e da fare, A mondadori scuola, pag. 22-23.