Peeragogia/Apprendimento condiviso

Indice del libro


Leggendo questa sezione:

  1. Acquisirete una maggior base su quel che significa “apprendimento tra pari”.
  2. Coglierete il perché stiamo scrivendo questo libro!
Peeragogia Roadmap
Peeragogia Roadmap

Il nuovo termine, “peeragogy”, che usiamo in questo libro fa da ritornello alla parola pedagogia – l'arte, la scienza o la professione di insegnare.

La storia dell'origine stessa della pedagogia è in qualche modo problematica: deriva dall'antica tradizione greca di avere un bambino (paidos) supervisionato (agogos) da uno schiavo.

I filosofi greci furono in disaccordo gli uni con gli altri sulla strada migliore per la conquista della conoscenza (ed ancor di più, della saggezza). Socrate, che insistette sul fatto che lui stesso non fosse saggio, insistette pure che i suoi interlocutori si unissero a lui nello studiare la verità, come suoi pari. Il più famoso di tali interlocutori, Platone, su un'inclinazione più pedagogica, parlò di pochi illuminati, la cui responsabilità era quella di mostrare agli altri la luce della conoscenza (illustrato dalla sua famosa allegoria (“La Caverna”).

Il dibattito continua ancora oggi!

Effettivamente, per secoli vari teoreti e riformatori del sistema educativo hanno messo in discussione l'efficacia del modello tradizionale insegnante-guidato. Il più famoso tra i primi riformatori del sistema educativo negli Stati Uniti fu John Dewey, il quale promosse nuove tecniche sperimentali di apprendimento. Nel suo libro del 1926, “Democrazia ed Educazione”, Dewey scrisse “L'educazione non è questione di 'dire' e di venir istruiti, ma si tratta di un processo attivo e costruttivo”. Lo psicologo sovietico Lev Vygotsky, che sviluppò il concetto di Zona di Sviluppo Prossimale, fu un altro fautore dell'apprendimento “construttivistico”. Il suo libro, “Pensiero e Linguaggio”, fornisce prove a sostegno delle attività che siano collaborative, socialmente significative e volte alla risoluzione dei problemi rispetto agli esercizi svolti da soli.

Un influente studioso nello sviluppo del campo della “pedagogia critica” fu Paulo Freire. Nel libro “La Pedagogia degli Oppressi”, Paulo Freire descrive la struttura dell'insegnamento tradizionale come un sistema bancario in cui gli studenti sono recipienti vuoti in cui vengono depositati conoscenza e concetti. Freire sosteneva una relazione più equa fra insegnanti e studenti – una in cui l'informazione venga messa in discussione e collocata nel suo contesto politico.

Negli anni '80 Edwin Hutchins sviluppò la teoria della Cognizione Distribuita. A suo modo di vedere, la conoscenza giace non solo nell'individuo, ma si colloca nell'ambiente sociale e fisico dell'individuo stesso. La cognizione distribuita si riferisce al processo per cui le risorse cognitive sono socialmente condivise, estendendo le risorse cognitive individuali e consentendo ai gruppi di realizzare cose che gli individui da soli non potrebbero raggiungere.

Secondo Paulo Blikstein, Assistente Universitario di Scienza dell'Educazione all'Università di Stanford, la tecnologia può essere usata come uno strumento per rendere l'ideale freireano una realtà (Travels in Troy with Freire: Technology as an Agent of Emancipation). Ispirato dal lavoro del matematico del MIT, Seymour Papert, con il linguaggio di programmazione LOGO, Blikstein condusse una serie di workshop di creatività espressiva per gli studenti di una scuola pubblica di San Paolo del Brasile.

Blikstein trovò che, attraverso le attività di sviluppo esplorativo, “Non solo gli studenti diventano più autonomi e responsabili, ma imparano anche ad istruirsi l'un l'altro.”

Un filo comune corre dai dialoghi socratici alla pedagogia critica freireana – il desiderio di liberarsi dei rigidi confini della gerarchia sociale e politica tradizionale. Sebbene l'apprendimento tra pari non sempre implichi una sovversione dei ruoli tradizionali e l'abbandono della gerarchia insegnante-studente, esso implica un forte impegno personale verso il proprio apprendimento ed i propri pari, in un ambiente di apprendimento dove tutti sono allievi assieme. Se l'apprendimento tra pari funzionerà o meno come catalizzatore per un cambiamento sociale – questo dipenderà da come viene sviluppato. Inizi della contemporanea Teoria dell'Apprendimento tra Pari La professoressa di Psicologia Educativa Alison King in “Thinking Through Peer Learning” spiega che esercizi semplici di apprendimento tra pari, come studenti che spiegano dei concetti gli uni agli altri, richiedono che gli studenti chiariscano, elaborino o comunque riconcettualizzino il materiale. “Personal Thoughts on Learning” di Carl Rogers si incentra sulle esperienze individuali di apprendimento efficace: l'apprendimento auto-scoperto in un gruppo che designi un facilitatore è il nuovo approccio che Rogers raccomanda per quanto riguarda l'educazione.

Yochai Benkler, nel suo libro “La Ricchezza della Rete”, spiega come oggigiorno l'onnipresente computer ci aiuti a produrre ed elaborare conoscenza con gli altri. L'avanzamento e la diffusione della tecnologia hanno portato il teorico dell'apprendimento digitale, George Siemens, ad introdurre una nuova teoria chiamata Connettivismo. In “Connettivismo: una Teoria dell'Apprendimento nell'Era Digitale”, sostiene che la tecnologia ha cambiato il modo in cui impariamo, spiegando come essa tenda a complicare, o ad esporre, le limitazioni delle teorie dell'apprendimento del passato. Il punto cruciale del connettivismo è che le connessioni che ci renderanno possibile imparare in futuro sono più importanti dell'insieme di conoscenze che possediamo individualmente, nel presente. Oltretutto, la tecnologia può, in un certo modo ed in certi contesti, rimpiazzare il know-how con il sapere-dove-cercare.

Roy Williams sostiene che le istituzioni che si occupano di istruzione dovrebbero considerare l'apprendimento emergente, in cui l'apprendimento scaturisce dall'interazione di un gruppo auto-organizzato, come una componente preziosa dell'educazione nell'Era Digitale. WikiQuals è un progetto nato nel 2011, che cerca di sostituire un giorno il modello tradizionale di valutazione di certificazione accademica, usando processi di apprendimento derivati dalla teoria dell'apprendimento emergente. Web 2.0 mette vari individui in uno scenario di gruppo dove può svilupparsi l'apprendimento emergente. Decidere come gestire un'emergenza è importante: la gestione in sicurezza indirizza l'attività verso risultati predeterminati, mentre esperimenti di assunzione di rischio sterzano da risultati negativi, lasciando spazio aperto ad errori ed innovazione.

In “The Future of Learning Institutions in a Digital Age” Cathy Davidson e David Goldberg si occupano del potenziale dell'apprendimento partecipativo, che corrisponde al modo in cui le persone oggi usano la tecnologia per unirsi alle comunità virtuali e per scambiarsi idee. Concetti simili vengono discussi da Carl Bereiter in “Education and Mind in the Knowledge Age”. Se scuole ed università potessero sfruttare il potenziale potere dell'apprendimento partecipativo, potrebbero trasformare l'educazione.

Esperimenti con la Condivisione di Studio (Peer-to-Peer Learning) Cosa sono le realtà pratiche? Le teorie dell'apprendimento descritte qui sopra vengono attualmente testate in vari contesti nel mondo. Uno di questi luoghi è la Peer 2 Peer University o P2PU, che fu fondata nel 2009 da Philipp Schmidt, Delia Browne e Neeru Paharia come uno spazio gratuito online per l'apprendimento condiviso. Schmidt crede che un insieme di fattori specifici abbiano fatto spazio ad iniziative come P2PU: un'abbondanza di contenuti gratuiti di elevata qualità, la possibilità di connettersi con milioni di studenti via Internet ed alcuni eventi burrascosi avvenuti nel settore dell'istruzione superiore. Queste sfide comprendevano la richiesta di un'istruzione di alta qualità ma a basso costo nei Paesi in via di sviluppo ed una crescente richiesta di “strategie di apprendimento” che non necessariamente vengono incluse nella formazione universitaria. Schmidt mise assieme un team ed istituì i primi corsi sperimentali della P2PU: Introduzione alla Letteratura Cyberpunk e Gioco del Poker & Pensiero Strategico. Schmidt spiega che “La competenza sta nel gruppo. Questo è il messaggio, che ognuno ha qualcosa da offrire alla conversazione”. Nel suo saggio “Commons-based Peer Production and Education” Philipp Schmidt esamina l'idea che i meccanismi di valutazione sociale inerenti allo sviluppo dei software open-source possa essere applicato all'istruzione. Schmidt sente che un giorno la reputazione online potrà sostituire il diploma tradizionale in veste di un più popolare indicatore di quando dovremmo fidarci dell'opinione di qualcuno riguardo ad un certo argomento. In “Peer-to-Peer Recognition of Learning in Open Education”, Schmidt sostiene che valutazione basate sui pari e riconoscimento siano un'opzione praticabile ai fini dell'accreditamento. Nelle comunità open source, un utente ha vari modi di segnalare che è un esperto. In uno scenario più ampio, i pilastri tradizionali dello status sociale verrebbero rimossi per far spazio a definizioni più fluide di fiducia e di spessore della competenza. Concretamente, assistiamo a cose come il sorgere del mondo Twitter come rappresentazione di competenza e di influenza mediata.

Eppure, la situazione non è stata completamente messa a punto alla P2PU. Il coinvolgimento dei partecipanti è un problema, con molte persone che si uniscono silenziosamente solo per “fare un giro”. La stessa P2PU ha introdotto parecchie modifiche al suo funzionamento nel corso degli anni, l'ultima delle quali più recentemente introdotta è costituita da delle “prove” che possono essere completate in qualunque momento (piuttosto che fare necessariamente parte di un corso pianificato), accanto ai corsi, ai distintivi ed alle caratteristiche della comunità per i quali la P2PU è conosciuta e rispettata. Ulteriori discussioni nella prossima sezione!