L'Impressionismo di Ernest Hemingway/Impressionismo come indicatore

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Ernest Hemingway a casa col suo gatto, Finca Vigia, Cuba 1954

Impressionismo come indicatore criticoModifica

Sperando di aver dimostrato nel capitolo precedente che Hemingway è davvero uno scrittore impressionista, intendo ora passare alla seconda parte del mio dichiarato proposito: vale a dire, utilizzare l'Impressionismo come indicatore critico nella valutazione del corpus dell'opera hemingueiana. Come qualsiasi altro scrittore con una carriera così ampia, Hemingway ha scritto una certa quantità di quelli che si possono educatamente descrivere solo come "insuccessi". Opere come To Have and Have Not e Across the River and into the Trees sono stati considerate dalla critica letteraria come non rappresentative del suo massimo livello di scrittura, ma mi riservo di riesaminare la seconda in un wikilibro apposito, contestando decisamente la critica ed evidenziandone invece la grande profondità e complessità di struttura, fattori che hanno contribuito alle scarse tirature.[1] Comprendere il calculus narrativo di Hemingway vuol dire guardare, a volte, oltre le parole sulla pagina per vedere e comprendere l'azione e interazione di spazio e tempo della memoria nel testo che crea una struttura narrativa molto diversa, raramente compresa dai critici, ma che tuttavia condivide somiglianze con le strutture dei suoi romanzi precedenti. La memoria e il ricordo in Across the River and into the Trees appaiono embricati nella struttura della narrazione creando una presenza e un protagonista diversi dalle precedenti figure di Hemingway in quanto egli non vi è semplicemente "dentro" né si preoccupa semplicemente di "pensarci". Gran parte della produzione letteraria di Hemingway ha comunque riscontrato vasto "successo" di critica e pubblico: ciò è evidente da un elenco delle sue opere tra cui figurano giganti come The Sun also Rises, A Farewell to Arms, For Whom the Bell Tolls e The Old Man and the Sea — sicuramente alcuni dei romanzi più significativi del ventesimo secolo.

Le opere di Hemingway che sono state sopra descritte come fallimenti forniscono pochi esempi di Impressionismo efficace. Quindi questi insuccessi sono stati esclusi dal capitolo precedente. Tuttavia, nel presente capitolo, queste opere possono essere usate a nostro vantaggio come contrasto con le opere superiori di Hemingway per mostrare il raggiungimento artistico dell'Impressionismo in quest'ultimo gruppo. Pertanto, questo capitolo si occuperà di un confronto tra questi successi e presunti fallimenti nel tentativo di determinare se l'Impressionismo possa essere uno dei criteri per selezionare quelle opere di Hemingway che vivranno e quelle che purtroppo non lo faranno, secondo i gusti di critica e pubblico.

La tecnica impressionista impone alcune restrizioni a qualsiasi scrittore che tenti di scrivere in questa modalità e gli sforzi di Hemingway in questa tecnica sono naturalmente soggetti a tali regolamenti. Cassell’s Encyclopedia of World Literature ne enumera i requisiti per quello scrittore che desideri utilizzare la tecnica impressionista: "...eliminazione della riflessione sulle cose; la rinuncia della propria personalità onde "assimilare" l'oggetto dello studio nella sua interezza; la ricerca di combinazioni di parole che corrispondano alle qualità caratteristiche dell'oggetto osservato in tutti i suoi aspetti, imprimendole sui sensi del lettore in modo tale da condividere l'esperienza dell'autore."[2] Anche un rapido esame della scrittura di Hemingway rivelerà che egli segue questi requisiti nelle sue opere migliori. In effetti, un simile esame indicherà che queste esigenze stilistiche sono al centro del suo credo estetico.

Nella sua prosa più efficace, Hemingway presenta al lettore scene o oggetti così come sono, senza riflessione o commento autoriale. Il suo desiderio spesso reiterato di riprodurre in modo sincero solo ciò che vedeva e sentiva preclude il fatto di consentire a riflessione o commento di obnubilare tale riproduzione. In questo desiderio Hemingway seguì Conrad, "che insisteva nel mettere giù ciò che vedeva e mai ciò che il suo intelletto deduceva".[3] Un credo estetico così rigoroso non lascia spazio a nulla che possa interferire con il trasferimento de "il modo in cui era/così come era".

La seconda di queste esigenze impressioniste è l'immersione della personalità dell'autore. Ford Madox Ford definì questo aspetto "il principio essenziale e forse più appassionato dell'Impressionismo".[4] Lo scrittore impressionista non deve commentare, né narrare o intromettersi nella coscienza del suo lettore. È di vitale importanza per l'efficacia della tecnica impressionistica che l'autore rimanga il più invisibile possibile. In tal modo, lo scrittore mette a fuoco il suo soggetto in modo più nitido ed elimina la distrazione della sua presenza. Hemingway seguì strettamente questo principio dell'Impressionismo, in particolare nei suoi primi racconti. Parlando di questo aspetto dello stile di Hemingway, Willard Thorp afferma che lo scrittore da giovane decise di "lasciare che azioni ed eventi educino la risposta emotiva del lettore, non costringerla a venir fuori da lui tramite la descrizione o la riflessione o l'affermazione diretta".[5]

Lo stesso Hemingways affermò:

« No matter how good a phrase or simile he [the writer] may have if he puts it in where it is not absolutely necessary and irreplaceable he is spoiling his work for egotism. Prose is architecture not interior decoration, and the Baroque is over.[6] »

Ciò che Hemingway implica qui è che il peccato più grande per uno scrittore è la scrittura indefinita o vaga. Ogni autore che si comporta "egotisticamente" danneggia la sua creazione rendendola meno distinta, e quindi meno reale. "Interior decoration", cioè la personalità dell'autore, o il sentimentalismo, o la morbilità, o qualsiasi "tendenza troppo metafisica nel discorso",[7] dovrebbero essere scrupolosamente evitate. Significativamente, quando Hemingway stesso aderisce all'"architettura", come ha fatto nelle sue più grandi opere, come For Whom the Bell Tolls, la sua prosa è al culmine della efficacia; e per consenso comune anche dei suoi critici.

D'altra parte, quando Hemingway si permette di fare "interior decoration", lo fa per altri motivi specifici, come nel caso di Across the River and into the Trees, dove il sentimentalismo si trasforma in poesia:

« "I understand," the Gran Maestro said and he looked at Renata and his heart rolled over as a porpoise does in the sea. It is a beautiful movement and only a few people in this world can feel it and accomplish it.[8] »

L'ultima delle "richieste" fatte allo scrittore impressionista riguarda la sua scelta delle parole. Hemingway si prendeva quasi sempre molta cura nella scelta della parola giusta. In questo senso sembra dapprima molto vicino al principio di Flaubert del "mot juste". Ma, sebbene Hemingway ammirasse Flaubert, non aderiva al principio della parola esatta voluta dallo scrittore francese. Le parole esatte di Flaubert erano scelte da un enorme vocabolario, che comprendeva gran parte della letteratura mondiale e molte delle sue lingue. Con Hemingway, tuttavia, "...la parola esatta è la parola più probabile che venga in mente al personaggio non sofisticato, o consapevolmente non pedante. È la parola che mette meno sforzo sull'intelletto, la parola più semplice e quindi indiscriminata".[9]

In un certo senso parole comuni come quelle usate da Hemingway sono forse più "reali" dei termini maggiormente sofisticati scelti da scrittori sagaci come Flaubert e Maupassant. Le parole di Hemingway di solito colpiscono al centro della coscienza del lettore. Il lettore non è tenuto a fare riferimento a un dizionario né a meravigliarsi della bellezza del vocabolario di Hemingway. Egli non si preoccupava delle parole, ma della totalità del loro effetto. Quindi la scelta della parola da parte di Hemingway è appropriata per uno stile di prosa impressionista poiché il suo vocabolario non interferisce con l'esperienza del lettore di ciò che gli viene presentato. Va ricordato che Hemingway ha sempre cercato verità e semplicità; e sebbene conoscesse senza dubbio le parole da "due dollari" (come diceva lui, cioè quelle sofisticate, che "costavano" di più), scelse consapevolmente di non usarle.

Quasi ogni affermazione fatta da Hemingway sull'arte della scrittura narrativa enfatizza una scrupolosa verità. In effetti, il suo stile è essenzialmente un tentativo di rendere la verità con la massima precisione possibile, senza cliché o elaborazioni retoriche.

Come già notato, Hemingway fu molto coscienzioso nella sua ricerca della verità, soprattutto nella resa delle emozioni. Significativamente per i nostri scopi, le rappresentazioni emotive più vere si verificano in quei passaggi in cui Hemingway scrive nello stile impressionista. E tali sezioni sono anche tra i suoi pezzi più potenti e commoventi. Solo quando la rigida disciplina che ha prodotto tali passaggi è rilassata, il lavoro di Hemingway "fallisce" nel suo tentativo di coinvolgere visivamente il lettore. In effetti, gran parte della carriera di Hemingway può essere organizzata in riferimento a questo aspetto: la disciplina. Ciò è stato ben affermato in The Novel of Violence in America di W. M. Frohock: "La variegata carriera di Hemingway può essere riassunta in riferimento a questa disciplina. Egli vi aderisce nei primi racconti e nei primi due romanzi, e sono ammirevoli. Negli anni '30 o abbandona tale disciplina o la disciplina abbandona lui; egli la predica, piuttosto raucamente, ma ha tanta difficoltà con la pratica che è difficile ammirare gran parte di ciò che scrive. E poi, in una terza fase, ci ritorna di nuovo, non con un completo successo, perché il lavoro che affronta è più grande di quelli precedenti, ma comunque ha abbastanza successo nel farlo, cosicché ancora una volta è possibile considerarlo come un grande romanziere."[10]

È importante notare qui che l'assenza dell'Impressionismo coincide con l'assenza di questa disciplina; e che è vero anche il contrario, vale a dire che quando la disciplina è presente, allora la prosa di Hemingway è molto spesso efficacemente impressionistica.

Il libro del professor Frohock fu pubblicato nel 1950, prima della comparsa di Across the River and into the Trees e di The Old Man and the Sea, e quindi non potè prendere in considerazione quella che considero una quarta e quinta divisione della narrativa hemingueiana. Dopo l'enorme successo di For Whom the Bell Tolls, Hemingway non scrisse romanzi completi per dieci anni. Poi, nel 1950, pubblicò quello che è forse il suo libro più criticato, Across the River and into the Trees. Questo libro sembra rappresentare una quarta tappa nel corpus della sua narrativa. In un certo senso questa opera può essere considerata il nadir della sua carriera perché è il suo libro meno disciplinato in campo impressionistico a causa del fatto che in esso esamina se stesso e i suoi traumi post-bellici attraverso il personaggio principale, il Colonnello Cantwell. Quindi, in una quinta tappa, il pendolo ruota completamente all'indietro e Hemingway diede alla luce quel piccolo capolavoro intitolato The Old Man and the Sea (1952). Significativamente, quest'ultimo libro ritorna allo stile impressionista ed evita le reminescenze analitiche che rendono la storia del Colonnello Cantwell un viaggio introspettivo alquanto difficile da assorbire.

Questa fluttuazione nella disciplina estetica di Hemingway si ripete nell'apparizione e nella scomparsa di quell'altro nemico della scrittura impressionistica, l'autore invadente. Anche in questo caso si trovano all'incirca le stesse cinque divisioni o fasi nella carriera di Hemingway. Nei racconti The Sun Also Rises e A Farewell to Arms, Hemingway saggiamente frena il suo impulso verso l'autobiografia e la sua tendenza a inserirsi nella narrativa. Con ciò non intendo implicare che queste sfaccettature non siano presenti in questo segmento iniziale della sua scrittura, ma solo che non diventano oppressive rovinando gli effetti che si sforza di ottenere. Tuttavia, negli anni trenta, durante lo stesso periodo in cui crescevano sia la sua popolarità come scrittore sia la leggenda che lo circondava, lo stesso Hemingway iniziò a intromettersi sempre più nella sua prosa. Questo fu il periodo in cui pubblicò Death in the Afternoon e Green Hills of Africa. Qui l'attenzione scrupolosa alla presentazione veritiera e chiara è offuscata da quello che Nemi D'Agostino chiama "l'impulso alla confessione e all'esibizionismo, rovinato dalla retorica e dal sentimentalismo e offuscato da un nuovo atteggiamento sofisticato".[11] Questa fase della carriera di Hemingway termina nel 1940 con For Whom the Bell Tolls. Questo romanzo è rigorosamente disciplinato ed evita i cambiamenti di stile che rendono Across the River and into the Trees un libro così difficile da leggere. Dopo questa "mutazione", che segna la nona tappa della sua carriera, Hemingway raggiunge di nuovo le vette del successo letterario con The Old Man and the Sea, un vero capolavoro in tutti i sensi. È significativo che nel suo ultimo romanzo Hemingway ritorni in qualche modo allo stile efficace che lo aveva sostenuto così bene in passato. Significativo anche il fatto che lo stesso Hemingway non si intromette nella storia di Santiago. Non intendo implicare qui che la carriera di Hemingway possa essere esattamente divisa in tre, quattro o cinque sezioni nettamente delineate, ma solo che tali fasi sono utili per esaminare l'intera sua opera di scrittore. Tali divisioni sono utili a delineare le fluttuazioni della prosa hemingueiana e illustrare come l'uso o l'abbandono dell'Impressionismo da parte di Hemingway coincida con queste fluttuazioni.

Quindi si può vedere, credo, che quegli elementi che caratterizzano le opere minori di Hemingway – mancanza di disciplina, intrusione autoriale e una tendenza autobiografica – sono anche avversi allo stile impressionistico della scrittura. I passaggi più commoventi dell'Impressionismo hemingueiano si verificano in quelle opere che contengono la sua più grande prosa: i racconti, The Sun Also Rises, A Farewell to Arms, For Whom the Bell Tolls e The Old Man and the Sea. Al contrario, quelle opere in cui sono presenti gli elementi di cui sopra e quindi precludono la sua scrittura in stile impressionista sono quelle opere che devono essere considerate come i suoi "insuccessi". Le esigenze dell'Impressionismo – obiettività, impersonalità, scelta concisa delle parole – fruttano a Hemingway un ulteriore dividendo: gli impediscono di cadere in preda a quegli elementi che tendevano a negare il suo talento.

Sembra quindi che l'Impressionismo possa essere usato come indicatore critico nel lavoro di Hemingway. La presenza o l'assenza dell'Impressionismo è almeno in parte responsabile di quelle opere di Hemingway che continueranno ad affascinare lettori e critici.

NoteModifica

  Per approfondire, vedi Infinità e generi.
  1. Per un esame approfondito di Across the River and into the Trees, si veda il wikilibro "Embricazione del trauma in Hemingway, Studio della progressione narrativa in Across the River and into the Trees: testimonianza di un trauma post-bellico", 2020.
  2. S. H. Steinberg, cur., Cassell’s Encyclopedia of World Literature (New York, 1954), p. 290.
  3. Atkins, p. 66.
  4. Ford Madox Ford, The March of Literature (New York, 1938), p. 840.
  5. Willard Thorp, American Writing in the Twentieth Century (Cambridge, Massachusetts, 1960), p. 188.
  6. Death in the Afternoon, p. 191.
  7. Ibid., p. 95 — "over-metaphysical tendency in speech."
  8. Across the River and into the Trees, p. 203.
  9. Joseph Warren Beach, American Fiction: 1920-1940 (New York, 1992), p. 102.
  10. W. M. Frohock, The Novel of Violence in America (Dallas, Texas, 1950), p. 168.
  11. Nemi D'Agostino, "The Later Hemingway", The Sewanee Review, LXVIII (1960), 482.