Chimica per il liceo/La sicurezza nei laboratori scientifici

La sicurezza nel laboratorio di chimica

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Lavorare in laboratorio significa avere a che fare con dei rischi per la salute di cui bisogna essere consapevoli.

Gli studenti vengono equiparati a lavoratori che devono essere informati sui rischi a cui possono incorrere e che devono rispettare determinate norme di sicurezza, e il docente è considerato un preposto che ha la responsabilità di informare e far rispettare le norme stesse. Vediamo le principali regole di comportamento.

Regole di comportamento generali

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  1. Accedere al laboratorio solo sotto la supervisione di un docente (o insegnante tecnico-pratico) che ha la responsabilità di organizzare le attività didattiche.
  2. Quando richiesto dall'attività, indossare, oltre al camice, adeguati dispositivi DPI (occhiali, guanti).
  3. L'abbigliamento deve essere consono e non fonte di intralcio, togliendo eventuali anelli, collane, orecchini; i capelli lunghi devono essere legati e inseriti dentro il camice.
  4. Borse, zaini, giacche, giubbotti non vanno collocati in prossimità della postazione di lavoro. Possono intralciare le attività, ostacolare le vie di fuga, ed essere causa di rischi (oltre al fatto che si possono danneggiare).
  5. Non è consentito mangiare e bere e il comportamento, visti i rischi, deve essere ancora più controllato che in classe.
  6. Seguire sempre le indicazioni del docente, evitare assolutamente iniziative personali (eventualmente chiedere prima al docente); in genere viene fornita una scheda di lavoro da seguire o viene spiegata a voce le attività da fare.
  7. Se non sai cosa fare o hai dei dubbi non aspettare, chiedi al docente. Se possibile leggere la scheda di lavoro prima di eseguire l'attività in modo da avere le idee chiare su cosa fare.
  8. Collaborare attivamente col docente: i gruppi di lavoro potranno trovare del materiale pronto nella loro postazione oppure dovranno andarlo a prendere seguendo le indicazioni del docente.
  9. Se si subisce un infortunio, anche modesto (es. un taglio), avvisare subito il docente.
  10. Al termine dell'attività ogni gruppo fa un po' di ordine e pulizia nella sua postazione.

Regole sull'uso delle sostanze chimiche

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  1. Quando si manipola una sostanza chimica, non toccarla mai con le mani e assicurarsi sui rischi che essa comporta, guardando i simboli di rischio nel contenitore o chiedendo al docente. Eventualmente indossare adeguati dispositivi di protezione (guanti, occhiali).
  2. In caso di contatto con sostanze chimiche lavarsi subito con acqua nel lavandino. A fine attività comunque è buona norma lavarsi le mani.
  3. Evitare di annusare i vapori sprigionati da reazioni chimiche, potrebbero essere irritanti e/o tossici.
  4. Quando si fanno reazioni chimiche o si manipolano sostanze che sprigionano vapori tossici/irritanti effettuare l'attività sotto cappa aspirante.
  5. Se si danneggia inavvertitamente qualche attrezzatura avvisare subito il docente. Se si rompe uno strumento di vetro non raccogliere i frammenti con le mani, c'è il rischio di tagliarsi.
  6. Se possibile, effettuare le esperienze con piccole quantità di sostanze, sia per evitare sprechi, sia per avere meno rifiuti speciali da smaltire e anche per avere meno rischi.
  7. Se al termine si deve smaltire una sostanza o un miscuglio, chiedere sempre al docente la corretta procedura.
  8. Prestare particolare attenzione alle apparecchiature riscaldanti (becco bunsen, piastra riscaldante) e ai materiali riscaldati (es. becher con soluzione bollente) perché c'è il rischio di ustioni e di incendio.
  9. Prestare particolare attenzione quando si avvicina una provetta ad una fiamma, farsi spiegare dal docente la corretta procedura.

Dispositivi di protezione individuali

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Sono i dispositivi che permettono la protezione del corpo, in particolare delle parti più importanti:

  • Camice: in laboratorio va sempre indossato, anche se si usano sostanze poco pericolose, se non altro per non sporcarsi gli abiti.
  • Guanti e occhiali: da usare quando si manipolano sostanze pericolose (irritanti, corrosive, tossiche). In ogni caso lavarsi le mani alla fine del lavoro.

Simboli e frasi di rischio chimico

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L'uso di sostanze chimiche può comportare rischi che vengono evidenziati attraverso pittogrammi e relative frasi di rischio. Nel 2008 un nuovo regolamento ha modificato i simboli, ma sono ancora in uso quelli vecchi. Nella tabella sottostante vengono quindi riportati sia i vecchi sia i nuovi pittogrammi aggiornati.

Vecchi pittogrammi

(67/548/CEE)

Nuovi pittogrammi

(CE 1272/2008)

Cosa indica Precauzioni Esempi
   

E ESPLOSIVO

 GHS01 Sostanza esplosiva, anche in assenza di ossigeno PRECAUZIONI: evitare urti, scintille, calore e attriti.

Possono essere utilizzati solo da personale esperto.

   

F INFIAMMABILE   

F+ ALTAMENTE INFIAMMABILE

 GHS02 Gas, liquido, vapori o aerosol (altamente) infiammabile PRECAUZIONI: evitare ogni fonte di accensione o di calore.
   

O COMBURENTE

 GHS03 Può provocare o aggravare un incendio; comburente. PRECAUZIONI: evitare il contatto con fonti di accensione e con sostanze infiammabili.
 GHS04 Contiene gas sotto pressione (refrigerato e non); può esplodere se riscaldato. PRECAUZIONI: non riscaldare i contenitori ed evitare il contatto con la pelle (gas refrigerati).
   

C CORROSIVO

 GHS05 Può essere corrosivo per i metalli.

Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari.

PRECAUZIONI: utilizzare protezioni per la pelle e per gli occhi per evitare gravi lesioni alla cute o agli occhi.
   

T TOSSICO   

T+ ALTAMENTE TOSSICO

 GHS06

 GHS08

Letale, tossico se inalato o ingerito o per contatto.

Può essere cancerogeno, teratogeno, mutageno.

PRECAUZIONI: evitare ogni contatto con la sostanza utilizzando le necessarie precauzioni.
   

Xi IRRITANTE   

Xn NOCIVO

 GHS07 Provoca irritazione cutanea, oculare, alle vie respiratorie.

Può provocare una reazione allergica cutanea.

Può essere nocivo se inalato, ingerito

PRECAUZIONI: evitare ogni contatto con la sostanza utilizzando le necessarie precauzioni.
   

N PERICOLOSO PER L'AMBIENTE

 GHS09 Tossico per gli organismi acquatici PRECAUZIONI: non disperdere il prodotto negli scarichi e non superare le dosi indicate.

Tipi di rischi nel laboratorio chimico

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Si riassumono qui i più frequenti rischi che si incontrano nel laboratorio di chimica

PERICOLO ESEMPIO ESPOSIZIONE RISCHIO DANNO PREVENZIONE E PROTEZIONE
Acidi forti HCl

H2SO4

Soluzioni concentrate Contatto con pelle e

mucose

Ustione Lettura scheda tecnica

Prestare attenzione Uso di contenitori idonei Uso di guanti e occhiali.

Basi forti NaOH Soluzioni concentrate Contatto con pelle e

mucose

Ustione Lettura scheda tecnica

Prestare attenzione Uso di contenitori idonei Uso di guanti e occhiali.

Ossidanti NaMnO₄

KMnO4

Soluzioni concentrate a

pH non neutro

Contatto con pelle e

mucose

Forte irritazione, dermatite

da contatto

Lettura scheda tecnica

Prestare attenzione Uso di contenitori idonei Uso di guanti.

Riducenti HCOOH Soluzioni a

concentrazioni errate

Contatto con pelle e

mucose

Forte irritazione, dermatite

da contatto

Lettura scheda tecnica

Prestare attenzione Uso di contenitori idonei, vetreria pulita e asciutta. Uso di guanti.

Sostanze volatili Soluzioni diluite

Sostanze sviluppate da reazioni

Inalazione Irritazione

Perdita di coscienza Asfissia

Lettura scheda tecnica

Procedimenti da svolgere solo sotto cappa aspirante

Solventi benzene

CCl4

Operazioni di prelievo e

trasferimento

Inalazione

Ingestione Contatto con pelle e mucose

Irritazione

Perdita di coscienza Possibili effetti cancerogeni in caso di esposizione prolungata

Lettura scheda tecnica

Procedimenti da svolgere solo sotto cappa aspirante Uso di recipienti idonei Uso dei guanti

Oggetti taglienti Bisturi, vetrini, lame dei

microtomi, lancette, aghi

Ferite Emorragie

Infezioni

Manipolare con cautela e

precisione. Uso di guanti idonei

Fonti di calore Bunsen, piastre elettriche,

bagnomaria, reazioni fortemente esotermiche

Contatto

Uso di sostanze volatili infiammabili Reazioni condotte senza adeguato controllo.

Ustioni

Sviluppo di incendi

Uso di guanti, reti frangi fiamma,

strumenti di presa in legno. Uso di sostanze infiammabili lontano da fiamme libere

La scheda di sicurezza

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Ogni prodotto chimico immesso in commercio deve obbligatoriamente essere accompagnato da una scheda di sicurezza, o direttamente fornita col prodotto o facilmente reperibile online.

Ogni scheda deve essere strutturata in modo da contenere le seguenti sezioni:

  • Sezione 1: Identificazione della sostanza o della miscela e della società/impresa
  • Sezione 2: Identificazione dei pericoli
  • Sezione 3: Composizione/informazione sugli ingredienti
  • Sezione 4: Misure di primo soccorso
  • Sezione 5: Misure antincendio
  • Sezione 6: Misure in caso di rilascio accidentale
  • Sezione 7: Manipolazione e immagazzinamento
  • Sezione 8: Controllo dell’esposizione/protezione individuale
  • Sezione 9: Proprietà fisiche e chimiche
  • Sezione 10: Stabilità e reattività
  • Sezione 11: Informazioni tossicologiche
  • Sezione 12: Informazioni ecologiche
  • Sezione 13: Considerazioni sullo smaltimento
  • Sezione 14: Informazioni sul trasporto
  • Sezione 15: Informazioni sulla regolamentazione
  • Sezione 16: Altre informazioni

Esempi di schede di sicurezza di sostanze chimiche comuni:

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La sicurezza nel laboratorio di biologia

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Simbolo del rischio biologico

Il D.Lgs. 81/08 (titolo X) definisce agente biologico: qualsiasi microrganismo anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni.Il rischio biologico o anche biorischio (in inglese: Biohazard) si riferisce a sostanze di origine biologica potenzialmente dannose per la salute di un qualsiasi essere vivente. Il termine e il simbolo associato sono generalmente utilizzati come avvertimento per evitare l'esposizione senza le dovute precauzioni e per indicare la corretta procedura di smaltimento dei rifiuti connessi.

Agenti patogeni

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  • Batteri
  • Virus
  • Tossine
  • Altri microorganismi (es. protozoi, funghi)

Patologie causate

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  • Infezioni
  • Allergie
  • Intossicazioni

Settori dove è presente

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  • Sanità e laboratori di diagnostica
  • Laboratori di ricerca
  • Aziende farmaceutiche
  • Industrie alimentari
  • Zootecnia, piscicoltura
  • Servizi di depurazione, raccolta e trattamento rifiuti

Livelli di biorischio

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I Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie hanno categorizzato numerosi agenti patogeni per ogni livello di biorischio.

  • Biorischio di livello 1 - agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani. batteri e virus tra cui bacillus subtilis, epatite canina, Escherichia coli, varicella, alcune colture cellulari e batteri non infettivi. Le precauzioni da utilizzare per questo livello sono minime, riguardano più che altro guanti e protezioni facciali.
  • Biorischio di livello 2 - agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche. Batteri e virus che provocano solo deboli malattie negli esseri umani, o sono difficili da contrarre tramite l'aerosol in un laboratorio, come l'epatite A, B e C, influenzavirus A, malattia di Lyme, salmonella, parotite epidemica, morbillo, scrapie, dengue. Si possono effettuare i lavori diagnostici e le ricerche in strutture o laboratori dotati di protezioni di livello 2 o anche di livello 3.
  • Biorischio di livello 3 - agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; l’agente biologico può propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche. Si tratta di batteri e virus che provocano malattie gravi o mortali, ma per i quali esistono vaccini o altri trattamenti; si possono citare antrace, virus del Nilo occidentale, encefalite equina venezuelana, SARS, tubercolosi, febbre della Rift Valley, HIV, febbre maculosa delle Montagne Rocciose, febbre gialla e malaria. Tra i parassiti ci sono plasmodium falciparum, che causa la malaria, e il trypanosoma cruzi, portatore della tripanosomiasi americana.
  • Biorischio di livello 4 - agente biologico che può provocare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori e può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche. Si tratta di batteri e virus che provocano malattie gravi o mortali, per i quali non esistono vaccini o trattamenti efficaci, come la febbre emorragica argentina e boliviana, marburg, ebola, hantavirus, virus di Lassa, febbre emorragica Congo-Crimea, e altre malattie emorragiche. Il vaiolo viene trattato nei laboratori P4 nonostante l'esistenza di un vaccino. Bisogna indossare tute protettive pressurizzate e dotate obbligatoriamente di bombole d'ossigeno. Nei P4 l'entrata e l'uscita contengono docce multiple, una camera vuota, una camera a raggi UV, Sistema di Rilevamento Autonomo e altre misure protettive destinate all'eliminazione totale di ogni traccia di biorischio. Vengono impiegate camere d'equilibrio protette elettronicamente per impedire l'apertura delle porte nello stesso momento. L'aria e l'acqua nei P4 vengono sottoposte a procedure di decontaminazione per ostacolare ogni possibile rilascio accidentale.

Caratteristiche di pericolosità degli agenti patogeni

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Trasmissibilità

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Capacità di un microrganismo di essere trasmesso da un soggetto infetto ad un soggetto suscettibile

Infettività

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Capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi nell’ospite

Patogenicità

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Capacità di produrre malattia a seguito di infezione

Neutralizzabilità

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Disponibilità di efficaci misure profilattiche per prevenire la malattie o terapeutiche per la sua cura