I promessi sposi/Analisi del capitolo 9

Indice del libro

Il nono capitolo può essere diviso in tre principali sequenze:

  • l'arrivo a Monza di Renzo, Agnese e Lucia e la separazione da Renzo;
  • l'incontro con la "Signora" (la Monaca di Monza);
  • la storia di Gertrude.

Le prime due scene sono caratterizzate dal mistero per tutto ciò che è legato alla "Signora", come viene chiamata la monaca di Monza nel romanzo. Viene innanzitutto introdotta in modo esplicito dal narratore, indicando anche il motivo per il quale non ne dice il vero nome:

« Il nostro autore [...] tace il nome del paese dove fra Cristoforo aveva indirizzate le due donne; [...]. Dal progresso della storia si rileva poi la cagione di queste reticenze. Le avventure di Lucia in quel soggiorno, si trovano avviluppate in un intrigo tenebroso di persona appartenente a una famiglia, come pare, molto potente, al tempo che l'autore scriveva. »
(capitolo 9)

Il personaggio della Monaca di Monza è infatti realmente esistito: si tratta di Marianna de Levya, protagonista di un celebre scandalo che sconvolse Monza all'inizio del XVII secolo, figlia del feudatario della città di Monza: Marianna apparteneva dunque alla più potente famiglia della città. Si può capire quindi il riservo del narratore riguardo alla figura della "Signora".

Wikipedia-logo-v2.svg Per approfondire su Wikipedia, vedi la voce Monaca di Monza.

Anche il frate che accompagna le donne al convento parla della Monaca con rispetto:

« La signora [...] è una monaca; ma non è una monaca come l'altre. Non è che sia la badessa, né la priorache anzi, a quel che dicono, è una delle più giovani: ma è della costola d'Adamo; e i suoi del tempo antico erano gente grande »
(capitolo 9)

Anche la descrizione della Monaca di Monza è caratterizzata dal mistero e dall'ambiguità del personaggio: ad esempio, riguardo, riguardo agli occhi, "in certi momenti, un attento osservatore avrebbe argomentato che chiedessero affetto, corrispondenza, pietà; altre volte avrebbe creduto coglierci la rivelazione istantanea d'un odio inveterato e compresso, un non so che di minaccioso e di feroce".

La storia di Gertrude (la Monaca di Monza) è introdotta da Manzoni spiegando che conoscere la storia del personaggio è funzionale a capirne la "psicologia" e quindi il senso delle sue azioni e del suo comportamento:

« ...noi crediam più opportuno di raccontar brevemente la storia antecedente di questa infelice; quel tanto cioè che basti a render ragione dell'insolito e del misterioso che abbiam veduto in lei, e a far comprendere i motivi della sua condotta, in quello che avvenne dopo. »
(capitolo 9)

La vicenda di Gertrude è caratterizzata da una forte pressione psicologica esercitata da lei fin da quando era piccola: il suo destino di suora era già deciso prima della sua nascita. La scelta nasce dalla volontà del principe (Manzoni non lo chiama mai padre) di non dividere la sua eredità tra i numerosi figli, lasciandola solo al figlio maggiore: "aveva destinati al chiostro tutti i cadetti dell'uno e dell'altro sesso, per lasciare intatta la sostanza al primogenito, destinato a conservar la famiglia, a procrear cioè de' figliuoli, per tormentarsi a tormentarli nella stessa maniera.".

Interessante da notare come le lettere siano portatrici per Gertrude delle sue sventure e del suo destino:

  • con una lettera, quella al vicario, Gertrude chiede ufficialmente di diventare suora
  • la prima lettera al padre, per chiedere di non entrare al convento, esplicita per la prima volta al padre i dubbi di Gertrude riguardo alla scelta di vita voluta per lei
  • la lettera al paggio, mai giunta al destinatario, sancisce la sua condanna e la rabbia del padre
  • è infine con una lettera che Gertrude chiede perdono al principe ottenendo di tornare in convento e portare a compimento la monacazione.

A partire dalla narrazioneModifica

Sabato 11 novembre 1628, mattina.
L'arrivo a Monza di Renzo, Agnese e Lucia

  • I protagonisti non arrivano a Monza dopo il viaggio notturno.
  • Renzo, nonostante vorrebbe fermarsi con Lucia a Monza, ricorda le parole di padre Cristoforo e parte per Milano.

Entrambi durante la povera colazione pensano con amarezza al banchetto che avrebbero dovuto fare il giorno del matrimonio

  • Agnese e Lucia incontrano il padre guardiano, che le accoglie e le conduce dalla Signora.

L'incontro con la "Signora"

  • Il padre guardiano entra prima da solo nella stanza della Monaca "a chieder la grazia". Avverte quindi le donne riguardo al comportamento da tenere in presenza della Signora.

La descrizione della Signora, che Lucia vede ritta dietro una grata, è caratterizzata da un forte contrasto tra bianco e nero e un'ambiguità dei suoi gesti e dei movimenti. Ogni carattere "positivo" è contrapposto ad un aspetto negativo: Manzoni parla di una "bellezza sbattuta".

  • Agnese e Lucia hanno un colloquio con la Signora, che le interroga riguardo alle loro vicende con Don Rodrigo.

L'inizio della storia della monaca di Monza

  • Gertrude, la Signora, è destinata sin da piccola a diventare monaca per volere del padre, principe feudatario di Monza. A sei anni viene portata in convento.
  • Nonostante non abbia realmente intenzione di diventare monaca, Gertrude sotto la pressione delle superiori scrive la richiesta al vicario per essere accettata monaca.
  • Tornata nella casa del padre per un periodo di un mese prima della monacazione, come previsto dal diritto canonico, Gertrude intrattiene una storia d'amore con un paggio. Il padre la scopre e la castiga, isolandola nella sua stanza.
  • Gertrude con una lettera chiede perdono al principe e accetta di diventare monaca.

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