Bellezza naturale/Parte VI

Indice del libro
Loch Lomond, in Scozia: un ecosistema relativamente isolato

I nostri luoghi favoritiModifica

Quali sono le caratteristiche dei luoghi preferiti dalle persone nella natura quando le segnalano? Le testimonianze che ho ascoltato e letto convergono su una serie di temi. L'appello ai sensi è solo una parte della questione. Spesso un dato posto è una località protetta o un rifugio, in qualche modo riparato. Quando ci si sente sicuri, anche uno spazio del tutto aperto serve allo scopo, una spiaggia, una cima di montagna. I tipi avventurosi preferiscono il mare aperto, la facciata di una scogliera o aree selvagge condivise con altri predatori (perché anche noi lo siamo).

L'espressione stessa "un luogo nella natura" implica la separazione dalla società ordinaria, una solitudine relativa. I luoghi preferiti dalle persone offrono una vacanza dalla pressione quotidiana delle aspettative di altre persone, dalle emozioni sociali, dallo stress di arbitrare la lotta tra impulsi egoistici e altruistici — in poche parole, da altri esseri umani. A volte i posti preferiti sono luoghi dove andare con un amico o con la famiglia. Al limite, per persone in mezzo a una folla di estranei che guardano il tramonto, gli spettatori hanno comunque una visione libera del sole che muore.

A dire il vero, la solitudine è parziale, anche quando siamo tutti soli. Il luogo della relativa solitudine è tale proprio in relazione alla società dalla quale ci siamo temporaneamente allontanati e alla quale ritorneremo. Inoltre, nella solitudine, noi continuiamo a rimanere esseri sociali e le nostre riflessioni continuano nel linguaggio della nostra cultura.

Molte persone cercano la solitudine nella natura per comunicare. Un luogo preferito nella natura è quel luogo che serve per entrare in contatto più profondo con ciò che è più vero in se stessi. È un luogo di comunione spirituale. L'ambiguità del termine "essere in comunione" rispecchia adeguatamente l'esperienza indefinita e vaga, così poco verbale, così poco impegnata con i pensieri, così aperta all'ispirazione senza alcuno sforzo o fatica, senza alcun chiaro senso della fonte da cui l'ispirazione è ricercata. È un posto per mettere le cose in prospettiva. I problemi imbarazzanti dell'ora che passa svaniscono con la loro urgenza. Si recupera la sensazione di non essere, dopotutto, il centro dell'universo; e, straordinariamente, questo recupero della prospettiva normalmente non porta alla sensazione che la propria vita sia trascurabile, insignificante, superflua o inutile. In effetti, si ritorna spesso da un momento di comunione in natura con un rinnovato senso dello scopo esistenziale. È una raccomandazione per i gruppi che soffrono di tensione andare in vacanza nella natura, mettendo da parte tutte le discussioni su problemi preoccupanti.

A dire il vero, la natura funziona in molti modi diversi oltre la sua bellezza, e i luoghi preferiti in natura non devono essere particolarmente belli.

Ciononostante, la bellezza di un panorama è un valore che si distingue dalle altre dimensioni associate all'esperienza. Il motore della mente non si spegne, ma nemmeno s'impegna con gli ingranaggi dell'intelletto scientifico, filosofico e religioso. Gli obiettivi pratici vengono deposti per un po', poiché l'armonia dei contrasti fisici assorbe l'attenzione.[1]

Godere delle bellezze della natura nella relativa solitudine ha un'attrattiva così appagante che le persone comunemente percepiscono l'universo lì come luogo amichevole. C'è la sensazione di essere abbracciati da qualcosa di meraviglioso, oltre misura, di far parte di qualcosa di grandioso, un senso di invito e di benvenuto. Il mescolarsi di affermazione interiore e di gioia in ciò che percepiamo sembrano in tali momenti rivelare una verità e una bontà più profonde di quanto non sentiamo normalmente. Il godimento lascia il posto alla gioia.

« La ricchezza che raggiungo viene dalla Natura, la fonte della mia ispirazione. »
(Claude Monet)

NoteModifica

  1. Per questa sezione si vedano, int. al., Marco Costa & Leonardo Corazza, Psicologia della Bellezza, Giunti 2006;; Mikel Dufrenne, Estetica e filosofia, Marietti, 1989 (tit. orig.: Esthétique et philosophie, Klincksieck, 1967-1981, 3 voll.), Vol.I; Elio Matassi, Walter Pedullà, Fulco Pratesi, La Bellezza, a cura e con un saggio introduttivo di R. Gaetano, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005; Simone Pollo, La morale della natura, Laterza, 2008; Sergio Belardinelli, La normalità e l’eccezione: il ritorno della natura nella cultura contemporanea, Rubbettino, 2002, passim.