Bellezza naturale/Parte IX

Indice del libro
Veduta di Vétheuil, olio di Claude Monet
« Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. Insomma, a forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare, e poi questo fiume che scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente. »
(Claude Monet)

Le arti e la bellezza naturaleModifica

Alcuni connoisseurs delle bellezze della natura testimoniano che l'apprezzamento contemplativo della bellezza del paesaggio è arricchito, soprattutto, dalla conoscenza geologica e biologica e dalla conoscenza della storia della pittura. Gli artisti dedicano doni straordinari all'osservazione, al sentimento e all'espressione della bellezza naturale, e il non specialista ha sicuramente qualcosa da imparare da loro. Le interpretazioni dei pittori ampliano il nostro vocabolario estetico come osservatori. Inoltre, ci sono paesaggi che invitano al confronto con particolari stili di pittura. Per trasmettere una mistica luminosità nel paesaggio, alcuni pittori posano una patina bianca sotto i verdi della foresta, i marroni di terra e i rosa e vermigli d'atmosfera. La luminosità del colore sotteso, raramente visibile direttamente, suggerisce il senso limitato in cui il divino è presente in natura.

Gli artisti guidano le persone oltre la tendenza a cristallizzare le emozioni. È così facile immaginare situazioni di tipo standard che richiedono risposte emotive standard. Uno si sforza di rallegrarsi, ad esempio, quando invece sarebbe molto più onesto ed efficace iniziare con un sentimento del tutto diverso e spostarsi verso una differente sfumatura al culmine dell'esperienza. Gli artisti sfidano le risposte stereotipate e convenzionali, ci portano ad aprirci alla freschezza della vita in un deserto. Anni fa, camminando con mia moglie sulle colline umbre, avendo anticipato che la natura ci avrebbe sorriso durante la nostra escursione e mostrato le sue belle attrazioni naturali, espressi frustrazione perché la giornata era invece nuvolosa, il vento freddo e mancancava il sole. Mia moglie mi rispose che i giapponesi imparano ad apprezzare tutti gli aspetti della natura, assolati o grigi che siano. In effetti, i pittori hanno insegnato all'umanità ad apprezzare le qualità della nebbia, del fumo e del deserto, notano il verde nel volto umano, i modi in cui i due occhi differiscono, il legame tra la terra che percorriamo e la storia personale implicita in un paio di scarpe.

I pittori asiatici hanno spesso raffigurato montagne alla cui base si inizia con abitazioni umane familiari da cui uno stretto e tortuoso sentiero conduce sempre più in alto, verso un picco oscurato dalla nebbia. Sotto forma di una pergamena a rotolo, il dipinto offre agli amici l'occasione per raccontare storie nel corso di una serata. Tale arte, come sfondo per l'esperienza naturale, ci ricorda la nostra socialità mentre ci avventuriamo nella natura, della nostra solitudine crescente mentre continuiamo il nostro viaggio, della nostra umiltà davanti a un vasto universo e dei limiti della nostra conoscenza: il vertice può essere inferito solo dal basso.

I doni dei poeti non sono affatto inferiori a quelli dei pittori nell'espandere il nostro senso dell'importanza della bellezza naturale. I musicisti si sintonizzano con la natura. Anche i profumi e prelibatezze gastronomiche presentano bellezze naturali. Il massaggio arreca piacere, anche a coloro che accettano l'autogratificazione solo in connessione con la terapia.

In definitiva, le arti cantano la natura.

Small River’s Song (Musica della natura) — Scrive l'autore del video: "Questa è la canzone di Madre Natura, cantata da un esiguo ruscello mentre scalavo la montagna alla ricerca di ispirazioni musicali naturalistiche alla Debussy. Secondo me, penso che la Natura sia il musicista più grande, basta ascoltarla, anche nei suoi più piccoli interpreti."