Platone: istruzioni per il mondo delle idee/Sofista

Il Sofista: le sfumature delle ideeModifica

Il Sofista è un dialogo ontologico scritto da Platone nel suo ultimo periodo di scrittura, nel quale riflette sulla speculazione delle idee nel mondo sensibile in cui esse partecipano. Fa parte della trilogia che comprende anche il Cratilo e il Teeteto . In esso dà spazio alla ricerca per la definizione del termine sofista, che appare sotto alcuni aspetti paragonabile al filosofo o al politico. Si concentra sulla natura della diairetica e sul problema del criterio della falsità e della verità, facendo anche una distinzione tra identità e diversità. Il dialogo si apre con Socrate che cede il posto allo straniero di Elea, il quale resta anonimo per tutta l'opera, e a sua volta intraprende una discussione con l'alunno di Teodoro, Teeteto. Nel Sofista Platone attribuisce al sofista stesso sei definizioni diverse. Nella prima definizione viene identificato come cacciatore di giovani facoltosi, nella seconda come commerciante di nozioni inerenti all'anima, nella terza venditore di tali nozioni e di conseguenza delle sue conoscenze. Mentre nella quarta definizione il Sofista ha il ruolo di venditore di prodotti fatti in casa, a seguire interpreta colui che prende parte alle discussioni con arte e viene definito cacciatore (quinta definizione), purificatore di anime in possesso di tutto lo scibile umano, con la capacità di contraddire su qualsiasi argomento ( sesta definizione).

 
Parmenide nella Scuola di Atene di Raffaello Sanzio

Platone incentra il suo dialogo anche sulla teoria dei generi sommi dell'essere e divide le idee attribuendo ad ognuna di esse uno degli attributi fondamentali di ciascuna : per l'idea di essere ogni idea è o esiste, poiché esiste sempre per se stessa; per l'idea dell'identico invece ogni idea è identica a se stessa, ma allo stesso tempo diversa dalle altre perché ognuna ha caratteristiche proprie; inoltre ogni idea può essere fine a se stessa, quindi restare ferma, e allo stesso tempo entrare in relazione con altre; questi ultimi due concetti ci riportano all'idea di quiete e movimento. Il dialogo si basa sulla ricerca del sofista a cui Platone cerca di attribuire una definizione creando una figura simile a quella di un filosofo o un politico, attraverso un metodo diairetico, per esempio fa similitudini e lo paragona ad un pescatore. Il filosofo di Elea nel corso dell'opera prova a spiegare il concetto di non essere, il quale viene confuso con il nulla. A titolo esemplificativo "A non è B" significa che "A è diverso da B", quindi l'unico modo per esistere il non essere è l'essere diverso da un'altra cosa. Con questa affermazione, Platone viola le idee di Parmenide e ciò viene identificato come parricidio di Parmenide. Un altro dei temi sviluppati è l'essere e le cose che sono : l'essere non è qualcosa di immobile e perfetto, ma ha vita e anima; esso è sia moto che immobilità e questi fattori rappresentano le diverse forme dell'essere. Tutto ciò che è capace di entrare in un campo di relazione esiste, infatti, l'essere può agire e subire un'azione, diversamente dal non-essere. Nel Sofista ci ritroviamo di fronte al concetto di errore che Platone descrive come qualcosa affermato in modo diverso da come in realtà è; inoltre sostiene la sua involontarietà che nel caso in cui dovesse esistere, non è voluto come tale. Platone, infatti, non condivide le teorie degli eristi le quali sono opposte alle sue. La dialettica per il filosofo è la disciplina che si occupa di dimostrare quali idee si connettono e quali no; essa si ricollega al principio di non contraddizione: vero e falso possono essere definiti come la corrispondenza attuata ad uno stato reale di cose, se tutte le idee comunicassero fra di loro non vi sarebbe più distinzione tra vero e falso.

Il Sofista per i giovaniModifica

Platone affronta la tematica dell'arte sotto differenti punti di vista. Secondo lui l'arte che richiama di più alla filosofia è quella dell'acquistare non enti materiali, ma idee circa la conoscenza. Ad essa si contrappone l'idea che hanno i giovani dell'arte dell'acquistare vista come ottenere fama e popolarità ai nostri giorni. L'origine di questa concezione errata è dovuta all'elevata considerazione che hanno gli adolescenti per i social, i quali sono reputati una distrazione dal mondo esterno e ciò implica all'assenza di relazioni con l'altro. Con il progresso tecnologico la finalità principale di internet ha subito cambiamenti riguardanti il suo utilizzo, poiché la curiosità per la conoscenza è stata sostituita dall'importanza delle visualizzazioni sui social che si acquisisce sulla base di ciò che si fa e non su quello che si sa.