Il significato della vita/Conclusione

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"The sound of birds, stops the noise in my mind" — Carly Simon, immagine di Demi-Broke (2008)
Indice del libro

ConclusioneModifica

In principio... la vita aveva un significato ed era un dono di Dio ed era impeccabile, perfetta.
Tuttavia, allo stesso tempo ci si presentavano due scelte. La prima scelta era credere che Dio avesse esternato chiaramente il significato della vita e ciò obbediva agli ordinamenti di Dio, e la seconda era credere che il significato della vita non fosse chiaramente affermato da Dio, e quindi dovevamo scoprirlo.[1] A quei tempi il significato della vita era direttamente connesso con la religione. Ma con gli sviluppi della scienza e del pensiero filosofico, il legame del significato della vita con la religione si è alquanto indebolito. Inoltre la religione è diventata impotente a mantenere una civiltà umana soddisfacente, così gli esseri umani hanno pensato di creare una comunità migliore senza il concetto di Dio. L'ideologia comunista è stata fondata per riempire lo spazio lasciato dalla caduta degli ideali religiosi con gli ideali degli esseri umani. Questo era il momento in cui si pensava che il significato della vita fosse indipendente da Dio. Ma alla fine del comunismo abbiamo assistito anche al fallimento degli ideali umani. A seguito di questo risultato, la fede nell'esistenza di un significato ideale della vita è cambiata dall'essere sperabilmente possibile a disperatamente impossibile.

La vita di Hitler e la vita di Madre Teresa sono qui prese come gli esempi più cruciali nelle discussioni sul significato della vita. E c'è una forte tendenza ad accettare la vita di Hitler come priva di significato, o come ha affermato Belliotti,[2] significativa ma priva di valore, mentre tutti gli argomenti accettano la vita di Madre Teresa come perfettamente significativa. Nel mio studio sostengo che Hitler abbia vissuto una vita significativa e, dopo aver confrontato la sua vita con la vita di Madre Teresa, concludo che non c'è differenza nel significato della loro vita, entrambi hanno vissuto vite significative. Non c'è scampo. Propongo che il senso della vita sia un'esperienza, uno stato mentale composito; quindi è indipendente dal contenuto di una vita. Le convinzioni, i valori, la cultura o la visione del mondo di una persona costituiscono il contenuto di una vita. Ovviamente, non è possibile confrontare i contenuti della vita di Hitler e di Madre Teresa o di quella di Pasteur con la vita di Bertoldo Cacasenno, ma è comunque possibile per loro avere vite significative sulla base delle loro esperienze. Intuitivamente, volevamo degradare la vita di Hitler e pensavamo che accettarla come significativa la rendesse inevitabilmente valida, ma non è così. Una vita significativa non ha bisogno di contenere valori assoluti come la bontà assoluta o non deve per forza essere morale.

In secondo luogo, nel mio studio ho proposto che il significato della vita debba riguardare l'esistenza, le nostre attività e i nostri sentimenti. Perciò elimino ancora una volta le aspettative che il senso della vita debba avere una qualità trascendentale o assoluta.

Concludo che le quattro componenti del significato della vita sono lo scopo, l'impegno attivo in un'attività, la creatività e il motivo. Tali componenti devono soddisfare le necessarie condizioni di significatività e valore. Ma chiunque abbia il contenuto della vita con tali quattro componenti, che soddisfano le condizioni necessarie che ho citato, sarebbe nello stato mentale composito che indica una vita significativa. È plausibile che un ateo o un cristiano, buddhista o musulmano, Stalin, Gandhi, Trump e Dalai Lama, o un attentatore suicida arruolato nella jihād, o un paparazzo che lavora per la Rivista Insensata, possano avere vite significative. Se il significato della vita riguarda i contenuti, non è possibile che tutte queste persone abbiano vite significative, perché i contenuti delle loro vite sono contraddittori tra loro. Se accettiamo che, in base al loro contenuto, sia Trump che il Dalai Lama hanno vite significative, commetteremmo una reductio ad absurdum, un ragionamento per assurdo. Ma è altamente accettabile che Trump e Dalai Lama abbiano ciascuno lo stato mentale composito necessario affinché la rispettiva vita abbia un significato.

NoteModifica

  Per approfondire, vedi Serie delle interpretazioni e Serie dei sentimenti.
  1. Julian Young, The Death of God and the Meaning of Life, Routledge, 2003, p. 84.
  2. R. Belliotti, What Is The Meaning of Human Life? cit.