Semiotica e design/Abitacolo Munari

Indice del libro

Abitacolo è una letto modulabile progettato dal designer italiano Bruno Munari nel 1971. Il letto fu inizialmente prodotto da Robots S.p.a. che poi venne acquistata nel 2013 da Rexite S.r.l. che ne riprese la produzione. Nel 1979 Abitacolo fu insignito dell'XI Compasso d'Oro.

« Struttura montabile e smontabile in varie combinazioni. Abitacolo è una struttura abitabile, un supporto quasi invisibile per il proprio microcosmo. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone »
(Bruno Munari, Artista e designer, 1971 [1])

AutoreModifica

Bruno munari

Bruno Munari nato a Milano il 24 ottobre 1907 e morto il 29 settembre 1998 era un artista, designer e scrittone. Ha vinto tre Compassi d'Oro nel 1954,1955, 1979.


È stato "uno dei massimi protagonisti dell'arte, del Disegno industriale|design e della grafica del XX secolo"[2], dando contributi fondamentali in diversi campi dell'espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, disegno industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell'infanzia attraverso il gioco.

Idea di progettoModifica

Abitacolo nasce con lo scopo di dare spazio a uno o due ragazzi nella casa dei propri genitori. Munari per rispondere al problema sviluppa un’idea che soddisfi una massima funzionalità non solo pratica ma anche psicologia, economica e spaziale di tutti i servizi necessari nello spazio minimo. L’oggetto è pensato per un ragazzo dagli otto anni in su tale che sia una struttura unica che comprenda tutti i servizi utili e cioè un letto, una libreria, un tavolo e contenitori vari di oggetti. Inoltre dovrà essere trasformabile, personalizzabile e non ingombrante visivamente.[3]

DescrizioneModifica

Abitacolo, all’apparenza è un semplice letto per bambini, in realtà è un concentrato di puro design, come si concepiva ai tempi di Munari.

Una struttura multifunzione e modulare, è costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, delimita uno spazio e può ospitare vari accessori: un piccolo tavolo, delle mensole per oggetti o per i libri, cestini per i giochi, può fungere da appendiabiti e anche da ripostiglio.

Essendo modulare, l’assemblaggio non impone una forma rigida ma si adatta alle esigenze di chi lo usa.

Abitacolo è stato progettato anche per ottimizzare i costi di distribuzione, per questo si monta e si smonta facilmente, è trasportabile in spazi ridottissimi (in una scatola praticamente piatta dell’altezza di pochi centimetri) e pesa solo 51 chili anche se ha una struttura così solida da poter sostenere il peso di venti persone. Come diceva lo stesso Munari “è il minimo ma dà il massimo”.[3] [4]

DimensioniModifica

L’Abitacolo è di dimensioni 194 x 83 x 206cm, composto da un modulo base 20 x 20cm (per i quattro montanti) con i suoi sottomoduli di 10 x 10cm (per i due piani orizzontali) e di 5 x 5 (per i contenitori vari). Conferendo alla struttura un peso di 51Kg in grado di sostenere fino a il peso di venti persone.

Dimensioni
Altezza totale 206 cm
Lunghezza base 194 cm
Larghezza 83 cm
Letto (non incluso) 190 x 80 cm
Peso netto 51 Kg
Portata della rete-letto 140 kg

MaterialiModifica

La scelta sui materiali più adatti per costruire questa struttura si orienta sui tondini d'acciaio uniti tra loro mediante la tecnica della saldatura elettrica. I tondini vengono poi trattati tramite il processo di verniciatura a polvere epossidica (o verniciatura “epoxy”) che consiste nella applicazione al manufatto da verniciare di una resina epossidica in polvere mediante pistole a spruzzo elettrostatiche con successiva cottura a forno. E’ un procedimento di verniciatura che garantisce un’ottima qualità di adesione e resistenza anticorrosiva e una eccezionale durezza, quindi ideale per manufatti con utilizzo in interni (arredamento, casalinghi, ecc).

SignificatoModifica

Analisi plasticaModifica

Dettaglio scrivania

Analisi cromaticaModifica

La struttura portante dell’oggetto è in materiale metallico, lucido e monocromatico in modo tale da dare risalto e valore agli oggetti che poi andranno a comporre l’Abitacolo. Vi sono inoltre pochi contrasti cromatici se non che per i piedini antiscivolo in gomma nera ed opaca e per qualche oggetto complementare in laminato bianco.

Analisi eideticaModifica

Osservando “Abitacolo” da un punto di vista eidetico si nota che la struttura presenta una prevalenza di linee orizzontali e verticali perpendicolari tra loro e in contrasto alle linee diagonali presenti solamente nella parte centrale dell’oggetto.

Analisi topologicaModifica

Queste differenze portano ad una suddivisione topologica, lo spazio periferico delle quattro strutture verticali, i montanti, delimita un grande spazio centrale occupato dalle due strutture orizzontali. I due piani centrali possono essere spostasti dal basso all’alto, ogni venti centimetri, con la possibilità di variarne la destinazione d’uso. La struttura più bassa può essere usata come letto o scrivania, mentre quella superiore può essere utilizzata come mensola porta oggetti. I quattro montanti sono adibiti ad altri elementi modulari (ceste, mensole) e fungono inoltre da scala di accesso al piano superiore.

SemiosiModifica

Strutture di conversioneModifica

Formule di omologazioneModifica

Secondo la formula di omologazione, dato un sistema semi-simbolico, si crea una corrispondenza fra una categoria dell’espressione e una del contenuto. I due elementi opposti di una categoria dell’espressione si legano ai due elementi opposti di una categoria del contenuto. La formula di omologazione è composta da due elementi E= piano dell’espressione e C=piano del contenuto. E si trova a sinistra del segno di uguaglianza mentre C alla sua destra. Quindi, in questo caso, avremo:

• Acciaio/tessuto=Funzionale/comodo

• Acciaio/tessuto=Solido/morbido

• Centrale/periferico=Riposo/svago

• Centrale/periferico=Movimento/statico

CodificaModifica

L’insolita struttura ed i suoi materiali sono elementi che non forniscono un’identificazione chiara dell’oggetto a primo impatto. Abitacolo risulta lontano dal modello standard di un letto e non comunica immediatamente la sua funzione, è quindi un chiaro esempio di ipocodifica.

Piano del contenutoModifica

Analisi figurativaModifica

Abitacolo ambientata 1

"Abitacolo" si presenta come un letto semplice e lineare ma con diverse destinazioni d’uso. La struttura è costituita da moduli in tondino d’acciaio che ne determinano la forma, la facilità di montaggio e quella di stoccaggio. L’oggetto, inoltre, è pensato per dare al bambino uno spazio proprio all’interno della casa dei genitori.

Grado di stilizzazioneModifica

“Abitacolo” ha un grado astratto di figurabilità, perché non è stato concepito per imitare nessun oggetto in particolare; il nome influisce sull’immagginario del bambino che potrebbe associare l’oggetto all’abitacolo di un aereo o il posto da pilota di un’astronave.

Livello discorsivoModifica

SpazializzazioneModifica

La collocazione ideale di Abitacolo è la camera da letto. Abitacolo è in grado di arredare la camera e permette di mantenere un certo ordine degli oggetti. Uno spazio che rende superflui i mobili. Abitacolo crea, per il fruitore, un’atmosfera di riservatezza in cui sentirsi avvolti e protetti dagli oggetti personali.

AttorizzazioneModifica

L’utente ideale di Abitacolo è il ragazzo ma è comunque in grado di adattarsi a tutte le età.

TemporalizzazioneModifica

Abitacolo, non trattandosi di un semplice letto, può essere utilizzato in diversi momenti della giornata. Ci si può dormire ma anche studiare, leggere e rilassare.

Strutture superficialiModifica

AttantiModifica

Si tratta di una nozione, introdotta negli studi sintattici da Lucien Tesnière. A differenza degli attori, che si trovano sul piano discorsivo e ricevono un 'riempimento semantico' più cospicuo, gli attanti non corrispondono a elementi direttamente individuabili a partire dalla superficie del testo. Sono infatti una sorta di 'nodi' profondi dell'organizzazione narrativa.

• A (adresser) = Abitacolo

• S (subject)= Soggetto (utente)

• Ov (object value) = Valore

Programmi di azioneModifica

Valore Programma d'azione Descrizione
Ov1: poter dormire A→(S+Ov1) Abitacolo congiunge il soggetto al valore Ov1, ossia poter dormire. La parte centrale di Abitacolo, dov’è posizionato il materasso, permette al soggetto di distendersi e riposare.
Ov2: multifunzione A→(S+Ov2) Abitacolo congiunge il soggetto al valore Ov2, ossia avere diversi utilizzi. La conformazione di Abitacolo permette lo svolgimento di varie attività come: il gioco, lo studio, il relax e funge anche da scaffale per l’ordine personale.
Ov3: modulare A→(S+Ov3) Abitacolo congiunge il soggetto al valore Ov3. La struttura modulare permette di essere montata, smontata e di assumere nuova veste a seconda della fantasia e dell’occorrenza del soggetto.
Ov4: ottimizzare i costi di produzione A→(S+Ov4) Abitacolo congiunge il soggetto al valore Ov4. Materiali e tecnologie costruttive utilizzati per la realizzazione di Abitacolo ne abbattono i costi di produzione.
Ov5: Elevato costo di acquisto A→(S-Ov5) Abitacolo disgiunge il soggetto al valore Ov5. Avendo bassi costi di produzione Abitacolo dovrebbe costare poco invece, diventato oggetto di Design, costa 1500 euro.

Strutture profondeModifica

Quadrato semioticoModifica

Funzionale - comodo.pdf
Movimento - statico.pdf
Riposo - svago.pdf
Solido - morbido.pdf

Il quadrato semiotico è un metodo di classificazione dei concetti pertinenti ad una data opposizione di concetti. A partire da un'opposizione data di concetti S1 e S2, il quadrato semiotico per prima cosa presuppone l'esistenza di altri due concetti, ossia ~S1 e~S2, che stanno tra loro nelle seguenti relazioni:

• S1 e S2: sono contrari

• S1 e -S1, S2 e -S2: sono contraddittori

• -S1 e -S2: sono subcontrari (possono avere in comune delle zone intermedie)

• S1 e -S2, S2 e -S1: complementarità (sono legati da una relazione di implicazione)

Nel caso di Abitacolo abbiamo quindi:

• S1 riposo e S2 svago, -S1 non riposo e –S2 non svago

• S1 movimento e S2 statico, -S1 non movimento e –S2 non statico

• S1 funzionale e S2 comodo, -S1 non funzionale e –S2 non comodo

• S1 solido e S2 morbido, -S1 non solido e –S2 non morbido

Quadrato di FlochModifica

Facendo riferimento alla griglia semiotica dei valori possiamo attribuire ad Abitacolo una valorizzazione pratica ed utopica che risiede nella multifunzionalità dello stesso, è uno spazio limitato che consente di contenere tutti gli oggetti personali di una persona. Si tratta di uno spazio delimitato e ben definito, ma al tempo stesso aperto, che si adatta perfettamente a chi lo vive.‎ Abitacolo è infatti un vero e proprio modulo abitabile capace di aprire qualsiasi camera da letto alla più totale fantasia della persona, con cui potrà crearsi un proprio mondo esclusivo, strutturandolo e arredandolo come più gli piace, senza essere imprigionati da soluzioni precostruite.‎

ConclusioneModifica

Quindi cos'è Abitacolo? Abitacolo è un letto, un tavolo, una sedia, un posto per i libri e gli abiti tutto nello stesso oggetto; ma è anche uno spazio abitabile in misura essenziale, è il luogo interno che forma il proprio mondo, un posto dove potersi isolare, dove poter studiare, meditare, scrivere, leggere e dormire. É un proprio spazio trasformabile a piacere. Ed essendo una struttura leggera, assemblata con poche viti, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere sempre una nuova veste.

RiconoscimentiModifica

Compasso d’Oro ADI 1979

NoteModifica

  1. Munari 1969, pp. 102
  2. Enciclopedia Treccani - 9 settembre 2012
  3. 3,0 3,1 Munari 2017, pp. 186-201
  4. Munari

Approfondimenti interwikiModifica

BibliografiaModifica

  • Bruno Munari, Da cosa nasce cosa., Bari, Editori Laterza, 2017.
  • Bruno Munari, Artista e designer., Bari, Editori Laterza, 1969.
  • Bruno Munari, Design e comunicazione visiva. Contributo a una metodologia didattica., Bari, Editori Laterza, 2017.
  • (INGLESE) Jean-Marie Floch, Visual Identities, Bloomsbury USA Academic, 2000, ISBN 978-0826447395.
  • (ITALIANO) Michela Deni, Oggetti in azione, Franco Angeli, 2005, ISBN 978-8846439413.
  • (ITALIANO) Dario Mangano, Semiotica e design, Carocci, 2008, ISBN 978-8843048120.