Indagine Post Mortem/Capitolo 5: differenze tra le versioni

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In primo luogo, in considerazione delle circostanze che portarono alla crocifissione di Gesù, mettere una guardia sembrerebbe una precauzione naturale per evitare che il corpo venisse rubato (Swinburne 2003, pp. 178-179). Carson (1984, p. 586) osserva: "I capi sacerdoti e i farisei non si sarebbero necessariamente contaminati avvicinandosi a Pilato di Shabbat, a condizione che non viaggiassero per più di un giorno sabbatico per arrivarci e non entrassero nella sua residenza (cfr. {{passo biblico2|Giovanni|18:28}})." Dato l'accordo di Pilato con i capi ebrei per crocifiggere Gesù, è plausibile che egli avrebbe acconsentito anche alla richiesta di custodire la tomba con guardie.
 
In secondo luogo, se la storia fu inventata dai cristiani, è più probabile che avrebbero detto che le guardie vennero poste il venerdì anziché il sabato, il che lascia un periodo tra il venerdì sera e il sabato mattina durante il quale i discepoli avrebbero potuto rubare il corpo (Craig 1984, che confronta il racconto nel [[w:Vangelo di Pietro|Vangelo di Pietro]] che afferma che le guardie furono poste il venerdì). L'autore di Matteo non dice esplicitamente che le guardie avessero verificato che il corpo fosse all'interno della tomba prima di sigillarlo, e sebbene si possa obiettare che è ragionevole pensare che lo abbiano fatto (si veda più avanti), il punto qui è che è probabile che l'autore di Matteo avrebbe reso la storia più sicura, come ha fatto l'autore del Vangelo di Pietro, se avesse creato liberamente storie apologetiche.
 
Terzo, in {{passo biblico2|Matteo|28:11-15}}, l'autore fornisce un'informazione che i suoi lettori designati – ad es. gli ebrei (è ampiamente riconosciuto che Matteo è un Vangelo molto ebraico scritto per una chiesa cristiana ebrea) – avrebbero potuto facilmente smentire se non fosse stato vero. Lindemann (2017, p. 566) obietta affermando quanto segue:
 
{{q|The background for it is probably not an otherwise ‘unknown’ polemical Jewish story against the message of Jesus’ resurrection, but rather late Christian apologetics, perhaps stemming from the evangelist himself, to make the story and the message of Jesus’ resurrection ‘more plausible’ for Christians themselves.}}
 
In risposta, Matteo 28:15b, Καὶ διεφημίσθη ὁ λόγος οὗτος παρὰ Ἰουδαίοις μέχρι τῆς σήμερον ἡμέρας (letteralmente "E questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi") implica una continuità. In particolare, μέχρι ("fino") implica una continuità con il passato (dal momento in cui riferirono ai capi sacerdoti, presero il denaro e fecero come istruito; secondo Matteo, questo avvenne molto presto dopo la crocifissione di Gesù; quindi Matteo si riferiva al periodo intorno al 30 e.v.) al presente (quando fu scritto il Vangelo di Matteo, diciamo, intorno al 70-100 e.v.). Anche se il Vangelo di Matteo fu scritto dopo il 70 e.v. e probabilmente non a Gerusalemme o in Giudea, gli ebrei della chiesa cristiana ebraica nel 70-100 e.v. erano discendenti degli ebrei nel 30 e.v.
 
== La tomba vuota ==
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