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ConsulenzaModifica

Ciao Monozigote, come stai? Senti ti contatto perché avrei bisogno di una consulenza sull'enciclopedicità di un rabbino capo, di cui devo decidere se scrivere o meno la voce, e vorrei cercare di capire quanto la carica sia rilevante all'interno del mondo ebraico. Descrivo il caso qui. Se potessi intervenire te ne sarei grato. Ciao!--Caarl 95 (disc.) 15:14, 1 giu 2020 (CEST)

[@ Caarl 95] Shalom, mio caro! Si dà il caso che io sia ebreo bolognese da famiglia ebraica che a Bologna risiede dal 1400, ma ora, da bravo errante, mi trovo in Scozia da un decennio. Ad essere parziali, direi che una voce su "Leone Alberto Orvieto" è più che dovuta! Hai le necessarie informazioni? Ne troverai alcune online (per es.,[1], ecc.). Quanto al "Rabbino capo", la questione è spinosa, come si può dedurre anche dalle varie voci enciclopediche sparse per internet. Io ero molto amico, quando risiedevo a Roma, di Elio Toaff, appunto Rabbino Capo di Roma (deceduto 2015 a cento anni!), a cui è succeduto Di Segni. Scrivere una voce su "Leone Alberto Orvieto, Rabbino capo di Bologna" non è consigliabile, anche perché tale carica varia di regione in regione, di nazione in nazione, di congregazione in congregazione, di "denominazione" in denominazione, e via dicendo. Per fare un esempio: nel Regno Unito, ove risiedo, esiste un "en:w:Chief Rabbi of the United Hebrew Congregations of Great Britain and the Commonwealth" che è il Rabbino maggiore delle Congregazioni ebraiche ortodosse delle "Sinagoghe Unite" britanniche --- il che vuol dire che le sinagoghe non appartenenti, non lo riconoscono come "Rabbino capo", né viene riconosciuto come rabbino capo dagli altri movimenti dell'ebraismo (liberale, ricostruzionista, ecc.). Puoi farti un'idea della spinosità della questione leggendo la voce inglese "Chief Rabbi": persino Israele ha problemi a definire la cosa --- al momento hanno 2 rabbini-capo, uno per gli aschenaziti e uno per i sefarditi. Gli ebrei americani non vogliono "rabbini-capo" e la Legge ebraica (Halakhah) comunque non prevede una tale carica, dato che in linea di principio tutti i rabbini hanno pari autorità. Ora, Leone Alberto Orvieto nella sua scheda biografica viene usualmente definito come "Rabbino maggiore della Comunità israelitica bolognese" e non come "capo" --- designandolo come "Rabbino capo", la voce potrebbe venire contestata. Ad ogni modo, Orvieto era anche un rispettato "Maskil" (cfr. [2], ma anche "Chakham" e "Morenu ha-Rav"), titolo onorifico usato principalmente in Italia per designare un ebreo erudito, illuminato, sapiente, e Orvieto lo era sicuramente --- sebbene inizialmente si fosse lasciato entusiasmare dal fascismo, entusiasmo che finì presto con le "leggi razziali"... il resto è scritto nella Memoria della Shoah. Fammi sapere se vuoi approfondire ulteriormente la discussione. Ciao.--Monozigote (disc.) 17:29, 1 giu 2020 (CEST)
Oh, sapevo di aver scritto alla persona giusta, ma non pensavo che lo fossi così tanto! Allora, sì, in realtà ho solo quello che ho trovato online (i vari profili su storia e memoria di Bologna, sul portale bolognese dell'ANED e sul centro di documentazione ebraica), tra cui però c'è un'interessante saggio su ebrei e fascismo ma in realtà c'è un'approfondita parte storica che pensavo di usare per una voce sulla comunità ebraica bolognese. Poi voglio vedere se col prestito bibliotecario online trovo qualche cosa. In realtà tutto nasce dal progetto sulle pietre di inciampo, per cui io ho scelto di occuparmi della parte emiliano-romagnola e di cui intanto ho coperto le 15 pietre posate a Bologna. Da lì avevo pensato di scrivere le voci dei deportati enciclopedici, tra cui c'è sicuramente Finzi, la cui voce già c'è e volevo capire se ci fossero i margini su Orvieto. Poi mi interessa questo approfondimento anche perché fino a un anno fa passavo almeno una volta a settimana per le viuzze del ghetto bolognese nel peregrinare studentesco verso la stazione, ma per un motivo o l'altro non mi sono mai fermato al Museo Ebraico e ignoravo completamente tutta questa parte della storia bolognese... Dunque, grazie mille per il chiarimento, speravo in realtà che le cose fossero più lineari =D. La dicitura "rabbino capo" l'avevo presa dalle noticelle biografiche del sito del comune, ma ovviamente ci sta che siano inesatte su aspetti tecnici. Rabbino capo o meno, sapresti dirmi in quel contesto storico, in quell'Italia e in quella Bologna, qual'era il suo ruolo nella comunità? E quanta gente c'era all'incirca di pari importanza in Italia, tutti i rabbini delle comunità medie? Voglio dire, tra Toaff e il rabbino di una piccola comunità, è possibile tracciare qualche criterio che dica con chiarezza che da un certo punto in poi c'è un'enciclopedicità sicura, o invece meglio lasciar perdere? Per il resto io mi sono convinto che sia enciclopedico, il problema è, se come mi par di capire un facile automatismo derivante dalla carica ricoperta non è possibile, che per dimostrarlo dovrò trovare libri di case editrici nazionali che ne parlino, le noticelle sui vari portali dimostrano sicuramente la rilevanza locale, meno quella nazionale. Qualcosa su google books ho trovato (tutti libri di storia cittadina) ma si vedono solo stralci di pagina, niente di utilizzabile per una voce.--Caarl 95 (disc.) 19:17, 1 giu 2020 (CEST)
[@ Caarl 95] Ahaa, i ricordi! Mi fai venire in mente quando anch'io giravo per i vicoli della vecchia Bologna, cercando di rintracciare i passi dei miei parenti (purtroppo deportati). Da parte di mia nonna, avevamo una ramificazione a Ferrara e, lei stessa era amica dei Finzi ferraresi (ricordati anche da Giorgio Bassani) e mi raccontava dei suoi giochi da bambina con loro.... beh, mi fermo qui, sennò apro una fiumana di memorie. Ma voglio brevemente ricordare un incontro con Elie Wiesel (chissà se c'è una pietra d'inciampo per lui in qualche parte d'Europa?), organizzato dal sottoscritto insieme a Umberto Eco nel 2000 presso l'Aula Magna di Bologna (una serie di lezioni, poi pubblicata come Sei riflessioni sul Talmud, Bompiani, 2000): gli chiesi chi avrebbe ricordato i martiri della Shoah una volta che le vittime ancora in vita (come Elie stesso) sarebbero scomparse? Lui mi rispose che sarebbe stato il compito della successiva generazione, se tale generazione ne avesse assorbito il trauma con la giusta memoria. Caarl, penso che l'iniziativa delle pietre d'inciampo sia una di queste "giuste memorie" e ti voglio elogiare per l'interesse che porti a questa iniziativa -- cerca di svilupparla il più possibile, se ne hai tempo e forza d'animo. Grazie di cuore.
Per alcuni anni ho cercato di curare al meglio il Portale dell'ebraismo su Wikipedia, rinnovandolo, ingrandendolo, raffinandolo, approfondendolo. Ora, nella mia anzianità, mi dedico esclusivamente a Wikibooks, più che altro per mettere ordine in alcune mie carte accademiche, che desidero rendere leggibili a chi ne è interessato e coinvolto (principalmente le varie comunità ebraiche italiane, precedentemente escluse dato che scrivevo in inglese per una audience anglofona). Ritornando a Orvieto, riporto i seguenti collegamenti:
1. Scheda bio;
2. Note sintetiche;
3. Scheda rabbini -- nota bene i titoli assegnatigli: "Maskil" nel 1892, quello di "Chakham" nel 1895 e quello di "Morenu ha-Rav" nel 1904;
4. Sito "CI PORTANO VIA", con scheda bio;
5. Scheda di geni.com, per aprirla tutta bisogna iscriversi.
♦ Tralascio le voci relative alla sua "pietra d'inciampo".
Noterai che alcune schede lo riportano come "Rabbino capo della Comunità israelitica di Bologna", mentre altre come "Rabbino maggiore della Comunità israelitica bolognese", il che ti fa capire come questo tipo di titoli sia molto dibattuto e controverso nell'ambito dell'ebraismo. Però quasi sempre vengono riportati i suoi titoli "onorifici", molto importanti per la comunità ebraica in generale, perché qualificano la persona per il suo status e lo identificano come riferimento religioso/culturale/sociale. Una relativa voce su Wikipedia penso dovrebbe indicare le alternative, costruendo la frase diplomaticamente come.... "Rabbino maggiore a capo della Comunità israelitica ecc..." o simili.
Spero di esserti stato utile: tienimi informato e... grazie per avermi dato modo di a m’arcord.--Monozigote (disc.) 21:58, 1 giu 2020 (CEST)