Differenze tra le versioni di "Missione a Israele/Paolo e Gesù"

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Il potere di guarire, profetizzare, e fare miracoli non non è si autentica da sé, come potrebbe sembrare dal brano di Paolo. Qui Matteo dice invece che questo potere – che lui, o il suo Gesù, non disputa (il passo ''non'' dice "Signore, non abbiamo forse fatto potenti opere in tuo nome?" "No, voi pensaste di farle, ma in realtà non fu così") – non sistema un bel nulla. Lo ''status'' religioso o spirituale della persona deve basarsi su altri criteri.
 
Gli scribi nel Vengelo di Marco avevano pensato di Gesù in modo simile ({{passo biblico2|Marco|3:22-27}}. Quando Matteo ripete e aggiusta la stessa storia, gli "scribi" diventano "Farisei"; Luca dice semplicemente "alcuni", {{passo biblico2|Matteo|12:22-37}}; {{passo biblico2|Luca|11:14-23}}). Secondo Marco, Gesù aveva viaggiato per tutta la Galilea cacciando demoni; sanando i febbricitanti, i posseduti, e coloro che soffrivanio di varie malattie; curando un lebbroso, un paralitico, e un uomo con la mano avvizzita; e infine nominando "dodici" a predicare e cacciare demoni a loro volta ({{passo biblico2|Marco|3:14-15}}). Gli scribi furono indifferenti. "Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni [Beelzebub]" (cfr. {{passo biblico2|Giovanni|8:48,8:52,10:20}}, dove la gente intorno a Gesù presume semplicemente che "egli ha un demonio"). Di nuovo, non ci sono contestazioni sul fatto che Gesù esegua queste guarigioni ed esorcismi — in effetti, la dichiarazione degli scribi riconosce che egli le esegue. Ma la loro polemica sta a significare che possedere tali poteri, di per se stessi, non stabiliscono null'altro.
 
 
Cito questi passi per fare un punto più rilevante sul modo in cui gli autori neotestamentari considerano i miracoli. Tali accadimenti erano straordinari eppure, allo stesso tempo, non insoliti nel senso di inauditi o unici. Né di per se stessi dicono qualcosa riguardo alla persona che li esegue. Ben altri, oltre Gesù, possono farli. Possono farlo i Gentili di Paolo, secondo la sua testimonianza oculare. Paolo stesso può e li fa, stabilendo pertanto (secondo la sua opinione) la sua autorità quale apostolo ("segni e prodigi e potenti operazioni", {{passo biblico2|2Corinzi|12:12}}; il suo apostolato ai Gentili eseguito con potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito di Dio" {{passo biblico2|Romani|15:19}}). Le tradizioni evangeliche sviluppano il loro ritratto di Gesù, assai centralmente e d'importanza, come esorcista, guaritore, profeta e autore di grandi opere o segni; ma tali poteri vengono attribuiti anche ai suoi discepoli ({{passo biblico2|Marco|6:13}}), a coloro che non lo seguono ma semplicemente cacciano demoni a suo nome ({{passo biblico2|Marco|9:38}}), e persino a quei seguaci che Gesù, alla Fine, ripudierà ({{passo biblico2|Matteo|7:21-23}}). Nei loro sforzi per ingannare gli eletti, anche falsi cristi e falsi profeti "faranno segni e portenti per ingannare" ({{passo biblico2|Marco|13:22}}). E Gesù, nella ripetizione da parte di Matteo della controversia "Beelzebub" imputa esorcismi riusciti anche ai "figli dei Farisei" ({{passo biblico2|Matteo|12:27}}):
{{q|E se io scaccio i demoni con l'aiuto di Beelzebub, con l'aiuto di chi li scacciano i vostri figli? Per questo essi saranno i vostri giudici.}}
 
 
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