Differenze tra le versioni di "Riflessioni su Yeshua l'Ebreo/Sacrificio religioso"

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Le affermazioni di Paolo sullo straordinario potere di Cristo di redimere l'uomo e il cosmo portano alla domanda sul perché solo Cristo avesse il merito superlativo di essere la "primizia di coloro che dormono", nonché la fonte della vita eterna per un'umanità risorta. In un senso importante, sia Paolo che i suoi contemporanei ebrei erano convinti che la disobbedienza fosse l'unico peccato e che tutti gli altri peccati derivassero da quell'unica offesa. Poiché l'ebraismo considerava tutti i comandamenti come espressioni della volontà di Dio, ogni comandamento presentava agli uomini la scelta angosciosa di obbedienza o ribellione contro il Padre onnisciente e onnipotente. Non faceva differenza se un comandamento era ostico per la comprensione umana. Era un atto supremo di arroganza per un uomo giudicare da sé cosa obbedire e cosa non obbedire. Si potrebbe infatti sostenere che l'obbedienza a comandamenti apparentemente irrazionali o insignificanti fosse di maggiore importanza dell'obbedienza a comandamenti il ​​cui scopo poteva essere chiaramente compreso. Il vero problema era se un uomo si sottometteva o si ribellava al suo Creatore. Inoltre, il Creatore aveva sempre ragione poiché la struttura stessa della realtà era il frutto della Sua volontà. Nella religione biblica un uomo che decide da solo a quale dei comandamenti di Dio obbedirà, si mette al posto di Dio, affermando la priorità del proprio giudizio su quello di Dio. Egli giudica ciò che Dio solo può giudicare e, così facendo, si arroga una preminenza che Dio solo possiede giustamente.
 
{{Immagine grande|God judging adam blake 1795.jpg|800px|''"Dio giudica Adamo"'', incisione a rilievo stampata a colori con inchiostro e acquerello su supporto cartaceo, di [[w:William Blake|William Blake]] (1795)}}
Non c'è posto in questo sistema per l'ideale moderno dell'uomo autonomo che considera le proprie azioni come interamente di sua competenza etica. Paolo afferma che Adamo commise il peccato paradigmatico della religione biblica, la disobbedienza. Egli sostiene che a causa della disobbedienza di Adamo nel non adempiere a un singolo comandamento la morte entrò nel mondo. In contrasto, solo Cristo di tutti gli uomini era così perfettamente obbediente da considerare la sua stessa vita di nessuna importanza rispetto alla maestosa struttura della sapienza di Dio. Poiché Paolo considerava Adamo come l'uomo paradigmaticamente peccatore, egli vedeva Cristo come l'unico uomo veramente giusto — poiché l'obbedienza di Cristo si estendeva finanche alla straordinaria agonia della morte sulla croce come innocente senza macchia. Sebbene Paolo offra molti suggerimenti sul motivo per cui la morte di Cristo determinò la liberazione dell'umanità dalle conseguenze del peccato di Adamo, è molto esplicito nell'affermare che Cristo fu uno "spirito vivificante" grazie alla sua obbedienza: "Come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti" ({{passo biblico2|Romani|5:19}}).
 
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