Le strutture basilari del pensiero ebraico/Analisi degli esempi storici: differenze tra le versioni

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{{q|Quei ''Marranos''... che erano disposti a rinunciare a tutti i loro averi e a rischiare la vita stessa, perché si sentivano in dovere di obbedire alla Legge di Mosè che era stata data da Dio stesso, si aspettavano che la vita ebraica in Olanda o in Italia si conformasse al modello di quella Legge di Mosè che, nel suo senso strettamente letterale, aveva significato così tanto per loro. Immaginarsi, quindi, la loro sorpresa quando, al posto del "Mosaismo" che si aspettavano di trovare, si confrontarono invece con un ''[[w:Rabbinismo|Rabbinismo]]... Ma prima o poi questa sorpresa dovette lasciare il posto a un preciso piano d'azione. Si sarebbero adeguati al modello dell'ebraismo rabbinico oppure no?''}}
Non solo i ''Marranos'' erano stati privati della tradizione ebraica per oltre cento anni, in quel periodo avevano accettato (esternamente) una tradizione cristiana. Rinunciarla non sarebbe stato un compito facile e presentava i suoi problemi. Una volta disfatta una tradizione, tutte le tradizione rimangono ugualmente vulnerabili.<ref>Petuchowski, p. 34.</ref>
 
Nieto poteva essere l'uomo perfetto per affrontare tale impresa di "ricostruzione". Secondo gli standard di almeno uno storico, Nieto era l'unico studioso nel mondo ebraico a quel tempo che possedeva una conoscenza abbastanza solida e profonda per farlo.
{{q|Gli ebrei non erano mai stati in una situazione così penosa come alla fine del diciassettesimo e all'inizio del diciottesimo secolo... I precedenti insegnanti d'Europa... erano diventati infantili, o peggio, rimbambiti... Non c'era... quasi nessuna persona che comandasse rispetto e che potesse degnamente rappresentare l'Ebraismo... Pochi rabbini si occupavano di altri rami al di fuori del Talmud o affrontavano un nuovo percorso in questo studio. Le eccezioni si potevano contare. ''Rabbi David Nieto di Londra, era un uomo di cultura. Era un medico, comprendeva la matematica, era sufficientemente in grado di difendere l'Ebraismo dalle calunnie... e aveva scritto molte cose ragionevoli.''<ref>Graetz, pp. 199-200.</ref>}}
Hyamson scrive che egli "spiccava al di sopra delle teste di tutti i suoi predecessori" (p. 82). "In Nieto avevano un uomo che si guadagnava rispetto nei circoli ebraici e non, uno che brillava come studioso nelle sfere religiose e secolari, che aveva alle spalle una storia brillante, e davanti a lui la promessa di una ancora più brillante." (p. 90).
 
Nieto non si accontentava solo di cercare di convincere le persone con una lezione o un sermone occasionali. Egli si era impegnato a presentare un quadro completo e convincente sull'argomento. Intendeva ricostruire la frattura di conoscenza e comprensione verificatasi nella sua comunità e le potenziali vittime che poteva causare.
 
Il problema era doppiamente impegnativo perché non si stava rivolgendo solo a un pubblico passivo e ignorante, ma anche a un'élite ostinata e letterata. Ciò richiedeva, come per Maimonide e Luzzatto, che Nieto avesse, oltre all'impeccabile erudizione, una determinazione e una convinzione personali per confrontare l'opposizione. Essendo tale opposizione rappresentata spesso da persone pronte a rischiare la vita per le proprie convinzioni, la faida era particolarmente appassionata.
 
 
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