Ebrei e Gentili/Universalista: differenze tra le versioni

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È nostro dovere essere più accorti nell'osservanza del comandamento della carità [''tzedakah''] rispetto a qualsiasi altro comandamento positivo, poiché fare la carità è il segno degli individui giusti che sono della progenie di nostro padre Abramo, in quanto sta detto: "Io infatti l'ho scelto, perché ordini ai suoi figli... di mettere in pratica la giustizia [''tzedakah'']" (Gen {{passo biblico|Gen|18:19}}). Il trono d'Israele non può essere stabilito, né la vera fede proclamata, eccetto che mediante la carità, poiché sta detto: "Tu sarai fondata sulla giustizia" (Isa. {{passo biblico|Isa|54:14}}); né Israele sarà redenta, eccetto tramite la pratica della carità, poiché sta detto: "Sion sarà riscattata con la giustizia,i suoi convertiti con la rettitudine" (Isa. {{passo biblico|Isa|1:27}}). Nessun uomo si impoverisce mai dando la carità, né male o danno accade a nessuno per sua ragione, poiché sta detto: "Effetto della giustizia sarà la pace" (Isa. {{passo biblico|Isa|32:17}}). Colui che ha compassione degli altri, gli altri avranno compassione di lui, infatti sta scritto: "Che il Signore... ti conceda misericordia, abbia pietà di te" (Deut. {{passo biblico|Deut|13:18}}). Chiunque è crudele e spietato dà adito al sospetto riguardo alla sua discendenza, poiché la crudeltà si trova solo tra i gentili [''goyim''], poiché sta detto: "Sono crudeli, non hanno pietà" (Geremia {{passo biblico|Geremia|50:42}}). Tutti gli Israeliti e coloro che si accompagnano a loro [''hanilvim aleihem''] sono tra loro come fratelli, poiché sta scritto: "Voi siete figli per il Signore Dio vostro" (Deut. {{passo biblico|Deut|14:1}}). Se fratello non dimostra compassione a fratello, chi lo farà? E verso di chi alzeranno gli occhi i poveri d'Israele? Verso i gentili che li odiano e li perseguitano? Pertanto i loro occhi si volgono soltanto verso i loro fratelli.<ref>Maimonide, ''Libro dell'Agricoltura'', trad. {{en}} Klein, 89 (con minimi emendamenti, secondo le letture dei MSS citati nell'edizione della ''Mishneh Torah'' di Shabse Frankel.</ref>
:4. "Leggi su Ingiurie e Danni", 5:10
Alla persona ferita, tuttavia, è proibito essere dura e negare il perdono, poiché tale comportamento non si confaconfà alla progenie d'Israele.<ref>Maimonide, ''Libro dei Torti'', trad. {{en}} Klein, 178 (con emendamenti).</ref>
:5. "Leggi sugli Schiavi", 9:8
È permesso far lavorare uno schiavo pagano con alacrità e rigore. Sebbene tale sia la regola, è qualità della religiosità [''ḥasidut''] e la via della saggezza che un uomo sia misericordioso e persegua giustizia e non renda pesante il suo giogo sullo schiavo o lo affligga, ma gli dia da mangiare e da bere di tutti i cibi e bevande... Pertanto il padrone inoltre non deve disonorarli con mano o parola, perché la legge scritturale li ha portati alla schiavitù ma non alla disgrazia. Né si deve riempire lo schiavo di abusi ed ira, ma si deve parlargli garbatamente ed ascoltare le sue richieste. Così viene spiegato anche nei buoni percorsi di Giobbe, di cui egli si vantava: "Se ho negato i diritti del mio schiavoe della schiava in lite con me... Chi ha fatto me nel seno materno, non ha fatto
 
Nel secondo passo, Maimonide, seguendo il Talmud, associa impudenza, crudeltà, misantropia e omissione di svolgere atti di amorevolezza, coi Gabaoniti specificamente, non con non-ebrei genericamente. Inoltre, egli associa modestia, misericordia e amorevolezza<ref>La modestia è l'opposto dell'impudenza, la misericordia l'opposto della crudeltà e della misantropia, e agire con amorevolezza è l'opposto di non agire mai così.</ref> con la "nazione santa" (''ha’umah hakedoshah'') di Israele. Proprio come Maimonide qui parla non dei non-ebrei genericamente, ma dei Gabaoniti in particolare, così anche, penso, è legittimo interpretare il primo passo, con la sua enfasi sui Gabaoniti, come si riferisse solo ad alcuni non-ebrei. In questo passo, Israele viene chiamato "la nazione santa". Ho già dimostrato in un altro studio (quello sulla ''[[Essenza trascendente della santità|Santità]]'') che per Maimonide la santità è una materia di ''status'' halakhico, non una caratteristica intrinseca. Pertanto, la santità non è una caratteristica degli ebrei in quanto tali, ma una condizione ottenuta mediante atti effettivi di "modestia, misericordia e amorevolezza".
 
Nel terzo brano Maimonide associa la filantropia con gli "individui giusti che sono della progenie di nostro padre Abramo" (''tzadikei zera avraham avinu'') — non tutti della progenie di Abramo sono giusti, ma quegli individui che praticano la carità.<ref>Da notare che anche Ismaele discendeva da Abramo; non c'è nulla in questo passo che possa imputare a Maimonide l'asserzione che gli arabi in generale e i mussulmani in particolare non pratichino la carità. In effetti, poiché la carità è un a dei pilastri dell'Islam, come Maimonide senza dubbio sapeva, è probabile che egli fosse direttamente conscio degli atti di carità da parte dei mussulmani tra i quali viveva. Sull'uso da parte di Maimonide del termine ''zera avraham'', lett. "seme di Abramo", si veda ''MT'' "Leggi dei Re", 10:7: "Ne consegue che è il discendente [''zera''] di Abramo, solo colui che aderisce alla sua legge e alla sua giusta via". Come sottolinea Hannah Kasher, in questo con teston Maimonide assegna alla parola ''zera'' un "significato religioso e morale. La singolarità genetica di Isacco è radicata nei valori spirituali" ("Maimonides' View of Circumcision", 105). Io lo interpreto differentementa da Kasher: non che i discendenti di Isacco hanno "singolarità genetica", ma che non tutti i discendenti di Abramo (attraverso Isacco) possano essere veramente e appropriatamente chiamati ''zera avraham''.</ref> La crudeltà, continua Maimonide, si trova solo tra i non-ebrei (''goyim''). Significa tutti i non ebrei? In primo luogo il termine "non-ebreo" nella ''Mishneh Torah'', come notato ''supra'', di solito significa idolatra. Inoltre, ci vien detto che coloro che si aggregano (''nilvim aleihem'')<ref>La frase deriva da Isa {{passo biblico|Isa|56:6}} ed Ester {{passo biblico|Ester|9:27}}: ''coloro che si aggiungono, che si uniscono''. In entrambi i punti il riferimento sembra essere riferito a "compagni di viaggio" e non "convertiti". L'uso del termine da parte di Maimonide in ''MT'' "Leggi sull'Idolatria", 1:3, e "Leggi sull'Omicida", 13:14, è ambiguo in merito a questo caso.</ref> a Israele "sono tra loro come fratelli" che sono misericordiosi l'un l'altro. Chiaramente, stiamo parlando qui di "Israele dello spirito" in contrasto con "Israele della carne", altrimenti che senso avrebbe includere coloro che si aggregano a Israele tra quelli che sono misericordiosi l'un l'altro?<ref>Cfr. Levinger, ''Maimonides as Philosopher and Codifier'', 89.</ref> A chi deve ricorrere il povero per soccorso? Solo tra di loro e a quelli che si sono uniti alla Torah; dopo tutto, i non-ebrei, cioè gli idolatri, odiano gli ebrei. Ciò che non si può dedurre da questo passo, quindi, è che Maimonide ritiene misericordiosi tutti gli ebrei in quanto tali, crudeli tutti i non-ebrei in quanto tali e che tutti i non-ebrei in quanto tali odiano gli ebrei. Maimonide cita sette versetti onde imprimere al lettore l'importanza di fare la carità come espressione di compassione. Se gli ebrei come tali fossdero stati caritatevoli di natura, Maimonide non avrebbe insistito così tanto per convincerli a fare la carità.<ref>Per un altro esempio di testo persuasivo scritto da Maimonide, si veda ''MT'' "Leggi dell'Idolatria", 11:16: "Queste pratiche sono tutte false e ingannevoli, e furono mezzi usati dagli idolatri per ingannare i popoli di varie nazioni e indurli a diventare loro seguaci. Non è appropriato per gli Israeliti che sono altamente intelligenti [''ḥakhamim meḥukamim''] sopportare di essere illusi da tali insensatezze o immaginare che ci sia qualcosa in esse" (''Libro della Conoscenza'', trad. Hyamson, 80''a''). Maimonide certamente non credeva che ''tutti'' gli ebrei fossero proprio altamente intelligenti! Chiunque abbia familiarità coi suoi scritti può indicare molti punti in cui egli afferma esattamente il contrario.</ref>
 
 
 
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