Ebrei e Gentili/Universalista: differenze tra le versioni

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anche lui? Non fu Lo Stesso a formarci nel seno?" (Giobbe {{passo biblico|Giobbe|31:13,15}}). Crudeltà e sfrontatezza non sono frequenti, eccetto che tra i gentili incirconcisi.<ref>Seguo qui i MSS e le prime edizioni, e non il testo presente in gran parte delle edizioni contemporanee: "eccetto che tra i gentili che adorano idoli". Questa versione successiva sembra essere stato un tentativo di placare censori cristiani.</ref> La progenie di nostro padre Abramo tuttavia, cioè gli Israeliti, sui quali il Santo, che Egli sia benedetto, concesse il favore della Torah e impose loro statuti e giudizi, sono gente misericordiosa che hanno misericordia di tutti. Pertanto è dichiarato dagli attributi del Santo, che Egli sia benedetto, che ci viene ingiunto di imitare: "E pieno di compassione per tutte le Sue opere" (Salmi {{passo biblico|Salmi|145:9}}). Inoltre, chiunque ha compassione riceverà compassione, poiché sta detto: "Ed Egli ti conceda misericordia, abbia pietà di te e ti moltiplichi" (Deut. {{passo biblico|Deut|13:18}}).<ref>Maimonide, ''Libro delle Acquisizioni'', trad. {{en}} Klein, 281-2 (con emendamenti).</ref>
 
Prima di analizzare questi passi separatamente, penso sia giusto asserire che un modo ragionevole di interpretarli sia come affermazioni normative e non descrittive. Maimonide non sta descrivendo come gli ebrei si comportino in realtà; piuttosto, egli sta prescrivendo come gli ebrei si dovrebbero comportare. Dire alle persone che certi tipi di comportamento mettono in dubbio il loro lignaggio è un modo efficace per non farli comportare in quella maniera. Ciò mi sembra particolarmente chiaroò nel terzo, quarto e quinto brano di cui ''supra'', ma ad esser sinceri potrebbe applicarsi a tutti e cinque i passi.
 
Ora, esaminiamo il primo passo; in esso Maimonide dice che "il perdono è naturale per la progenie d'Israele, caratteristico del loro cuore retto". Gli ebrei sono qui contrapposti ai "gentili dal cuore incirconciso". Per leggere questo testo in modo particolarista, si devono fare le seguenti supposizioni: la "progenie d'Israele" come tale è caratterizzata da rettitudine di cuore, mentre i non-ebrei come tali hanno cuori incirconcisi. Ma il testo potrebbe essere interpretato altrettanto facilmente nella seguente maniera: quegli ebrei che hanno "cuori retti" sono superiori a quei non-ebrei che hanno "cuori incirconcisi". Questa lettura permette la possibilità che ci siano ebrei con cuori incirconcisi e non-ebrei con cuori retti o, perlomeno, che ci siano non-ebrei con cuori retti. Una ragione per preferire questa lettura è il riferimento di Maimonide ai Gabaoniti. Si diceva che i Gabaoniti rappresentassero la qualità della crudeltà.<ref>TG ''Kid.'' 4:1.</ref> Ma, come apprendiamo dal nostro secondo passo, Maimonide non pensava che tutti i non-ebrei fossero crudeli di natura. In base a ciò, penso sia giusto interpretare il nostro primo passo come riferimento a non-ebrei crudeli, e non a tutti i non-ebrei in quanto tali. C'è un'altra ragione per interpretare il nostro passo in questo modo. Maimonide chiaramente ammetteva la possibilità di non-ebrei saggi. La perfezione morale è un requisito indispendabile della saggezza. Pertanto, non tutti i non-ebrei possono essere immorali.<ref>Dati gli elogi di Aristotele e di altri filosofi da parte di Maimonide nella sua famosa lettera a Samuel ibn Tibbon, questo punto diventa ovvio. Per un'ottima discussione della lettera a ibn Tibbon, si veda S. Harvey, "Maimonides' Letter to Samuel ibn Tibbon".</ref> Dati i commenti spesso acerbi di Maimonide riguardo ai suoi correligionari, non c'è bisogno di dire che egli non pensava che tutti gli ebrei avessero cuori retti.<ref>Per uno dei molti esempi, si veda la parabola del palazzo in ''Guida'' iii.51.</ref> Degno di nota è il fatto che il termine "cuori incirconcisi" deriva da Geremia {{passo biblico|Geremia|9:25}}, dove il referente sono gli ebrei, e non i non-ebrei.
 
Nel secondo passo, Maimonide, seguendo il Talmud, associa impudenza, crudeltà, misantropia e omissione di svolgere atti di amorevolezza, coi Gabaoniti specificamente, non con non-ebrei genericamente. Inoltre, egli associa modestia, misericordia e amorevolezza<ref>La modestia è l'opposto dell'impudenza, la misericordia l'opposto della crudeltà e della misantropia, e agire con amorevolezza è l'opposto di non agire mai così.</ref> con la "nazione santa" (''ha’umah hakedoshah'') di Israele. Proprio come Maimonide qui parla non dei non-ebrei genericamente, ma dei Gabaoniti in particolare, così anche, penso, è legittimo interpretare il primo passo, con la sua enfasi sui Gabaoniti, come si riferisse solo ad alcuni non-ebrei. In questo passo, Israele viene chiamato "la nazione santa". Ho già dimostrato in un altro studio (quello sulla ''[[Essenza trascendente della santità|Santità]]'') che per Maimonide la santità è una materia di ''status'' halakhico, non una caratteristica intrinseca. Pertanto, la santità non è una caratteristica degli ebrei in quanto tali, ma una condizione ottenuta mediante atti effettivi di "modestia, misericordia e amorevolezza".
 
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